Rubinelli Vajol e la Valpolicella: la sintesi tra buono e bello

Introduzione

L’Azienda Rubinelli Vajol è situata nel cuore della Valpolicella, ovvero in quella fascia collinare pedemontana della provincia di Verona, che rappresenta una delle aree vitivinicole più prestigiose d’Italia.

Questo territorio, protetto a nord dai Monti Lessini e mitigato a ovest dalla vicinanza del Lago di Garda, possiede una complessità geologica, climatica e storica che si riflette in vini di grande carattere. All’interno di questo scenario, l’Azienda Rubinelli Vajol incarna un profondo legame con la propria terra e, in particolare, con un cru specifico, la Conca del Vajol, situato in comune di San Pietro in Cariano, uno dei comuni della Valpolicella Classica.

Vigneti di Rubinelli Vajol e, alle spalle, Corte Sant'Anna

La Valpolicella: un mosaico di suoli e morfologie

La Valpolicella presenta una notevole eterogeneità morfologica e pedologica. Il territorio può essere suddiviso in tre macroaree: le zone montuose calcaree dei Monti Lessini, la fascia collinare dove si concentra la maggior parte della viticoltura e i fondovalle alluvionali. Strutturalmente, la regione si sviluppa come un ventaglio di valli con orientamento nord-sud, che si dipartono dalla città di Verona. Questo paesaggio collinare, caratterizzato da dolci pendii e spartiacque a quote contenute, è modellato dalla presenza di vigneti, spesso sistemati su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, noti come “marogne“.

Le marogne

Le marogne rappresentano una testimonianza tangibile della lunga storia della viticoltura nella Valpolicella, costruite tradizionalmente con materiali di origine basaltica e calcarea, che riflettono la varietà geologica del territorio. Queste strutture testimoniano l’evoluzione della tecnica colturale nel corso dei secoli e il modo in cui l’uomo ha progressivamente modificato e adattato il paesaggio alle esigenze della coltivazione della vite, creando un dialogo armonico tra intervento umano e caratteristiche naturali del territorio.

I muretti di sostegno delle marogne di Rubinelli Vajol

I suoli 

I suoli della Valpolicella, come mappati dall’ARPAV, mostrano una grande diversità. Si passa dai suoli alluvionali lungo il corso dell’Adige e dei torrenti che scendono dai Monti Lessini, a quelli a matrice calcarea tipici delle colline. Questi ultimi, derivati da formazioni come il Biancone e la Scaglia Rossa, sono ricchi di calcare, con tessitura media e buona capacità di drenaggio. In alcune aree emergono anche rocce vulcaniche di origine basaltica, risultato di antiche eruzioni sottomarine, che creano suoli argillosi con basso contenuto di calcare attivo. Vi è, inoltre, la presenza di porzioni tufacee-calcaree. Questa complessità geologica, con terreni che spaziano da marnosi a calcarei e tufacei, influenza direttamente il vigore della vite e le caratteristiche organolettiche dei vini.

Geologia e unità territoriali

All’interno di questa eterogeneità, è possibile identificare unità territoriali specifiche con caratteristiche distintive. Le colline base e ondulazioni, formate dalla pianura dell’Adige e dell’Illasi, presentano suoli caratterizzati da elevato contenuto calcareo, con depositi torbosi lacustri che conferiscono particolari proprietà di ritenzione idrica. I rilievi e versanti, invece, mostrano una stretta relazione tra la tecnica colturale tradizionalmente applicata e le caratteristiche intrinseche del terreno, con magre colline caratterizzate da formazioni calcaree, calcari marnosi e calcareniti grigie. Le aree colluviali, composte dalle zone al piede dei versanti, presentano suoli profondi con tessitura moderatamente fine e scheletro variabile, ma sempre presente, garantendo una buona capacità di drenaggio interno e dotazioni idriche non eccessive.

