I Bisbigli nel Bicchiere di Alberto Negrini e Simone Marchetti

Alberto Negrini - agente di commercio - e Simone Marchetti - in passato organizzatore di eventi musicali - rappresentano un bellissimo esempio del potere della passione: la passione per il vino e per la sua cultura, per la terra e per l’amicizia.

Bisbigli nel Bicchiere, ovvero una serata di fine gennaio 2025 presso Villa Chimera a Torrazza Coste (PV): apparentemente un evento come tanti altri per la presentazione di due nuove etichette di vino dell’Oltrepò Pavese. In realtà, una serata unica costruita con la passione, l’impegno e la forza dell’amicizia e della solidarietà.

I protagonisti

Alberto Negrini e Simone Marchetti

Alberto Negrini - a sinistra - e Simone Marchetti, a destra

Come per costruire una casa si deve partire dalle fondamenta, così per raccontare Bisbigli nel Bicchiere voglio partire dagli aspetti fondamentali che – per quanto possa sembrare strano – non sono i vini e le loro caratteristiche e, in un certo senso, neanche i produttori bensì la loro storia, l’amicizia, la solidarietà e la forza di coltivare le proprie passioni.

Alberto e Simone sono amici – amici tra loro e amici miei – da tanti anni: Alberto è un agente di commercio e Simone inizia il proprio viaggio lavorativo come organizzatore di eventi culturali e musicali. Entrambi, però, nutrono una profonda passione per il vino, il suo mondo, la sua Cultura (la C maiuscola non è un refuso ma un preciso messaggio di grande attualità in questi ultimi anni di costanti attacchi al mondo del vino e al suo consumo responsabile).

Entrambi decidono così da seguito a questo sincero interesse iscrivendosi alla Delegazione FISAR di Pavia e di frequentare il corso per diventare sommelier. Superato brillantemente l’esame finale, entrambi iniziano ad approfondire le loro conoscenze professionali e continuano a collaborare con la Delegazione di Pavia.

Gli anni passano, le competenze crescono e Simone inventa Prêt à Sommelier, un servizio di sommelier a domicilio ricco di possibilità e iniziative. Alberto, dal canto suo, continua ad assaggiare e ad aumentare il proprio bagaglio di esperienze fatto anche di viaggi nei principali territori vitivinicoli di Francia e Italia. Grazie a queste nuove conoscenze, Alberto scopre il suo grande amore per gli spumanti.

Come è giusto succeda, però, a un certo punto tutto ciò non è più stato sufficiente ed entrambi decidono di fare un importante passo avanti: provare a realizzare un loro vino: “loro” nel senso che tale vino li deve rappresentare, deve esprimere non solo il loro gusto ma il loro modo di essere e la loro personalità.

È evidente, però, che volendo realizzare un prodotto di qualità si rendano immediatamente conto di avere bisogno di un supporto da parti di amici produttori ricchi di esperienza e con le giuste attrezzature e conoscenze enologiche. Alberto, appassionato di spumanti, si rivolge pertanto a Paolo Percivalle, amico e produttore di Borgo Priolo (PV) con una particolare vocazione per il Metodo Classico mentre Simone chiede aiuto all’amico Claudio Bisi di San Damiano al Colle (PV), produttore d’Oltrepò con una particolare passione per i vini rossi.

Bisbigli nel Bicchiere

Bisbigli nel Bicchiere ha avuto, in apparenza, lo scopo di presentare questi due vini: il “5931” Spumante Metodo Classico Extra Brut di Alberto e “Lo Spassoso”, il vino rosso di Simone. Ma perché “in apparenza”? Per poterlo spiegare devo prima raccontare come si è svolto questo evento o, per meglio dire, questa cena. Il ricco menù è stato accompagnato, oltre che dai vini di Alberto e Simone, dallo Spumante Metodo Classico Pinot Nero “270” di Paolo Percivalle e dal Pezzabianca, Barbera Provincia di Pavia IGT; tutti i vini sono stati narrati da Roberto Pace, Delegato di FISAR Pavia.

Posso ora iniziare a spiegare il perché di quell’ “in apparenza”: tutti i proventi della serata sono stati, infatti, donati in beneficenza all’Associazione Salute Donna ODV – Delegazione di Pavia – che si occupa della prevenzione e della lotta ai tumori femminili.

