• Ven 14 Giu 2024

Roccasanta, le Langhe al confine del cielo

A soli 40km dal mare, nel cuore dell’Alta Langa geografica, l’Azienda Agricola Roccasanta produce vini fortemente territoriali nel pieno rispetto del territorio e delle tradizioni.

Tutti noi che cerchiamo di raccontare il vino abbiamo il costante desiderio di poter incontrare aziende che ci offrano non solo vini di ottima qualità ma anche – se non soprattutto – che sappiano mettere in bottiglia anche l’anima della loro terra e che sappiano regalarci il fresco della brezza, il profumo della vigna e l’essenza stessa del loro territorio.

L’Azienda Agricola Roccasanta è riuscita nel corso di poco più di una mattinata a trasformare in realtà queste speranze grazie a persone vere, ricche di umanità e di un senso sincero dell’ospitalità fatta di piccole cose, di sorrisi e di battute molto più che di un’affettata cortesia. Negli anni, però, queste persone – ovvero il titolare Pietro Monti e l’enologa Francesca Di Giusto – sono riuscite a fare molto di più di quanto appena scritto: sono, infatti, state capaci di mettere in bottiglia la loro vita – intesa come l’insieme delle loro esperienze talvolta belle e talvolta tragiche – le loro vigne e la loro terra. Con ciò non voglio dire che i loro vini siano necessariamente migliori di tanti altri che ho avuto il piacere di assaggiare in questi anni ma solo che, raramente, ho trovato vini capaci di esprimere il genius loci con così tanta espressività e decisione.

Azienda Agricola Roccasanta: le persone, la storia e il territorio

Le persone e storia

L’Azienda nasce nel 2006 in comune di Perletto (CN) grazie alla volontà e alla passione di Pietro Monti, all’epoca studente di enologia presso l’Università di Milano; la nuova Azienda trova la propria sede presso la casa di famiglia – acquistata nel 1995 per trascorrervi dei periodi di vacanza – debitamente ristrutturata e adattata alla sua nuova funzione. Fin dal suo primo anno di attività, Pietro riesce a produrre circa 2.000 bottiglie tra Barbera d’Alba DOC e Langhe DOC Dolcetto. Conseguita la laurea nel 2009, Pietro lascia Como – dove era nato e vissuto – e si trasferisce a vivere nella casa adiacente alla Cantina.

Nel 2011, purtroppo, la sua vita sembra infrangersi insieme ai propri sogni a causa di un grave incidente d’auto che gli ruba per sempre la vista. A ricordarci che il mondo non è sempre così brutto come ci viene descritto, mi piace raccontare che nell’anno del suo incidente Pietro riceve una dimostrazione di affetto e solidarietà davvero non comune: circa 50 uomini e donne di Perletto si offrono di sostituire Pietro e la sua famiglia nello svolgimento della vendemmia a titolo di pura solidarietà e affetto.

Da allora, pur tra non poche difficoltà, l’Azienda continua regolarmente la propria attività anche con l’aiuto, e non potrebbe essere altrimenti, dei suoi genitori introducendo, tra le altre, la prima etichetta di Alta Langa DOCG a partire dal 2016. Un ulteriore importante punto di svolta è da collocare nel 2019 quando la giovane e talentuosa enologa Francesca Di Giusto entra a far parte – come amica oltre che come collaboratrice – dello staff aziendale.

Attualmente, l’Azienda può contare su circa 3,5ha di vigneto che danno origine a circa 22.000 bottiglie.

Pietro Monti, fondatore e titolare dell'az. Agr. Roccasanta

Il territorio

Lo storico borgo di Perletto è situato sulla sommità di un colle – a una quota di circa 450m s.l.m. – nel cuore dell’Alta Langa geografica ovvero di quella fascia alto collinare e montana che funge da cerniera tra il cuore della Langhe vitivinicole e la Liguria; il territorio comunale è situato a circa 2,5km a nord-est di Cortemilia, il centro più noto di questo magnifiche terre.

