Agricola Marrone, il Barolo DOCG secondo quattro generazioni

Riassunto

Agricola Marrone coltiva a La Morra da quattro generazioni, dal 1910, quando Pietro scelse indirizzare l’attività verso un costante innalzamento della qualità.

Oggi Gian Piero lavora con le figlie Denise, Serena e Valentina su due cantine complementari: Castiglione Falletto per vendemmia e vinificazione, l’Annunziata per l’affinamento in legno. L’articolo descrive le MGA aziendali Castellero, con marne sabbiose nel comune di Barolo, e Bussia, ampia MGA di Monforte d’Alba dai suoli argillosi poco permeabili.

Seguono gli assaggi dei quattro Barolo DOCG dell’Agricola Marrone: Barolo DOCG 2020, il Castellero 2021, il Bussia 2020 e il Pichemej 2020, vertice aziendale dal nome dialettale coniato da nonno Pietro.

Summary

The Marrone family has been cultivating vineyards in La Morra for four generations, ever since Pietro decided to focus the business on steady quality improvements in 1910.

Today, Gian Piero works alongside his daughters, Denise, Serena, and Valentina, across two complementary wineries: Castiglione Falletto, where they harvest and make wine, and L’Annunziata, where they age wine in wooden barrels. The article describes the estate’s MGA sites: Castellero, which has sandy marl soils in the municipality of Barolo, and Bussia, which is a large MGA in Monforte d’Alba with low-permeability clay soils.

This is followed by a tasting of Agricola Marrone’s four Barolo DOCG wines: Barolo DOCG 2020, Castellero 2021, Bussia 2020, and the estate’s flagship wine, Pichemej 2020, named after a dialect term coined by his grandfather, Pietro.

Paesaggio dalla terrazza dell'Agricola Marrone

L’Agricola Marrone

L’Agricola Gian Piero Marrone ha sede alla Frazione Annunziata di La Morra (CN), nel cuore delle Langhe. Quattro generazioni si sono avvicendate qui, unite dalla stessa passione per il vino. Tutto nasce da Pietro Marrone, classe 1887, che già nel 1910 sceglie di ridurre le rese per innalzare la qualità. Da allora l’ambizione di migliorarsi guida ogni scelta aziendale.

Una storia di famiglia

Dopo Pietro arriva Carlo, nato nel 1924, che consolida l’Azienda coniugando sempre più produzione e qualità. Proprio Pietro amava definire “pichemej”, ovvero “più che meglio”, i suoi vini più riusciti. Nel 1955 nasce poi Gian Piero, perito chimico ad indirizzo agrario, oggi custode dell’esperienza di tre generazioni.

Oggi la quarta generazione porta avanti il progetto con energia rinnovata. Le tre figlie di Gian Piero, Denise, Serena e Valentina, affiancano i genitori verso traguardi sempre più ambiziosi. Valentina firma le scelte enologiche di ogni vino. Serena segue amministrazione e mercati esteri, mentre Denise cura, principalmente, l’accoglienza in cantina. Così tradizione e visione contemporanea convivono in perfetto equilibrio.

Agricola Marrone: due cantine, un unico obiettivo

Il lavoro produttivo si sviluppa su due sedi complementari. A Castiglione Falletto avvengono vendemmia, vinificazione e imbottigliamento mentre nella cantina dell’Annunziata di La Morra i vini dell’Agricola Marrone riposano e affinano nel legno. Questa separazione permette di dedicare a ogni fase lo spazio e le condizioni ideali di temperatura, igiene e tempi di maturazione.

Agricola Marrone: la famiglia
La famiglia Marrone

Due grandi MGA di Agricola Marrone

Le due MGA qui raccontate – Castellero e Bussia – appartengono a comuni diversi del territorio del Barolo DOCG. Entrambe vantano una lunga storia e un’identità geologica precisa che ritengo sia interessante conoscere nei suoi aspetti essenziali.

Castellero

Castellero è una Menzione Geografica Aggiuntiva del comune di Barolo, situata proprio al confine con Monforte d’Alba. Si tratta di una MGA di dimensioni contenute, appena tredici ettari complessivi, dei quali poco meno di sei iscritti a Barolo. La vigna si distende fra i 220 e i 270 metri di quota. Le esposizioni guardano soprattutto a est, verso Santa Maria, con lembi rivolti a nord e a ovest.

