Podere Cavaga, 50 anni di viticoltura bergamasca
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Fabio Volpentesta
- Ven 28 Ago 2026
- 8 minute read
L’evento a Podere Cavaga
Podere Cavaga ha festeggiato, domenica 7 giugno 2026, il proprio 50° anniversario di Podere Cavaga, e io ho avuto il piacere di partecipare all’evento organizzato da Andrea Mazzucchelli, patron e vera anima di questa splendida tenuta, incastonata tra le morbide colline del Sebino, tra le province di Bergamo e di Brescia. A pochissimi chilometri dalla sponda occidentale del Lago d’Iseo, precisamente in frazione Gafforelli del piccolo comune di Foresto Sparso (BG), si trova un’azienda che nel tempo si è trasformata, diventando non solo cantina, ma anche una elegante foresteria e un luogo di convivialità, dove presidiare e custodire la tradizione vitivinicola bergamasca.
Storia del Podere Cavaga e del suo territorio
Il sogno dell’imprenditore Andrea Mazzucchelli è stato quello di valorizzare un territorio, dove in passato la coltivazione della vite era molto diffusa, sebbene nel tempo abbia evidenziato un graduale ridimensionamento con pochi e piccoli vigneti aggrappati ai pendii tra boschi sempre più incombenti.
Con caparbietà e lungimiranza, Andrea ha deciso di investire nella sua terra d’origine, intuendone le potenzialità, realizzando un progetto ambizioso: creare un podere agricolo a ciclo completo, capace di coniugare la produzione vitivinicola con l’ospitalità, la ristorazione e la tutela del paesaggio.
Il nome Cavaga richiama nel dialetto locale l’espressione “ca” (casa) unita a quella “vaga” (nel senso di rada, isolata), dunque “casa sparsa/vaga”.
Ospitalità fra vigne e oliveti
Oltre al recupero di una vocazione antica, Andrea si è impegnato alla realizzazione di una cantina moderna affiancata da una foresteria che ospita camere per ospiti e spazi per eventi, tra i quali ricordo il curioso e interessante percorso di “forest therapy”, tra i boschi e le vigne d’alpeggio circostanti. È possibile, infatti, soggiornare in 20 camere in stile rural-chic, oltre a tre stars-box tra i filari; inoltre, l’azienda produce un delicato olio EVO dai circa due ettari di oliveto, mentre da orto e frutteto ottiene conserve e marmellate proposte nello shop online.
Podere Cavaga e il suo territorio
Podere Cavaga dispone di circa 10 ettari, tra i 450 e i 600 metri s.l.m., all’interno di Foresto Sparso; questo comune rientra nell’areale produttivo della DOC Valcalepio, che identifica una fascia pedemontana che si estende per circa settanta chilometri tra i fiumi Adda e Oglio, nella parte orientale della provincia di Bergamo, delimitata a nord dalle Orobie e a sud-est dal Lago d’Iseo.
Siamo in una zona di transizione tra l’influenza lacustre e quella prealpina, un microclima speciale, dove brezze costanti e altitudini regalano condizioni ideali per la coltivazione della vite: aria ventilata e fresca che favorisce una lenta e armoniosa maturazione delle uve.
I suoli sono di natura franco-argillosa, poco calcarei e poco fertili con ottimo drenaggio; le esposizioni sono in prevalenza a sud, sud-ovest e la piovosità è media, ben distribuita durante le stagioni.
La produzione di Podere Cavaga
Podere Cavaga produce circa 80.000 bottiglie l’anno, suddivise tra spumanti Metodo Classico, vini fermi bianchi e rossi, oltre alla gamma “Spirits”, tra cui il Gin Iseo, prodotto con ginepro locale.
I vigneti di chardonnay – tra quelli lombardi siti alle quote più alte, a 453 metri s.l.m.- franconia, cabernet sauvignon, merlot e pinot nero sono allevati secondo le regole della lotta integrata certificata SQNPI.
Il franconia: dalla Mitteleuropa alla Valcalepio
Andrea fin dagli inizi è maggiormente interessato al franconia – noto anche come blaufränkisch, la cui presenza è tanto documentata nella bergamasca da essere chiamato familiarmente imberghem) – un vitigno d’origine mitteleuropea, collocato, secondo la ricostruzione storica e genetica, nella Bassa Austria e l’Ungheria; chiederà supporto all’agronoma Giovanna Cattaneo, esperta di viticoltura storica, per avere conferma di alcuni ceppi ritrovati e risalenti al 1976 o forse ancora più datati.
Il franconia nelle parole di Giovanna Cattaneo
Queste sono le sue osservazioni su questa varietà: “Il franconia o Blaufränkisch è una varietà di origine austrica o più probabilmente slovena, conosciuta anche con il nome tedesco di Limbergher. …come altri vitigni ha viaggiato e, nella sua lunga migrazione, ha toccato anche il Nuovo Mondo, viene infatti coltivato nel Nord America e in Australia. In Italia, è presente in Friuli-Venezia Giulia, area viticola da sempre molto sensibile al fascino est europeo. Come sia arrivato nelle valli bergamasche questo non lo sa nessuno; noi l’abbiamo trovato lì su terreni un po’ impervi, proteso idealmente verso il lago, ma ancora fortemente radicato nel suolo montano di Foresto Sparso.”
