Produttori del Gavi: la qualità e le sfide future

Introduzione

Eccoci – con la cantina Produttori del Gavi – a iniziare il percorso, preannunciato in un mio precedente articolo, tra alcune cantine sociali piemontesi – anche se in realtà ci concederemo alcune importanti divagazioni geografiche – che, a mio avviso, non solo hanno già intrapreso una strada di ricerca della qualità e della sostenibilità, ma hanno già raggiunto degli eccellenti risultati in tal senso.

Veduta panoramica della cantina dei Produttori del Gavi, immersa nel verde delle colline circostanti.

La Cantina Produttori del Gavi

La Cantina Produttori del Gavi, fondata nel 1951, rappresenta un esempio significativo di cooperazione vitivinicola in Piemonte, con una storia radicata nel territorio e un forte impegno verso la qualità. Con circa 80 soci e 250 ettari vitati, la cantina si distingue per un modello organizzativo rigoroso e una visione proiettata al futuro, pur mantenendo salde le proprie radici. Il dialogo con Orietta Alice, socia e membro del Consiglio di Amministrazione, ha permesso di approfondire la complessa realtà di questa cooperativa, evidenziandone i punti di forza, le criticità e le prospettive di sviluppo. Un racconto che parte da una base solida, costruita su regole ferree e un profondo legame con la terra, per arrivare alle sfide del mercato globale e alla necessità di un rinnovamento culturale e di immagine.

Degustazione di Gavi nel wineshop della Cantina dei Produttori del Gavi
Il wineshop della Cantina Produttori del Gavi

Struttura e obblighi dei soci: il segreto della longevità

Il Consiglio di Amministrazione, composto da 11 membri attinti dalla compagine sociale, guida la Cantina. La struttura di governance riflette la natura stessa della cooperativa: i soci, conferitori di uve, sono – e devono essere – i protagonisti della vita aziendale. Essi sono legati da obblighi stringenti che ne garantiscono la stabilità e la qualità della produzione.

Le regole virtuose

Tra queste regole, spiccano l’”obbligo a vita“, che vincola il socio alla cantina Produttori del Gavi fino alla cessazione dell’attività agricola, e il “conferimento totale” delle uve a bacca bianca, prevalentemente cortese. Questi vincoli, seppur gravosi, hanno permesso alla cantina di sopravvivere per oltre 70 anni, garantendo una base produttiva costante e consentendo una pianificazione a lungo termine. Questa solidità ha reso possibili importanti investimenti, come i quasi 600.000 euro spesi di recente per ammodernare le strutture e le tecnologie di vinificazione. La certezza di poter contare su un determinato quantitativo di uve ogni anno, al netto delle naturali variazioni dovute alle annate, permette di programmare lo sviluppo aziendale con una visione strategica che molte altre cantine sociali, prive di tali vincoli, non possono permettersi. Questo modello, che potrebbe sembrare anacronistico, si rivela invece un punto di forza in un mercato sempre più volatile e competitivo.

Un grappolo di uva cortese, vitigno autoctono utilizzato dai Produttori del Gavi per creare il loro vino bianco.
Grappolo di cortese - Foto di Maurizio Ravera - credits Well Com

La ricerca della qualità: un impegno a 360 gradi

La qualità è un pilastro fondamentale per la Cantina Produttori del Gavi e viene perseguita in ogni fase della filiera, dalla vigna alla bottiglia. L’approccio è meticoloso e scientifico: l’enologo aziendale – Andrea Pancotti – controlla le curve di maturazione direttamente nei vigneti dei soci per stilare un calendario di conferimento ottimale, assicurando che ogni grappolo venga raccolto al momento perfetto.

Il conferimento in cantina

All’arrivo in cantina, le uve sono analizzate in un moderno laboratorio interno. La retribuzione ai soci non è indifferenziata, ma si basa su un sistema premiante che valuta il grado zuccherino (grado Babo) e la qualità complessiva delle uve. Questo meccanismo incentiva i soci a lavorare meglio in vigna, promuovendo una cultura della qualità che si riflette nel prodotto finale. L’impegno per l’eccellenza prosegue con l’adozione di tecnologie all’avanguardia come lo scambiatore di calore, che permette di ridurre drasticamente l’uso di solfiti e una pressatura soffice per preservare al meglio gli aromi. La tracciabilità completa della filiera, garantita dal controllo diretto sulla materia prima fornita dai soci, è un ulteriore elemento di garanzia per il consumatore. La cantina si impegna anche nella valorizzazione delle diverse espressioni del Gavi DOCG, vinificando separatamente le uve provenienti da terreni differenti, come le terre rosse e le terre bianche, per esaltarne le peculiarità.

