La Caplana e il Gavi DOCG

Riassunto

La Caplana è una storica realtà vitivinicola situata a Bosio, nel cuore del territorio del Gavi DOCG. La famiglia coltiva la vite da oltre un secolo, tramandando la passione di generazione in generazione. Negli anni Sessanta, l’azienda ha iniziato a commercializzare il proprio vino a Genova, passando dalle botti alle damigiane fino ai bottiglioni. Il marchio La Caplana è nato ufficialmente nel 1995, prendendo il nome da una delle parcelle storiche della tenuta. Oggi l’azienda gestisce circa sei ettari tra proprietà e affitto, producendo circa 150.000 bottiglie all’anno, destinate principalmente al mercato estero. La filosofia produttiva si concentra sulla valorizzazione del vitigno cortese, con un’attenzione particolare alle vinificazioni in acciaio e alla criomacerazione per esaltare i profumi primari.

Summary

La Caplana is a historic winery located in Bosio, at the heart of the Gavi DOCG region. The family has been growing grapes there for over a century, passing their passion down through the generations. In the 1960s, the winery started selling its wine in Genoa, transitioning from barrels to demijohns and ultimately to large bottles. The La Caplana brand was officially established in 1995 and takes its name from one of the estate’s historic plots. Today, the winery manages around six hectares of owned and leased land and produces approximately 150,000 bottles a year, mainly for export. Its production philosophy focuses on showcasing the Cortese grape variety, paying particular attention to vinification in stainless steel and cryomaceration to enhance the primary aromas.

Le origini della cantina La Caplana

La storia della cantina La Caplana affonda le sue radici in una tradizione ultracentenaria. I nonni e gli avi dell’attuale titolare hanno sempre coltivato la vite nelle zone circostanti Bosio, dedicandosi con cura a questa terra. Successivamente, intorno agli anni Sessanta, il padre ha avviato la commercializzazione del vino verso Genova. Questo percorso ha seguito le tappe classiche di molte cantine piemontesi dell’epoca. Inizialmente il vino veniva trasportato in botti, per poi passare alle damigiane e infine ai tradizionali bottiglioni. Questa evoluzione ha segnato i primi passi verso una struttura aziendale più definita.

Vigna de La Caplana sulle terre rosse
Vigna de La Caplana su terre rosse

La nascita del marchio e i vigneti storici

Il marchio La Caplana è stato creato ufficialmente nel 1995. Il nome deriva da una specifica vigna di proprietà, a testimonianza del forte legame con il territorio. Una caratteristica peculiare dei vigneti situati intorno a Bosio è la loro frammentazione in tante piccole parcelle. Ognuna di queste parcelle possiede un nome storico, come La Caplana, Zagante, Pilumberto e Vigna Vecchia. L’azienda vinifica separatamente alcune di queste parcelle, in particolare quelle più antiche. I vigneti Zagante e Pilumberto, ad esempio, risalgono al 1967 e rappresentano un patrimonio storico inestimabile per la cantina.

Estensione aziendale e produzione di La Caplana

Attualmente, La Caplana gestisce circa sei ettari di vigneto, suddivisi tra terreni di proprietà e in affitto. Inoltre, l’azienda si avvale della collaborazione di alcuni fornitori di uve di fiducia per integrare la propria produzione. I vigneti non si trovano esclusivamente nel comune di Bosio, ma si estendono anche nel vicino comune di Gavi. La produzione annua si attesta intorno alle 150.000 bottiglie, un volume significativo che posiziona l’azienda in una fascia di mercato rilevante. Il mercato di riferimento principale per La Caplana, in linea con la tendenza generale della denominazione Gavi DOCG, è rappresentato dall’estero.

