• Lun 27 Mag 2024

Frecciarossa: dal passato una visione del futuro dell’Oltrepò Pavese

In più di un secolo di attività, la famiglia Odero - con Frecciarossa - ha saputo rappresentare al meglio l’Oltrepò vitivinicolo non solo in Italia ma nel mondo intero.

La storia di popolo, di un territorio, di un prodotto o di un’attività sono – a mio avviso – non solo il racconto di una serie di avvenimenti ma ne rappresentano l’anima e l’essenza dando modo, a chi prova a conoscerla, di comprenderne non solo il percorso ma, soprattutto, il momento attuale, inteso come somma di una serie di eventi passati.

Ciò non vuole certo dire che una breve storia sia sinonimo di scarsi motivi di interesse bensì vuole solo ricordarci che una lunga storia deve essere conosciuta se si vuole comprendere in profondità la realtà attuale.

Ecco quindi che parlare di un’azienda storica che si è conosciuta direttamente avendo avuto la fortuna di chiacchierare con i proprietari, di vederne le vigne e la cantina e di sentirne il racconto dalla viva voce di chi, in buona parte, lo ha vissuto in prima persona aggiunge moltissimo alla propria conoscenza e alla comprensione di ciò che, nel mio caso, dovrò cercare di raccontare comunicandone l’essenza oltre che alcuni aspetti tecnici, peraltro comunque utili a una più completa comprensione di ciascuna realtà.

Frecciarossa, l’Oltrepò Pavese e il pinot nero…ma non solo

L’Oltrepò Pavese è una realtà complessa e articolata non fosse altro per la sua vasta estensione e per il gran numero di tipologie previste dai vari disciplinari che regolamentano la produzione vitivinicola del territorio. È quindi ovvio che al suo interno siano attive aziende tra loro molto diverse, ciascuna con la propria impostazione, le proprie tipicità e la propria storia.

Fra le aziende che maggiormente hanno rappresentato negli anni questo importante territorio vitivinicolo, Frecciarossa rappresenta sicuramente un esempio di un percorso lineare, sempre proiettato alla ricerca della qualità e di sbocchi commerciali che permettessero ai loro vini di valicare i tradizionali confini commerciali stretti fra Genova e Milano. Questa impostazione, ovviamente calata in questo primo scorcio di terzo millennio, rimane la stella polare di questa Cantina che continua a rappresentare in modo esemplare le grandi qualità enoiche di queste magnifiche colline.

La storia

Frecciarossa nasce nel 1919 dalla passione di un commerciante genovese di carbone – Mario Odero, bisnonno dell’attuale titolare Valeria Radici Odero – per le colline dell’Oltrepò che lo porta ad acquistare un’ampia tenuta con annessa villa ottocentesca, sita nei pressi di Casteggio (PV), il cui nome deriva, per un errore di trascrizione, da Fraccia Rossa, a causa dei suoli argillosi rossicci particolarmente instabili e franosi.

La villa Ottocentesca, attuale sede dell'azienda

Fin da subito, anche Giorgio figlio di Mario – si innamora della Tenuta e dell’idea di produrre vini di qualità e inizia a seguire personalmente l’attività dopo aver, però, conseguito la laurea in Agraria ed essersi perfezionato in Francia, in particolare in Borgogna e in Champagne approfondendo, in tal modo, particolarmente le proprie conoscenze sul pinot nero. Fin dall’inizio Frecciarossa punta sui vini in bottiglia dei quali cura, ovviamente, la qualità a partire dalla conduzione dei vigneti. L’intuizione su pinot nero e vini di qualità in bottiglia è immediatamente seguita dalla convinzione che questi vini debbano trovare posto nelle realtà di alto livello non solo italiane ma anche, se non soprattutto, estere. Ecco quindi, ad esempio, che le bottiglie di Frecciarossa sono presenti – fin dagli anni ‘20 dello scorso secolo – sia a Villa d’Este, dove sono assaggiate e apprezzate da Alfred Hitchcock che scrive a Giorgio per complimentarsi, sia su molte navi da crociera transatlantiche insieme ai più prestigiosi marchi mondiali. Nel 1934, con la fine del proibizionismo, i vini della famiglia Odero sono tra i primi a sbarcare negli Stati Uniti con il numero 19 del Marchio di Esportazione.