I suoli del territorio – così come quelli aziendali – sono sostanzialmente suddivisibili in due macro-categorie ovvero suoli “rossi” di medio impasto con un significativo tenore di argilla e suoli “bianchi”, sempre di medio impasto, ma con un’elevata presenza di carbonato di Calcio.

La temperatura media annuale del territorio comunale si assesta intorno agli 11,5°C, con gennaio come mese più freddo (T. media 1,5°C) e luglio come mese più caldo (T. media 22°C). La piovosità annuale media è pari a 1.133mm; luglio, con soli 59mm di pioggia, risulta essere il mese più siccitoso al contrario di novembre che, con i suoi 155mm, risulta essere il più piovoso (Dati meteo tratti da Climate Data per il periodo 1991-2021). È, anche, importante ricordare l’effetto del vento Marino che, giungendo dal Mar Ligure prospiciente Savona che dista solo 40km, mantiene un significativo ricambio d’aria aiutando la sanità delle uve, mitigando le temperature estreme e portando con sé la salsedine che andrà a donare ulteriore sapidità alle uve.

I terrazzamenti

Da ultimo, ma non certo per importanza, è d’obbligo ricordare il complesso e articolato sistema di terrazzamenti sorretti da alti muri a secco in arenaria che caratterizzano queste terre e i vigneti aziendali. Questo sistema di muri a secco, oltre a sorreggere gli ampi terrazzi rendendo possibile le coltivazioni (oggi quasi esclusivamente quella della vite, per lo meno nei poche ancora messi a coltura), svolgono un importante ruolo di mitigazione assorbendo il calore e rilasciandolo durante la notte. Proprio questi muretti hanno spinto Slow Food a dar vita al PresidioPaesaggio terrazzato della Val Bormida” – nei comuni di Cortemilia, Perletto e Torre Bormida – al quale aderisce anche l’Azienda Roccasanta e che vede nella produzione di uve dolcetto la propria ragion d’essere insieme all’importanza storica e tradizionale di tali strutture.

I vigneti aziendali a bacca nera sono allevati sui suoli rossi, a quote di circa 300m s.l.m e con esposizione orientale; i vigneti costituiti da varietà a bacca bianca sono, al contrario, generalmente allevati sui suoli bianchi, a quote di circa 250m e sempre con esposizione verso est. Infine, le vigne di pinot nero e chardonnay destinate alla produzione di basi spumanti sono site, ancora su suoli bianchi ma a quote di circa 300m s.l.m, e godono anch’esse di un’esposizione verso levante.

Per completezza, voglio ricordare che il comune di Perletto è compreso nelle seguenti Denominazioni: Alta Langa DOCG, Asti DOCG, Langhe DOC, Barbera d’Alba DOC, Dolcetto d’Alba e Piemonte DOC non tutte, però, rivendicate dall’Azienda Roccasanta.

La degustazione

Alla fine dello scorso mese di maggio 2023 ho avuto il piacere di visitare l’Azienda in compagnia di Pietro e Francesca, discutendo a lungo del loro territorio e dei loro vini e assaggiando la quasi totalità delle loro etichette.

Alcune considerazioni sui vini degustati

Come già accennato nell’introduzione di queste pagine, ciò che più mi ha colpito – oltre alla piacevolezza e alla bevibilità dei loro vini, compresi quelli più impegnativi – è stata l’estrema rispondenza dei vini stessi a un territorio montano, capace di conciliare aspetti favorevoli alla vite con difficoltà e asprezze. Non credo che queste bottiglie debbano essere approcciate cercando spasmodicamente le caratteristiche del vitigno ma, al contrario, secondo un approccio molto più territoriale interpretandone quadro olfattivo e sorso proprio in relazione alle terre che li hanno visti nascere. Generalmente, non amo abusare del termine terroir che trovo dovrebbe essere usato con grande parsimonia e che spesso viene scorrettamente utilizzato al posto del più semplice concetto di territorio. Sono, però, convinto che il clima che coniuga mare e montagna, l’insieme dei tradizionali terrazzamenti figli di una cultura secolare, l’attenta e rispettosa vitivinicoltura adottata da Pietro e Francesca, l’influsso del Marino e la secolare storia di alcuni vitigni utilizzati – dolcetto e barbera su tutti – possano ben permettermi di dire che i vini di Roccasanta sono effettivamente espressione di un terroir e non solo di un territorio.

