Best Wine Stars ’26: un successo internazionale

Riassunto

Best Wine Stars ’26 ha confermato, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, la propria vocazione internazionale. Dal 16 al 18 maggio, la settima edizione organizzata da Prodes Italia ha riunito oltre 1.200 etichette in degustazione, operatori da più di 50 paesi e un pubblico composto al 47% da professionisti, con buyers, stampa e appassionati. Il Walk Around Tasting, la Mixology Arena e le masterclass in Sala Piranesi hanno animato tre giornate intense, mentre la piattaforma B2B ha registrato oltre 18.900 messaggi. La cerimonia degli Awards ha premiato 35 realtà tra qualità, innovazione e sostenibilità. Nell’articolo il racconto completo della manifestazione e i miei dieci assaggi più significativi.

Summary

Best Wine Stars ’26 reaffirmed its international standing at the Palazzo del Ghiaccio in Milan. From 16 to 18 May, Prodes Italia’s seventh edition brought together over 1,200 wines for tasting, as well as trade professionals from over 50 countries and a professional audience comprising 47% of the total attendees, including buyers, members of the press, and enthusiasts. The Walk Around Tasting, the Mixology Arena and the masterclasses in the Sala Piranesi made for three action-packed days, while the B2B platform recorded over 18,900 messages. The awards ceremony recognised 35 organisations for excellence in quality, innovation, and sustainability. This article provides a comprehensive overview of the event and highlights my ten most memorable tastings.

Best Wine Stars ’26: la settima edizione

La settima edizione di Best Wine Stars si è conclusa con risultati estremamente positivi. La manifestazione, dedicata all’eccellenza di vini, distillati e prodotti gastronomici, ha avuto luogo al Palazzo del Ghiaccio di Milano dal 16 al 18 maggio. Prodes Italia ha curato l’organizzazione dell’evento, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano e dell’ICE, oltre al sostegno della Regione Lombardia. Nel corso delle tre giornate, la fiera ha ospitato aziende, operatori del settore Ho.Re.Ca., giornalisti e appassionati. Questo appuntamento si conferma come un punto di riferimento imprescindibile per il networking e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche.

Best Wine Stars '26

I numeri dell’edizione 2026

Il numero complessivo dei visitatori di Best Wine Stars ’26 è rimasto invariato rispetto alle precedenti edizioni, ma si è osservato un significativo aumento della qualità del pubblico professionale. I professionisti del settore hanno costituito il 47% delle presenze, mentre i compratori hanno raggiunto il 21%. Inoltre, la stampa specializzata ha coperto l’8% del totale, segnalando un interesse mediatico e commerciale in crescita. Gli appassionati hanno rappresentato il 24%. La dimensione internazionale dell’evento si è ampliata ulteriormente grazie alla partecipazione di operatori provenienti da più di 50 paesi, tra cui Stati Uniti, Brasile, Cina e altri mercati strategici.

Il parere di Enzo Carbone, CEO di Prodes Italia

Enzo Carbone, amministratore delegato di Prodes Italia, ha messo in luce la robustezza del format, capace di trasformarsi pur mantenendo al centro la qualità e le occasioni per le imprese. La crescita della componente professionale e l’interesse estero testimoniano l’importanza di integrare affari, cultura del prodotto e comunicazione. Questi traguardi costituiscono una base fondamentale per costruire una piattaforma sempre più vivace. L’obiettivo prioritario continua a essere fornire alle aziende strumenti efficaci per ampliare la visibilità e stimolare lo sviluppo.

Vincenzo Carbone - Ceo Prodes Italia e Adua Villa - scrittrice, narratrice digitale, sommelier e imprenditrice

Il Walk Around Tasting al centro di Best Wine Stars ’26

Il Walk Around Tasting ha costituito il fulcro vitale di Best Wine Stars ’26, proponendo ai partecipanti più di 1200 vini da assaggiare. L’Area Bronze, collocata al primo piano, ha ottenuto notevole apprezzamento, ospitando realtà emergenti e produzioni di nicchia. Questo ambiente ha attirato l’interesse di operatori e giornalisti per l’elevata qualità delle etichette e per la spiccata identità territoriale. Diverse aziende presenti in questa sezione vantano già prestigiosi riconoscimenti sia a livello nazionale sia internazionale.