Mappa dettagliata della zona del Gavi, che mostra la localizzazione delle principali tipologie di suolo - ovvero terre bianche e terre rosse oltre alla zona di produzione del Gavi DOCG del Comune di Gavi - dove sono allevati i vigneti dei Produttori del Gavi.
Mappa della distribuzione delle terre bianche e delle terre rosse oltre alla zona di produzione del Gavi DOCG del Comune di Gavi - Credits Well Com - Clicca sull'immagine per ulteriori informazioni dal sito dei Produttori del Gavi

Produzione e immagine: una dicotomia da superare

Attualmente, la cantina produce circa 250.000 bottiglie a proprio marchio, ma il cuore della sua attività rimane la vendita di vino sfuso in cisterna, che rappresenta circa l’85% della produzione totale.

Questo vino viene acquistato da imbottigliatori, anche di grande prestigio, che lo commercializzano con i loro marchi. Si crea così una notevole discrepanza tra l’eccellente qualità del vino, riconosciuta dagli addetti ai lavori, e un’immagine pubblica della cantina poco curata e quasi inesistente.

Questa è stata una delle principali sfide affrontate negli ultimi anni da Orietta Alice che, con la sua visione progressista, si è dedicata a rinnovare l’immagine della Cantina, lavorando su nuove etichette, un sito internet moderno e una presenza attiva sui social media. L’obiettivo strategico è quello di aumentare progressivamente la produzione di vino imbottigliato con il proprio marchio, per far conoscere e valorizzare il nome della cantina e il lavoro dei suoi soci.

Un altro scorcio del magnifico paesaggio vitivinicolo dove nascono i vini dei Produttori del Gavi.
Alcuni vigneti dei Soci - Foto di Maurizio Ravera - credits Well Com

Storia e futuro: una sintesi complessa

Come già scritto, la Cantina nasce il 23 settembre 1951, una data simbolica che segna la volontà dei produttori di affrancarsi dallo strapotere dei commercianti di uve, che all’epoca imponevano prezzi e condizioni a loro piacimento.

Questa storia, fatta di orgoglio e senso di appartenenza, è un patrimonio che si sta cercando di recuperare e valorizzare, anche attraverso la ricerca di foto e documenti d’epoca. Il futuro della cantina si gioca sulla capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione. Da un lato, si vuole mantenere il forte legame con il territorio e con i soci, che rappresentano l’anima della cooperativa, dall’altro, si punta a rafforzare la presenza sul mercato, non solo all’estero – dove il Gavi DOCG è molto apprezzato – ma anche in Italia, dove il consumo di questo vino è ancora limitato e poco consapevole.

La crisi dei mercati

La crisi dei mercati russo e ucraino ha reso ancora più evidente la necessità di diversificare, puntando con maggiore convinzione sul mercato interno. Si tratta di una sfida culturale, prima ancora che commerciale, che coinvolge tutti i soci e mira a consolidare il ruolo della Cantina Produttori del Gavi come ambasciatrice di un territorio unico.

Le “nuove vie”

La Cantina sta inoltre esplorando nuove opportunità, come la produzione di un Gavi DOCG del Comune di Tassarolo e la valorizzazione di specifiche sottozone, per differenziare l’offerta e rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento e curioso. La collaborazione con altre realtà del territorio, come le altre cantine sociali piemontesi, e la partecipazione a eventi e manifestazioni sono altrettanti strumenti per promuovere non solo il proprio vino, ma l’intera denominazione del Gavi. La visione di Orietta Alice è quella di una cantina che non sia solo un luogo di produzione, ma un centro di aggregazione e di diffusione di cultura, capace di creare ricchezza per il territorio e di offrire opportunità di lavoro ai giovani. Un modello di cooperazione virtuoso, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.

La sala di degustazione della Cantina dei Produttori del Gavi
La nuova sala degustazione

La Cantina dei Produttori del Gavi nelle parole di Orietta Alice

Le righe che seguiranno rappresentano una brevissima intervista ad Orietta su un paio di temi di scottante attualità non solo per questo territorio ma, più in generale, per l’intera filiera vitivinicola italiana.

Augusto

Il mondo del vino italiano – e mondiale – è percorso da brividi di paura per una reale, possibile o temuta crisi del settore. Il Gavi DOCG ha già risentito della guerra in Ucraina e delle relative sanzioni alla Russia, tradizionalmente due paesi i cui mercati sono da lungo tempo molto interessati a questo grande bianco piemontese. Alla luce di questo dato di fatto, come credi potranno influire i dazi imposti da Trump ai prodotti dell’U.E. e, cosa ancora più importante, come valuti la situazione attuale della filiera vitivinicola nel tuo territorio e, più in generale, nei principali mercati italiani e mondiali?

