• Ven 14 Giu 2024

Cascina Montagnola: il vino, la terra, l’amore

Cascina Montagnola, nei Colli Tortonesi, rappresenta una realtà capace di percorrere nuove strade senza, però, trascurare quelle tradizionali alla costante ricerca della migliore espressione del territorio e del vitigno.

Ogni visita, ogni cantina, ogni vigneto e ogni vino raccontano qualcosa a chi vuole ascoltare. Alcuni sono racconti di gioia e di passione mentre altri sono pervasi di nostalgia e di una sottile tristezza che non chiedono tanto di essere ascoltati quanto di essere essere compresi tramite pochi sguardi ma, soprattutto, per mezzo del lavoro e dell’impegno che continuano a trasmettere una passione e un amore ben lontani dall’essere sopiti.

Cascina Montagnola, al margine settentrionale dei Colli Tortonesi (AL), e Donatella Giannotti – l’attuale titolare – rappresentano con inusitata intensità questa rara – pur se triste – miscela di amore, malinconia e passione capace, però, nel suo insieme di comunicare un’indomita energia e un entusiasmo rimasto intatto nel corso di un’intera vita.

Donatella Giannotti, l’attuale titolare

L’Azienda

La storia

Donatella Giannotti e suo marito Bruno Carvi, lasciato il lavoro in campo assicurativo che Bruno svolgeva a Milano, acquisiscono Cascina Montagnola nell’ormai lontano 1988. All’epoca si trattava di Azienda agricola sostanzialmente dismessa con circa 12 ettari di terreno – in gran parte seminativi – e una casa decisamente mal ridotta. Era, però, già presente un piccolo vigneto: un ettaro allevato a barbera realizzato nel 1950. Ed è proprio da questa piccola vigna – tutt’ora presente e produttiva – che tutto è cominciato. Il 1989 vede l’impianto di cortese, croatina e chardonnay sostanzialmente più per hobby che per finalità lavorative.

La vita, però, non nasconde solo dolori ma anche grandi opportunità ed ecco che, nel 1996, Bruno e Donatella conoscono l’enologo di Novi Ligure, Giovanni Bailo che, da quell’anno in poi, accompagnerà fino ad oggi lo sviluppo di questa Azienda traghettandola in una realtà produttiva non solo professionale ma anche di ottimo livello. La crescita aziendale – già in corso negli anni precedenti – riceve così un ulteriore forte impulso che porta la proprietà a circa 15 ettari già all’inizio degli anni 2000 per poi crescere ulteriormente fino a raggiungere i 20ha complessivi; è in questo lasso di tempo che Bruno e Donatella decidono di affrontare una nuova avventura, iniziando prima a coltivare e poi a vinificare il più noto dei vitigni di questi Colli: il timorasso (chi volesse approfondire la conoscenza di questo importante vitigno, può consultare questo precedente articolo.)

Donatella col marito Bruno Carvi (Foto di Carlo Cattaneo)

Cascina Montagnola oggi

Giungiamo così a un anno a tutti tristemente noto – il 2020 – che, a causa della pandemia di COVID -19, ha stravolto le vite di un numero impressionante di persone e di famiglie. Tra queste, purtroppo, dobbiamo annoverare Donatella che, il giorno 14 marzo 2020, si vede strappare il marito Bruno dal virus e si trova, così, da sola al timone di Cascina Montagnola oltre che privata del compagno di un’intera vita.

Ora l’Azienda continua il suo percorso e Donatella – con l’aiuto di Giovanni Bailo, del cantiniere e vignaiolo Joseph Manuel e dell’agronomo Davide Ferrarese – produce, con i suoi attuali 8ha di vigneto, ben 40.000 bottiglie realizzate con la cura e la passione che hanno sempre caratterizzato il lavoro suo e di Bruno. Voglio ricordare, infine, l’artista bergamasco – della Val Seriana a voler essere precisi – Luigi Paganessi, autore delle etichette di Cascina Montagnola. Un grazie è dovuto anche a Marcella De Vita, autrice – dove non diversamente specificato – delle fotografie utilizzate nel seguente articolo.

Il territorio

Il territorio del tortonese vanta un secolare rapporto con la vitivinicoltura. Infatti, già verso il 450a.C., un’epoca segnata da molte attestazioni di una significativa presenza etrusca in Piemonte, la coltivazione della vite domestica è comprovata dal ritrovamento di alcuni vinaccioli.