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Il clima della Valpolicella: un equilibrio di influenze

Le temperature

Il clima della Valpolicella è classificato come sub-continentale, ma è fortemente modulato da fattori geografici che generano una serie di microclimi favorevoli alla viticoltura. La vicinanza del Lago di Garda a ovest esercita un’azione mitigatrice fondamentale, attenuando le temperature minime invernali e le massime estive. Questo effetto, che decresce allontanandosi dal lago, permette in alcune zone con esposizione meridionale lo sviluppo di un microclima quasi sub-mediterraneo. L’orografia delle valli, orientate da nord a sud, incanala le masse d’aria, influenzando temperature e precipitazioni.

Le caratteristiche climatiche della Valpolicella riflettono un’interessante transizione tra il clima continentale delle regioni settentrionali e le influenze mediterranee che si estendono dalle aree meridionali. La temperatura media annua si attesta intorno a 13,1°C, con un’escursione termica annua compresa tra 19 e 21°C, creando condizioni di variabilità stagionale che favoriscono lo sviluppo di profili aromatici complessi nelle uve.

Precipitazioni e venti

Le precipitazioni totali annue variano considerevolmente all’interno della regione, passando dai 800-900 mm nelle aree marginali meridionali fino a circa 1100 mm nelle zone più settentrionali, con una distribuzione che aumenta progressivamente nelle aree collinari rispetto alla pianura.

La ventilazione è un altro elemento chiave, con un regime di brezze di valle e di monte e l’influenza di venti come lo scirocco, caldo e umido, e il föhn, secco e talvolta impetuoso. In inverno, possono verificarsi fenomeni di inversione termica, con uno strato freddo e umido a bassa quota, mentre le zone collinari più elevate godono di sole e temperature più miti. Questa complessa interazione di fattori climatici è cruciale per la sanità delle uve e per lo sviluppo del loro profilo aromatico.

Foto aerea dei vigneti di Rubinelli Vajol

Geologia, morfologia e clima: le influenze sulla vite

La composizione chimica del suolo, la sua capacità di trattenimento dell’acqua e l’influenza sulla microbiologia del terreno rappresentano fattori determinanti nel modificare il metabolismo della vite e, conseguentemente, la composizione delle uve. Sebbene il clima rappresenti un elemento fondamentale, la vite risente più direttamente degli andamenti meteorologici stagionali specifici di ogni annata. È particolarmente interessante osservare come le differenze di territorio spesso rimangono coerenti tra i diversi anni di raccolta, il che sottolinea l’importanza preponderante delle caratteristiche pedologiche rispetto alle variabilità microclimatiche, che possono fluttuare considerevolmente da un’annata all’altra.

Storia vitivinicola della Valpolicella: un’eredità millenaria

Le origini

La vocazione vitivinicola della Valpolicella affonda le sue radici in tempi remoti ma è con l’arrivo degli Etruschi – e poi dei Romani – che la coltivazione della vite assume un ruolo definito. Testimonianze scritte, come quelle di Catone il Censore e Plinio il Vecchio, celebrano il vino Retico, prodotto in quest’area e apprezzato nell’antichità. Un documento fondamentale è una lettera di Cassiodoro (490-593 d.C.), ministro di Teodorico, che descrive l’Acinatico, un vino dolce ottenuto da uve appassite, considerato l’antenato del Recioto.

Il Medioevo

Nel Medioevo, l’Editto di Rotari del 643 d.C. già proteggeva la viticoltura con norme severe, mentre il nome “Valpolicella” inizia ad apparire in documenti medievali, testimoniando la crescente importanza della zona. Durante il dominio della Repubblica di Venezia, il commercio vinicolo si intensificò e la Valpolicella divenne la Vicaria più importante del territorio veronese per ricchezza ed estensione. Le sue colline si popolarono di ville patrizie, diventando un centro culturale che le valse l’appellativo di “Valle dei Poeti”. Questa lunga e ininterrotta tradizione ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche l’identità culturale della regione.

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I vitigni autoctoni: l’anima della Valpolicella

L’identità dei vini della Valpolicella è indissolubilmente legata ai suoi vitigni autoctoni, principalmente corvina veronese, corvinone e rondinella rappresentando il risultato di una secolare selezione e adattamento al territorio.

