Valentina Cubi, la valle di Fumane e la Valpolicella

Riassunto

Valentina Cubi produce vino nella valle di Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, su 13 ettari condotti in biologico certificato e integrati da alcune pratiche biodinamiche. L’azienda, nata negli anni Settanta e oggi guidata interamente dalla famiglia, vinifica soltanto uve di proprietà per circa 40.000 bottiglie l’anno. Un canale d’aria naturale attraversa la corte e favorisce l’appassimento nel fruttaio, aperto e privo di climatizzazione. Corvina, corvinone, rondinella e molinara formano l’ossatura dei vini, affiancate da sangiovese e cabernet sauvignon. La degustazione attraversa sette etichette, dal sín cero senza solfiti al Recioto Meliloto, passando per l’Amarone Morar 2011.

Summary

Valentina Cubi produces wine in the Fumane Valley, at the heart of the Valpolicella Classica region. The 13-hectare estate is farmed to certified organic standards and certain biodynamic practices are also employed. Founded in the 1970s, the estate is now run entirely by the family and only uses grapes from its own vineyards to produce around 40,000 bottles of wine a year. A natural air duct running through the courtyard aids the drying process in the open, un-airconditioned fruit cellar. The wines are primarily made from Corvina, Corvinone, Rondinella and Molinara, with Sangiovese and Cabernet Sauvignon also used. The tasting covers seven wines, ranging from the sulphite-free ‘Sín Cero’ to the Recioto Meliloto, including the 2011 Amarone Morar.

Panorama dell'Azienda di Valentina Cubi
Panorama di alcuni vigneti di Valentina Cubi

Le origini dell’Azienda

L’Azienda nasce negli anni Settanta, quando Valentina Cubi acquista il corpo principale della proprietà nella valle di Fumane. La struttura ospitava già una cantina, allora concessa in affitto. Prima di dedicarsi al vino, la fondatrice insegnava nella scuola elementare. Il marito, enologo di formazione, guidava intanto un’attività diversa, legata ai macchinari per l’imbottigliamento. L’avventura vitivinicola vera e propria comincia quindi dopo il suo pensionamento.

Nei primi anni la famiglia non imbottigliava. Le prime etichette immesse sul mercato risalgono infatti all’annata 2005. L’Azienda conserva tuttavia in cantina anche alcune annate precedenti, testimonianza di un percorso che affonda le radici nella storia della proprietà. Tutti i vini, fin dall’inizio, nascono esclusivamente da uve di proprietà.

Valentina Cubi oggi

Oggi la conduzione resta interamente familiare. Paola, figlia di Valentina Cubi, segue l’Azienda insieme al marito Sebastiano, che ricopre il ruolo di enologo. Davide si occupa invece della campagna, mentre Maurizio gestisce ospitalità e degustazioni. Nessuna fase del lavoro passa a soggetti esterni. La stessa squadra, infatti, controlla l’intero percorso dalla vigna alla commercializzazione.

La conversione al biologico

La produzione aziendale poggia su un principio semplice, cioè intervenire il meno possibile in vigna e in cantina. Valentina Cubi ha sempre considerato il vino un prodotto che nasce dalla natura e dall’uva. Da questa convinzione parte, nel 2007, la conversione al biologico di una prima parcella. Si tratta dei tre ettari vicino a Verona, appena fuori dalla zona classica. L’Azienda ha costruito lì una cantina dedicata, allora necessaria per vinificare separatamente le uve biologiche. Quello spazio, più ampio della sede storica, ospita oggi il magazzino.

La certificazione

La certificazione per quei tre ettari arriva nel 2010 e, subito dopo, il metodo biologico si estende a tutta la proprietà. Nel 2013 anche la cantina ottiene la certificazione e, da quel momento, la produzione risulta interamente biologica. Prima di allora l’etichetta poteva riportare soltanto la dicitura relativa alle uve da agricoltura biologica. Questa scelta comporta la rinuncia a diserbanti e prodotti fitosanitari di sintesi, oltre a una gestione più attenta della sostanza organica e della fertilità del suolo e, di conseguenza, porta a costi più elevati e a una gestione complessa.

Il passaggio al biologico ha ridotto la quantità di uva raccolta, seppure non in modo drastico. L’Azienda interveniva già poco, quindi lo scarto è rimasto contenuto. La motivazione di fondo guarda comunque oltre il singolo raccolto. Lasciare alle generazioni successive un territorio più sano vale infatti quanto la qualità del vino di oggi.