Cascina Montagnola, in comune di Viguzzolo (AL), è situata al margine settentrionale dei Colli Tortonesi all’interno del territorio dell’omonima Denominazione di Origine Controllata. I vigneti aziendali sono allevati a quote comprese fra i 150 e i 180m s.l.m. e godono di esposizione sud-occidentale; i suoli sono ricchi di argilla con un’importante quota calcarea. Il comune di Viguzzolo è caratterizzato da una temperatura media annuale di 13°C e una piovosità complessiva media annuale pari a 841mm. La temperatura media di luglio – il mese più caldo – è pari a 24°C mentre quella del mese più freddo, ovvero gennaio, è di soli 2,4°C; il mese più piovoso risulta essere novembre con una media di 117mm mentre quello più siccitoso è luglio con soli 40 millimetri di pioggia. Questi dati, relativi al trentennio 1991 – 2021, sono tratti dal sito Climate Data.

Le degustazioni

Il giorno 16 maggio 2023 ho avuto il grande piacere di visitare, in compagnia di Donatella, l’Azienda assaggiando, sempre in sua compagnia, i suoi vini. Le righe che seguiranno saranno, quando non diversamente specificato, il racconto di tali assaggi. Gli altri vini di seguito descritti sono stati assaggiati in diverse serate con alcuni amici e colleghi di FISAR Pavia.

Alcesti – Vino varietale d’Italia Sauvignon – 2021

Le uve sauvignon blanc sono vinificate interamente in acciaio a temperatura controllata; in seguito, il vino affina, sempre in acciaio, per circa quattro mesi sulle proprie fecce nobili per poi riposare in bottiglia per almeno tre mesi prima di essere posto in commercio.

Il suo limpido e intenso color paglierino ci introduce a un quadro olfattivo intenso e fine pur se non marcatamente varietale. Le note di mela croccante e pesca a polpa bianca sono frammiste alle sensazioni agrumate del lime e dei frutti tropicali fragranti che vengono, dopo una lieve rotazione del calice, affiancate da leggeri sentori di foglia di pomodoro nonché da una piacevole sensazione minerale ben riconducibile alla roccia.

Il sorso, ampio e ricco, si propone morbido e di corpo per poi svelare una tesa freschezza e una nitida sapidità che, nel loro insieme, conferiscono al sorso un compiuto equilibrio e una beva piacevole ma scevra di ogni manierismo; lunga la persistenza.

Derthona – Colli Tortonesi DOC Timorasso – 2020

Figlio di un giovane vigneto realizzato nel 2018, il Derthona 2020 di Cascina Montagnola è vinificato interamente in acciaio dove permane per circa un anno durante il quale affina per alcuni mesi sulle proprie fecce fini; infine, attende un altro anno in bottiglia prima della propria commercializzazione.

Di color dorato intenso, questo Derthona sfoggia un naso intenso, ampio e profondo nel quale, alle iniziali sensazioni di pesca sciroppata e cedro candito, si affiancano note di mentuccia, erbe provenzali, rosa bianca e miele di tiglio; il vitigno, infine, si palesa per mezzo dei primi eleganti sentori di incenso e idrocarburo.

Il sorso – molto ricco, avvolgente, di gran corpo e spiccata morbidezza – è sorretto da una vivida spalla acida e da un’evidente e composta sapidità che, nel loro insieme, danno vita a un unicum equilibrato, dalla beva importante ma mai faticosa; molto lunga la persistenza. Una menzione particolare è dovuta alla lunga e intrigante evoluzione nel calice del bouquet di questo vino che non finisce mai di stupire.

Morasso – Colli Tortonesi DOC Timorasso – 2019

Prodotto a partire dalle uve ottenute da primo impianto aziendale di timorasso risalente ai primi anni 2000, il Morasso 2019 è stato vinificato interamente in acciaio dove è stato, in seguito, affinato per circa un anno, periodo durante il quale sono stati alternati travasi a fasi di affinamento sulle fecce nobili; infine, ha atteso un altro anno in bottiglia prima di essere posto in vendita.

Dal calice, nel quale sfoggia un bel color dorato lucente, emergono note fruttate di albicocca e cedro candito oltre a sentori di mentuccia, anice, erbe provenzali e fiori di ginestra; il suo già complesso bouquet trova il proprio compimento grazie a sfumature di vaniglia – nonostante la vinificazione e l’affinamento esclusivamente in acciaio – e di idrocarburo, a palesare il vitigno dal quale ha avuto origine.

Il sorso, ampio e avvolgente, sfoggia un ricco corpo e una spiccata morbidezza che ammantano, senza però sovrastarle, le vivida freschezza e la notevole sapidità regalandoci così una beva equilibrata, di piena soddisfazione e spiccata personalità. Come per il Derthona, anche per il Morasso è doveroso segnalare l’intrigante evoluzione olfattiva nel calice.

Risveglio – Vino varietale d’Italia Chardonnay – 2019

Questo Chardonnay, ottenuto da uve prodotte da un vigneto aziendale di circa 30 anni di età, svolge sia la fermentazione alcolica sia quella malolattica in barrique di rovere per metà nuove e per metà di secondo passaggio dove permane complessivamente per un periodo di circa 18 mesi comprendenti anche una fase di maturazione; in seguito, affina in bottiglia per almeno altri 10 mesi prima di essere messo in vendita.