La storia proseguirà poi – mantenendo saldo il timone nel solco tracciato da Mario e da Giorgio – per merito di Margherita Odero – figlia di Giorgio – che, nel 1990, decide di rinnovare in modo rilevante la cantina seguendo le indicazioni dell’enologo Franco Bernabei.

Attualmente, a reggere le sorti aziendali è Valeria Radici Odero – figlia di Margherita – affiancata dagli enologi Gianluca Scaglione e Cristiano Garella.

Valeria Radici Odero

Il territorio

Il territorio di Casteggio, sulla prima linea collinare dell’Oltrepò Pavese, è caratterizzato principalmente da suoli di origine continentale pleistocenici con presenza di alluvioni ghiaiose, sabbiose e siltoso-argillose di colore rossastro a seguito della spiccata alterazione; sono, però, presenti anche porzioni più antiche di marne ricche di fossili e vene gessose di origine miocenica marina.

Le temperature medie annuali sono generalmente comprese fra gli 11 e i 12°C e le precipitazioni si attestano tra i 700 e gli 800mm annui con un massimo principale nei mesi autunnali e un massimo secondario tra aprile e maggio.

Un campione di suolo della Tenuta

Frecciarossa oggi

Ad oggi, l’Azienda può contare su oltre 20ha di vigneti in produzione, oltre ad altri 11ha suddivisi fra noccioli, campi a seminativo, alberi da frutta e ortaggi. La produzione si attesta intorno alle 100.000 bottiglie all’anno. I vitigni principali, oltre al pinot nero e al riesling, sono rappresentati da varietà tradizionali quali croatina, uva rara e barbera.

Da alcuni anni, l’Azienda produce in regime biologico certificato con una spiccata attenzione all’equilibrio nutrizionale e biologico dei suoli. A tale scopo sono utilizzati alcuni indici di vitalità dei suoli internazionalmente riconosciuti. Quando necessario, l’arricchimento in nutrienti avviene esclusivamente con sovesci e con un compost ottenuto dalle vinacce, dal letame delle vacche, dall’erba tagliata e dal cippato dei legni; tutto ciò è rigorosamente derivato solo dalle attività svolte all’interno della Tenuta.

Frecciarossa nel bicchiere

Nelle prossima righe saranno raccontati i vini degustati nel corso della mia visita in Azienda avvenuta il giorno 11 febbraio 2023 in compagnia di Valeria Radici Odero alla quale vanno, ovviamente, tutti i miei ringraziamenti.

Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Extra Brut – 2020

Ottenuto da uve pinot nero in purezza, questo Metodo Classico è stato affinato sui lieviti fino al mese di novembre 2022 quando è stato sboccato. Le uve utilizzate provengono da vigneti allevati a guyot su suoli argilloso-calcarei a quote comprese fra i 140 e i 220m s.l.m. e aventi esposizione verso nord-est e nord-ovest al fine di garantirne la necessaria acidità e un’adeguata maturazione aromatica.

Di color paglierino chiaro e brillante arricchito da un intreccio di fini e persistenti catenelle, questo Extra Brut si presenta con un quadro olfattivo intenso ed elegante nel quale le note di frutta gialla croccante, affiancate da ricordi di piccoli frutti rossi, condividono il proscenio con leggeri sentori di crosta di pane e con ben presenti sensazioni di fiori di camomilla.

Al palato, la tagliente – ma vestita –  freschezza funge da sostegno per la ricchezza del corpo e la ben presente morbidezza che avvolgono un’effervescenza setosa ed elegante; lunga la persistenza. Il sorso risulta così teso e vibrante e, nel contempo, gradevole e avvolgente e, pertanto, in grado di ritagliarsi un ruolo importante all’interno di un intero pasto.

Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Rosé Extra Brut – 2019

Questo Spumante è frutto di una vinificazione in rosa di uve pinot nero in purezza ed è stato sboccato nel corso del mese di giugno 2022. Le uve provengono dagli stessi vigneti sopra descritti.

