• Lun 15 Apr 2024

La Montina, il Metodo Classico e l’evoluzione in bottiglia

Il tempo degli uomini è eternità ripiegata

Jean Cocteau

Dopo quanto tempo consumare uno Spumante Metodo Classico? È meglio degustarlo entro uno o due anni dalla sboccatura oppure potrà, negli anni, continuare una positiva evoluzione in bottiglia anche dopo l’allontanamento dei lieviti?

Domande all’apparenza semplici che nascondono, al contrario, un argomento assai dibattuto che ha visto negli ultimi anni moltissimi tecnici, così come moltissimi degustatori, abbandonare l’idea di un consumo quasi obbligato in tempi piuttosto brevi dopo la sboccatura a favore di una degustazione attesa anche molti anni per permettere allo spumante di evolvere in vetro così come una qualsiasi altra tipologia di vino.

È evidente che, proprio come per una qualsiasi altra tipologia, questa scelta dipenda, oltre che dal gusto dell’assaggiatore e dall’abbinamento con il cibo, soprattutto dalle caratteristiche e dalla qualità dello spumante stesso. Infatti, come per l’invecchiamento di un vino fermo, anche un Metodo Classico dovrà possedere intrinseche caratteristiche di struttura e freschezza, legate alle uve di partenza e alle pratiche di cantina, per poterci regalare una lunga e felice evoluzione in bottiglia.

La Montina: là dove riposa il Metodo Classico

Era il 13 ottobre 2018 quando, presso l’Azienda La Montina a Monticelli Brusati (BS) in Franciacorta, si è svolta la presentazione del Quor, un Metodo Classico prodotto per ricordare nonno Fiore, padre di Vittorio, Gian Carlo e Alberto Bozza fondatori dell’Azienda. In quell’occasione, alla quale ho avuto il grande piacere di essere invitato, ho avuto la fortuna di partecipare anche all’assaggio di alcune vecchie annate di Metodo Classico; ulteriore valore aggiunto di questa degustazione, già di per sé assai interessante, è stato che, per ogni annata servita, veniva proposta una sboccatura indietro negli anni e una molto più recente permettendo – in tal modo – di apprezzarne le differenze nell’evoluzione.

Chi volesse approfondire la storia, le vigne e il territorio de La Montina e il suo nuovo nato – il Quor – potrà leggere questo mio precedente articolo, pubblicato sempre su queste pagine.

La degustazione, gli anni e le emozioni

Nel corso dell’evento – guidato da Nicola Bonera, miglior Sommelier AIS d’Italia del 2010 – abbiamo avuto il piacere di degustare il Satèn e il Brut Millesimato delle annate 2002 e 2004; ciascuna annata di ciascuna etichetta è, inoltre, stata offerta con una sboccatura di molti anni e una decisamente molto più recente. È necessario specificare che il Satèn, pur non essendo millesimato in etichetta, è comunque prodotto da uve chardonnay di una singola annata.

Prima di passare alla descrizione dei singoli vini, credo sia opportuno dedicare qualche riga per descrivere l’andamento climatico delle due annate degustate.

2002

Il germogliamento è piuttosto difficile a causa delle basse temperature e della scarsa piovosità invernali. Tale problema è stato poi in gran parte superato nel corso della primavera anche se le abbondanti piogge e le basse temperature nel corso della fioritura hanno poi causato problemi all’allegagione con la conseguente produzione di grappoli mediamente non molto pesanti. L’estate, iniziata con un giugno particolarmente caldo e asciutto, è stata poi caratterizzata da piogge abbondanti e temperature al di sotto della media che hanno influenzato la qualità finale delle uve. Il favorevole rapporto fra zuccheri e acidità, dovuto all’estate fresca, ha però aiutato a produrre vini con ottime potenzialità di affinamento sui lieviti.

2004

Il 2004 è stato connotato da temperature mai eccessivamente elevate di giorno, abbastanza basse di notte e con considerevoli escursioni termiche che hanno favorito un’ottima maturazione aromatica delle uve. Una stagione senza particolari problemi che ha consentito di valorizzare al meglio le diverse micro-aree della Franciacorta oltre ad avere garantito un’ottima produzione anche dal punto di vista quantitativo.

Franciacorta Docg Satèn Brut (2002)

Questo Satèn, figlio dell’annata 2002, è stato ottenuto da uve chardonnay in purezza ed è stato tirato nel mese di maggio del 2003.