Best Wine Stars '26: walking around

Gli eventi di Best Wine Stars ’26

Le masterclass, le tasting room e i talk hanno animato, nel corso dei tre giorni di Best Wine Stars ’26, la Sala Piranesi, con oltre 750 prenotazioni registrate. Tra gli appuntamenti più seguiti, si distinguono la degustazione verticale del Fiorduva di Marisa Cuomo e l’incontro dedicato al vino dealcolato dei Colli Ripani. Notevole interesse hanno suscitato anche i percorsi focalizzati sul Custoza DOC e sulle etichette provenienti dalla Murgia. Lunedì 18 maggio, un dibattito organizzato in collaborazione con Italia a Tavola ha approfondito il ruolo del vino nella ristorazione. In tale occasione, hanno partecipato chef stellati e importanti realtà vitivinicole come Marchesi Antinori e il Consorzio Franciacorta.

Il successo della Mixology Arena

La Mixology Arena ha attirato molta attenzione, proponendo un’esperienza coinvolgente nel settore degli spirits. Sei bartender esperti, provenienti da celebri cocktail bar di Milano, hanno animato la zona con spettacoli dal vivo e degustazioni condotte da Fabio Bacchi. In questo spazio, distillati e liquori hanno trovato nuova espressione grazie all’arte della miscelazione moderna. I professionisti presenti a Best Wine Stars ’26 hanno avuto l’opportunità di scoprire un equilibrio ideale tra abilità, inventiva e valorizzazione del prodotto.

Best Wine Stars '26: la Mixology Arena

Best Wine Stars ’26: la piattaforma digitale

La piattaforma digitale ufficiale di Best Wine Stars ’26 ha assunto un ruolo cruciale nella gestione delle connessioni e nell’organizzazione degli incontri mirati. Nel corso dell’evento, il sistema interno ha raccolto più di 18.900 messaggi, favorendo un vivace scambio di contatti B2B. Questo strumento si è dimostrato essenziale per rafforzare i rapporti commerciali e generare nuove occasioni di affari. La sua utilità si è evidenziata nelle fasi precedenti, durante e successive alla manifestazione.

Best Wine Stars ’26 Awards

La cerimonia dei Best Wine Stars Awards ha celebrato le eccellenze in termini di qualità, innovazione e sostenibilità. Una giuria composta da esperti ha conferito 35 riconoscimenti a vini, distillati e iniziative meritevoli. Adua Villa ha inaugurato l’evento evidenziando l’evoluzione del concetto di eccellenza, che oggi abbraccia la capacità di valorizzare il territorio e introdurre novità. Tra i premiati, a Best Wine Stars ’26,  si annoverano Villa Santo Stefano, Tenuta Gualtieri, Casa Vinicola Ettore Sammarco e numerose altre realtà di rilievo.

Best Wine Stars '26 Awards

I numeri di Best Wine Stars ’26 in rete

Nel campo digitale, l’evento ha conquistato una visibilità eccezionale, superando il milione di visualizzazioni sui social network. La strategia comunicativa ha raggiunto più di 112.000 profili, coinvolgendo un pubblico globale composto per l’84% da utenti nuovi. I creatori di contenuti insieme ai partner mediatici hanno potenziato la risonanza della manifestazione tramite interviste, video brevi e narrazioni in diretta. Inoltre, il photowall realizzato da PrintIt3D ha incentivato ulteriormente la creazione di materiale social durante le tre giornate.

Conclusioni

La settima edizione conferma l’intenzione di Best Wine Stars di svilupparsi come una piattaforma internazionale e vivace. L’evento ha evidenziato l’efficacia nel favorire rapporti concreti tra imprese, acquirenti e specialisti del settore. Inoltre, l’incontro è già programmato per la prossima edizione, la quale annuncia nuove iniziative e occasioni per il comparto enogastronomico. Diversi partner e media partner hanno svolto un ruolo fondamentale nel garantire il successo di questa rilevante manifestazione.

Best Wine Stars ’26 nei miei dieci assaggi

Le pagine che seguono raccolgono i dieci assaggi che più mi hanno colpito nel corso della partecipazione a Best Wine Stars ’26. Colgo l’occasione per porgere il mio grazie e i miei complimenti a tutti i produttori presenti per la loro cortesia e il loro lavoro.