Termino questo paragrafo specificando che, dove non diversamente indicato, le degustazioni di seguito raccontate sono state svolte nel corso della mia visita il giorno 27 maggio 2023.

Alta Langa DOCG Extra Brut – 2019

Questo Metodo Classico è stato ottenuto da uve pinot nero in purezza; la base spumante è vinificata interamente in acciaio. Dopo l’imbottigliamento e il tiraggio, questo Alta Langa affina in bottiglia per non meno di 30 mesi; la sboccatura di questa bottiglia è stata effettuata nel mese di gennaio 2023.

Il suo chiaro e cristallino color paglierino, percorso da persistenti catenelle di fini bollicine, ci invoglia ad avvicinare il calice al naso permettendoci così di godere di un quadro olfattivo di non banale finezza nel quale le note di pesca bianca, affiancate da più lievi sensazioni di fragolina di bosco, sono armoniosamente inframmezzate ai sentori di crosta di pane, biancospino e liquirizia nera; l’intero bouquet è percorso da garbate – ma eleganti – sfumatura balsamiche.

Il sorso sfoggia una tesa freschezza e una spiccata sapidità elegantemente avvolta dalla ricchezza del corpo e dalla notevole morbidezza. Da questo gioco di equilibri trae origine un Metodo Classico dalla beva di grande piacevolezza ma certo di non banale personalità; più che adeguata la persistenza.

Alta Langa DOCG Riserva Pas dosé – 2016

La produzione di questa Riserva condivide molti aspetti con il vino appena descritto ma se ne differenzia in modo significativo per i cinque mesi di affinamento sulle fecce nobili con batȏnnage della base spumante prima dell’imbottigliamento nonché per i 60 mesi di affinamento in bottiglia, periodo di gran lunga superiore ai 36 mesi minimi richiesti dal Disciplinare di questa DOCG per la tipologia Riserva. La bottiglia degustata era stata sboccata nel mese di maggio del 2022.

Dal calice, nel quale questo Metodo Classico sfoggia un brillante color paglierino impreziosito da un fine e persistente perlage, emerge un bouquet molto fine giocato sulla frutta a polpa bianca e gialla ancora croccante con rimandi di piccoli frutti rossi di bosco oltre che con note di piccola pasticceria da forno, biancospino e liquirizia; una presenza balsamica ben delineata, pur se assolutamente non invadente, ne completa l’intrigante quadro olfattivo.

Il sorso – più ricco, morbido e avvolgente del precedente – è comunque ben sorretto da un’evidente spina acida e da una territoriale sapidità nonché da un’effervescenza fine ma decisa che contribuisce al carattere deciso di questo Alta Langa DOCG Riserva; lunga la persistenza.

E…brezza – Vino bianco

Difficilmente, in passato, ho recensito “vini quotidiani” non certo per spocchia o pregiudizio ma semplicemente perché quotidiano può voler dire semplice e leggero ma, sicuramente, non deve mai voler dire banale e privo di personalità.

Eccomi quindi, piacevolmente stupito, a recensire questo vino bianco di Roccasanta ottenuto da una vinificazione interamente in acciaio di uve chardonnay e sauvignon blanc.

Questo bianco, con una voluta ma appena accennata effervescenza, si offre allo sguardo di un chiaro e luminoso color paglierino.

Il naso, semplice e poco intenso, è però molto gradevole in virtù di una vena citrina garbatamente avvolta dalle note di mela croccante e pesca bianca oltre che da leggeri ricordi di biancospino, salvia e foglia di pomodoro.