Il suo intenso e cristallino color dorato funge da prologo per un bouquet intenso, elegante e tipico nel quale le note di apertura – ben riconducibili all’albicocca matura, alla papaia e alla vaniglia – condividono, in seguito, il palcoscenico con i sentori di cioccolato bianco, fiori di ginestra e cedro candito.

Al palato, si offre ampio, molto morbido, di corpo e piacevolmente caldo; l’equilibrio e la piacevolezza della beva sono garantiti dalla ben presente freschezza e da un netta sapidità; lunga la persistenza.

Amaranto – Colli Tortonesi DOC Rosso – 2020

Ottenuto da uve barbera (70%) e croatina (30%) provenienti da vigneti aziendali di circa 40 anni di età, l’Amaranto 2020 è figlio di una vinificazione e di un successivo affinamento – della durata di 18 mesi – esclusivamente in acciaio; prima della sua messa in commercio, questo rosso ha riposato per almeno altri 12 mesi in bottiglia.

Di color porpora impenetrabile, la paletta olfattiva di questo Colli Tortonesi DOC Rosso è certamente più improntata alla finezza che all’intensità offrendoci eleganti note di ciliegia, mora di gelso e fragola oltre che di agrumi rossi; questo già intrigante quadro fruttato sembra avvolgere, senza mai prevaricarli, i piacevoli sentori dei fiori di lillà e della noce moscata.

Il sorso – nervoso ma gradevole – sfoggia un corpo importante e una ben percepibile morbidezza che trovano sostegno e personalità nell’ancora giovanile trama tannica oltre che in una vibrante – ma integrata – acidità. L’importante presenza alcolica (15,5%vol) dona ulteriore morbidezza alla beva senza essere in alcun modo invadente o, peggio ancora, fastidiosa; più che adeguata la persistenza.

Nel complesso un vino di grande carattere, dalla beva snella e agile pur se ancora percorso da un’indomita giovinezza.

Amaranto – Colli Tortonesi DOC Rosso – 2015

Foto dell’Autore

Rispetto all’annata sopra descritta, questo 2015 ha visto affiancare il barbera (70%) al merlot (30%) invece che alla croatina come sopra indicato. Le modalità di vinificazione e affinamento sono coincidenti con quelle appena descritte.

Di color rubino molto intenso, sfoggia un quadro olfatto intenso, fine e complesso nel quale spiccano le note fruttate della ciliegia, della mora di gelso e della fragolina di bosco. A queste sensazioni di apertura si uniscono intriganti sentori speziati di cannella e tamarindo oltre a quelli del pot-pourri di fiori rossi e alle sensazioni delle foglie di tè nero; l’intero bouquet, infine, è percorso da una piacevole vena balsamica che gli conferisce fragranza e verticalità olfattiva.

Al palato, il buon corpo e la notevole morbidezza trovano sostegno ed equilibrio nella vivida freschezza e nei tannini dolci e fitti; adeguata la persistenza e molto agile la beva.

Degustazione del giorno 1 giugno 2023

Donaldo Bruno – Colli Tortonesi DOC Rosso – 2017

Foto dell’Autore

Ottenuto da uve croatina in purezza, il Donando “Bruno” 2017 rappresenta l’ultima annata di questa etichetta tanto cara a Bruno e a lui – pertanto – dedicata.

Frutto di una vinificazione e di un successivo affinamento esclusivamente in acciaio, questo Colli Tortonesi DOC Rosso sfoggia un impenetrabile color rubino che sembra volerci accompagnare verso un bouquet intenso e piacevole, spiccatamente succoso e scuro, con note di duroni di Vignola, more di rovo, mirtillo nero e ribes nero fresco inframmezzate ai sentori speziati del pepe nero, del tamarindo, della liquirizia e della cannella. A seguito di una garbata rotazione del calice, ecco che al già ricco caleidoscopio olfattivo si uniscono le sensazioni del lillà oltre a quelle della carruba e della corteccia di china.

Il sorso – polposo e ampio – apre con l’evidente morbidezza e il ricco corpo immediatamente seguiti da una nitida, ma vestita, freschezza e da tannini di ottima fattura per se ancora leggermente scalpitanti; l’adeguata persistenza conclude un assaggio dalla beva agile e di carattere.

Degustazione del giorno 13 settembre 2023

Zemira – Colli Tortonesi DOC Rosso – 2016

Le uve merlot utilizzate nella produzione dello Zemira 2016 sono state vinificate in acciaio; in seguito, la maturazione di circa un terzo della messa si è svolta in tonneau di rovere francese di secondo e terzo passaggio per un periodo di quasi otto mesi mentre la parte rimanente ha svolto il proprio affinamento in acciaio per circa 18 mesi sulle proprie fecce fini.