Valentina Cubi – Morar Amarone della Valpolicella DOCG Classico – 2015

L’Azienda

L’Azienda Agricola Valentina Cubi si trova a Fumane, nel cuore pulsante della Valpolicella. Le radici della sua storia affondano in una profonda passione per la viticoltura, unita a un profondo rispetto per l’ambiente. In particolare, la filosofia produttiva si basa su un approccio biologico, iniziato con sperimentazioni pionieristiche e poi esteso all’intera tenuta. Per questo motivo, l’azienda utilizza metodi biologici e biodinamici, come il sovescio autunnale multispecifico e l’impiego di microrganismi e micorrize, escludendo completamente fitosanitari sintetici ed erbicidi. In tal modo, mira a preservare la vitalità del terreno e a tutelare la biodiversità locale. Inoltre, le pratiche adottate in vigna promuovono un equilibrio naturale, mentre le procedure adottate in cantina garantiscono la qualità del prodotto finale.

Suoli e vigneti

L’azienda coltiva vigneti situati tra i 290 e i 350 metri di altitudine, esposti principalmente verso sud e sud-est. La vicinanza al Lago di Garda favorisce l’arrivo di brezze fresche che riducono la pressione fungina. I terreni, di antica origine alluvionale, presentano una ricca presenza di scheletro roccioso, calcare, argilla e sabbia. Tale combinazione garantisce un’ottima capacità di mantenere l’umidità, rendendo inutile l’apporto idrico artificiale. Inoltre, le marcate differenze termiche tra il giorno e la notte contribuiscono a una maturazione ideale delle uve, preservandone un’elevata freschezza.

Tecniche di vigna

Per quanto concerne le modalità di coltivazione in vigna, il Morar – Amarone della Valpolicella DOCG Classico si ottiene da uve corvina e rondinella provenienti dai vigneti di proprietà. Il metodo di allevamento scelto è il guyot, con una densità che oscilla tra i 3000 e i 5000 ceppi per ettaro. Si mantiene una resa contenuta, intorno ai 70 quintali per ettaro. La raccolta avviene tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. In questa fase, si selezionano manualmente i grappoli migliori, che vengono poi sistemati in fruttaio per l’appassimento.

Tecniche di cantina

Infine, le procedure in cantina iniziano con la vinificazione a gennaio. L’uva appassita subisce la pigiatura e viene trasferita a fermentare in recipienti tronco-conici. Durante questa fase, la temperatura resta costantemente regolata a 14°C. Inoltre, si eseguono follature quotidiane per massimizzare l’estrazione dei composti nobili. In seguito, il vino passa a un periodo di invecchiamento in grandi botti di legno per alcuni mesi. Successivamente, la produzione prevede una maturazione aggiuntiva in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.

L’assaggio

Granato di buona intensità nel calice. Al naso sfodera un profilo elegante che intreccia confetture di frutta rossa, chinotto, pepe nero e cannella. Al palato conferma la stessa cifra raffinata: corpo morbido, freschezza tesa, tannini ormai risolti che compongono un quadro di equilibrio e piacevolezza. La persistenza è molto lunga. Il sorso ha pieno spessore senza appesantire e attraversa la bocca con sorprendente scioltezza, nonostante la struttura imponente.

www.valentinacubi.it

Le Canà – Cretò Bianco Marche IGT Biologico – 2023

L’Azienda

La cantina Le Canà, collocata nell’incantevole territorio del Piceno, vanta una tradizione centenaria che coinvolge quattro generazioni di viticoltori. La famiglia conduce l’azienda con la volontà di trasmettere la passione per la terra, mantenendo intatta l’autenticità di un luogo immerso nella natura e nel silenzio. Dal 2006, l’intera produzione rispetta scrupolosamente i principi dell’agricoltura biologica. Per i proprietari, infatti, il biologico rappresenta non solo una tecnica produttiva, ma un autentico stile di vita. Tale scelta etica si propone di preservare il terreno in condizioni ideali per le generazioni future, opponendosi all’omologazione e limitando al massimo gli interventi sia nel vigneto sia durante la lavorazione enologica. In vigna, infatti, si adottano pratiche naturali e rispettose, mentre in cantina si privilegiano metodi che valorizzano al massimo l’espressione del territorio.

Suoli e vigneti

La zona di coltivazione si estende nella suggestiva Val Menocchia, un territorio dove si armonizzano perfettamente le brezze marine con i venti provenienti dai monti. I vigneti, orientati verso sud-ovest, si trovano a circa 200 metri di altitudine sul livello del mare. Il terreno, prevalentemente argilloso, dona vigore e struttura alle piante, esprimendo così l’essenza profonda e robusta della regione picena. In questo contesto incontaminato, distante dalle principali vie di comunicazione, si realizza un ambiente ideale per pratiche viticole di elevata qualità. Qui, le tecniche colturali adottate valorizzano al massimo le caratteristiche del terroir. Allo stesso modo, le metodologie di lavorazione in cantina mirano a preservare l’autenticità dei vini prodotti, garantendo prodotti dal carattere unico e distintivo.

