La Mesma: tre sorelle e l’amore per il Gavi DOCG

Riassunto

La Mesma è una realtà vitivinicola d’eccellenza situata nel cuore del Gavi DOCG, condotta con dedizione dalle tre sorelle Paola, Francesca e Anna Rosina. L’azienda si estende su venticinque ettari di vigneti coltivati esclusivamente a cortese, distribuiti tra i suoli calcarei di Monterotondo e le terre rosse di Tassarolo. Certificata biologica dal 2016, La Mesma adotta una filosofia di minimo intervento, utilizzando lieviti indigeni e tecniche come il “pied de cuve” per esaltare l’identità del territorio. La produzione spazia dai freschi Gavi fermi a complessi Metodo Classico e riserve capaci di grande evoluzione, offrendo un’interpretazione autentica e raffinata del vitigno piemontese.

Summary

La Mesma is an excellent wine estate situated in the heart of the Gavi DOCG region. It is run with dedication by three sisters: Paola, Francesca and Anna Rosina. The twenty-five-hectare estate is planted exclusively with Cortese grapes and is spread across the limestone soils of Monterotondo and the red earth of Tassarolo. La Mesma has been certified organic since 2016 and adopts a philosophy of minimal intervention, using indigenous yeasts and techniques such as ‘pied de cuve‘ to enhance the identity of the terroir. The range spans from fresh, still Gavi wines to complex Metodo Classico and reserves with great ageing potential, offering an authentic and refined interpretation of this Piedmontese grape variety.

La Mesma: un paesaggio

Le origini

La storia di La Mesma inizia nel 2001, quando una famiglia genovese priva di legami con il mondo del vino decide di piantare le prime vigne. Il punto di partenza è una casa di campagna a Monterotondo, nel cuore della Denominazione Gavi DOCG, circondata da terreni dove però non esiste ancora un solo filare. È soprattutto la madre a intuire il potenziale del luogo e a convincere il marito: avere a disposizione della terra nel cuore del Gavi e non coltivarla a cortese sarebbe un vero peccato.

Le prime vendemmie

L’Azienda inizia con i primi cinque ettari a Monterotondo. Le vigne entrano in produzione tre anni dopo e, per le prime due vendemmie, le uve vengono conferite a un’altra cantina per la vinificazione. Il risultato nel bicchiere, tuttavia, non soddisfa le aspettative della famiglia, che fin dall’inizio dedica grande cura al lavoro in vigna. L’idea originaria non è quella di fondare un’Azienda strutturata, ma semplicemente di produrre un po’ di vino per sé e per gli amici, vendendo il resto.

La cantina e il salto di qualità

Parallelamente, un vicino mette in vendita una bella vigna confinante a Monterotondo, con viti vecchie. La famiglia la acquista e inizia a valutare la possibilità di vinificare in proprio. Monterotondo sarebbe il luogo ideale, ma le difficoltà logistiche legate alla viabilità della zona impongono di cercare altrove. Nel 2004 la scelta cade su una proprietà dotata di una piccola cantina già operativa e di vigne circostanti. L’acquisto avviene a dicembre e già nel settembre 2005 si svolge la prima vendemmia nella nuova sede.

Enologi e agronomo

Fin dalla prima bottiglia, l’azienda si affida come consulente enologo a Massimo Azzolini, professionista trentino con un’esperienza decennale in Franciacorta e già attivo nel territorio del Gavi. Azzolini trova nella famiglia interlocutori motivati e propone un percorso formativo diretto: anziché delegare la produzione a cantinieri esterni, le titolari lavorano in prima persona in cantina, imparando il mestiere sul campo sotto la sua guida. Dopo i primi otto anni di attività, entra a far parte della squadra Ivano Rossi, forte di venticinque anni di esperienza alla Bollina e di una conoscenza profonda del territorio. Rossi, che ricopre il ruolo di direttore di cantina, si allinea alla filosofia aziendale e rappresenta oggi una figura stabile e centrale nella produzione.

Un’altra figura fondamentale, che ha condiviso tutto il cammino aziendale, è il consulente agronomo Davide Ferrarese, professionista di spicco della viticoltura piemontese.