La filosofia produttiva e la vinificazione

Il protocollo di vinificazione adottato da La Caplana prevede un approccio attento e differenziato. Fatta eccezione per i vini affinati in anfora e per una specifica selezione di Gavi DOCG sottoposta a criomacerazione, la maggior parte delle uve viene pressata immediatamente dopo il raccolto. Il mosto viene separato dalle bucce e inviato a fermentare in vasche di acciaio a temperatura controllata. L’azienda non segue i protocolli dell’agricoltura biologica, pur collaborando con un conferitore certificato biologico le cui uve vengono vinificate insieme alle altre. La scelta di non produrre un Gavi DOCG biologico è dettata dall’assenza di specifiche richieste da parte del mercato dell’Azienda.

La tecnica della criomacerazione per il Gavi DOCG

Una parte della produzione di Gavi DOCG viene valorizzata attraverso la tecnica della criomacerazione. Le uve vengono diraspate e introdotte in un fermentino solitamente utilizzato per i vini rossi, dotato di pale rotanti. Per abbattere rapidamente la temperatura, viene impiegato del ghiaccio secco. Il mosto rimane a contatto con le bucce per circa 36 ore a temperature molto basse, mantenuto in movimento dalle pale per favorire l’estrazione aromatica. Successivamente, si procede con la pressatura, la svinatura e una decantazione statica. Infine, il mosto pulito viene avviato alla fermentazione alcolica in vasche di acciaio.

Vigna de La Caplana su terre bianche
Vigna de La Caplana su terre bianche

La Caplana e i suoi vini

Ho avuto il piacere di svolgere gli assaggi che seguono il giorno 5 maggio 2026 in compagnia del titolare – Natalino Guido – e dell’amico e collega Fabio Volpentesta. Colgo l’occasione di queste righe per ringraziare la famiglia Guido per la piacevole accoglienza e l’interessante degustazione.

Gavi DOCG – 2025

La vigna e la cantina

Le uve cortese utilizzate nella produzione di questo Gavi DOCG crescono su suoli argillosi a circa 400 metri di altitudine, con una resa per ettaro contenuta intorno ai 90 quintali. La raccolta manuale si concentra generalmente verso la metà di settembre, prestando grande cura alla selezione dei grappoli. Una volta in cantina, la lavorazione inizia con una pressatura soffice delle bucce, tecnica essenziale per estrarre solo la parte più nobile del mosto senza danneggiare gli acini. La successiva fermentazione si svolge in vasche di acciaio, mantenendo una temperatura controllata di 18°C per un periodo di 10-12 giorni. Il processo si conclude con un leggero affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Tutte le fasi produttive seguono la filosofia aziendale orientata al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità, combinando l’esperienza storica della famiglia con le moderne tecnologie enologiche.

L’assaggio

Di un paglierino brillante che cattura lo sguardo, si svela al naso con un’intensità giovane e vibrante. Emergono subito note vivaci di albicocca, banana, gelsomino e fiori d’acacia, accarezzate da una chiara ed avvolgente sensazione di miele e millefiori. Al palato si rivela estremamente morbido e dotato di un corpo solido, sostenuto però da una freschezza ben integrata e da una sapidità che lascia il segno. La persistenza è lunga e appagante. È un sorso teso, dinamico, capace di regalare una bevibilità di straordinaria piacevolezza.

Gavi del Comune di Gavi DOCG – 2025 e 2024

La vigna e la cantina

I grappoli di cortese destinati a questa etichetta provengono da terreni sabbiosi situati a 350 metri di altitudine, caratterizzati da una resa di 90 quintali per ettaro. La vendemmia manuale si svolge in un momento leggermente posticipato rispetto al resto della produzione, garantendo così una maturazione ottimale. In cantina, la vinificazione sfrutta le moderne tecnologie di refrigerazione per preservare la qualità del mosto. La fermentazione avviene in vasche di acciaio a una temperatura rigorosamente controllata di 12°C per circa dodici giorni. Successivamente, il vino matura sempre in acciaio prima di completare il suo ciclo produttivo con l’affinamento in bottiglia. L’azienda applica metodi di lavorazione attenti alla sostenibilità ambientale, unendo la vocazione storica della famiglia Guido alle innovazioni introdotte dalle nuove generazioni di enologi e agronomi.