Tecniche di vigna

Le pratiche agronomiche adottate per il Cretò Bianco – Marche IGT prevedono l’utilizzo esclusivo di uve trebbiano in purezza. Il sistema di allevamento scelto è il cordone speronato, condotto seguendo un rigoroso protocollo biologico che esclude l’impiego di concimi chimici e pesticidi sintetici. La raccolta si svolge manualmente, utilizzando cassette, durante la prima settimana di ottobre, assicurando una rigorosa selezione dei grappoli. Inoltre, per mantenere intatta l’integrità aromatica, le uve subiscono un processo di refrigerazione della durata di trenta giorni prima di dare inizio alla vinificazione.

Tecniche di cantina

Le pratiche enologiche mirano a valorizzare le caratteristiche distintive del vitigno. Inizialmente, la fermentazione primaria e la macerazione avvengono in serbatoi di acciaio inox, mantenuti a una temperatura costante di 18°C per sei giorni. Successivamente, si effettua la pressatura seguita da una seconda fermentazione più delicata, che si svolge in barrique a 16°C per quattro giorni. L’evoluzione finale del vino avviene durante un affinamento di nove mesi in barrique di legno ungherese. Durante questo periodo, si eseguono bâtonnage settimanali, capaci di conferire al prodotto una maggiore ricchezza e complessità.

L’assaggio

Veste paglierino brillante. Il naso prende una direzione inattesa, fine e originale al tempo stesso, costruita su salvia, pesca bianca e foglia di pomodoro, con un fondo elegante di pietra focaia. Al palato si apre ampio: ottimo corpo, morbidezza piena, freschezza e sapidità che si rincorrono fino a un equilibrio compiuto. La persistenza è lunga. Beva tesa, vibrante, di grande personalità.

www.lecana.it

Cantina Sassarini – Cinque Terre DOC Sciacchetrà – 2020

L’Azienda

La Cantina Sassarini costituisce un tassello essenziale nella storia enologica delle Cinque Terre. Fondata nel 1968 da Natale Sassarini a Monterosso al Mare, l’azienda si è distinta come precorritrice nel territorio, anticipando di cinque anni l’istituzione del disciplinare DOC. Natale intuì l’importanza di esaltare la qualità del vino locale, coinvolgendo numerosi agricoltori e creando una solida tradizione vitivinicola. Attualmente, il figlio Giancarlo porta avanti con orgoglio questo patrimonio, conducendo una cantina completamente rinnovata e dotata di apparecchiature all’avanguardia. Il fine principale resta quello di conservare e trasmettere la tradizione, supportando la viticoltura eroica tipica della zona.

Suoli e vigneti

Il territorio delle Cinque Terre DOC si presenta tanto affascinante quanto impegnativo. I vigneti si aggrappano a ripide pendici, esposti al vento salmastro e illuminati dal sole estivo. I rinomati muretti a secco, autentiche opere scultoree secolari, sorreggono le terrazze che si estendono dalle colline fino a sfiorare il mare. Il terreno, secco e roccioso, dimostra una sorprendente fertilità quando viene trattato con cura e attenzione. Questo scenario unico, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, necessita di un impegno costante e laborioso, dove l’umidità marina e la fatica si intrecciano in una continua sfida contro un ambiente ostile.

Tecniche di vigna

Le pratiche di coltivazione in vigna rappresentano l’essenza della viticoltura eroica. Lo Sciacchetrà deriva da un sapiente blend di bosco, albarola e vermentino. La coltivazione si svolge su terrazzamenti sorretti da muretti a secco, senza alcuna possibilità di utilizzare macchinari. Pertanto, ogni intervento agronomico comporta un enorme impegno manuale. Per ottenere questo passito, si effettua una vendemmia anticipata dei grappoli migliori. In seguito, le uve vengono sospese a fili nelle fresche cantine in pietra oppure adagiate con cura su graticci. Qui, si asciugano lentamente fino al primo ottobre, consentendo lo sviluppo delle caratteristiche organolettiche tipiche del vino.