Orietta

La situazione purtroppo è molto complessa. Ci sono aziende nel Gavi DOCG che esportano in America, ci sono navi cariche a Livorno che aspettano di partire. Per noi della nostra cooperativa la situazione è pesante – non tanto quella dell’imbottigliato perché esportiamo in America solo dalle 20.000 alle 25.000 bottiglie di Gavi DOCG – ma, purtroppo, il problema si riflette soprattutto sulla vendita di una minore quantità di Gavi DOCG sfuso.

Augusto

La Cantina dei Produttori del Gavi ha, negli ultimi anni, affrontato grossi investimenti nelle strutture di produzione e accoglienza oltre che, ovviamente, nelle attrezzature di cantina. Quali sono, alla luce della tua lunga esperienza, le strade virtuose da percorrere per far crescere la Denominazione e l’intero territorio, sempre nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale oltre che in quello, da voi già ampiamente perseguito e raggiunto, dell’alta qualità dei vostri vini?

Orietta

Negli ultimi anni sono stati affrontati temi importanti quali quello dell’accoglienza e dell’enoturismo, che hanno richiesto ingenti investimenti, oltre a investimenti altrettanto significativi nelle attrezzature di cantina.

Le strade virtuose da percorrere sono, in prima battuta, quella della Social Economy, ovvero una viticoltura moderna e sostenibile che coniughi l’efficienza economica con l’impatto sociale positivo attraverso il miglioramento del contesto territoriale nonché mediante progetti dedicati alla sensibilizzazione su argomenti di grande valore sociale.

Un’altra strategia sarà volta alla ricerca di nuovi mercati verso Oriente dove la popolazione cresce parallelamente al proprio PIL dando vita a importanti opportunità anche per prodotti di qualità.

Di grande importanza saranno, inoltre, le politiche interne alla Cantina finalizzate ad aumentare la vendita e il volume dell’imbottigliato rispetto allo sfuso, creando etichette sempre di maggiore pregio: prodotti invecchiati supportati da ricerche in vigna sui cloni oltre che da azioni volte alla moderazione delle quantità prodotte.

Paesaggio collinare del Gavi, con i vigneti che si estendono a perdita d'occhio, cuore della produzione dei Produttori del Gavi.
Uno splendido scorcio sulle colline del Gavi DOCG - Foto di Maurizio Ravera - credits Well Com

Le degustazioni

Ho avuto il piacere di assaggiare tutti i vini che mi appresto a raccontare, in compagnia di Orietta, nel corso della mia visita alla sede della Cantina dei Produttori del Gavi il giorno 5 agosto 2025. I vini saranno descritti seguendo l’ordine di degustazione con cui mi sono stati presentati presso i Produttori del Gavi.

I vini dei Produttori del Gavi degustati nel corso della mia visita
I vini dei Produttori del Gavi degustati nel corso della mia visita

Il Forte – Gavi DOCG – 2024

La vigna e la cantina

Le uve utilizzate nella produzione di questo Gavi DOCG provengono da vigneti prevalentemente situati su terre rosse a quote comprese fra i 180 e i 200m s.l.m. In parte, tali vigneti godono di un’esposizione sud-orientale mentre altri sono allevati sull’altopiano dell’antico terrazzo alluvionale.

Il Forte è vinificato completamente in acciaio e sosta, prima dell’imbottigliamento, per tre mesi sulle fecce nobili all’interno delle stesse vasche inox; riposa un mese in bottiglia prima di essere posto in commercio.

Il Forte - Uno dei Gavi DOCG dei Produttori del Gavi

La degustazione

Di color paglierino chiaro e cristallino, questo Gavi DOCG mostra un quadro olfattivo tipico e fine nel quale è facile riconoscere i sentori di pesca bianca, pera e uva spina, affiancati da quelli del bergamotto e delle erbe aromatiche; il quadro olfattivo trova la sua piena espressione grazie alla tipica nota di mandorla dolce.

Al palato, è morbido, di corpo, fresco e sapido, con una beva snella e agile ma, nel contempo, certamente non banale; buona la persistenza.

Maddalena – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2024

La vigna e la cantina

Questo Gavi DOCG del comune di Gavi nasce da uve ottenute da vigne allevate su terre bianche marnose e con una buona componente di sabbia. Tali vigneti sono situati tra i 290 e i 300m s.l.m. lungo pendii con esposizione tra sud e sud-est.

