Francesco Poli – Belle – Vigneti Delle Dolomiti Igt – 2022

L’Az. Agr. Francesco Poli

Francesco Poli – un’azienda agrcicol trentina associata FIVI – si trova a Santa Massenza, una minuscola frazione del comune di Vallelaghi, in provincia di Trento, incastonata in una conca naturale tra il Lago di Toblino e il Lago di Santa Massenza, ai piedi delle Dolomiti di Brenta.

Immersa nelle vigne che circondano il borgo di Santa Massenza, l’azienda incarna la passione di una famiglia per il vino e la distillazione.” La citazione, presente nelle pagine della Guida Slow Wine 2026, descrive questa bella realtà trentina a conduzione familiare, arrivata alla terza generazione, con circa 7,5 ettari vitati complessivi, distribuiti su terrazzamenti e appezzamenti dal suolo prevalentemente calcareo-dolomitico, baciati da un microclima mite influenzato dai laghi.

La filosofia dell’Az. Agr. Francesco Poli

La filosofia produttiva di Alessandro Poli – figlio del fondatore Francesco e oggi affiancato dai tre figli – è orientata verso un’agricoltura rispettosa, con lavorazioni manuali in vigna, rese per ettaro contenute e vinificazioni non invasive. Forte è il legame con il territorio di Santa Massenza, storicamente celebre per la produzione di grappa; l’Az. Agr. Francesco Poli è, infatti, molto conosciuta anche nell’ambito della distillazione.

Alessandro Poli, titolare dell'Az. Agr. Francesco Poli
Alessandro Poli - Foto da: https://www.distilleriafrancesco.it

La vigna

Dal 1997 i vini dell’Az. Agr. Francesco Poli sono certificati biologici e, dal 2006, sono in uso anche preparati biodinamici con semine di sovescio; la scelta di adottare un programma di sostenibilità ambientale (compreso l’uso di pannelli fotovoltaici) ha consentito una eliminazione totale degli erbicidi e dei fertilizzanti chimici, preferendo un arricchimento dei suoli con sostanza organica e coperture vegetali a base soprattutto di leguminose e graminacee.

Valorizzati i vitigni autoctoni, dalla schiava gentile e nosiola, al rebo e pevarella, senza, però, trascurare gli internazionali quali lo chardonnay e i PIWI come il bronner e solaris; da qualche anno, in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, è stata introdotta anche la varietà valnosia, un incrocio tra la nosiola e una vite resistente.

La nosiola e il Belle

La nosiola, conosciuta più abitualmente per il tipico Trentino DOC Vino Santo dove si esprime al massimo, è vendemmiata a fine settembre, raccolta nelle prime ore del mattino e coltivata quasi esclusivamente nella Valle dei Laghi, nella Valle di Cembra e in parte nella Vallagarina. Il suo nome ha origine dal sentore di nocciola (nosèla in dialetto) che caratterizza i suoi vini; viene allevata con il sistema a pergola trentina semplice e spezzata.

Per il vino in degustazione i grappoli di nosiola arrivano dalla località Sottovi sul versante nord ovest del lago di Santa Massenza, a un’altitudine che va dai 250 ai 310 metri con esposizione compresa fra sud e sud-est, su terreni marnosi-calcarei ricchi di scheletro.

Alcune vigne dell'Az. Agr. Francesco Poli
Foto da: https://www.distilleriafrancesco.it

La cantina

Le uve per il “Belle” vengono pressate in modo soffice e, in seguito, avviene la fermentazione del mosto in acciaio inox con sosta sui lieviti fini. Il vino viene imbottigliato a primavera con luna crescente e, dopo aggiunta di mosto di Vino Santo, rifermenta grazie ai lieviti spontanei; tecnicamente potrebbe somigliare a un metodo ancestrale o “metodo familiare” – come lo definisce Alessandro – sebbene con una particolarità che lo distingue dall’ancestrale classico: nel metodo ancestrale, infatti, si imbottiglia in un unico passaggio il vino base con i propri zuccheri residui. Naturalmente non avviene sboccatura, per cui il vino si presenta decisamente velato.

La degustazione

L’annata 2022 è stata segnata da un’estate calda e asciutta, mitigata in zona dalla presenza dei laghi e da buone escursioni termiche, che hanno regalato uve sane, mature e di buona concentrazione aromatica. Alla vista, è tipicamente giallo paglierino velato con perlage fine; come specificato dall’azienda, per la presenza di deposito sul fondo, si può scegliere di decantarlo in una caraffa oppure gustarlo nella maniera più rustica, agitandolo leggermente. I profumi rimandano subito ai prodotti di panetteria, a una focaccia appena sfornata, uniti a una caratteristica nota di nocciola e ancora pera, mela, fiori di campo, erbe di montagna e una lieve impronta gessosa; sorso asciutto, fresco, sapido, con piacevole cremosità per il pétillant e un finale gradevolmente ammandorlato.

Degustazione del giorno 11 giugno 2026; bottiglia appartenente al lotto 31146

Contatti

Az. Agr. Francesco Poli

Via del Lago, 13

38069, Località S. Massenza, Vallelaghi (TN)

info@distilleriafrancesco.it

Sito aziendale

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