Le pratiche biodinamiche

Accanto al biologico certificato, l’Azienda applica alcune pratiche biodinamiche, senza però richiedere una certificazione specifica. Quel percorso risulterebbe troppo rigido per una realtà di queste dimensioni. Sebastiano prepara personalmente i composti, con l’aiuto di Davide, e la cantina dispone di un dinamizzatore. Cornoletame e cornosilice restano i due interventi più caratteristici. A essi si affiancano i preparati 500P e 501, il compost vegetale arricchito di microrganismi e l’apporto controllato di sostanza organica umificata. Il sovescio autunnale multispecie completa la gestione del suolo, insieme alla scelta di limitare al minimo ogni trattamento.

Valentina Cubi e la vallata di Fumane

La cantina sorge nella vallata di Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica. Un canale d’aria scende lungo la valle e attraversa proprio questo punto. Quella corrente svolge un ruolo decisivo durante l’appassimento e asciuga i grappoli dopo le piogge. Bastano 2 km per perdere il fenomeno, perché nel centro di Fumane l’aria non arriva più. Le case e la maggiore vicinanza alla collina spiegano la differenza. Il lago di Garda, poco distante, mitiga inoltre le temperature e genera brezze che mantengono in movimento l’aria nei vigneti, mentre i Monti Lessini chiudono l’orizzonte a nord. Le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione progressiva e contribuiscono a preservare la freschezza delle uve.

Pergole nei vigneti di Valentina Cubi

Suoli, altitudini e vigneti

La sede aziendale si trova poco sotto i 100m di quota. Un ettaro di vigneto occupa l’area dietro il fruttaio, mentre le altre parcelle salgono sulle colline retrostanti. Le quote variano quindi dai 100 ai 300m s.l.m. I tre ettari nei pressi di Verona sono, invece, in pianura. Il suolo si presenta scheletrico e roccioso, con presenza di calcare in misura variabile da zona a zona. Nessun affioramento vulcanico interessa queste parcelle, a differenza di quanto accade nella vicina valle di Marano.

I vigneti hanno un’età media compresa tra i trenta e i quarant’anni. Le forme di allevamento alternano la pergola veronese e il guyot, secondo un assetto misto ereditato negli anni. La superficie aziendale raggiunge oggi i 13ha, cresciuti gradualmente con acquisti successivi. Nei terrazzamenti, la presenza di scheletro si accompagna a componenti calcaree, argillose e sabbiose; l’Azienda non ricorre all’irrigazione.

I vitigni e l’identità produttiva

La base dei vini della Valpolicella segue la tradizione locale: corvina e corvinone costituiscono l’ossatura dell’uvaggio, affiancate dalla rondinella; una piccola quota di molinara richiama l’uso storico della zona. L’oseleta non trova invece spazio nella produzione aziendale. Sul monte Tenda è presente anche una parcella di sangiovese, varietà un tempo diffusa in Valpolicella, mentre il cabernet sauvignon viene coltivato in una selezione distinta. In questo modo l’Azienda mantiene ben riconoscibile l’identità delle varietà locali.

L’autenticità guida ogni scelta stilistica. Lavorare secondo tradizione significa considerare il vino come espressione del territorio e leggere le differenze tra parcelle, suoli e annate senza uniformarle. La ricerca della piacevolezza si accompagna così all’equilibrio e alla riconoscibilità della Valpolicella.

Vendemmia e appassimento

La raccolta avviene interamente a mano. Gli operatori selezionano i grappoli già in campagna e scartano quanto non risulta perfettamente sano. L’Azienda impiega cassette di plastica, lavate con un apposito macchinario prima di ogni vendemmia. Per l’appassimento servono contenitori da 6kg, riempiti con un solo strato di grappoli, mentre le cassette dedicate alle altre uve arrivano a 20kg e presentano dimensioni maggiori.

Il fruttaio risale agli anni Duemila. Prima di allora le uve appassivano in un casale di proprietà, distante circa 500 metri dalla cantina. L’appassimento procede oggi con la struttura completamente aperta e senza alcuna climatizzazione. Grandi ventilatori entrano in funzione soltanto al bisogno, in base a umidità, clima e circolazione naturale dell’aria. Uve perfettamente sane rappresentano la condizione indispensabile, perché il processo mantenga un andamento ottimale. L’impianto fotovoltaico contribuisce al fabbisogno energetico di questa fase.