La vinificazione è avvenuta in vasche di acciaio a temperatura controllata e, in seguito, il vino è stato affinato per almeno sei mesi sulle proprie fecce nobili; da ultimo, ha atteso per almeno due mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita.

Maddalena - Gavi DOCG del Comune di Gavi dei Produttori del Gavi

La degustazione

Di color giallo-verdolino, il Maddalena offre un naso con profumi più dolci del precedente ma sempre fini e di buona intensità. Le note di pesca bianca matura, pera matura, confetto e mandorla fresca sono attraversate da una leggera vena balsamica che conferisce all’insieme una piacevole verticalità olfattiva.

Il sorso è ricco, morbido e avvolgente ma, nel contempo, di compiuto equilibrio, in virtù della vestita freschezza e della ben presente sapidità. La beva rimane agile e di grande soddisfazione; lunga la persistenza.

Aureliana – Gavi DOCG – 2023

La vigna e la cantina

L’Aureliana nasce da uve ottenute da vigneti situati su terre rosse a quote comprese fra i 200 e i 250m s.l.m. che si avvantaggiano di una favorevole esposizione sud-orientale.

La fermentazione si svolge per la prima parte in vasche di acciaio termocontrollate; circa il 30 – 40% della massa termina la fermentazione in barrique piegate a vapore di secondo e terzo passaggio

In seguito, affina sulle fecce nobili prima in acciaio, per un periodo di almeno cinque mesi, per poi continuare la propria maturazione in barrique per un periodo compreso fra i cinque e i sette mesi durante i quali è soggetto a bâtonnage settimanali. Infine, riposa per almeno tre mesi in bottiglia prima della sua messa in vendita

Aureliana - Uno dei Gavi DOCG dei Produttori del Gavi con parziale maturazione in barrique

La degustazione

L’Aureliana offre una paletta olfattiva di notevole finezza e buona intensità, nella quale le note di frutta gialla matura, quelle agrumate del bergamotto e del mandarino e quelle floreali della ginestra sono armoniosamente frammiste a una leggera sensazione di tostatura che riporta alla mente il caffè.

Il sorso è molto ricco, ampio e avvolgente, di ottimo corpo e notevole morbidezza. La vivida freschezza e la sapidità gli conferiscono il dovuto equilibrio, dando origine a un vino molto piacevole da bere – senza però mai scivolare nel banale – e, nel contempo, dalla persistenza molto lunga.

Primi Grappoli – Gavi DOCG – 2024

La vigna e la cantina

Questo vino nasce dalle stesse uve con cui viene prodotto l’Aureliana dal quale differisce per la vinificazione e l’affinamento svolti esclusivamente in acciaio con un periodo di circa sei mesi di permanenza sulle proprie fecce nobili.

Primi Grappoli - Uno dei Gavi DOCG dei Produttori del Gavi

La degustazione

Dal calice, nel quale sfoggia un cristallino color paglierino, il Primi Grappoli 2024 ci regala un intenso e fine arcobaleno di profumi fruttati di pesca a polpa bianca, bergamotto e lievi sentori di banana; a questa prima “ventata” fruttata si affiancano – in eccellente armonia – sensazioni di erbe aromatiche oltre al tipico sentore di mandorla dolce.

Al palato, è ampio, rotondo e avvolgente ma, nel contempo, snello e agile grazie alle durezze – freschezza e sapidità – ben percepibili ma perfettamente integrate e capaci di dar vita a un vino teso, lineare e, nel contempo, di ottimo equilibrio; lunga la persistenza e piacevole la garbata chiusa ammandorlata, tipica della Denominazione.

GG – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2021

La vigna e la cantina

I vigneti di provenienza delle uve utilizzate per il GG 2021 sono allevati su terre bianche marnose con buona presenza di sabbia a una quota di circa 300m s.l.m. lungo versanti che godono di esposizione a mezzogiorno; le viti di tali vigneti hanno, in media, circa 50 anni di età.

La vinificazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata alla quale seguono almeno otto mesi di affinamento, sempre in acciaio, sulle proprie fecce fini. Questo GG è stato posto in vendita dopo un periodo di sei mesi di riposo in bottiglia.

GG - Gavi DOCG del Comune di Gavi dei Produttori del Gavi

La degustazione

Il color giallo verdolino intenso e lucente di questo Gavi DOCG del Comune di Gavi ci introduce a un panorama olfattivo più improntato alla finezza che all’intensità, nel quale si inframmezzano note di frutta a polpa bianca, uva spina e bergamotto oltre alle immancabili sfumature di erbe aromatiche.