La corvina veronese

La corvina veronese, riconosciuta come varietà tipica dell’area già nel XIX secolo, costituisce la spina dorsale di questi vini, apportando struttura, colore e un profilo aromatico caratterizzato da note di ciliegia, prugna e spezie. Il nome corvina deriva dal colore scuro dell’acino, simile al nero di un corvo; dal punto di vista fenologico, manifesta germogliamento medio, fioritura medio-precoce, invaiatura e maturazione medie.

Il corvinone

Il corvinone, a lungo considerato un biotipo della corvina, è stato identificato come una varietà distinta grazie ad analisi genetiche; contribuisce con corpo e complessità. Studi genetici hanno dimostrato che il corvinone può essere considerato un genitore, insieme alla corvina, di altre varietà della regione. La varietà presenta minore produttività rispetto a corvina e rondinella, caratteristica che influenza le strategie di coltivazione.

La rondinella

La rondinella, il cui nome sembra derivare dal colore quasi nero-bluastro dei suoi acini, simile al piumaggio di una rondine, è apprezzata per la sua rusticità e per la capacità di accumulare zuccheri, risultando fondamentale soprattutto per i vini da appassimento. Durante la vinificazione, manifesta comportamenti simili a quelli della corvina, soffrendo fenomeni di riduzione durante e al termine della fermentazione. Il disciplinare di produzione della DOC Valpolicella prevede che l’uvaggio sia composto per il 45-95% da corvina e/o corvinone e per il 5-30% da rondinella, ammettendo altre varietà a bacca rossa per un massimo del 25%.

Molinara

La molinara è un vitigno autoctono a bacca nera del Veneto che prende il proprio nome da “mulino”, a causa dell’abbondante pruina sugli acini che ricorda la farina.
Recenti analisi del DNA (2021) hanno dimostrato che questa varietà nasce da un incrocio spontaneo tra la varietà vulpea e un genitore ignoto.
La molinara è caratterizzata da maturazione tardiva e mostra una buona resistenza alla botrite. Dona vini di colore rosso rubino scarico, leggeri, di spiccata acidità e bassa gradazione alcolica; apporta freschezza, eleganza e note di frutti rossi ai vini della Valpolicella. È coltivata quasi esclusivamente in Veneto con piccole presenza in Lombardia.

Rubinelli Vajol: grappolo di corvina veronese
Grappolo di corvina veronese - Ursula Brühl, Julius Kühn-Institut (JKI) Bundesforschungsinstitut für Kulturpflanzen Institut für Rebenzüchtung Geilweilerhof - 76833 Siebeldingen - GERMANIA

L’appassimento delle uve e le caratteristiche organolettiche dei vini

La storia

La pratica dell’appassimento rappresenta una tecnica tradizionale profondamente radicata nella storia vitivinicola della Valpolicella, documentata già dall’Acinatico descritto da Cassiodoro. I grappoli destinati all’appassimento venivano tradizionalmente tagliati lasciando il peduncolo attaccato a un piccolo segmento di tralcio, denominato localmente “manada”, permettendo così al grappolo di essere sospeso alle corde nei fruttai o nei solai. Questo sistema consentiva un appassimento lento e controllato, che rendeva l’uva idonea alla conservazione prolungata e alla successiva vinificazione per la produzione di vini dolci e concentrati; attualmente, le uve sono appassite in fruttai all’interno di cassette oppure distese su graticci di legno o canne, localmente chiamati arèle.

Le uve e le loro trasformazioni durante l’appassimento

Durante il processo di appassimento, le uve subiscono trasformazioni biochimiche significative. La perdita progressiva di acqua concentra gli zuccheri, gli acidi e i composti fenolici, modificando radicalmente il profilo chimico dell’uva. Questa concentrazione influenza direttamente la composizione del mosto e, conseguentemente, la qualità sensoriale del vino risultante. I composti aromatici presenti nell’uva resistono alla fermentazione e rimangono attivi nel vino finale, contribuendo al profilo olfattivo caratteristico. Inoltre, i lieviti producono composti aromatici agendo sui precursori presenti nel mosto, generando ulteriori note complesse. La maggior parte del contributo al profilo aromatico e gustativo del vino deriva dall’azione metabolica dei lieviti durante la fermentazione, che trasforma la composizione chimica del mosto in base alle caratteristiche specifiche della matrice fermentativa.