Tecniche di cantina

Le pratiche enologiche per lo Sciacchetrà richiedono grande pazienza e attenzione. Dopo l’appassimento, si procede con una delicata selezione manuale, raccogliendo acino per acino e eliminando con cura i frutti non perfettamente integri. Successivamente, si effettua la pigiatura e il mosto fermenta in recipienti di acciaio o legno. La fermentazione avviene a contatto con le bucce per almeno tre settimane, utilizzando lieviti autoctoni e senza regolare la temperatura. Durante tale periodo, frequenti rimontaggi migliorano l’estrazione. Infine, il vino si affina per diciotto mesi, di cui dodici rimane in contatto con le fecce nobili.

L’assaggio

Ambra lucente nel bicchiere. Naso elegante e stratificato, dove convivono albicocca disidratata, uvetta passita e zafferano, su un fondo intrigante di note salmastre ed erbe alpine. Al palato è molto morbido, di ottimo corpo, fresco, sapido e dolce con misura. Una sottile trama tannica tiene insieme l’architettura e garantisce equilibrio, regalando una beva piacevole e mai stucchevole.

www.cantinasassarini.com

L'ingresso a Best Wine Stars '26

Barbera Sei Castelli – Il Risveglio del Ceppo Barbera d’Asti DOCG – 2022

L’Azienda

La Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, istituita nel 1960, rappresenta una storica cooperativa collocata tra Castelnuovo Calcea e Agliano Terme. Sorta dall’aggregazione di varie cantine locali, vanta oggi 260 soci viticoltori. L’impresa si caratterizza per il forte legame con la barbera, vitigno simbolo della regione. Il progetto “Il Risveglio del Ceppo” costituisce il punto di forza della cantina. Questa iniziativa, sostenuta con determinazione dall’enologo Enzo Gerbi, si propone di recuperare e proteggere viti secolari di barbera, dando vita a un patrimonio di biodiversità di grande valore. Inoltre, la struttura ospita il museo “L’Anima del Vino”, che integra arte, cultura e tradizione enologica. La gestione del vigneto si avvale di pratiche agronomiche attente e aggiornate. Parallelamente, le operazioni di vinificazione seguono metodi innovativi e rispettosi della materia prima.

Suoli e vigneti

L’area di competenza della cantina si estende su 800 ettari di vigneti, coprendo sei comuni dell’Astigiano, tra cui Moasca, San Marzano Oliveto, Calosso e Costigliole d’Asti. Questa regione, posta nel cuore del sito Unesco dedicato ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, è ampiamente riconosciuta come una delle terre d’elezione della barbera. Le dolci colline, dotate di suoli ideali per la coltivazione della vite, creano un habitat perfetto per la crescita di viti resistenti. Il clima locale e la composizione del terreno svolgono un ruolo fondamentale nel definire l’identità e la struttura distintiva dei vini prodotti in questa area.

Tecniche di vigna

Le modalità di coltivazione adottate per la Barbera d’Asti DOCG “Il Risveglio del Ceppo” si fondano su una scrupolosa selezione e tutela delle piante. Questo vino nasce esclusivamente da uve barbera in purezza. Inoltre, la sua particolarità consiste nell’impiego di viti “figlie”, originate da antichi ceppi centenari che hanno resistito al passare del tempo e agli attacchi delle malattie. Tale prezioso recupero agronomico, realizzato in collaborazione con l’Università di Torino, assicura la salvaguardia di un patrimonio genetico irripetibile. Le pratiche viticole puntano a valorizzare l’originalità di questo vitigno straordinario, rispettandone la naturale inclinazione verso l’eccellenza qualitativa.

Tecniche di cantina

Le procedure di cantina vengono curate con estrema attenzione per esaltare la qualità della materia prima. Dopo una diraspa-pigiatura accurata, inizia la fermentazione e la macerazione a temperatura regolata, mantenuta tra i 28 e i 30°C, per circa quindici giorni. In seguito, il vino completa la fermentazione malolattica e riposa sulle fecce per diversi mesi. L’invecchiamento si caratterizza per un approccio dinamico: ogni anno l’enologo sceglie la miscela ottimale tra cemento, acciaio e legno. Per la maturazione in legno, si utilizza una particolare botte dalla forma di acino d’uva. Infine, il vino prosegue con un affinamento in bottiglia della durata di dieci mesi.