Il sorso, dall’attacco assai fresco e sapido, si rivela ampio, rotondo e dinamico nonché capace di esprimere un’impeccabile piacevolezza di beva in virtù dell’ottimo equilibrio offertogli dalla vibrante freschezza e da una sapidità assai importante; decisamente lunga la persistenza e molto gradevole il fin di bocca.

G – Gavi DOCG – 2022

La vigna e la cantina

Le uve utilizzate nella produzione del G provengono da vigneti prevalentemente situati su terre rosse ricche di argille, a quote comprese fra i 250 e i 290m s.l.m. Tali vigneti sono allevati su pendii che godono di un’esposizione tra sud e sud-est.

La vinificazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata alla quale seguono almeno sei mesi di affinamento, sempre in acciaio, sulle proprie fecce fini. Questo Gavi DOCG è stato posto in vendita dopo un periodo di almeno sei mesi di riposo in bottiglia.

G - Uno dei Gavi DOCG dei Produttori del Gavi

La degustazione

Il G 2022 sfoggia un luminoso color paglierino che anticipa un “naso” elegante e tipico nel quale, tra le maglie delle sensazioni di frutta a polpa bianca ancora fragrante, si fanno strada nitidi sentori di limone e pompelmo giallo accompagnati da note di gelsomino, erbe aromatiche e mandorla dolce.

Il sorso, meno opulento di quello del vino precedente, rimane impresso per il compiuto equilibrio oltre che per la beva agile e, nel contempo, di grande carattere; lunga la persistenza.

Gavi DOCG Metodo Classico Brut (36 mesi)

La vigna e la cantina

Le uve utilizzate nella produzione di questo Gavi DOCG Metodo Classico provengono da vigneti prevalentemente situati su terre rosse a quote comprese fra i 200 e i 250m s.l.m. In parte, tali vigneti godono di un’esposizione meridionale mentre altri sono allevati sull’altopiano dell’antico terrazzo alluvionale.

La base spumante è vinificata completamente in acciaio e, dopo il tiraggio, continua la seconda fermentazione in bottiglia a 13°C per circa un mese; l’affinamento, sempre in bottiglia, sui lieviti si protrae per 36 mesi e il suo residuo zuccherino alla messa in vendita è di poco inferiore ai 4g/l. La sboccatura della bottiglia è avvenuta nel corso del 2024.

Il Gavi DOCG Metodo Classico Brut 36 mesi realizzato dai Produttori del Gavi

La degustazione

Di color paglierino brillante arricchito da un perlage fine e persistente, questo Metodo Classico apre al naso con piacevoli note di crosta di pane e di frutta a polpa bianca; dopo una breve attesa, dal calice emergono altre eleganti sensazioni, ben riconducibili agli agrumi gialli, al fieno e alle mandorle dolci.

L’attacco al palato è diretto e nitido con un’effervescenza piacevolmente decisa pur se fine e delicata; al centro bocca, è di corpo, morbido e sostenuto da una vibrante freschezza e da una ben presente sapidità che gli conferiscono una beva snella e di carattere; lunga la persistenza.

Gavi DOCG Metodo Classico Brut (55 mesi)

Nel corso della mia visita presso i Produttori del Gavi – la prima cantina della Denominazione che, nel 1977, ha iniziato a produrre Metodo Classico – ho avuto il piacere e il privilegio di assaggiare una “selezione” dello stesso Metodo Classico che ha, però, goduto di una permanenza sui lieviti di 55 mesi; la sboccatura è stata effettuata nel corso del 2023.

Il Gavi DOCG Metodo Classico Brut 55 mesi realizzato dai Produttori del Gavi

La degustazione

Di color paglierino intenso con un perlage molto fine e persistente, questa seconda “versione” manifesta immediatamente la sua lunga permanenza sui lieviti offrendoci un bouquet di notevole eleganza nel quale, alle note di frutta a polpa gialla matura, si affiancano quelle dei fiori di ginestra e del cedro candito oltre ai sentori di crème brûlée e piccola pasticceria da forno.

Il sorso, rotondo e ampio, è reso ancora più intrigante da un’effervescenza setosa e avvolgente. L’equilibrio dell’insieme è garantito dalla vivida freschezza e dalla spiccata sapidità che, nel loro insieme, gli conferiscono una beva importante ma certo non stucchevole; molto lunga la persistenza.

Contatti

Produttori del Gavi

Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 45

15066, Gavi (AL)

info@produttoridelgavi.com

Sito aziendale

Read Previous

Maddalena Mazzeschi: “Tappi, tacchi e miracoli – Il lato spirit…oso della comunicazione del vino”

Read Next

Il calice adatto: una guida alla scelta del bicchiere da vino