Inoltre, ma secondo me non certo in secondo piano, Bisbigli nel Bicchiere è stata una celebrazione dell’amicizia tra Alberto e Simone, tra loro e i vignaioli e con tutti i circa 80 partecipanti che erano stati scelti proprio fra gli amici dei quattro produttori; non si può, infine, non citare ancora una volta la “special guest” d’eccezione della serata: la grande passione per il mondo del vino dei due novelli produttori così come dei loro mentori e di tutti i partecipanti.

Vellutata di patate affumicate con polpo croccante, crostini di pane azzimo e pomodorini confit

Alberto e Simone raccontano i loro bisbigli nel bicchiere

Le righe che seguiranno contengono un’intervista ad Alberto Negrini e Simone Marchetti: a entrambi ho posto le stesse domande e loro hanno risposto con i loro “Bisbigli nel Bicchiere”.

Carissimi Alberto e Simone, potete raccontarci il percorso che vi ha portato ad innamorarvi del mondo del vino?

Alberto

Io e il mondo del vino ci siamo conosciuti piuttosto tardi: sarà stato il 2004 e avevo circa 26 anni. A casa si beveva vino durante i pasti e ricordo che mio padre imbottigliava un paio di damigiane all’anno per il consumo quotidiano: io però, all’epoca, preferivo bere altro.

La curiosità scattò assaggiando una bottiglia di sangiovese, che all’epoca mi è sembrata qualcosa di buonissimo. Fu così che iniziai ad assaggiare, senza nessun metodo, acquistando qualche libro e accorgendomi che questo mondo complicatissimo, di cui peraltro non capivo nulla, mi affascinava e che, soprattutto, mi affascinavano le persone che si celavano dietro ad una bottiglia.

Il passo successivo – poi – fu semplice: ho frequentato il corso per sommelier con la Delegazione FISAR di Pavia, con lo scopo di avere una base dalla quale far crescere la mia passione e continuare ad assaggiare con curiosità.

Simone

Mi sono avvicinato al mondo della mescita da ventenne, entrando nell’ambiente degli eventi culturali, in particolar modo musicali. Organizzando i primi festival musicali ho capito fin da subito l’importanza di somministrare prodotti di qualità agli utenti. Poco dopo è diventato il mio lavoro, e ora nelle vesti di Prêt à Sommelier porto i vini a casa delle persone, raccontando le mie conoscenze, i miei viaggi e le mie esperienze. Ora potrò raccontare anche il mio vino.

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Qual è stata la molla che vi ha spinto a cimentarvi nella produzione di un vostro vino?

Alberto

Domanda complicata; direi il desiderio di condividere, in modo concreto, la mia idea di vino e la presunzione di lasciare qualcosa di mio agli altri, attraverso un calice e una storia da raccontare.

Simone

Avendo degustato moltissime etichette nel corso degli anni, ho individuato in Claudio Bisi il produttore di vini rossi con le caratteristiche più vicine al mio gusto personale. Così, collaborando con lui, è nata l’ambizione di realizzare il mio vino in prima persona, così come piace a me. Non è un prodotto che verrà venduto ma si tratta di un biglietto da visita che mi accompagnerà nelle mie degustazioni private e pubbliche.

Quali obiettivi avete inseguito per arrivare a produrre un vino che vi soddisfacesse e rappresentasse?

Alberto

L’obiettivo principale è sempre stato uno: piacevolezza nella beva senza cadere nella banalità, creando uno spumante quasi conviviale, gradevole sia per l’appassionato sia per il bevitore meno consapevole.

Simone

Gli obiettivi inseguiti sono stati la naturale conseguenza del lavoro svolto. Ora il mio vino “Lo Spassoso”, è il biglietto da visita che mi accompagna nelle mie degustazione fatte a casa delle persone. Nella realizzazione dello Spassoso ci siamo divertiti parecchio e il prodotto finito, nella sua grande complessità, ha l’ambizione di fare divertire chi lo degusterà. Da qui il nome Spassoso. Si è cercato di trasferire nel calice, oltre alle caratteristiche del terreno e dell’annata, anche tutto quello che mi rappresenta come individuo: semplicità, determinazione, complessità e, soprattutto, convivialità.

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Cosa vedete ora nel vostro futuro di sommelier e produttori?