Dal punto di vista geografico, Castellero si trova di fronte a Cannubi e Cannubi Boschis. A sud confina con Vignane, mentre a est sfiora un piccolo lembo di Bussia. Il vigneto si sviluppa ai piedi di una scarpata: su un versante salgono Vignane e Zuncai, sull’altro la Bussia Sottana. Questa posizione ne fa un crocevia fra le colline di Barolo e quelle di Monforte.

Il suolo e i vini

Il suolo appartiene al periodo Tortoniano ed è dominato dalle Marne di Sant’Agata Fossili nella loro forma tipica pur se con un tenore di sabbia piuttosto elevato. Questo fatto dà vita e vini eleganti, sorretti da una struttura misurata e da una piacevole prontezza di beva.

A rivendicare questa Menzione sono poche realtà, conferendo in tal modo un carattere raccolto e quasi confidenziale a questo angolo di Barolo.

Agricola Marrone: Bussia

Bussia

Bussia rappresenta invece una delle MGA più vaste e celebri dell’intera Denominazione. Si estende soprattutto nel comune di Monforte d’Alba e, in piccola parte, in quello di Barolo. La superficie catastale supera i 290 ettari, con oltre 120 ettari iscritti a Barolo. L’altitudine spazia dai 220 ai 460 metri, mentre le esposizioni migliori sono esposte tra sud e sud-ovest.

La grande estensione spiega la ricchezza di sottozone che compongono il cru. Fra le più note figurano Pugnane, Bussia Sottana, Bussia Soprana, Munie, Mondoca, Dardi e Pianpolvere.

Il suolo e i vini

I suoli appartengono al Tortoniano, con sotto-unità territoriali diverse a seconda dei settori. Il vigneto di Marrone occupa una parcella esposta a sud-est, intorno ai 300 metri. Qui prevalgono marne argillose ricche di sabbia, con un terreno omogeneo e a bassa permeabilità. Da questo mosaico nascono Barolo DOCG di grande potenza e spina tannica, capaci al tempo stesso di una setosa eleganza.

Agricola Marrone: le degustazioni

Nelle righe che seguiranno racconterò gli assaggi dei quattro Barolo DOCG dell’Agricolo Marrone svolti il giorno 15 maggio in compagnia dell’amico e collega Massimiliano Porri.

Barolo DOCG – 2020

La vigna e la cantina

Questo Barolo DOCG nasce, ovviamente, da uve nebbiolo in purezza, in particolare dalla sottovarietà làmpia. Le uve provengono da due zone complementari, entrambe esposte a sud-ovest: Castiglione Falletto, a 350 metri, e La Morra, a 300 metri. Nel primo caso il terreno unisce marne argillose e sabbia. Nel secondo prevalgono invece argilla bianca e calcare. I vigneti, allevati a Guyot tradizionale, risalgono in media al 1985, mentre la raccolta manuale si concentra a inizio ottobre.

In cantina, la fermentazione dura circa trenta giorni, a 28 °C. La fermentazione malolattica avviene poi in grandi botti da 30 ettolitri e in barrique; per otto mesi il vino è soggetto, inoltre, un bâtonnage sulle fecce nobili. L’imbottigliamento, come di consueto, si svolge sotto copertura di azoto. Infine, le bottiglie riposano in ambiente a temperatura controllata.

L’assaggio

Si presenta di un granato cristallino e trasparente. Al naso si rivela piacevole e di buona intensità: aprono marasca, ribes rosso e violetta, cui fanno da contorno cioccolato dolce, tabacco, pepe bianco e cardamomo.

Il sorso è ancora giovanile. L’attacco arriva ricco, quasi femminile, per poi farsi un po’ più austero al centro bocca, dove emergono tannini belli ma ancora adolescenti e un’acidità evidente, seppur ben vestita. Chiude con una lunga persistenza.

Barolo DOCG Castellero – 2021

La vigna e la cantina

Il vigneto, esposto a sud-ovest, è sito a circa 250 metri di quota. Il terreno presenta le tipiche marne di Sant’Agata Fossili, con un’alta percentuale di sabbia. Le viti, allevate a Guyot tradizionale, hanno un’età media che risale al 1980. La vendemmia manuale, poi, si svolge a inizio ottobre.

La vinificazione segue un approccio tradizionale, con delicate bagnature del cappello. Una lunga macerazione mantiene, inoltre, il contatto fra mosto e bucce. Successivamente, svolge la fermentazione malolattica in grandi botti, cui segue l’affinamento in legno. Durante la sosta, il vino affina anche grazie un bâtonnage sulle fecce fini. Una grande cura protegge, infine, il vino dall’ossigeno, con imbottigliamento sotto azoto.