Il suo intenso color rosso rubino ci introduce a un quadro olfattivo fine e succoso nel quale, inizialmente, spiccano le note di ciliegia e mora di gelso seguite, dopo una lieve rotazione del calice, dai sentori speziati della cannella e del pepe nero oltre che da quelli floreali del giaggiolo.

Il sorso, morbido e di corpo, è piacevolmente sorretto da una ben vestita spina acida nonché da una tessitura tannica ancora nervosa ma di ottima fattura; più che adeguata la persistenza.

Lo Zemira 2016 rappresenta una bella espressione territoriale di questo nobile vitigno bordolese mostrandosi capace di regalarci un sorso importante ma, nel contempo, di spiccata personalità e scevro di qualunque piaggeria.

Rodeo – Colli Tortonesi DOC Barbera – 2010

Prodotto da uve barbera ottenute da un vigneto aziendale di circa 60 anni di età, il Rodeo 2010 ha trascorso due anni in barrique, in parte nuove e in parte di secondo passaggio, per poi riposare lungamente in bottiglia.

Il suo impenetrabile color rubino suggerisce fin dal primo sguardo la grande serbevolezza di questo vino.

Il quadro olfattivo – intenso, fine e complesso – apre con ancora fragranti note di ciliegia e more di gelso alle quali si affiancano – in un turbinoso carosello sensoriale – i sentori floreali del lillà oltre a quelli speziati del tamarindo, della noce moscata e del pepe nero; una nitida, ma garbata, sensazione di rabarbaro ne completa l’affascinante bouquet.

Il sorso – ampio, ricco ed estremamente tipico – si offre all’assaggio succoso, strutturato e molto morbido; a garantirne l’equilibrio e la piacevolezza della beva intervengono l’integrata, ma vibrante, acidità e i dolci, fitti e delicati tannini, così caratteristici del vitigno; lunga la persistenza.

Un vino dall’indomita gioventù che sembra schernirsi del passare del tempo offrendoci un illuminante esempio delle capacità della barbera (scusatemi il femminile ma siamo in Piemonte…) nel territorio dei Colli Tortonesi.

Margherita – Vino rosso

Foto dell’Autore

Ottenuto, ormai molti anni or sono, da una nobile varietà francese, questo Margherita sfoggia nel calice un impenetrabile color rubino nel quale occhieggiano gli ultimi riflessi porpora a suggerirci un’adolescenza ancora lontana dal concludersi.

Il suo bouquet, intenso e assai fine, colpisce inizialmente per le marcate note di rosmarino, timo e maggiorana che sembrano appoggiarsi su un tappeto olfattivo di duroni maturi, mirtillo nero e susine scure oltre che di marasche sotto spirito. Una lieve e garbata rotazione del calice ci permette di godere pienamente della complessità del suo spettro olfattivo grazie alle sensazioni floreali del lillà ma, soprattutto, ai profumi evidenti di pepe nero, noce moscata e tamarindo. L’attento uso del legno è testimoniato dalle piacevoli sfumature di vaniglia e cioccolato dolce; infine, un’evidente vena balsamica conferisce all’insieme una piacevole e fresca verticalità olfattiva.

Il sorso – strutturato, molto morbido e polposo – trova il proprio contrappunto nella vivida e piacevole freschezza oltre che nei dolci e fitti tannini regalandoci in tal modo una beva di compiuto equilibrio, estrema piacevolezza e spiccata personalità; assai lunga la persistenza.

Una nota di merito è dovuta alla compostezza dell’alcol (16%vol) che ci regala un vino assai caldo ma certamente non pungente né stucchevole.

Degustazione del giorno 1 giugno 2023

Sornione – Vino da uve stramature Sauvignon – 2017

Dal calice, nel quale il Sornione 2017 sfoggia un lucente e intenso color dorato, emerge un quadro olfattivo assai più improntato all’eleganza che all’intensità nel quale le note di apertura di albicocca matura e cedro candito sono rapidamente affiancate da sentori di zafferano, fiori di zagara, erbe provenzali e mentolo dando così vita a un bouquet di non comune interesse e originalità.

Il sorso – di contenuta dolcezza, spiccata morbidezza e ottimo corpo – trova il proprio asse di simmetria nella tesa, lineare e vibrante freschezza oltre che nella spiccata sapidità; assai lunga la persistenza.

Nel complesso, un vino dalla beva agile, mai stucchevole, di grande soddisfazione e compiuto equilibrio.

Contatti

Cascina Montagnola

Strada Montagnola Inferiore, 1

15058, Viguzzolo (AL)

segreteria@cascinamontagnola.com

www.cascinamontagnola.com

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