2025: l’assaggio

Dal calice, dove sfoggia un luminoso color paglierino, si sprigionano profumi intensi e fruttati che richiamano la versione precedente, impreziositi però da vibranti tocchi agrumati di bergamotto e pompelmo giallo, oltre a delicati soffi di erbe provenzali. In bocca si fa apprezzare per la sua morbidezza e la buona struttura; l’equilibrio perfetto è garantito dal felice incontro tra freschezza e sapidità, con una persistenza che soddisfa appieno i sensi. Il sorso, teso e scattante, si chiude con una garbata e suadente nota ammandorlata.

2024: l’assaggio

Il suo paglierino lucente ci introduce a un quadro olfattivo di grande eleganza, dove danzano sentori di frutta a polpa bianca, uva spina, mandorla dolce non tostata ed erbe aromatiche. All’assaggio si dimostra morbido, fresco, attraversato da una piacevole tensione sapida che accompagna verso un finale lungo e persistente.

Gavi DOCG vinificato in Anfora – 2022 e 2020

La vigna e la cantina

La Caplana ha recuperato un’antica tradizione contadina introducendo la vinificazione in anfora per questa particolare espressione di uva cortese. I vigneti sono situati a 500 metri di altitudine su terreni argillosi, con una resa di 90 quintali per ettaro. Dopo la diraspatura, la fermentazione alcolica si svolge interamente all’interno dell’anfora, dove il mosto rimane a contatto con le bucce per circa otto mesi. Durante questo periodo avviene anche la fermentazione malolattica. Il contenitore in terracotta garantisce una naturale micro-ossigenazione, arricchendo notevolmente la complessità del vino.

L’annata 2022 ha trascorso, oltre a sei mesi in anfora, anche un anno di affinamento in barrique.

Questa tecnica artigianale, unita alle moderne conoscenze enologiche, crea un prodotto capace di affrontare un medio-lungo invecchiamento. La produzione annua è limitata a circa 1000 bottiglie, confermando l’approccio artigianale e l’impegno verso una viticoltura che valorizza le caratteristiche storiche del territorio di Bosio.

2022: l’assaggio

Vestito di un dorato intenso e luminoso, questo vino si distingue per un profilo olfattivo affascinante: albicocca molto matura, zafferano e mandorla caramellata si fondono con una piacevole e inaspettata scia balsamica, arricchita da ricordi di ginestra e mela cotogna. Al palato è un abbraccio morbido e ampio, dove la freschezza e la sapidità guidano verso una chiusura di lunga persistenza. Un sorso ricco, avvolgente, che appaga totalmente i sensi.

2020: l’assaggio

La sua veste color ambra, intensa e brillante, è il preludio a un quadro aromatico evoluto e complesso. Si susseguono intriganti note di albicocca disidratata, zenzero, caramello e talco. In bocca è un vino di grande ricchezza ed eleganza, strutturato, fresco e sapido, capace di una persistenza lunghissima. Il finale sorprende per una spiccata e affascinante nota di chinotto, accompagnata da un tannino appena sussurrato, di estrema piacevolezza.

Dolcetto di Ovada DOC – 2025

La vigna e la cantina

Questo Dolcetto di Ovada DOC è ottenuto da uve dolcetto in purezza provenienti da vigneti che la famiglia Guido coltiva su suoli argillosi Le uve sono selezionate accuratamente a mano durante la vendemmia e riposte in cassette riutilizzabili. La vinificazione e l’affinamento si svolgono interamente in vasche di acciaio inox.

L’assaggio

Di un porpora intenso e cristallino, regala un naso profondo e accattivante. Le sensazioni di ciliegia, prugna e mora di gelso si intrecciano a delicate sfumature di lillà e violetta; il quadro si completa magistralmente con un tocco speziato di cannella e un lieve respiro di sottobosco. Al palato mostra un buon corpo, una vivace freschezza e una trama tannica ben definita, chiudendo con una lunga e piacevole persistenza.