La Mesma: le tre sorelle: Paola, Francesca e Anna

Tre sorelle, un progetto

La Mesma è oggi condotta da tre sorelle. Francesca è stata la prima a dedicarsi all’azienda a tempo pieno, seguita da Paola e infine da Anna, la sorella minore. Il lavoro non manca: i venticinque ettari complessivi, distribuiti su più appezzamenti e comuni, richiedono un impegno costante sia in vigna sia in cantina.

I vigneti e il territorio

Il patrimonio viticolo di La Mesma si estende su venticinque ettari suddivisi fra due aree distinte. Quindici ettari si trovano a Monterotondo, nel comune di Gavi, su suoli bianchi, calcarei, ricchi di marne. I restanti dieci ettari sono distribuiti fra i dintorni della cantina e la zona di Tassarolo, dove prevalgono le terre rosse. Anche nell’area intorno alla cantina i suoli sono a matrice argillosa rossa. A Monterotondo una singola vigna presenta una composizione più mista, dalla quale si ottiene un’etichetta specifica, non un blend ma l’espressione di quel particolare appezzamento.

L’azienda coltiva esclusivamente cortese. La diversità pedologica fra Monterotondo e Tassarolo, unita alle differenti età delle vigne, consente di declinare il vitigno in numerose etichette, ciascuna capace di restituire le sfumature del proprio territorio.

La scelta biologica

Dal 2016 La Mesma è certificata biologica, una decisione coerente con una filosofia che fin dagli esordi ha evitato l’impiego di diserbanti e prodotti di sintesi. La certificazione è stata anche uno strumento per sottrarsi ai trattamenti obbligatori imposti dalla Regione. In questa zona la principale avversità è l’oidio e il ricorso allo zolfo risulta centrale nella difesa fitosanitaria, mentre l’utilizzo del rame è sensibilmente inferiore rispetto ad altri territori italiani dove la pressione della peronospora è più marcata.

La Mesma: i vigneti e il forte di Gavi

Le difficoltà della scelta

Anna, Paola e Francesca non nascondono che il biologico comporta una mole di lavoro significativa e costi elevati, non sempre riconosciuti dal mercato. La sostenibilità ambientale è raggiunta, ma quella economica resta la sfida più impegnativa. Le annate recenti, in particolare il 2024, con piogge frequenti alternate a giornate calde e umide, hanno reso i trattamenti ancora più gravosi, al punto che anche le aziende convenzionali hanno dovuto intervenire con una frequenza paragonabile a quella dei produttori biologici.

La produzione

La Mesma produce circa 75.000 bottiglie all’anno. La gamma comprende diverse etichette di Gavi DOCG fermo e tre spumanti metodo classico, tutti da cortese in purezza: due Gavi DOCG Spumante Metodo Classico e un demi-sec; quest’ultimo, non rientrando nel disciplinare del Gavi DOCG, esce come VSQ (Vino Spumante di Qualità). La produzione è destinata per oltre il 90% ai mercati esteri, un dato in linea con la media della Denominazione.

I vini: dalla vigna alla bottiglia

Ho avuto il piacere di assaggiare tutti i vini di seguito presentati nel corso della mia visita presso La Mesma del giorno 17 marzo 2026; fanno eccezione i due Spumanti Metodo Classico, degustati nel corso di un precedente evento svoltosi presso il Consorzio Tutela del Gavi. Colgo l’occasione di queste poche righe per ringraziare Paola, Francesca e Anna Rosina per la squisita ospitalità e per loro lavoro.

La Mesma: la storica quercia

La Mesma – Gavi DOCG Millesimato – Pas dosé – 2017 (2025)

Cortese in purezza, da vigne allevate a Guyot e vendemmiate a mano. Dopo una spremitura soffice immediata, il mosto affronta la prima fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. Il tiraggio avviene nella primavera successiva alla vendemmia. Il tratto che definisce questo spumante è la sosta sui lieviti: 78 mesi, un tempo che ne plasma profondità e carattere.

L’assaggio

Paglierino intenso, cristallino, attraversato da riflessi dorati e da un perlage sottile e continuo. Il naso è fine, di buona intensità: frutta gialla matura, crème brûlée, ginestra e una sfumatura che ricorda il calvados. In bocca l’ingresso è ricco, pieno, morbido eppure percorso da una freschezza sapida che rende il sorso agile e ben bilanciato. L’effervescenza, finissima, aggiunge cremosità senza appesantire. Persistenza lunga, con un finale netto e molto piacevole.