L’assaggio

Rubino cristallino di profondità impenetrabile. Il naso sprigiona profumi intensi e fruttati: duroni di Vignola maturi, more di rovo e mirtillo nero, accompagnati da sfumature di china, violetta e una leggera vaniglia. In bocca si presenta ricco e strutturato, con morbidezza piena, freschezza ben calibrata e tannini eleganti nella tessitura. La persistenza è decisamente lunga. Sorso ricco e polposo che, sorprendentemente, non affatica la beva.

www.barberaseicastelli.it

Tenuta Fanton – Orediciotto Montepulciano d’Abruzzo DOC – 2025

L’Azienda

Tenuta Fanton si trova sulle incantevoli colline di Città Sant’Angelo, in Abruzzo. Il progetto nasce da una scelta di vita profonda del fondatore, originario di Padova, che ha scoperto in questa regione un legame autentico con la natura. La proprietà si estende su diciotto ettari comprendenti vigneti, uliveti e frutteti. La filosofia aziendale si basa sull’armonia tra il rispetto delle antiche pratiche agricole e una visione innovativa e moderna. L’intento principale consiste nel narrare il territorio attraverso il vino, adottando un metodo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. A testimonianza di ciò, si privilegia l’impiego di materiali riciclabili per il confezionamento.

Suoli e vigneti

Il territorio abruzzese che accoglie la tenuta presenta un paesaggio di singolare armonia. I vigneti si affacciano delicatamente sul Mare Adriatico, beneficiando al contempo della protezione offerta dal massiccio del Gran Sasso e dalle montagne della Majella. Tale collocazione privilegiata assicura un microclima perfetto, contraddistinto da un’ottima ventilazione e da marcate escursioni termiche. Il suolo, autentico e luminoso, si riflette pienamente nella qualità dei grappoli. In questo ambiente incontaminato, la natura impone i ritmi lenti dell’agricoltura, consentendo alla vite di manifestare appieno le sue potenzialità.

Tecniche di vigna

Le modalità di coltivazione adottate per l’Orediciotto Montepulciano d’Abruzzo DOC puntano a ottenere uve di qualità superiore. Questo vino nasce esclusivamente da uve montepulciano, provenienti da vigneti impiantati nel 2001. Per l’allevamento delle viti si è scelto il sistema Geneva Double Curtain (GDC), che assicura un’ottima esposizione della chioma e una maturazione ideale dei grappoli. Le operazioni agronomiche rispettano i ritmi naturali della pianta, culminando con la raccolta. Quest’ultima avviene rigorosamente a mano nella seconda decade di settembre, permettendo una selezione scrupolosa dei grappoli direttamente in campo.

Tecniche di cantina

Le modalità di lavorazione in cantina mirano a mantenere intatta la freschezza e la vivacità del frutto. Il procedimento comincia con una pigia-diraspatura delicata delle uve. In seguito, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, utilizzando lieviti selezionati con cura. La macerazione sulle bucce dura tra i venti e i venticinque giorni, garantendo un’estrazione ideale. Dopo questa fase, si effettua una pressatura soffice. Il vino termina il suo percorso con un affinamento esclusivamente in acciaio inox, prima di essere imbottigliato con tappi agglomerati ecocompatibili.

L’assaggio

Porpora intenso nel calice. Il naso si dichiara subito fruttato, con marasca, susina e more di gelso in primo piano, raggiunte da fiori di giaggiolo e un lieve sottobosco. In bocca è agile e snello, con tannini giovani e nervosi e una piacevole freschezza a fare da spina dorsale. L’insieme regala scioltezza e piacevolezza di beva. La persistenza è più che adeguata.

www.tenutafanton.com

Wine lover a Best Wine Stars '26

Farnulla Wines – L’Amaca – Maremma Toscana DOC Vermentino – 2025

L’Azienda

Il progetto Farnulla Wines incarna la realizzazione di un’impresa agricola profondamente radicata nella natura. L’azienda basa la propria filosofia su principi di ecosostenibilità, puntando con determinazione a eliminare completamente l’impatto ambientale. Situata a Magliano, in Toscana, si concentra nella produzione di vini e oli pregiati, riducendo al minimo l’impiego di sostanze chimiche di sintesi. Inoltre, tutte le operazioni agricole e di vinificazione si avvalgono di fonti energetiche rinnovabili. Questo metodo integrato testimonia come la Maremma Toscana sappia proiettarsi verso il futuro, combinando l’abilità dei coltivatori con un profondo rispetto per l’ecosistema locale.