Narcis – Dolcetto di Ovada DOC – 2021

La vigna e la cantina

Il Narcis rappresenta la massima espressione del vitigno dolcetto de La Caplana, frutto di una selezione rigorosa delle uve direttamente in vigneto. La raccolta avviene a mano, con grande cura nella scelta dei grappoli migliori. In cantina, la vinificazione adotta un approccio sperimentale basato sul controllo preciso delle temperature durante la macerazione: la lavorazione a freddo esalta le caratteristiche varietali del dolcetto, preservandone la freschezza e l’identità aromatica. L’affinamento si articola in due fasi distinte e complementari: il 50% del vino trascorre circa dodici mesi in barrique già utilizzate, acquisendo morbidezza senza cedere all’eccesso di legno, mentre la restante parte matura in bottiglia per un ulteriore anno. Il risultato è un vino di grande personalità e raffinata complessità strutturale.

L’assaggio

Di color porpora intenso e cristallino, si apre con un bouquet forse meno irruento del precedente, ma di straordinaria finezza. Le note di ciliegia scura molto matura, ribes nero, noce moscata, glicine e giaggiolo disegnano un panorama olfattivo di rara piacevolezza, impreziosito da una sottile vena balsamica che lo attraversa. La bocca è ricca, avvolgente, fresca e sostenuta da un tannino piacevole e integrato; la persistenza è lunga. Un sorso importante, teso e di grande soddisfazione.

Barbera d’Asti DOCG – 2023

La vigna e la cantina

Questa Barbera d’Asti DOCG nasce da uve barbera coltivate in due appezzamenti aziendali su suoli argillosi; questi ultimi, insieme alla resa per ettaro di 80q/ha, permettono di ottenere grappoli di grande concentrazione. La vendemmia avviene manualmente verso la fine di settembre. Successivamente, la cantina impiega fermentini orizzontali di ultima generazione per una macerazione di circa sei giorni, mantenendo la temperatura controllata intorno ai 28°C. L’affinamento prevede un periodo complessivo di dodici mesi, suddiviso tra un primo passaggio in grandi botti di legno da 30 ettolitri e un successivo riposo in bottiglia.

L’assaggio

Di un rubino cristallino e di buona intensità, ci dona profumi nitidi di ciliegia, ribes rosso e noce moscata, accompagnati da eleganti sentori di violetta e richiami di sottobosco. Al palato si presenta con una bella struttura, morbido, fresco e con una giusta presenza tannica, ravvivato da una sapidità decisa. La beva risulta agile, snella e incredibilmente invitante, prolungandosi in una lunga persistenza.

Rubis – Barbera d’Asti DOCG – 2020

La vigna e la cantina

Il Rubis nasce da un singolo vigneto di barbera con oltre cinquant’anni di vita, una longevità che si traduce in radici profonde e grappoli di straordinaria concentrazione. La resa per ettaro, contenuta a soli 60 quintali, riflette la scelta di privilegiare la qualità sulla quantità. La raccolta manuale avviene a fine settembre, con attenta selezione in vigna. In cantina, la fermentazione si svolge in fermentini orizzontali di ultima generazione, con una macerazione prolungata di circa dodici giorni a 28°C, per estrarre il massimo potenziale polifenolico. L’affinamento dura complessivamente due anni: la prima fase avviene in barrique nuove, dove il vino acquisisce struttura e complessità, mentre la seconda si completa in bottiglia. Questo lungo percorso in legno nuovo distingue il Rubis come la selezione di punta della gamma rossa de La Caplana.

L’assaggio

Il suo rubino impenetrabile, attraversato dagli ultimi lampi porpora, ci guida verso un profilo olfattivo che gioca più sulla finezza che sull’irruenza. I profumi di durone di Vignola, mirtillo nero, violetta e iris si fondono armoniosamente con sentori più profondi di sottobosco, cannella, tamarindo e china. In bocca rivela grande struttura e morbidezza, piacevolmente caldo e con un tannino calibrato. Il finale, deliziosamente amaricante, riporta alla mente la china e il tamarindo, lasciando un ricordo lungo e persistente.

Contatti

La Caplana

Via Circonvallazione, 4

15060, Bosio (AL)

lacaplana@libero.it

Sito aziendale

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