Uve in appassimento nel fruttaio di Valentina Cubi
Uve in appassimento nel fruttaio

Valentina Cubi, la cantina e i legni

L’affinamento passa attraverso contenitori di dimensioni diverse. Le botti più grandi raggiungono i 38 ettolitri, mentre in cantina trovano posto anche alcune barrique. I legni provengono dalla Francia e dalla Slavonia, secondo la tipologia e l’obiettivo stilistico. Una parte della produzione di Valentina Cubi è destinata a soste più lunghe in bottiglia; la cantina conserva, in un archivio privato, diverse annate per seguirne l’evoluzione nel tempo.

La produzione si attesta intorno alle 40.000 bottiglie l’anno. Un margine di crescita esiste, ma la famiglia preferisce non forzare i volumi. L’Azienda vende le uve dei filari confinanti con terreni non biologici, poiché quella fascia non rientra nella certificazione. Una parte di vino può inoltre uscire sfuso in cisterna, secondo le annate. Nessun acquisto di uve o di vino entra invece in cantina.

Botti grandi nella cantina di Valentina Cubi

Ospitalità nella corte rurale di Valentina Cubi

Valentina Cubi affianca all’attività agricola un agriturismo ricavato in un’antica corte rurale, con ambienti ispirati ai materiali tradizionali del luogo. La struttura dispone di cinque camere, tra suite e matrimoniali, ed è aperta da aprile a ottobre. L’ospitalità completa il racconto dell’Azienda offrendo agli ospiti la possibilità di vivere i ritmi della Valpolicella, tra vigneti, paesaggio e vita all’aria aperta.

Valentina Cubi alla prova del calice

Nelle righe che seguiranno, avrò il piacere di raccontare le degustazioni svolte, nel corso della mia visita all’Azienda il giorno 6 agosto 2026, in compagnia di Manuela Fantoni, Export Manager dell’Azienda. A lei e alla Proprietà vanno i miei più sentiti ringraziamenti per la squisita accoglienza oltre ai dovuti complimenti per il loro lavoro.

Valentina Cubi con alcune delle sue bottiglie
Valentina Cubi con alcune delle sue bottiglie

sín cero – Verona IGT Rosso (annata non dichiarata)

La vigna

sín cero è un Verona IGT Rosso ottenuto da uve corvina (90%) e rondinella (10%). Le uve arrivano dai vigneti di proprietà situati alle porte di Verona, dove le viti sono allevate a guyot. La resa si attesta intorno a 70 quintali per ettaro. La vendemmia si concentra, indicativamente, tra metà settembre e metà ottobre ed è svolta a mano.

La cantina

In cantina, la fermentazione si svolge in una vasca troncoconica d’acciaio con lieviti indigeni. Rimontaggi regolari accompagnano il processo e costituiscono il principale intervento di estrazione. Successivamente il vino affina in acciaio per alcuni mesi sui propri lieviti. La vinificazione e l’imbottigliamento sono svolti senza aggiunta di solfiti.

La degustazione

Il calice sfoggia un granato trasparente e cristallino. Al naso, finezza e intensità procedono di pari passo, con la marasca e il ribes rosso in prima linea. Accanto alla frutta si aprono le note floreali della violetta e del lillà. La grafite arriva per ultima e porta a compimento il quadro olfattivo. Il sorso mostra buon corpo e si muove morbido, fresco e sapido, con una trama tannica lieve e aggraziata. L’equilibrio risulta eccellente. La beva scorre snella e facile, senza mai scivolare nella banalità.

Iperico – Valpolicella DOC Classico – 2024

La vigna

Iperico trae origine da uve corvina, corvinone, rondinella e molinara. Le uve provengono da vigneti di proprietà nella Valpolicella Classica. La densità d’impianto è di 5.000 ceppi per ettaro e la resa indicata raggiunge circa 70 quintali per ettaro. Le viti sono allevate a guyot, pergola doppia e pergola semplice. La vendemmia viene condotta manualmente da metà settembre a ottobre, così da consentire un controllo diretto dei grappoli.

La cantina

Le uve utilizzate per la produzione di questo Valpolicella DOC vengono vinificate in tini d’acciaio. La fermentazione alcolica procede a 18‑20°C, con due rimontaggi al giorno. La macerazione sulle bucce dura quindici giorni; dopo la vinificazione, il vino sosta in recipienti di acciaio inossidabile a temperatura controllata. Il percorso si conclude con alcuni mesi di affinamento in bottiglia prima della distribuzione.