Alberto

Come sommelier continuerò a dirigere i corsi per formare nuovi appassionati mentre l’ambizione da produttore è far conoscere il mio spumante, di cui sono in cantiere altre due annate, cercando di migliorarlo nel corso del tempo e – da curioso quale sono – sperimentare con buon senso.

Simone

L’intenzione è quella di continuare a produrre vino più per diletto che per professione. Lascio fare questo lavoro a chi è bravo a farlo e mi auguro che continueremo a “spassarcela” sia nella realizzazione che durante il consumo dello stesso. Ora nuove vendemmie ci metteranno alla prova e, confrontando il mio vino con i grandi vini rossi che mi hanno ispirato, cercheremo di migliorare di anno in anno.

Le degustazioni di “Bisbigli nel Bicchiere”

Siamo finalmente giunti agli ultimi protagonisti di Bisbigli nel Bicchiere, ovvero i due nuovi vini presentati. Le righe che seguiranno saranno le mie note degustazione di queste due bottiglie.

Alberto Negrini – 5931 – V.S.Q. metodo Classico Extra Brut – 2021

Questo Metodo Classico – il cui nome fa riferimento alla sigla tecnica “5931” delle viti a brugola, uno degli articoli venduti da Alberto nella sua professione di rappresentate di commercio – è ottenuto da uve pinot nero (70%) e chardonnay (30%); quest’ultimo ha fermentato in barrique rigenerate e nuovamente tostate e, in seguito, è maturato nelle stesse barrique fino al mese di luglio 2022. La fermentazione malolattica di entrambe le basi è stata completamente svolta. Il 5931 è stato prodotto presso l’Azienda Percivalle con uve aziendali.

Il color paglierino intenso e lucente di questo Metodo Classico è arricchito da un perlage molto fine e di più che buona persistenza.

Il bouquet, decisamente più improntato all’eleganza che non all’intensità, apre con note di mela golden ben matura e pesca a polpa bianca alle quali si affiancano sentori di zucchero vanigliato e piccola pasticceria oltre a garbate note di burro e marzapane; l’intera paletta olfattiva è, infine, attraversata da una leggera – ma nitida – sensazione agrumata di scorza di cedro candito.

Il sorso, agile e di piena soddisfazione, apre ricco, di corpo e morbido per regalarci, al centro bocca, una tesa – ma composta – spalla acida e un’evidente sapidità che regalano, all’insieme, una spiccata personalità e una beva facile ma certo non banale; lunga la persistenza.

Simone Marchetti – Lo Spassoso – Vino Rosso – 2021

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Ottenuto da uve nebbiolo (80%) e barbera (20%), questo vino rosso ha iniziato la propria fermentazione in vasche di acciaio per poi concluderla in barrique all’interno della quale è stato effettuato il taglio a freddo. In seguito, ha maturato in tali barrique di secondo passaggio per 14 mesi. Lo Spassoso non è stato né filtrato né chiarificato e ha svolto un periodo di batȏnnage sulle proprie fecce fini. Le uve sono state ottenute da vigneti allevati su versanti calcarei aventi esposizione a mezzogiorno e siti a una quota di circa 250m s.l.m.

Lo Spassoso è stato prodotto presso l’Azienda Agricola Bisi con uve della stessa Azienda.

Di color rubino impenetrabile, questo vino rosso sfoggia un naso intenso e fine pur se ancora marcatamente giovanile. Le intense note balsamiche di eucalipto donano leggerezza alle ricche sensazioni di frutta rossa e nera ben matura. Qualche minuto nel calice permettono al quadro olfattivo de Lo Spassoso di ampliarsi offrendoci un bouquet assai complesso in virtù dei sentori di floreali di violetta e lillà affiancati da quelli speziati della cannella, della noce moscata e dell’evidente vaniglia, sintomo della già citata gioventù. L’insieme trova, infine, il suo pieno compimento grazie ai profumi di arancia amara, chinotto e tamarindo.

Il sorso – ampio, avvolgente e molto caldo – sfoggia un gran corpo e un’altrettanto importante morbidezza. La ben presente freschezza e una tessitura tannica giovanile – ma di ottima fattura – conferiscono all’insieme equilibrio e una beva di notevole personalità; lunga la persistenza.

Contatti

Alberto Negrini

albertonegrini78@gmail.com

Simone Marchetti

simone@pretasommelier.com

Autore

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