La Mesma: la cantina

La Mesma – La Bella Alleanza – Pas dosé (2023)

Gavi DOCG Metodo Classico da uve cortese coltivate in regime biologico e raccolte a mano. La lavorazione parte da una spremitura soffice a cui segue la prima fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. Tiraggio nella primavera successiva alla vendemmia e affinamento sur lies per 24 mesi.

L’assaggio

Paglierino intenso e brillante, con catenelle di bollicine fini e regolari. Al naso si distingue un profilo fresco e fragrante: pesca a polpa bianca, albicocca, fiori di acacia, insieme a un riconoscibile sentore di lievito e crosta di pane. Il sorso è dinamico, con un attacco deciso e teso che al centro bocca si apre rivelando corpo e morbidezza; la chiusura vira su un tono garbatamente ammandorlato. Buona la persistenza, molto gradevole l’effervescenza che accompagna il palato senza mai risultare invadente.​​​​​​

Indi con le Bolle – Metodo ancestrale – s. a.

Dalla stessa filosofia di Indi (vedi più avanti) nasce la sua versione frizzante, un ancestrale col fondo da cortese in purezza con fermentazione spontanea e lieviti indigeni. Le uve provengono dai medesimi vigneti di Monterotondo, a 350 metri, su terreno misto, con le stesse caratteristiche d’impianto e di conduzione biologica.

Il metodo ancestrale è la forma più antica di spumantizzazione. Il vino viene imbottigliato mentre la prima fermentazione è ancora in corso, cosicché lo zucchero residuo dell’uva genera la presa di spuma direttamente in bottiglia, senza aggiunta di liqueur de tirage o altri interventi esterni. Le fecce fini restano sul fondo e possono essere rimesse in sospensione agitando la bottiglia prima del servizio, per esaltare la complessità, oppure lasciate depositare per cogliere sfumature diverse a ogni bicchiere.

001 La Mesma

L’assaggio

Un paglierino chiaro e visibilmente velato anticipa un naso schietto e fine, dove il lievito e il lime dettano il ritmo. A seguire si aprono sensazioni di mela verde e uva spina, poi fiori di biancospino e sambuco, fino a una chiusura inattesa di polvere di caffè che aggiunge profondità.

In bocca, il vino sorprende per corpo e morbidezza, bilanciati da una freschezza vivace e da un tocco sapido. La persistenza è lunga, il sorso agile e pieno di carattere. Una bollicina da cortese che si beve con piacere e si abbina con disinvoltura.

Le Rose – Gavi DOCG – 2025

Le uve di questa etichetta arrivano dai vigneti di Tassarolo, a un’altitudine di 300 metri con esposizione a sud pieno. I suoli sono radicalmente diversi da quelli di Monterotondo: terre rosse a forte componente argillosa, che apportano al vino una mineralità distinta, più orientata alla rotondità e alla pienezza. L’impianto segue i parametri aziendali standard di 4.000 ceppi per ettaro a guyot, con resa massima di 95 quintali.
In cantina si applica il principio del minimo intervento. Subito dopo la vendemmia, le uve vengono sottoposte a pressatura soffice e il mosto fermenta in vasche di acciaio a temperatura controllata. Nessun affinamento prolungato, nessun contenitore diverso dall’acciaio: l’obiettivo è lasciare che il cortese di Tassarolo esprima con immediatezza il carattere del suolo argilloso da cui proviene.

002 La Mesma

L’assaggio

Paglierino chiaro e cristallino, luminoso nel calice. Al naso si presenta intenso e fine: banana, mela golden e pesca bianca emergono con nitidezza, seguite da fiori di sambuco e da un soffio di erbe aromatiche che dona slancio al profilo olfattivo.

L’assaggio conferma la promessa del naso. Il vino è morbido e di corpo, sostenuto da una freschezza decisa e da una sapidità che allunga il sorso rendendolo ampio e avvolgente. Equilibrio e armonia sono il tratto distintivo di questa etichetta, con una persistenza che invita a tornare al calice.