Rubinelli Vajol: selezione delle uve destinate all'appassimento
Selezione delle uve destinate all'appassimento

I vini da uve appassite e loro caratteristiche

I vini derivanti dall’appassimento delle uve di corvina, corvinone e rondinella presentano caratteristiche organolettiche distintive. Manifestano colori intensi, che spaziano dal rosso rubino profondo al granato, con una struttura gustativa complessa e persistente. Le note aromatiche includono frutti rossi concentrati, spezie, cacao e note di frutta secca, con un equilibrio tra dolcezza naturale e acidità che conferisce eleganza e longevità al vino. Queste caratteristiche riflettono sia la composizione genetica dei vitigni che l’influenza del territorio di provenienza, dove la composizione chimica del suolo e le condizioni microclimatiche hanno plasmato la qualità delle uve durante la loro maturazione.

Rubinelli Vajol: grappoli in appassimento sulle arèle
Grappoli in appassimento sulle arèle

La Valpolicella: un’armonia tra natura e intervento umano

Il paesaggio della Valpolicella presenta una composizione straordinaria, caratterizzata da una ricca biodiversità che si estende dalle colline ai fondovalle, con una distribuzione di colture viticole che occupa quasi il 60% della superficie, mentre il restante 30% rimane in stato naturale. Questa configurazione territoriale è il risultato di una secolare interazione tra le caratteristiche naturali del territorio e le scelte colturali dell’uomo, creando un equilibrio dinamico che ha permesso la preservazione di ecosistemi diversificati.

Gli insediamenti umani presenti nel territorio della Valpolicella rispettano profondamente l’ambiente e il paesaggio circostante, sviluppandosi con un’apertura verso nord e verso sud che consente una ventilazione naturale e un’esposizione ottimale al sole. Questi insediamenti, costruiti tradizionalmente con pietre di scavo e materiali locali, svolgono una forte funzione paesaggistica e rappresentano un elemento distintivo dell’identità culturale della regione.

L’Azienda Rubinelli Vajol: una storia di famiglia e territorio

La storia dell’azienda Rubinelli Vajol è intrinsecamente legata alla famiglia Rubinelli. Il capostipite, Gaetano Rubinelli, ingegnere che progettò la diga del Chievo a Verona agli inizi del Novecento, acquistò la campagna del Vajol riconoscendone la straordinaria vocazione viticola.

La perfetta conformazione a conca del loro vigneto, con un’esposizione ideale, e la sua posizione nel cuore della Valpolicella storica, posero le basi per una produzione di eccellenza. La volontà della famiglia si è concretizzata nel tempo nell’interpretazione di un cru che esprimesse l’unicità di questa terra, caratterizzata da un microclima peculiare e da un suolo di tufo che conferisce un’impronta inconfondibile alle uve e ai vini. La presenza di questi tufi, alternati a strati calcareo-argillosi di origine sedimentaria, è dovuta alla presenza dell’antico vulcano del monte Castelon che oggi costituisce il crinale che divide la valle di Fumane da quella di Marano.

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Il territorio di Rubinelli Vajol

L’Azienda si trova a San Pietro in Cariano, all’interno della zona Classica, e la sua tenuta di dieci ettari vitati circonda la Corte Sant’Anna, garantendo che tutte le uve provengano da un unico corpo aziendale. La presenza di un’antica fonte – testimoniata fin dal lontano 1635, col nome di “fontana del Vajol” – garantisce, insieme a un sistema di falde superficiali, una costante disponibilità di acqua per i vigneti. In tal senso, è importante anche l’effetto spugna dei calcari tufacei.