La degustazione

Il colore rubino, trasparente e cristallino, introduce un naso assai fine e tipico. Vi si riconoscono senza fatica la ciliegia, il ribes rosso e la mora di gelso, affiancate dal lillà. Completano il quadro le sfumature di sottobosco e di cipria. Al sorso, il vino si presenta ricco e succoso, con tannini gentili ma di carattere, sostenuti da freschezza e sapidità. La persistenza si allunga con decisione. Rispetto al precedente, il sorso guadagna in ricchezza, pur restando figlio del territorio e delle sue tradizioni.

Il Tabarro – Valpolicella DOC Classico Superiore – 2022

La vigna

Questo Valpolicella DOC Classico Superiore di Valentina Cubi è ottenuto da corvina, corvinone, rondinella e molinara. Le uve provengono dalle colline di Fumane e San Pietro in Cariano, nelle località Rasso, Monte Tenda e Monte Crosetta. I terreni sono ricchi di scheletro. La resa è di circa 70q/ha, con una densità compresa tra 3.000 e 5.000 ceppi/ha. I vigneti alternano guyot, pergola doppia e pergola semplice. La raccolta manuale ha luogo da metà settembre a ottobre.

La cantina

La vinificazione segue un’impostazione tradizionale e utilizza recipienti troncoconici. Il vino resta sulle bucce per quindici giorni; la sua produzione impiega in gran parte le prime frazioni della pressatura. Dopo la fase di vinificazione, Il Tabarro affina per circa un anno in botti piccole di rovere francese di secondo e terzo passaggio; infine, dopo qualche ulteriore mese di affinamento in acciaio, il vino completa il proprio affinamento in bottiglia prima della sua distribuzione.

La degustazione

Nel calice brilla un rubino trasparente e cristallino. Il panorama olfattivo ricalca quello del vino precedente, ma qui la frutta si presenta più matura. Manca il sottobosco e al posto dei sentori di cipria compare il confetto. Il sorso arriva ricco, morbido e succoso, con un tannino sempre assai aggraziato e appena più marcato. Freschezza e sapidità accompagnano il palato fino a una lunga persistenza.

qb – Rosso Verona IGT – 2018

La vigna

QB nasce da corvina, rondinella e molinara destinate all’appassimento, con sangiovese e cabernet sauvignon raccolti freschi. Le vigne sorgono sulle colline di Fumane e San Pietro in Cariano, su terreni ricchi di scheletro. Valentina Cubi adotta guyot, pergola doppia e pergola semplice. La raccolta, svolta manualmente con cura, si svolge tra metà settembre e ottobre.

La cantina

Dopo la pigiatura delle uve, la fermentazione si svolge in tini troncoconici di acciaio a temperatura controllata. L’affinamento si svolge per circa 18 mesi in botti piccole di secondo e terzo passaggio; infine, il qb riposa per alcuni mesi in bottiglia prima di essere posto in vendita.

La degustazione

qb, uno dei vini più prestigiosi di Valentina Cubi

Il colore rubino intenso e limpido anticipa un naso più fine che intenso. Aprono i frutti rossi maturi, marasca e ribes rosso, seguiti da un bel corredo di spezie. Emergono la cannella, il pepe bianco e una leggera vaniglia. Il quadro trova pieno compimento con la violetta appassita, le bacche di mirto, l’alloro e la china. La bocca convince appieno, con corpo morbido e fresco e una piacevole presenza tannica. I tannini appaiono nervosi, ma di eccellente fattura. La beva risulta succosa, ricca e di piena soddisfazione.

Arusnatico – Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore -2019

La vigna

Arusnatico è un Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore figlio di queste colline e delle uve corvina, corvinone, rondinella e molinara. I vigneti adottano due forme di allevamento, il guyot e la pergola doppia. La vendemmia si svolge manualmente tra metà settembre e ottobre.

La cantina

Dopo la diraspatura, le uve ricevono una pigiatura soffice e fermentano in tini d’acciaio a temperatura controllata. Al termine della fermentazione alcolica, il vino giovane viene posto a contatto con le bucce esauste dell’Amarone per circa quindici giorni. In questa fase avviene una leggera rifermentazione. In seguito, l’affinamento si protrae per un periodo di 24 – 36 mesi, suddivisi fra botti piccole non nuove e botti grandi in rovere di Slavonia da 30hl; anche l’Arusnatico termina il proprio affinamento con una sosta in acciaio.