Sboccatura novembre 2005

Il suo color brillante color dorato è percorso da un ricco e finissimo perlage che ci introduce a un Metodo Classico di eccellente finezza e intensità. Al naso, apre con nitide sensazioni frutta gialla molto matura e di cedro candito alle quali si affiancano note di fiori gialli appassiti e fieno; il suo bouquet trova completezza grazie agli appaganti sentori di brioche e di miele millefiori nonché in una lieve sfumatura di calvados; da ultimo, tra le pieghe di questo ricco panorama olfattivo è possibile riconoscere leggeri profumi di mela a pasta gialla leggermente appassita.

All’assaggio, appare ancora vivido grazie alla nitida freschezza e all’effervescenza molto cremosa e avvolgente pur se di non grandissima persistenza; di grande corpo e ottima struttura, chiude lungo regalando un fin di bocca piacevolmente ammandorlato.

Sboccatura giugno 2018

Affinato sui lieviti per ben 181 mesi, si presenta allo sguardo dorato e luminoso, arricchito da un perlage molto fine e persistente.

Al naso, al quale si presenta meno intenso e complesso del precedente ma sempre di ottima eleganza, regala note di frutta a polpa bianca e gialla matura, ma ancora fragrante, di fiori gialli di campo e gradevoli sensazioni di cedro candito; col tempo, dal calice emergono profumi di cera d’api e calvados oltre a leggeri sentori fumé.

Il sorso è ampio, di gran corpo, decisamente morbido e, nel contempo, sostenuto da una importante spina acida oltre che da una ben presente sapidità; la minuscole bollicine, avvolgenti e setose, sembrano amplificarne la già citata morbidezza; lunga la persistenza.

Franciacorta Docg Satèn Brut (2004)

Ottenuto da uve chardonnay vendemmiate nel 2004, questo Franciacorta Docg Satèn Brut è stato tirato nel mese di maggio del 2005.

Sboccatura ottobre 2007

Il suo lucente color paglierino intenso con riflessi dorati nel quel si scorgono numerose catenelle di finissime bollicine, ci introduce a un quadro olfattivo capace di coniugare – dote certo non comune – intensità e finezza. Le note di frutta a polpa gialla matura sono affiancate ad altre note fruttate ben riconducibili all’ananas fresco che sembrano costituire un “matrice” fitta ed elegante attraverso la quale si scorgono, sempre in modo chiaro e nitido, ulteriori componenti del bouquet tra le quali è importante segnalare una netta verticalità balsamica oltre a sentori di fiori di ginestra, cedro fresco, brioche e miele di castagno.

Al palato, offre un’effervescenza avvolgente e cremosa che ne amplifica morbidezza e pienezza del corpo; l’equilibrio è garantito da una lineare freschezza e dall’evidente sapidità. La lunga persistenza e l’eleganza della chiusa concludono un assaggio di carattere e classe davvero non comuni.

Sboccatura giugno 2018

Con un colore simile al precedente e un perlage sempre molto fine e persistente, questa più recente sboccatura, affinata 157 mesi sui lieviti, regala un quadro olfattivo intenso e fine nel quale le note croccanti della frutta gialla sono affiancate dai sentori di cera d’api e fiori gialli di campo oltre che da una tenue, ma molto fine, sensazione di fumo; una vena mentolata, percepibile soprattutto per retrolfazione, gli conferisce spessore e tridimensionalità.

Il sorso, nervoso e dinamico, apre sostenuto da una quasi tagliente freschezza che sorregge, con garbo e decisione, la pienezza del corpo e l’importante morbidezza, resa ancora più accattivante da un perlage setoso e impalpabile. La lunga persistenza e l’eleganza del fin di bocca, reso particolarmente fresco dalla vena balsamica, sembrano condurci per mano al sorso successivo.

Franciacorta Docg Brut Millesimato – 2002

Questo Brut è stato prodotto a partire a uve chardonnay (60%) e pinot nero (40%); il tiraggio è avvenuto nel mese di maggio 2003.

Sboccatura aprile 2007

Dopo poco meno di quattro anni sui lieviti e oltre 10 anni di affinamento in bottiglia dopo la sboccatura, il Brut Millesimato 2002 si presenta nel calice di un intenso e brillante color dorato nel quale si scorgono sfumature marcatamente ramate; il perlage, costituito da minuscole bollicine, risale lento e persistente e dona ulteriore luce all’insieme.

