• Sab 13 Ago 2022

La viticoltura, la biodinamica e il mercato ai tempi di Covid-19 nelle parole di Piero Rossi Cairo

La vitivinicoltura è un settore estremamente complesso che deve conciliare necessità che, a prima vista, possono apparire tra loro contrastanti quali la tutela dell’ambiente e la salute dei vigneti, la tipicità delle produzioni e gli aspetti più “modaioli” dei mercati nonché il mantenimento del ricchissimo patrimonio ampelografico italiano con le conoscenze e i gusti dei consumatori che troppo spesso si concentrano solo su vitigni e Denominazioni note trascurando prodotti che nulla hanno da invidiare ad altri ben più blasonati. Il 2020, come tutti ben sappiamo, ha visto, inoltre, l’imporsi sulle vite di tutti noi – e quindi anche su quelle dei vignaioli – di un nuovo e devastante problema: la pandemia di Covid-19. È evidente che, fatta salva l’assoluta dovuta preminenza pratica ed etica degli aspetti di tutela della salute pubblica, tale situazione ha impattato pesantemente anche sulle aziende vitivinicole avendo causato la chiusura di bar e ristoranti, il blocco delle attività enoturistiche oltre che di tutti quegli eventi promozionali pubblici, privati e associativi quali fiere, eventi e serate di degustazione che hanno cercato un estremo rifugio nel mondo del WEB.

Vigneti a La Raia – Foto C. Dutton

Nel corso dell’intervista che seguirà, Piero Rossi Cairo – titolare dei Tenimenti Rossi Cairo – ci offrirà il suo punto di vista riguardo ad alcuni dei problemi citati nelle precedenti righe sulla scorta della propria esperienza maturata con la gestione in prima persona delle due Aziende vitivinicole di famiglia: La Raia – a Novi Ligure (AL), all’interno del territorio del Gavi Docg – e Tenuta Cucco, a Serralunga d’Alba (CN), nel cuore delle Langhe e dell’area di produzione del Barolo Docg.

Tenimenti Rossi Cairo

La Raia

L’Azienda La Raia, a Novi Ligure (AL), è stata acquisita dalla famiglia Rossi Cairo nel 2003 ed è condotta secondo i criteri dell’agricoltura biodinamica – con certificazione Demeter – a partire dal 2007. La sua produzione è in gran parte centrata sul Gavi Docg, del quale realizza tre etichette differenti, ma sono di sicuro interesse sono anche le due referenze di Piemonte Doc Barbera. Attualmente, l’Azienda – che si estende per circa 180 ettari tra vigne, pascoli, seminati e boschi – può contare su una superficie vitata di circa 45ha dei quali circa 40 a uve cortese. Per ulteriori approfondimenti su La Raia, sui suoi vini e sulle sue offerte di ristorazione e ospitalità è possibile leggere una mia precedente intervista a Piero Rossi Cairo.

Vigneti a La Raia. Foto di C. Dutton

Tenuta Cucco

Tenuta Cucco, a Serralunga d’Alba (CN), è stata acquistata nel 2015 e ha immediatamente iniziato il suo percorso di conversione alla vitivinicoltura biologica, che ha ormai completato, fatto questo che rappresenta un’ulteriore conferma della forte attenzione dei Tenimenti Rossi Cairo nei confronti della vitivinicoltura sostenile. La Tenuta vede attualmente in produzione 13 ettari di vigneti dai quali prendono origine tre differenti etichette di Barolo Docg – due delle quali rivendicano la ben nota Menzione Geografica Aggiuntiva “Cerrati” – oltre a un Metodo Classico e ad alcuni vini all’interno delle Denominazioni Langhe Doc (chardonnay e nebbiolo), Dolcetto d’Alba e Barbera d’Alba. É anche possibile soggiornare in Azienda presso la confortevole e panoramica Casa Cucco.

Vigneti di tenuta Cucco a Serralunga d’Alba

L’intervista: Piero Rossi Cairo racconta

Carissimo Piero, ci ritroviamo per la seconda volta su queste pagine a parlare insieme di vino, del suo mercato e delle relazioni fra questo grande prodotto e il rispetto per l’ambiente. Purtroppo, dato il brutto periodo che il nostro Paese sta attraversando, una domanda mi pare essere obbligata: come affronta il mercato del vino italiano – e la vostra Azienda in modo particolare – la difficilissima convivenza con la pandemia di Covid-19?