La degustazione

Il granato trasparente e cristallino apre a un naso intenso e fine. Domina la confettura di frutta rossa e nera, con la susina e la mora di gelso in evidenza. Seguono i sentori di giaggiolo, noce moscata e pepe nero. Il sorso si distende ricco, ampio, molto morbido e di ottimo corpo. I tannini restano ben presenti, ma si mostrano fitti e dolci. Freschezza e sapidità completano un equilibrio compiuto, che sostiene una chiusura molto lunga.

Morar – Amarone della Valpolicella DOCG Classico – 2011

La vigna

Morar è prodotto a partire da uve corvina, corvinone e rondinella. I vigneti di proprietà si trovano alle porte di Verona e adottano il guyot. La densità varia da 3.000 a 5.000 ceppi per ettaro, in relazione all’età dell’impianto, mentre la resa è di circa 70 quintali per ettaro. La raccolta manuale si svolge tra metà settembre e l’inizio di ottobre. In questa fase l’Azienda seleziona la parte migliore dei grappoli, destinandola poi al fruttaio per l’appassimento.

La cantina

La vinificazione di questo Amarone della Valpolicella DOCG Classico di Valentina Cubi comincia all’inizio di gennaio, dopo l’appassimento delle uve selezionate. La pigiatura precede la fermentazione in contenitori troncoconici di acciaio a temperatura controllata. Follature giornaliere accompagnano questo passaggio. Dopo un lunghissimo affinamento in botte grande di rovere di Slavonia di almeno 4 anni, affiancato a un passaggio in botti piccole nuove per qualche mese, il Morar riposa in bottiglia prima di essere commercializzato

La degustazione

15 anni sono trascorsi dalla nascita di questo Amarone della Valpolicella DOCG Classico di Valentina Cubi

Il colore mattone, con evidenti riflessi tonaca di frate, si presenta cristallino e intenso. Il bouquet si apre sulla confettura di ciliegia, sul mirtillo nero e sul cassis, seguite dal pot-pourri di fiori rossi e una piacevole sensazione ematica. La completezza giunge con l’alloro, la liquirizia, il tamarindo, la china, le bacche di mirto e la grafite. In bocca il vino risulta magnifico, strutturato, molto morbido, fresco e sapido, con tannini ben presenti e di squisita fattura. L’alcol si percepisce con chiarezza, ma resta perfettamente integrato; molto lunga la persistenza. La beva appare imponente ma non faticosa, in quanto retta da un funambolico equilibrio.

Meliloto – Recioto della Valpolicella DOCG – 2023

La vigna

Il Recioto della Valpolicella DOCG “Meliloto” è ottenuto da corvina, corvinone e rondinella. Le uve provengono dai vigneti di proprietà posti alle porte di Verona. Le viti sono allevate a guyot, con una densità compresa tra 3.000 e 5.000 ceppi per ettaro e una resa di circa 70 quintali per ettaro. La vendemmia è manuale e si svolge da metà settembre a ottobre. I grappoli raccolti sono poi destinati all’appassimento in fruttaio.

La cantina

Dopo l’appassimento in fruttaio, le uve fermentano in tini d’acciaio a temperatura controllata. Follature quotidiane scandiscono il processo. La fermentazione viene interrotta per mantenere una parte degli zuccheri naturali. In seguito, il Meliloto affina – in parte in botti piccole e, in parte, in botti in rovere francese da 10hl – per un periodo compreso fra i due e i tre anni; infine, il Recioto della Valpolicella DOCG di Valentina Cubi termina il proprio affinamento con alcuni mesi di permanenza in bottiglia prima della sua distribuzione.

La degustazione

Il Meliloto - Recioto della Valpolicella DOCG: uno dei vini più iconici di Valentina Cubi

Il granato trasparente e cristallino accompagna un naso fine e intenso. Si riconoscono facilmente le confetture di marasca e di ribes rosso, affiancate dalla grafite e dalla cannella. Chiude il quadro il pot-pourri di fiori rossi. Il palato desta grande interesse e si mostra di corpo, fresco, morbido, giustamente tannico e garbatamente dolce, in un equilibrio compiuto. La persistenza si allunga parecchio. La beva non risulta mai faticosa, anzi procede snella, pur regalando grande soddisfazione.

Contatti

Azienda Agricola Valentina Cubi

Località Casterna, 60

37022, Fumane (VR)

info@valentinacubi.it

hospitality@valentinacubi.it

Sito aziendale

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