Etichetta Gialla – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2025

Prima etichetta dell’azienda e ancora oggi espressione più diretta della visione di La Mesma sul Gavi. Le uve provengono dai vigneti di Monterotondo, alle pendici del Monte Mesma, piantati a un’altitudine di 350 metri con esposizione a sud-est. I suoli sono costituiti da marne serravalliane, substrati calcareo-argillosi bianchi, magri e ad alta capacità drenante.

La densità d’impianto è di 4.000 ceppi per ettaro, allevati a guyot, con una resa massima di 95 quintali per ettaro. La vendemmia avviene a mano nella seconda metà di settembre. In cantina il grappolo intero viene sottoposto a pressatura soffice, seguito dalla fermentazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata fra 16 e 18 °C. Il vino riposa sulle fecce fini per almeno cinque mesi, un affinamento che ne arricchisce la struttura senza comprometterne la freschezza.

003 La Mesma

L’assaggio

In uscita a maggio, si presenta di un paglierino di buona intensità. Il naso è fine e giocato su toni dolci: banana, confetto, pesca bianca, fiori di sambuco ed erbe aromatiche compongono un bouquet armonioso e invitante.

Rispetto a Le Rose la struttura è più snella e la tensione più marcata, ma l’equilibrio resta compiuto. Il corpo c’è, la morbidezza pure, freschezza e sapidità lavorano in sinergia. La chiusura ammandorlata è il tocco finale di un sorso agile e ben calibrato, pensato per chi cerca eleganza nella leggerezza di beva.

Etichetta Nera – Gavi DOCG del Comune di Gavi Monterotondo – 2024

Nasce dalle vigne più vecchie dell’azienda a Monterotondo, sulle stesse marne calcaree e drenanti dell’Etichetta Gialla, a 350 metri di altitudine con orientamento a sud-est. L’età avanzata delle piante garantisce una naturale riduzione delle rese e una maggiore concentrazione. In etichetta è riportata la Menzione Geografica Aggiuntiva Monterotondo, a sottolineare il legame esclusivo fra questo vino e il suo luogo di origine.

Dopo la vendemmia manuale e la pigiatura soffice, la fermentazione avviene in vasche di cemento dotate di controllo termico. La scelta del cemento è riservata alle sole vigne vecchie: la stabilità termica di questo materiale e l’assenza di correnti galvaniche favoriscono affinamenti lunghi e progressivi. Il vino sosta sulle fecce nobili per almeno un anno, con bâtonnage regolari volti a riportare in sospensione il deposito e a costruire complessità e ampiezza al palato.

005 La Mesma

L’assaggio

Al naso, richiama il profilo di Indi, ma con sfumature più dolci: fiori di acacia e miele millefiori entrano in scena aggiungendo rotondità e complessità al quadro aromatico.

Al palato il vino cambia registro. Il corpo è più snello, la morbidezza contenuta, ma la freschezza resta ben integrata e la sapidità puntuale. Il sorso risulta più agile, con una beva scorrevole che non sacrifica nulla in termini di personalità. Un’etichetta che punta sulla bevibilità senza rinunciare alla sostanza.

Indi – Gavi DOCG del Comune di Gavi Monterotondo – 2024

Il nome richiama i lieviti indigeni impiegati nella fermentazione, ma è anche un omaggio alla musica indie e al suo spirito indipendente. Le uve provengono da una vigna di Monterotondo situata su terreno misto, a 350 metri di quota con esposizione a sud-est. Densità di 4.000 ceppi per ettaro, guyot, resa massima di 95 quintali. Questa etichetta rappresenta il manifesto della viticoltura sostenibile dell’Azienda.

Una lunga ricerca

Il protocollo di vinificazione, messo a punto da Francesca nel 2015 dopo oltre tre anni di sperimentazione, si basa sulla tecnica del pied de cuve. Una quota delle uve raccolte viene diraspata e collocata in contenitori aperti. Dopo circa 72 ore di macerazione sulle bucce, la fermentazione si avvia spontaneamente. Questo mosto, carico di lieviti autoctoni, viene unito al mosto restante – precedentemente pressato e conservato in vasche refrigerate – con la funzione di starter naturale, in modo analogo al lievito madre nella panificazione. Il risultato coniuga la ricchezza sensoriale della fermentazione spontanea con la nettezza olfattiva che contraddistingue tutti i vini aziendali.