Piero Rossi Cairo. Foto di U. Zamborlini

La situazione è difficile per tutti, anche se rispetto a qualche mese fa cominciamo a vedere qualche luce. Aziende come le nostre, che di fatto in Italia hanno deciso di investire esclusivamente sul mercato ho.re.ca. (ad eccezione del cliente NaturaSì dove siamo presenti con due vini dedicati senza aggiunta di anidride solforosa), si trovano maggiormente in difficoltà rispetto ad aziende che storicamente vendono all’interno della grande distribuzione organizzata che ha visto incrementare notevolmente i propri volumi di vendita con la pandemia. Per questo, sul mercato italiano, abbiamo potenziato le promozioni per le vendite dirette al consumatore finale e intensificato la nostra comunicazione soprattutto sui social media. Diverso all’estero, dove grazie a ormai consolidati e storici rapporti di distribuzione, siamo riusciti a mantenere un ottimo livello di vendite, in quanto paesi come Inghilterra e Stati Uniti, ma anche la stessa Germania, hanno propensioni all’acquisto online più strutturate delle nostre. Altri mercati importanti per noi come la Svizzera non hanno registrato grandi flessioni. È importante ricordare a chi sceglie i vini La Raia che la natura e con essa l’agricoltura non si ferma e che stiamo lavorando per un’ottima vendemmia 2020! Di fatto però ora non possiamo fare altro che mantenere i nervi saldi e tenere duro: sono convinto che per l’arrivo della prossima vendemmia la situazione sarà tornata almeno a una semi-normalità.

A Tenuta Cucco, la vostra Azienda a conduzione biologica a Serralunga d’Alba (CN), avete recentemente ampliato il vigneto di chardonnay allo scopo di incrementare la vostra produzione di Metodo Classico e di proporre in futuro un’etichetta di Alta Langa Docg: quali ritenete essere i punti di forza di questa Denominazione e quali le caratteristiche che vi proponete di ottenere nel vostro Blanc de Blanc?

Come per tutti i vini che produciamo il vero punto di forza è il terroir che ci circonda, a partire dal suolo delle Langhe che si è già dimostrato un ottimo alleato per la coltura dello chardonnay in versione di vino fermo da affinamento in legno. Infatti per le caratteristiche pedoclimatiche, terreni bianchi e sciolti che abbiamo a Serralunga e altitudini che possono arrivare anche a 500 – 600m, lo chardonnay mantiene un’importante base acida che ci ha spinto a sperimentare la sua vinificazione anche come metodo classico.

Come tutte le sperimentazioni si parte sempre degustando diverse tipologie di blanc de blanc per capire le varie sfaccettature che ci possono essere dello stesso vitigno e comprenderne possibili evoluzioni future. Questo ci ha permesso di chiarirci le idee sulla tipologia di caratteristiche che vogliamo dare al nostro prodotto, ovvero un’Alta Langa Docg di carattere, con un’acidità spiccata che gli permetta di sopportare lunghi affinamenti e di durare nel tempo ma che conservi al contempo il corpo e il naso caldo e avvolgente caratteristico dello chardonnay.

Tenuta Cucco

La vostra avventura nel mondo del vino è iniziata con la Tenuta La Raia a Novi Ligure (AL) nella quale producete prevalentemente cortese che utilizzate per la produzione biodinamica di Gavi Docg. Recentemente, proprio a La Raia avete realizzato quattro nuovi ettari di vigneti di cortese da dedicare, com’è giusto che sia, alla produzione del grande bianco del territorio: secondo la tua esperienza, come si è evoluto negli ultimi anni, in Italia e all’estero, il mercato del Gavi Docg e, non posso esimermi dal chiedertelo, come pensi dovrà affrontare la ripresa dopo la grave pandemia che stiamo vivendo?

Clara Milani, l’enologa di La Raia

L’impianto di cortese recentemente messo a dimora è solo l’ultimo tassello di un grande progetto di riqualificazione e valorizzazione dei nostri vigneti. A regime (fra 3 anni) La Raia potrà contare su 48 ettari vitati di cui 0,5 di pinot nero per un esperimento di spumantizzazione che vedrà presto la luce. Negli ultimi anni il Gavi Docg è cresciuto molto, sia in termini di prezzo che di quantità prodotte, un binomio raro che è frutto di un accurato lavoro sia del Consorzio, che ha riposizionato molto bene questo vino in Italia dove per anni aveva perduto smalto, che dei produttori che prendono ancora l’aereo per andare in giro per il mondo a raccontare le qualità del nostro cortese. Possiamo dire che, finalmente, il Gavi si è ritagliato a livello internazionale un rinnovato prestigio e può essere sicuramente eletto quale miglior ambasciatore dei vini bianchi piemontesi. Alla Raia abbiamo deciso di puntare sempre di più sul Gavi come testimonia il fatto che su 48 ettari lavorati, 40 sono di cortese. Il pericolo attuale è che, dopo tutto il lavoro fatto, il crollo dei consumi porti a un eccesso di produzione e, quindi, a una corsa al ribasso dei prezzi. Ritengo che una delle strategie che il Consorzio dovrebbe attuare sia la limitazione della resa per ettaro: dai tradizionali 95q/h ad 80q/h. Sicuramente l’attuale situazione ha dato un incentivo alla digitalizzazione delle politiche di marketing del Consorzio, oramai essenziali nel 2020.