Il suo chiarissimo e lucente color buccia di cipolla, impreziosito da catenelle di finissime bollicine, ci introduce a un bouquet decisamente più giocato sulla finezza che non sull’intensità e che ci regala, in apertura, note fruttate e croccanti di pesca gialla e ribes rosso immediatamente seguite da quelle di piccola pasticceria, crema pasticcera e confetto; l’insieme è, infine, percorso da sfumature balsamiche chi gli conferiscono verticalità e fascino.

Il sorso – teso, lineare e vibrante – è sostenuto da una nitida freschezza perfettamente integrata nella pienezza del corpo e nella ben avvertibile morbidezza; lunga la persistenza. L’effervescenza vellutata e avvolgente conferisce all’insieme ulteriore gradevolezza di beva.

Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Pas dosé – 2018

Ottenuto da uve riesling in purezza, questo Metodo Classico Pas dosé, prodotto in meno di 900 bottiglie, è stato sboccato nel corso del mese di aprile 2022 ed è stato, pertanto, affinato per circa 36 mesi sui lieviti. Le uve sono state ottenute da vigneti aventi esposizione esclusivamente nord-orientale per garantirne la necessaria acidità e la fragranza dei profumi.

Dal calice, nel quale sfoggia un brillante color paglierino con un’effervescenza molto fine, emerge una tavolozza olfattiva capace di coniugare intensità e finezza. Le note varietali di idrocarburo – presenti ma assolutamente non invasive – sono accompagnate da quelle di frutta bianca matura, ma ancora croccante, e di crosta di pane; una breve attesa permette di godere, infine, anche di sentori di camomilla oltre che di un’elegante verticalità balsamica.

Al palato, appare morbido e di corpo; l’equilibrio e la piacevolezza di beva sono garantiti dalla vivida freschezza e dalla ben presente sapidità; decisamente lunga la persistenza. Nel complesso, un Pas dosé dalla beva di grande personalità, pur se snella e agile, resa ancora più gradevole dalla finissima effervescenza.

Sillery – Oltrepò Pavese Pinot Nero DOC – 2021

Il Sillery- un pinot nero vinificato fermo e in bianco – rappresenta l’etichetta aziendale prodotta in maggiore quantità e, nel contempo, un’espressione molto ben realizzata di una delle più radicate consuetudini enologiche d’Oltrepò.

Le uve utilizzate provengono da vigneti allevati a guyot su suoli argilloso-calcarei a quote comprese fra i 140 e i 200m s.l.m. e aventi esposizione verso nord-est e nord-ovest. Dopo la vinificazione in vasche di acciaio, il Sillery è stato affinato per almeno sei mesi nelle vasche stesse.

Il suo chiarissimo color rame ci introduce a un “naso” fine, intenso e marcatamente fruttato nel quale le note di mela golden, pera, pesca a polpa bianca, banana e fragola rappresentano indiscutibilmente le protagoniste pur essendo affiancate, con un ruolo comunque rilevante, dai sentori di fiori di acacia. Al palato, si offre di corpo, morbido e fresco; il compiuto equilibrio e la lunga persistenza ci offrono un sorso piacevole e di sicura soddisfazione anche in virtù della chiusa garbatamente ammandorlata.

Gli Orti – Oltrepò Pavese DOC Riesling – 2021

Gli Orti 2021 è stato prodotto da uve riesling in purezza ottenuto da vigneti, con un’età media di 26 anni, allevati a guyot su suoli argilloso-calcarei a quote comprese fra i 140 e i 200m s.l.m. e aventi esposizione verso nord-est e nord-ovest al fine di garantirne la necessaria acidità e un’adeguata maturazione aromatica.

La vinificazione in acciaio è stata preceduta – per il 50% delle uve – da 48 ore di criomacerazione a una temperatura di 3°C; non è stata svolta la fermentazione malolattica. In seguito, il vino è stato affinato, sempre in acciaio, per un periodo di 12 mesi per poi riposare per almeno quattro mesi in bottiglia prima di essere posto in commercio.