Al palato, è piacevole, fresco e sapido; l’equilibro è garantito da un corpo piuttosto leggero, una ben presente morbidezza e da una gradevole sensazione di calore; più che sufficiente la persistenza.

L’E…brezza è un vino che può avvicinare anche i palati più smaliziati ai “vini quotidiani” dimostrando che anche in essi è possibile imprimere le caratteristiche di un territorio e conferire all’insieme qualità e motivi di interesse.

Degustazione del giorno 7 settembre 2023

Langhe DOC Nebbiolo – 2020

Le uve nebbiolo utilizzate in questo Langhe DOC provengono dai vigneti terrazzati dell’Azienda; dopo la vinificazione in acciaio, questo vino ha maturato per un anno in barrique di secondo passaggio.

Di color rubino intenso di buona intensità nel quale si scorgono gli ultimi riflessi porpora a indicarci una gioventù ancora non del tutto trascorsa, questo Langhe DOC Nebbiolo offre sensazioni marcatamente fruttate e ben riconducibili alla ciliegia e al ribes rosso tra le quali si fanno strada – senza mai esserne schiacciate – note di violetta e confetto oltre che garbati sentori di cuoio; una vena balsamica attraversa, infine, l’intero bouquet conferendogli un’intrigante verticalità olfattiva.

Al palato, si presenta morbido e di corpo; l’equilibrio è garantito dall’integrata freschezza – con l’importante contributo di una nitida sapidità – oltre che da tannini fitti ed eleganti pur se ancora nervosi; sufficiente la persistenza.

Nell’insieme, un vino di non grande struttura o complessità ma che mantiene intatte le caratteristiche del vitigno pur esprimendo pienamente il suo territorio di origine e offrendoci una beva facile e di piena soddisfazione.

Barbera d’Alba DOC – 2021

Figlia di una vinificazione e di un successivo affinamento esclusivamente in acciaio, questa Barbera d’Alba DOC riassume assai bene le caratteristiche del vitigno, della Denominazione e delle sue terre di origine.

Il suo color porpora non particolarmente intenso, infatti, è il prologo a un quadro olfattivo assai tipico e giovanile nel quale si riconoscono facilmente le note fruttate di ciliegia, marasca e fragola affiancate da quelle floreali del giaggiolo e della violetta.

Al palato, questa barbera si offre morbida, di corpo e percorsa da una vibrante – ma integrata – freschezza oltre che da una struttura tannica garbata come ci si aspetta da una barbera che non abbia visto il legno; lunga la persistenza.

Barbera d’Alba DOC Superiore – 2020

Questa Barbera d’Alba DOC Superiore è figlia di una vinificazione in acciaio alla quale è seguito un anno di maturazione in tonneau per due terzi di secondo passaggio e per un terzo nuovi.

L’impenetrabile color rubino, nel quale occhieggiano ancora gli ultimi riflessi porpora, ci conduce a una tavolozza olfattiva intensa, succosa e di buona finezza nella quale si riconoscono le immancabili note di ciliegia – così tipiche per questo vitigno – affiancate dalle sensazioni floreali della violetta e dai sentori speziati della noce moscata e del pepe nero; i sentori tostati della polvere di caffè e del cioccolato fondente nel completano il certo non banale bouquet.

È, però, all’assaggio, questo vino riesce ad esprimere appieno le proprie qualità offrendoci un sorso ricco, polposo, molto morbido, piacevolmente caldo e strutturato; il compiuto equilibrio è il regalo offertoci dalla vivida – ma vestita – freschezza, dall’immancabile sapidità e da una tessitura tannica di ottima fattura pur se ancora scalpitante per una non dimenticata adolescenza; più che adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 9 settembre 2023

Barbera d’Alba DOC Superiore – 2016

Nel corso della visita, ho avuto il piacere di degustare anche l’annata 2016 della Barbera d’Alba DOC Superiore appena raccontata; rispetto all’annata 2020, questa 2016 che mi accingo a descrivere ha maturato, sempre per un anno, in tonneau esclusivamente di secondo passaggio.