L’assaggio

Veste un rubino limpido percorso dai primi riflessi granato. Il naso è elegante e mette in fila frutta rossa più matura, un leggero fumé e violetta appassita, il tutto impreziosito da cioccolato dolce, tabacco, cannella, pepe nero e marron glacé.

Il corpo è ottimo, la freschezza vibrante e i tannini belli, ancora giovanili ma già molto morbidi. Il sorso si allarga ampio, avvolgente e lungo, restando al tempo stesso agile e di ottima beva.

Come nel vino precedente, l’attacco morbido cede il passo a un centro bocca più muscolare, prima di una lunga persistenza. Infine, con il passare delle ore, all’olfazione compaiono piacevoli note di tamarindo.

Barolo DOCG Bussia – 2020

La vigna e la cantina

Il Bussia di Agricola Marrone nasce, oltre che da uve nebbiolo làmpia, anche da uve della varietà michet.

Il vigneto guarda a sud-est e si colloca intorno ai 300 metri. Il suolo, formato da marne argillose ricche di sabbia, risulta omogeneo e poco permeabile. Le viti, allevate a Guyot tradizionale, appartengono a impianti che risalgono al 1960. La raccolta manuale, infine, cade nella prima settimana di ottobre.

In cantina, la macerazione dura trentacinque giorni, a contatto con le bucce a 28 °C. Terminata la fase sulle vinacce, la fermentazione malolattica prosegue in grandi botti da 25 ettolitri. L’affinamento in legno si protrae poi per trenta mesi. Nei primi dieci mesi, inoltre, il vino è soggetto a un ripetuto bâtonnage sulle fecce fini; come sempre, azoto e temperatura controllata proteggono le bottiglie dopo l’imbottigliamento.

L’assaggio

Granato limpido e trasparente nel bicchiere. Il naso ricorda quello del Castellero appena descritto, ma vira su toni più scuri e maturi: ciliegia, ribes nero, more di gelso e violetta appassita, impreziositi da confetto, cannella, tabacco dolce, spezie orientali e caldarroste.

Al sorso, l’attacco è morbido, polposo, ricco e strutturato. Il centro bocca rivela freschezza e una trama tannica mascolina ma molto elegante, prima di una persistenza davvero lunga.

Pichemej – Barolo DOCG – 2020

La vigna e la cantina

Il Pichemej rappresenta la punta di diamante della produzione aziendale. Il nome deriva da “più che meglio”, espressione con cui nonno Pietro indicava la botte migliore. Nasce da nebbiolo in purezza, nelle varietà làmpia e michet. Le uve provengono da Monforte d’Alba, a 230 metri, e da La Morra, a 300 metri, con esposizione sud-ovest. Nel primo sito dominano marne argillose e sabbia, nel secondo argilla bianca e calcare. I vigneti, a Guyot tradizionale, risalgono in media al 1975. La vendemmia, interamente manuale, si concentra a metà ottobre.

In cantina, la fermentazione malolattica si svolge in grandi botti da 30 ettolitri ed è poi seguita da un affinamento in legno di trenta mesi complessivi. Durante i primi dieci mesi, il vino è oggetto di un attento bâtonnage sulle fecce fini. L’imbottigliamento avviene sotto azoto, con successivo riposo di almeno sei mesi in ambiente a temperatura controllata.

L’assaggio

Granato trasparente e cristallino. Il naso è elegante e intenso, con frutta rossa e nera matura, violetta fresca e cioccolato dolce, cui si aggiungono nocciola tostata, castagne, cannella, pepe nero e confetto; a percorrere l’intero quadro olfattivo, una lieve ed elegante nota fumé.

All’assaggio è magnifico: ampio, ricco, strutturato e succoso. Il sorso mette in mostra gran corpo e grande morbidezza, con una freschezza evidente ma perfettamente integrata. I tannini sono fitti, dolci eppure di spiccata personalità, e la persistenza è molto lunga.

La beva è importante ma mai faticosa. Il sorso resta coerente lungo tutto il suo percorso e ci saluta con un finale elegante, con rimandi di china ed erbe alpine leggermente amaricanti.

Contatti

Agricola Marrone

Frazione Annunziata 13

12064, La Morra (CN)

marrone@agricolamarrone.com

degusta@agricolamarrone.com

Sito Aziendale

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