Nel calice, in cui si mostra di un cristallino color paglierino, questo riesling mostra tutta la propria gioventù sfoggiando un quadro olfattivo caratterizzato dalle note di pesca a polpa bianca, pera, mela croccante; a queste prime sensazioni si affiancano i sentori floreali del gelsomino e quelli vegetali delle erbe provenzali.

Il sorso, ricco e avvolgente, è connotato da un corpo importante e da una spiccata morbidezza; l’equilibrio è garantito dalla nervosa freschezza e dalla ben presente sapidità.

Nel complesso, Gli Orti 2021 si è rivelato un vino sicuramente ancora giovane ma con notevoli potenzialità di evoluzione in virtù dell’importante struttura e della marcata freschezza e potrà così rendere onore sia alla nobiltà del vitigno sia al suo territorio di produzione.

Margherita – Oltrepò Pavese DOC Pinot nero – 2021

Questa interpretazione ferma e in rosa del pinot nero trae origine da uve ottenute da vigneti aventi esposizione verso nord-est e nord-ovest, allevati a guyot su suoli argilloso-calcarei a quote comprese fra i 120 e i 160m s.l.m.

La vinificazione in rosa è avvenuta interamente in acciaio ed è stata preceduta da 24 ore di macerazione a freddo (4°C); infine, il Margherita è stato affinato per circa quattro mesi, sempre in acciaio, prima dell’imbottigliamento.

Di color rosa molto chiaro con lievi sfumature ramate, questo pinot nero ci regala un quadro olfattivo molto fine ed elegante – pur se di non particolare complessità – che apre con note di fragranti di fragolina di bosco e lampone alle quali si affiancano sentori di confetto e una piacevole vena balsamica.

L’attacco al palato è teso e ampio; il buon corpo e la piacevole morbidezza sono percorse e sorrette da una freschezza vivida ma integrata e da una non comune sapidità; più che adeguata la persistenza. Nel complesso, un vino di grande piacevolezza, dalla beva snella – ma di carattere – che regala una piena soddisfazione senza mai cadere nello stucchevole.

Uva Rara – Provincia di Pavia IGT Uva Rara – 2021

I vigneti di uva rara, dai quali si ottengono le uve utilizzate per questo vino, sono allevati su suoli argilloso calcarei su versanti siti a 140-200m di altitudine con orientamento verso sud – sudovest.

La vinificazione e la successiva fermentazione malolattica sono avvenute interamente in acciaio; per la maturazione, questo rosso è stato posto per tre mesi in barrique usate per poi affinare in acciaio per altri cinque mesi; prima della sua messa in commercio, ha riposato per almeno tre mesi in bottiglia.

L’Uva Rara 2021 si presenta alla degustazione per mezzo di un chiaro e trasparente color rubino; il naso offre note di marasca, fragola, ribes rosso e sottobosco seguite – dopo una leggera rotazione del calice – dalle sensazioni floreali del giaggiolo oltre che da quelle speziate del pepe nero.

Al palato, il vitigno si palesa nella notevole morbidezza affiancata da un buon corpo; l’insieme è sorretto da tannini di giovanile esuberanza ma di bella fattura e da una marcata freschezza; più che soddisfacente la persistenza.

Anamari – Oltrepò Pavese DOC Rosso Riserva – 2018

Le uve barbera, croatina e uva rara in ugual quantità (con piccole tracce di vespolina) utilizzate per questo vino provengono da uno storico vigneto aziendale di quasi 50 anni di età allevato a guyot su un pendio con esposizione sudorientale, costituito da suoli calcareo argillosi a una quota di 160m s.l.m.

La vinificazione – contemporanea per tutte le uve – è avvenuta in tini tronco-conici di rovere durante la quale sono stati effettuati delestage e rimontaggi; la fermentazione malolattica è stata svolta completamente all’interno di botti da 650l nelle quali questa Riserva ha trascorso anche il primo anno di maturazione. In seguito, ha continuato a maturare in barrique e tonneau per sei mesi per poi affinare – almeno altri sei mesi – in vetro prima di essere posta in vendita.