I vigneti in corpo unico rafforzano l’identità del vino, strettamente connesso al suo luogo d’origine. La vicinanza alla Pieve romanica di San Floriano, un monumento millenario, sembra sottolineare ulteriormente il profondo radicamento storico e culturale dell’azienda nel paesaggio della Valpolicella.

La filosofia aziendale

Renzo Rubinelli – uno degli attuali proprietari e laureato in filosofia – riassume il pensiero che guida la propria azienda con l’apparente semplice frase “la ricerca del buono e del bello“, per indicare la volontà aziendale di perseguire la ricerca della qualità preservando la bellezza e la salute del territorio.

Dal punto di vista tecnico, la produzione è ispirata agli insegnamenti dell’enologo Professor Roberto Ferrarini e mira a esaltare le caratteristiche intrinseche del territorio, considerando il vino un dono della natura e della morfogenesi della Conca del Vajol. A riprova di questo approccio è da segnalare la scelta – come agronomo – di Enrico Casarotti, noto per la sua particolare attenzione alla sostenibiltà e alla riduzione dell’impatto ambientale della viticoltura.

Rubinelli Vajol e i suoi vini: le degustazioni

Quanto segue racconta le degustazioni svolte in cantina – in compagnia di Renzo Rubinelli – il giorno 5 novembre 2025. Colgo, pertanto, l’occasione di queste righe per ringraziare Renzo per la squisita ospitalità e per la sua consueta cortesia.

Caratteristiche dei vigneti e vitigni utilizzati

Dato che i vini aziendali sono tutti ottenuti dalle uve di un singolo vigneto, le sue caratteristiche e i vitigni utilizzati sono descritti qui di seguito.

I vigneti sono situati su un suolo di natura calcarea, tufacea e argillosa. Il sistema di coltivazione è per il 50% a pergola veronese e per il 50% a Guyot.

L’uvaggio è composto da corvina (45%), corvinone (35%), rondinella (15%) e molinara (5%).

Pratiche di vigna e di cantina

Dopo la vendemmia, effettuata manualmente nel corso del mese di settembre, le uve sono immediatamente pigiate; alla pigiatura, segue un processo di fermentazione in acciaio a temperatura controllata. L’affinamento avviene in serbatoi d’acciaio e successivamente in bottiglia, all’interno della cantina scavata nel tufo.

La degustazione

Di color rubino trasparente e brillante, questo Valpolicella DOC Classico 2024 di Rubinelli Vajol regala sentori di frutta rossa croccante, quale marasca e ribes rosso, affiancati da note di grafite, sottobosco e fiori di giaggiolo.

Al sorso, è di corpo, morbido, fresco e piacevolmente tannico.

Un vino che regala una beva snella e agile, molto tipica, di grande piacevolezza e dalla lunga persistenza.

Valpolicella Classico Superiore DOC – 2023

Pratiche di vigna e di cantina

Dopo la vendemmia, effettuata manualmente nel corso del mese di settembre, le uve sono immediatamente pigiate. La fermentazione alcolica è svolta in acciaio a temperatura controllata; infine, il vino affina in grandi botti di rovere.

La degustazione

Dal calice, nel quale appare di un bel color rubino lucente, emergono note di frutta rossa e nera matura, affiancate da leggerissimi accenni di peperone giallo – tipici per questo vino – che si affiancano alle sensazioni già precedentemente descritte di grafite, sottobosco e fiori di giaggiolo.

Al palato, questo Valpolicella Classico Superiore DOC 2023 rivela una struttura importante pur se molto giovanile, sostenuta da una gradevole freschezza e da tannini di eccellente fattura pur se ancora assai nervosi; lunga la persistenza e di notevole piacevolezza la beva.

Rubinelli Vajol: le botti grandi di rovere

Pratiche di vigna e di cantina

Terminata la vendemmia manuale, le uve selezionate sono pigiate dopo essere state lievemente appassite per alcuni giorni in fruttaio. A questa prima fase, segue la fermentazione in acciaio a temperatura controllata. A gennaio, il vino viene rifermentato (ripasso) per alcuni giorni sulle vinacce dell’Amarone appena svinato per poi riposare in grandi botti di rovere.