004 La Mesma

L’assaggio

Paglierino chiaro e limpido. Colpisce fin dal primo approccio per l’eleganza del profilo olfattivo: pesca bianca e bergamotto si alternano a gelsomino, sambuco e maggiorana, disegnando un quadro raffinato e sfaccettato.

Al palato, l’attacco è morbido e pieno e poi, al centro bocca, emergono una spiccata freschezza e una sapidità ben definita che imprimono tensione e direzione al sorso. L’equilibrio è completo, la persistenza lunga. Col tempo, affiora un interessante sentore di pietra focaia, firma di un cortese di razza.

Vigna della Rovere Verde – Gavi DOCG Riserva – 2021

In vigna

Il vertice della gamma aziendale prende il nome dal vecchio vigneto di Tassarolo sovrastato dalla monumentale rovere verde, censita fra gli alberi monumentali d’Italia e celebrata ogni anno dai bambini delle scuole locali con una giornata di festa. I suoli sono argillosi e rossi, l’altitudine 300 metri, l’esposizione a sud. La densità d’impianto è leggermente inferiore alla media aziendale, circa 3.800 ceppi per ettaro, e la resa massima scende a 65 quintali, il limite più basso previsto dal disciplinare.

In cantina

La vinificazione si svolge in vasche di cemento a temperatura controllata, come per l’Etichetta Nera. L’affinamento prevede un percorso lungo tre anni complessivi: almeno diciotto mesi sulle fecce nobili in cemento, seguiti da altri diciotto mesi in bottiglia. Le vigne vecchie e questo ciclo di maturazione prolungato costruiscono un vino di struttura, sapidità e persistenza, capace di conservare intatta la freschezza e la pulizia olfattiva proprie di tutta la produzione di La Mesma; con l’invecchiamento, il profilo evolve verso sentori di idrocarburo e frutta tropicale.

006 La Mesma

L’assaggio

Da un vigneto impiantato nel 1969. Paglierino poco intenso e limpido, ma al naso si rivela con una finezza e un’intensità fuori scala. Pesca gialla e albicocca si fondono con note amaricanti di erbe amare, erbe provenzali, chinotto e pietra focaia, in un profilo olfattivo di rara complessità.

La bocca è imponente: grande corpo e spiccata morbidezza, sostenuti da una freschezza viva e da una sapidità che non lascia tregua. La persistenza è molto lunga. È un sorso che resta impresso, ampio e avvolgente.

Tempo al Tempo – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2016

Questa etichetta nasce dalla convinzione che il cortese di Monterotondo migliori sensibilmente con il tempo. Le uve provengono dallo stesso areale dell’Etichetta Gialla, a 350 metri sui suoli bianchi e calcarei, con 4.000 ceppi/ha a guyot e resa massima di 95q. La differenza rispetto alle altre etichette risiede interamente nel tempo di affinamento.

La vinificazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata, senza passaggi in cemento o legno. Il vino viene poi affinato in bottiglia per un periodo prolungato, ed esce sul mercato come library release, ovvero con diversi anni di ritardo rispetto alla vendemmia. L’acidità naturale del cortese e la matrice calcarea del suolo sostengono un’evoluzione lenta, durante la quale si sviluppano note intense di pietra focaia accanto alla frutta bianca. L’etichetta raffigura un umarell, termine del dialetto bolognese che indica il pensionato che osserva i cantieri con le mani dietro la schiena: un invito alla pazienza.

007 La Mesma

L’assaggio

Paglierino intenso e cristallino. Il naso coniuga intensità ed eleganza senza forzature: frutta gialla, cedro e mandarino dialogano con erbe provenzali e mandorla dolce non tostata, restituendo un profilo aromatico composito e armonioso.

La bocca è ancora giovane ma già ampia, avvolgente e perfettamente centrata. Morbidezza, corpo, freschezza e sapidità esprimono un equilibrio che invita al sorso successivo. La persistenza è molto lunga e lascia presagire un’evoluzione di grande interesse. Un vino che, come dice il nome, ha il tempo dalla sua parte.

Contatti

La Mesma

Strada Tassarolo 26

15067, Novi Ligure (AL)

info@lamesma.it

Sito aziendale

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