Di color rubino intenso, questo vino sfoggia un “naso” ancora spiccatamente giovanile, fine ed intenso nel quale, oltre alle intense note di ciliegia matura, si riconoscono sentori di giaggiolo, sottobosco e noce moscata affiancati a sensazioni più dolci ben riconducibili al confetto e alla cipria.

Il sorso – ricco e succoso – si offre all’assaggio con un corpo importante e un’altrettanto importante morbidezza che avvolgono, regalandoci in tal modo equilibrio e piacevolezza di beva, un’ancora nitida freschezza, una ben percepibile sapidità e tannini ormai dolci e fitti; lunga la persistenza.

Langhe DOC Dolcetto – 2021

Prima di iniziare a descrivere questo dolcetto, ci tengo a ricordare che Roccasanta è uno dei quattro produttori aderenti al Presidio Slow Food “Paesaggio terrazzato della Val Bormida” e che questo Langhe DOC Dolcetto è prodotto seguendo rigorosamente il Disciplinare di tale Presidio.

Il suo color porpora poco intenso – figlio della gioventù e del territorio – ci introduce a un “naso” semplice, ma tipico e molto piacevole, nel quale dominano, senza mai prevaricarsi a vicenda, le note fruttate della ciliegia e del ribes rosso e quelle floreali del giaggiolo e del glicine.

Al palato, può apparire leggermente scorbutico – come deve essere un dolcetto di montagna – ma è anche capace di mostrarsi gradevole e intrigante in virtù di una tessitura tannica vivida ma di ottima fattura, di un evidente freschezza e di un’altrettanto marcata sapidità che trovano il loro contrappunto nella morbidezza e nel corpo; tutto ciò, nel suo insieme, dà origine a un unicum dall’equilibrio forse non perfettamente risolto ma dalla beva agile, snella e affascinante. Vino da provare assolutamente in abbinamento a piatti di carne succulenti ma di non eccessiva intensità aromatica; suggerisco grigliate di carni rosse possibilmente poco più che scottate.

Cornelia – Langhe DOC Merlot – 2016

Il Cornelia è ottenuto da sole uve merlot e, dopo la vinificazione svolta esclusivamente in acciaio, matura per almeno 24 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio per poi riposare per almeno un altro anno in bottiglia prima di essere posto in commercio. È prodotto esclusivamente nelle annate migliori.

Il suo color rubino di buona intensità sfoggia gli ultimi riflessi porpora a indicare – a dispetto dell’anno di vendemmia – una gioventù ancora non completamente sopita.

Il suo bouquet – intenso e fine – apre con sensazioni marcatamente fruttate che riportano ai piccoli frutti rossi di bosco, quali ribes rosso e lampone, affiancate da piacevoli sentori di sottobosco e di pepe nero e dalle note tostate della polvere di caffè; i profumi gentilmente vegetali tipici del vitigno e quelli speziati della vaniglia, a ricordarci la sua maturazione in barrique, sono nulla più di un leggero ricordo molto difficile da scorgere all’interno di un quadro intensamente fruttato.

Il sorso – piacevole ed equilibrato – si connota per un buon corpo e un’altrettanto buona morbidezza che avvolgono, senza sovrastarli, gli eleganti tannini e le ben presenti freschezza e sapidità; più che soddisfacente la persistenza.

In questo merlot, forse più che negli altri vini degustati, il territorio si palesa nel profilo gusto-olfattivo e tattile che, pur mantenendo molte delle sue caratteristiche salienti, si alleggerisce di quella struttura e di quella morbidezza alle quali siamo abituati mantenendo, però, intatta, la sua serbevolezza.

Contatti

Azienda Agricola Roccasanta

Via Cortemilia Alessandria, 4

12070, Perletto (CN)

info@aziendagricolaroccasanta.it

www.aziendagricolaroccasanta.it

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