Di color rubino chiaro, l’Anamari 2018 sfoggia un bouquet intenso e fine che vede protagonisti i piccoli frutti rossi – fragola, ribes rosso e marasca – ai quali si affiancano i sentori di agrumi rossi oltre a quelli floreali della rosa rossa; ben presenti le note di vaniglia.

Il buon corpo e la piacevole morbidezza trovano sostegno ed equilibrio nell’elegante tessitura tannica e nella composta freschezza.

Vino ancora non pienamente sviluppato che promette di regalare non banali soddisfazioni a chi avrà la pazienza di aspettarlo ancora qualche anno.

Carillo – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC – 2021

Il Carillo 2021 è stato prodotto a partire da uve pinot nero in purezza prodotte da vigneti di 20 anni di età allevati, a quote comprese fra i 120 e i 200m s.l.m., su versanti argilloso-calcarei che godono di esposizioni verso nord-est e sud-ovest.

Alla vinificazione, avvenuta in vasche inox, è seguita la fermentazione malolattica in botti da 25hl; in seguito, questo pinot nero è stato affinato per circa sei mesi in acciaio per poi riposare per almeno due mesi in bottiglia prima di essere posto in vendita.

Il suo trasparente color rubino ci introduce a una paletta olfattiva tipica e fine nella quale le note di lampone e fragolina sono affiancate da sensazioni di rosa rossa e di polvere di caffè. Al palato, si offre di corpo e morbido con tannini vividi ma di bella fattura e piacevolmente fresco; soddisfacente la persistenza. Nel suo complesso, il Carillo 2021 rappresenta una gradevole espressione quotidiana del pinot nero capace di coniugare tipicità e finezza con una beva snella e agile.

Giorgio Odero – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC – 2018

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La pigiatura delle uve del Giorgio Odero

Vino iconico di Frecciarossa, il Giorgio Odero nasce da uve pinot nero in purezza raccolte dalla porzione centrale un singolo vigneto – la Vigna del Pino – di oltre 20 anni di età allevato a guyot a un’altitudine di 160m s.l.m. su un versante argilloso-calcareo avente orientamento tra nord-ovest e nord-est.

La pigiatura delle uve, che contengono una quota di grappoli interi, deve essere particolarmente soffice e, pertanto, viene svolta interamente con i piedi. La fermentazione è spontanea e si svolge in tini tronco-conici di rovere francese non tostato; durante i circa 10 giorni di macerazione sono effettuati rimontaggi o follature in relazione alle necessità. La fermentazione malolattica è spontanea e avviene, durante l’autunno successivo alla vendemmia, in piccole botti usate.

Questo pinot nero matura per un anno in botti da 25hl; a questo periodo seguono un affinamento di sei mesi in acciaio e ulteriori 12 mesi in bottiglia prima della sua messa in vendita.

Dal calice, nel quale sfoggia un color rubino trasparente nel quale occhieggiano i primi riflessi granato, emerge un bouquet di non comune eleganza che, inizialmente, offre le tipiche note fruttate di fragolina di bosco e lampone – entrambi in confettura – alle quali si affiancano sensazioni di rosa rossa appassita e di arancia amara. Un po’ di pazienza – e una gentile rotazione del calice – permettono al quadro olfattivo di completarsi regalandoci i sentori tostati del caffè e del cioccolato fondente affiancati da quelli speziati del pepe nero; infine, una piacevole vena balsamica arricchisce l’insieme di un’intrigante verticalità olfattiva.

Al palato, si presenta morbido e di ottimo corpo ma, nel contempo, di compiuto equilibro grazie agli eleganti tannini e alla composta freschezza.

Il Giorgio Odero 2018 rappresenta non solo una notevole interpretazione di questo grande vitigno ma anche un’eccellente espressione del territorio oltrepadano nel quale questa varietà ha trovato una casa in cui offrire espressioni ricche di carattere senza perdere le sue imprescindibili caratteristiche di eleganza e sobrietà.

Frecciarossa

Via Fratelli Vigorelli, 141

27045, Casteggio (PV)

info@frecciarossa.com

www.frecciarossa.com

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