La degustazione

Il suo brillante e trasparente color rubino ci introduce a un quadro olfattivo fine e garbato nel quale la frutta rossa matura si svela di concerto con i sentori di fiori di giaggiolo e sottobosco; l’intero bouquet è, infine, attraversato da lievi sfumature erbacee.

È, però, al palato che questo Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore di Rubinelli Vajol si esprime al meglio, offrendoci un sorso morbido, di ottimo corpo e sostenuto da una vestita freschezza e da tannini piacevoli che gli conferiscono un quasi compiuto equilibrio; lunga la persistenza.

Pratiche di vigna e di cantina

La vendemmia prevede una selezione manuale dei migliori grappoli, che vengono poi posti a riposo nel fruttaio per alcuni mesi per il processo di appassimento.

In pieno inverno si procede con la pigiatura dell’uva passita. Il succo denso che se ne ricava fermenta a lungo. Seguono anni di affinamento in grandi botti di rovere da 30 e 50 ettolitri, a cui si aggiunge un ulteriore lungo periodo di affinamento in bottiglia.

La degustazione

Di color granato trasparente, di bella luce, questo Amarone Classico DOCG 2017 di Rubinelli Vajol ci regala un naso decisamente più giocato sulla finezza che non sull’intensità. Le note di frutta rossa molto matura, con i primi cenni di confettura, sono armoniosamente alternate a quelle del pot-pourri di fiori rossi e del sottobosco nonché a una lieve sfumatura di arancia.

Al palato, è ricco, strutturato e molto morbido; il suo centrato equilibrio è frutto della piacevole freschezza oltre che della trama tannica fitta e gradevole pur se con note di una non sopita gioventù.

Una menzione di merito va all’alcol che, nonostante il 16% in volume, risulta perfettamente composto sia al sorso sia all’olfatto. La beva, pur se importante, è agile, non faticosa e di piena soddisfazione; molto lunga la persistenza.

Destinée – Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG – 2011

Pratiche di vigna e di cantina

Il Destinée 2011 di Rubinelli Vajol è stato vinificato e maturato in modo del tutto analogo a quanto descritto per il precedente assaggio.

La degustazione

Il suo cristallino e trasparente color granato ci conduce a un quadro olfattivo, fine e elegante nel quale la confettura di frutta rossa e nera e il pot-pourri di fiori rossi sono inframmezzati da lievi note di peperone giallo, sottobosco e agrumi rossi, oltre che da un elegante sottofondo di spezie dolci.

Al palato, è molto morbido, di gran corpo, nonché fresco e piacevolmente tannico, in virtù di tannini di ottima fattura anche se ancora nervosi e vividi. La beva è ottima, ampia e profonda, con un attacco teso seguito da un centro bocca ricco e avvolgente capace di regalarci un sorso di vero piacere; molto lunga la persistenza.

Pratiche di vigna e di cantina

Per la produzione di questo Recioto della Valpolicella Classico DOCG, Rubinelli Vajol seleziona manualmente le parti superiori dei grappoli più spargoli, dette “recie” (orecchie), che sono poi adagiate in plateau e lasciate a riposo per alcuni mesi per il naturale processo di appassimento.

La vinificazione prevede una lenta fermentazione in acciaio a temperatura controllata, a cui segue un periodo di affinamento prima in acciaio, poi in una piccola botte di rovere e, infine, un lungo affinamento in bottiglia.

La degustazione

Di color granato limpido, questo passito rosso si presenta con una paletta olfattiva nella quale convivono – fianco a fianco – le note di confettura di frutta rossa, le spezie dolci e il cioccolato fondente.

Al sorso, è morbido, caldo, piacevolmente, dolce e di ottimo corpo. L’equilibrio è garantito dalla nitida freschezza e da una tessitura tannica piacevole e avvolgente; assai lunga la persistenza.

Contatti

Rubinelli Vajol

Via Paladon 31

37029, San Pietro in Cariano (VR)

info@rubinellivajol.it

Sito aziendale

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