La Denominazione
Dal 1976 la Valcalepio DOC è riservata ai vini dalla seguente tipologia (aggiorn. DM 2025):
Valcalepio Rosso
Merlot dal 40 al 90% cabernet sauvignon dal 10 al 60% – possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve provenienti dai vitigni franconia, incrocio Terzi N.1, merera, Rebo e petit verdot da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%; prima dell’immissione al consumo deve subire un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno un anno di cui almeno tre mesi in botti di legno. Nella versione “riserva” il vino è sottoposto a un invecchiamento minimo di tre anni, di cui uno in botte di rovere.
Valcalepio Bianco
Pinot bianco e/o chardonnay, congiuntamente dal 55 all’80%, pinot grigio dal 20 al 45%
Valcalepio Moscato passito
Moscato di Scanzo e/o moscato dall’85 al 100% – possono inoltre concorrere alla produzione di detto vino fino ad un massimo del 15% le uve provenienti da vitigni a bacca nera, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia.
I vini di Podere cavaga: la degustazione
Vino Spumante di Qualità – Brut Millesimato – 2011
Apriamo la degustazione con un interessante metodo classico, sboccatura ottobre 2025, con un residuo zuccherino inferiore ai 3g/l e un affinamento di oltre dieci anni sui lieviti.
Nel calice il perlage, fine e persistente, fa da sfondo a una bella tonalità paglierino brillante con riflessi verdolini.
Spiccano al naso marcati sentori di fiori di campo, di agrumi maturi, di frutta secca e di brioche burrosa; in bocca, prevalgono una ricca cremosità e le avvolgenti acidità e sapidità, con un bel sottofondo di eleganza e persistenza.
Vino Spumante di Qualità – Franconia Dosaggio Zero Rosé
Per questo blanc de noir, sboccato nel gennaio 2024, sono state utilizzate uve di franconia in purezza, vendemmiate nella prima decade di settembre e lasciate macerare per qualche ora, ovvero il cosiddetto “vino di una notte”.
Il risultato è un rosa luminoso abbastanza scarico e dalla tonalità color pesca con sfumature leggermente ramate.
In etichetta non è indicato il millesimo, sebbene i mesi di sosta sui lieviti siano stati non meno di cento.
Delicati e invitanti i profumi che vanno dalla violetta al melagrana, fragoline di bosco e frutti di rosa canina; le forti escursioni termiche e la vendemmia anticipata regalano a questo Rosé grande carattere e un sorso croccante e sapido dalla chiusa gradevolmente fruttata.
Chardonnay – Vino Bianco – 2025
Giallo paglierino scarico alla vista, mentre al naso si percepisce un’esplosione di profumi intensi e caratteristici: banana, pesca, frutta esotica e ancora biancospino, mela e mandorla.
Al palato, è piacevole, di ottima freschezza e sapidità, certamente ben bilanciato e dal finale gustoso e con ricordi di miele.
Foresto – Valcalepio DOC Riserva – 2020
In etichetta si può ammirare una bellissima illustrazione realizzata dall’artista Martina Paletti, raffigurante un pettirosso e un orso.
È il vino simbolo della cantina, espressione pura del territorio della Valcalepio, nato dall’unione di cabernet sauvignon e merlot in pari quantità. Affina quattro anni in tonneau francesi, dove svolge anche fermentazione malolattica, per riposare, infine, in bottiglia per almeno altri otto mesi.
Colore rosso rubino intenso e naso seducente con marasca sotto spirito – che rimanda immediatamente a un boero – e frutta rossa matura in evidenza, quindi spezie dolci, foglia di tabacco essiccata, sottobosco e cuoio.
All’assaggio si rivela di gran corpo, morbido ed equilibrato con un tannino vellutato che accompagna il sorso verso un finale balsamico e dai richiami di liquirizia.
Vigne Alte – Bergamasca IGT Franconia – 2020
C’è un’eleganza silenziosa che attraversa i boschi di Podere Cavaga. È quella del cervo, il sovrano delle terre alte. Così recita la presentazione sul sito della cantina di questo secondo rosso in degustazione a base di franconia che, proprio come lo splendido animale rappresentato in etichetta, su uno sfondo nero che richiama la terra bruna del sottobosco e l’ombra delle piante, unisce struttura e grazia.
Le uve per questo Bergamasca IGT Franconia arrivano da vigne, allevate a Guyot, posizionate a 500 metri s.l.m. su terreni argillosi con presenza di scheletro, raccolte la prima decade di settembre; anche in questo caso, il vino sosta quattro anni in botti di rovere – in parte nuove, in parte usate – nelle quali avviene la fermentazione malolattica.
La degustazione
Rubino poco trasparente con sfumature violacee nel calice, colpisce per il ventaglio olfattivo tra note floreali di viola e lavanda, fruttate (ciliegia e lampone), speziate, balsamiche, di caramello.
L’attacco in bocca è diretto e fragrante, all’inizio di buona morbidezza per lasciare spazio subito dopo a una tannicità piacevolmente setosa e una leggera sapidità.
Contatti
Podere Cavaga
Via Gafforelli, 1
24060, Foresto Sparso (BG)
accoglienza@cavaga.it