Suoli e vigneti

L’Azienda si estende nella Maremma grossetana, tra Magliano in Toscana e Capalbio. L’Amaca proviene da una vigna posta a pochi metri dal mare, in località Borgo Carige, comune di Capalbio. Questa collocazione costiera assicura un’ottima insolazione, mentre le brezze marine costanti attenuano le temperature estive. Inoltre, il clima mediterraneo con estati calde e asciutte agevola la maturazione ideale delle uve bianche. Infine, l’esposizione a sud del vigneto valorizza l’irraggiamento solare, potenziando gli aromi del vermentino.

Tecniche di vigna

Le pratiche agricole adottate per L’Amaca – Maremma Toscana DOC Vermentino puntano alla massima naturalità. Questo vino nasce esclusivamente da uve vermentino in purezza, raccolte da un vigneto di un ettaro impiantato nel 2015. Il sistema di allevamento combina il cordone speronato con il guyot, disponendo le piante a una distanza di 80 centimetri sulla fila e 3 metri tra le file. Inoltre, la gestione agronomica evita l’impiego di prodotti chimici di sintesi, privilegiando metodi sostenibili. La raccolta avviene rigorosamente a mano il primo settembre, selezionando i grappoli nel momento ideale di maturazione.

Tecniche di cantina

Le pratiche di vinificazione si basano su un approccio attento e rispettoso della materia prima. La lavorazione si svolge presso la Cantina La Murciaia di Manciano. Dopo aver effettuato la diraspatura e una pigiatura delicata, il mosto passa alla fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox con temperatura controllata. Tale metodo consente di mantenere intatta la freschezza aromatica e la vivacità tipica del vermentino. Inoltre, la produzione complessiva si attesta a sole 4000 bottiglie, a conferma della forte connotazione artigianale dell’azienda. Successivamente, l’imbottigliamento si realizza nel mese di marzo successivo alla vendemmia, assicurando un vino giovane e di pronta beva.

L’assaggio

Paglierino chiaro nel bicchiere. Naso piacevole e di chiara matrice varietale, costruito su pesca bianca, mandorla dolce e sfumature di banana, completato da gelsomino ed erbe provenzali. Al palato è gradevole, di corpo morbido, fresco e sapido. Beva agile e snella, di buona persistenza.

www.farnullawines.it

Villa Sorbo – Sipario – Roccamonfina Rosso IGP – 2022

L’Azienda

Villa Sorbo nasce nel 2013 dalla passione per l’agricoltura di Salvatore, affiancato dalla sorella Claudia. L’azienda riprende un’antica tradizione famigliare, combinando l’esperienza pratica con le conoscenze acquisite negli studi universitari in agraria. La tenuta si sviluppa su venti ettari di vigneti e oliveti, includendo anche un’attività apistica. La filosofia produttiva privilegia la coltivazione biologica certificata, puntando a una gestione sostenibile che salvaguardi la biodiversità e le risorse naturali. Inoltre, la cantina moderna, completata nel 2015, è stata concepita per ridurre al minimo l’impatto ambientale e dispone di un impianto fotovoltaico che garantisce l’autonomia energetica.

Nella cura della vigna si adottano metodi agronomici rispettosi dell’equilibrio naturale, volti a preservare la salute delle piante e del suolo. Infine, durante la lavorazione in cantina, si privilegiano pratiche enologiche attente alla qualità e alla sostenibilità, evitando l’uso di additivi chimici e favorendo fermentazioni spontanee quando possibile.

Suoli e vigneti

Il territorio si estende a Galluccio, nell’alto casertano, ai piedi del vulcano spento di Roccamonfina, all’interno del Parco Regionale. L’azienda si trova immersa in boschi antichi di lecci e querce. Il vigneto, collocato su una collina a 300 metri di altitudine, affonda le sue radici in un terreno di origine vulcanica. Le eruzioni che si sono susseguite nel tempo hanno creato un suolo molto fertile, ben drenato, ricco di minerali e di materiale piroclastico grossolano. Inoltre, presenta un discreto contenuto di humus e una reazione del terreno spesso sub-acida. La combinazione tra il suolo vulcanico e il clima collinare conferisce ai vini peculiarità distintive e facilmente riconoscibili. Questo connubio rappresenta un elemento fondamentale per l’identità organolettica delle produzioni. Di conseguenza, il carattere del vino riflette appieno l’ambiente circostante.