Come appena scritto, a La Raia la vostra produzione è basata sulla biodinamica della quale siete da sempre convinti sostenitori: puoi raccontarci come, negli ultimi anni, si è evoluto il mercato di tali vini e come vengano accolti, in Italia e all’estero, sia dagli appassionati sia da un pubblico di consumatori meno consapevoli?

A La Raia siamo certificati Demeter dal 2007, quindi siamo fieri di poter dire che non abbiamo deciso di diventare biologici e biodinamici certificati per farne una forte leva di marketing ma piuttosto perché crediamo in un progetto di agricoltura di qualità e sostenibile nel tempo. Siamo convinti che gli agricoltori italiani abbiano il ruolo importantissimo di custodi di uno dei beni più scarsi e più preziosi che abbiamo, la nostra Terra! In Italia, in particolare, si aggiunge un ruolo altrettanto importante di custodi di un paesaggio di rara bellezza che ospita una grande biodiversità, spesso anche all’interno del mosaico costituito dai vigneti e dagli ambienti circostanti, che deve essere difesa. Gli ultimi anni hanno visto crescere l’attenzione del consumatore verso queste pratiche di lavorazione dei terreni e dei vini artigianali che limitano al minimo l’impiego di sostanze derivanti da chimica di sintesi. Allo stesso tempo sono cresciute le mode e i movimenti del vino sempre più integralisti, penso a quello dei vini naturali. Purtroppo però non bisogna dimenticare che il vino naturale di per sé non esiste, in quanto trattasi sempre del prodotto di una trasformazione, attraverso il lavoro dell’uomo.

Pascoli e vigneti a La Raia. Foto di C. Dutton

Torniamo ora in Langa a Tenuta Cucco: negli ultimi anni tra queste colline si è assistito a una massiccia sostituzione di dolcetto e barbera a favore del nebbiolo: noto, con piacere, che la vostra Azienda continua a produrre, ovviamente a fianco di varie etichette di Barolo Docg e di Langhe Doc Nebbiolo, anche due etichette di Barbera d’Alba Doc – tra le quali un Superiore – e un’etichetta di Dolcetto d’Alba Doc: quali ritieni essere il futuro di questi due nobili e storici vitigni piemontesi e quali pensi essere le migliori strategie per promuoverli tornando a farli apprezzare al grande pubblico?

Credo che tutti i vini menzionati si continuino a bere con poca differenza in termini di quantità rispetto al passato. Il vero tema è che nebbiolo e Barolo, con la recente impennata dei prezzi che li ha visti protagonisti, permettono all’agricoltore una marginalità che dolcetto e barbera, vitigni sicuramente più “semplici” e diretti, non hanno. Credo, quindi, che la scelta sia stata centrata su una valutazione più economica che guidata da un particolare desiderio di andare incontro ai gusti dei consumatori. Avendo rilevato Tenuta Cucco da poco meno di cinque anni, abbiamo deciso di mantenere l’impronta tradizionale all’Azienda senza stravolgerla. Questo ha significato, prima ancora di soffermarci sulle tecniche di produzione anch’esse tradizionali, di scegliere di continuare a produrre vini del territorio mantenendo viva la varietà colturale presente. Non nego che un giorno mi piacerebbe piantare pure un po’ di freisa, per il momento abbiamo incrementato lo scorso aprile la nostra potenziale produzione di chardonnay, una referenza che continua ad avere moltissimo successo.

Società Agricola La Raia

Strada Monterotondo, 79

15067, Novi Ligure (AL)

info@la-raia.it

www.la-raia.it

Tenuta Cucco Azienda Agricola

Via Mazzini, 10

12050, Serralunga d’Alba (CN)

info@tenutacucco.it

www.tenutacucco.it

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