Al naso, apre intenso e molto fine con note evolute di mela appassita, frutta a polpa gialla molto matura, fieno e fiori gialli secchi; in breve tempo, nel bicchiere il suo bouquet si arricchisce ulteriormente offrendoci sensazioni di miele di castagno e malto.

Al palato colpisce fin dal primo assaggio per la setosità dell’effervescenza oltre che per la grande morbidezza e la ricchezza del corpo; l’ancora lineare freschezza e la buona sapidità gli offrono equilibrio e armonia gustativa. Vino molto evoluto che, più di altri, sembra avere ormai espresso quanto in grado di offrire pur mostrando ancora grande stoffa, eleganza e gradevolezza di beva.

Sboccatura giugno 2018

L’aver trascorso ben 181 mesi sui lieviti ha contribuito a impreziosire questo Metodo Classico di un luminosissimo color dorato brillante nel quale si sviluppano aggraziate catenelle di minuscole bollicine.

Il naso si offre molto più “giovane” e fragrante rispetto al precedente assaggio ed è sorretto da una fitta impuntura di note di frutta gialla croccante dalle cui strette maglie emerge una nitida verticalità balsamica oltre a sensazioni di mandarino e fiori di ginestra.

Il sorso – ampio e dinamico – sfoggia un ingresso diretto e teso in virtù della lineare freschezza per divenire immediatamente avvolgente e morbido grazie all’importante struttura, alla pienezza del corpo e a un’effervescenza cremosa e delicata; decisamente lunga la persistenza.

Franciacorta Docg Brut Millesimato – 2004

Questo Brut è stato prodotto a partire a uve chardonnay (60%) e pinot nero (40%); il tiraggio è avvenuto nel mese di maggio 2005.

Sboccatura febbraio 2008

Questa prima sboccatura del Brut Millesimato 2004, affinata 33 mesi sui lieviti, si offre allo sguardo di un lucente color dorato arricchito da numerose catenelle di piccolissime bollicine.

Al naso, appare meno evoluto di quanto non fosse lecito attendersi regalando ancora note di frutta gialla matura, ma fragrante, affiancate da quelle più evolute di mela gialla leggermente appassita; su questo primo tappeto di profumi fruttati sembrano appoggiarsi i sentori agrumati del cedro candito oltre a quelli del fieno, dei fiori gialli essiccati e le ben presenti sensazioni di calvados.

In bocca, si offre vivido e nervoso grazie all’ancora tesa freschezza che dona nerbo, sostegno ed equilibrio all’ottimo corpo e all’altrettanto spiccata morbidezza. L’effervescenza particolarmente cremosa e avvolgente e la lunga persistenza concludono un assaggio capace di racchiudere in sé gioventù e maturità.

Sboccatura giugno 2018

Di color dorato chiaro brillante reso ancor più luminoso dall’elegante perlage, questa seconda sboccatura, affinata sui lieviti per 157 mesi, spicca per una marcata tridimensionalità olfattiva in virtù dell’evidente vena balsamica che emerge da un ricco e finissimo insieme di sensazioni di frutta gialla matura; questi due protagonisti sono affiancati da altri importanti attori quali i sentori di fieno, cioccolato bianco, cedro e i fiori di ginestra.

Il sorso – vivo, nervoso, ampio e di grande carattere – si presenta all’assaggio molto morbido e di eccellente corpo ma, nel contempo, teso ed equilibrato, grazie alla lineare freschezza e alla sempre ben presente sapidità; decisamente lunga la persistenza e sempre setosa e avvolgente l’effervescenza.

Ringraziamenti

Voglio concludere queste righe con un sentito ringraziamento per la magnifica ospitalità alla famiglia Bozza e a tutto lo staff dell’Azienda; un grazie particolare è dovuto al Dott. Alceo Totò, agronomo de La Montina, e alla Dott.ssa Jessica Giovanessi, addetta al marketing e alla comunicazione, per avermi aiutato nel mio lavoro fornendomi importanti chiarimenti.

La Montina

Via Baiana, 17

25040, Monticelli Brusati (BS)

www.lamontina.com

Read Previous

La Madeleine – NarnOt – Umbria Igp Rosso – 2015

Read Next

Tenuta Quvestra, l’Oltrepò Pavese e l’entusiasmo