Tecniche di vigna

Le pratiche colturali adottate per il Sipario Roccamonfina Rosso IGP puntano a garantire la massima attenzione alle piante. Questo vino nasce esclusivamente da uve aglianico in purezza, provenienti da vigneti impiantati nel 2006 con una densità di 4500 ceppi per ettaro. L’allevamento delle viti segue il metodo guyot, applicato secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. La produzione si mantiene intorno agli 80 quintali per ettaro. La raccolta si svolge nella prima decade di ottobre, effettuata interamente a mano in cassette. Inoltre, si realizza una selezione scrupolosa delle uve sia direttamente nel vigneto sia durante la fase di vinificazione. In cantina, le procedure enologiche vengono condotte con estrema precisione per valorizzare le caratteristiche del vitigno. Questo approccio consente di esprimere al meglio il potenziale del territorio e della varietà aglianico.

Tecniche di cantina

Le pratiche enologiche uniscono con maestria tradizione e modernità. L’uva raccolta viene subito trattata, mediante diraspatura e pigiatura delicata. In seguito, il mosto passa ai fermentini in acciaio inox, dove prende avvio la fermentazione alcolica con macerazione sulle bucce. Questo procedimento si protrae per quindici giorni a temperatura controllata, che non supera i 24°C, con almeno due rimontaggi ogni giorno. Dopo la fermentazione alcolica, si svolge la fermentazione malolattica. Per concludere, l’affinamento continua in acciaio e in bottiglia per un periodo minimo di sei mesi complessivi.

L’assaggio

Rubino quasi trasparente nel bicchiere. La tavolozza olfattiva si rivela molto piacevole, con marasca, violetta, iris, arancia rossa e pepe nero a fare da filo conduttore. Al palato è morbido e di buon corpo, sostenuto da una freschezza presente ma ben vestita. A centro bocca affiorano i tannini, giovani e nervosi ma mai aggressivi. La persistenza è lunga.

www.villasorbo.it

Vosca Vini – Collio DOC Merlot – 2020

L’Azienda

L’Azienda Vosca si trova a Brazzano, una piccola frazione nel Comune di Cormòns, celebre per l’eccellenza dei suoi prodotti vinicoli. La tenuta occupa circa dieci ettari, quasi interamente destinati alla viticoltura. Inoltre, l’azienda fa parte con orgoglio della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e si distingue per il profondo legame con le tradizioni locali. Molti lavori nel vigneto vengono ancora eseguiti seguendo metodi antichi, basandosi sui saperi tramandati dalle generazioni precedenti. L’intento principale consiste nel realizzare vini che riflettano in modo autentico la qualità e le peculiarità organolettiche delle varietà coltivate. Parallelamente, anche le pratiche di lavorazione in cantina si ispirano a tecniche consolidate nel tempo, per preservare intatta l’identità del prodotto finale.

Suoli e vigneti

Il territorio si sviluppa nella parte orientale del Friuli Venezia Giulia, collocandosi in un’area di passaggio tra le colline del Collio e le pianure dell’Isonzo. I vigneti dell’azienda si distribuiscono sia sulle alture sia nelle zone pianeggianti, rendendo spesso complessa la meccanizzazione delle operazioni agricole. La sezione collinare, in particolare, presenta suoli di marna, ideali per ottenere vini di alta qualità. Questo ambiente diversificato, protetto a nord dalle Alpi e rinfrescato a sud dalle brezze marine dell’Adriatico, crea un microclima ottimale per la perfetta maturazione delle uve.

Tecniche di vigna

Le tecniche di vigna per questo Collio DOC Merlot prevedono l’uso esclusivo di questa varietà in purezza. L’azienda adotta il sistema di allevamento tipico locale, chiamato “cappuccina” o doppio capovolto. Tale approccio agronomico mira a contenere le rese per garantire un vino di alta qualità. Inoltre, la conformazione del terreno impone lavorazioni prevalentemente manuali, che consentono un controllo accurato dello stato vegetativo. In seguito, la vendemmia avviene a mano, solitamente tra fine settembre e inizio ottobre, selezionando con cura i grappoli migliori per assicurare un raccolto eccellente.

Tecniche di cantina

Le pratiche in cantina mirano a salvaguardare la purezza del frutto e ad aggiungere complessità al prodotto. Appena raccolte, le uve vengono diraspate e avviate alla fermentazione. La permanenza sulle bucce dura circa quindici giorni, dopodiché si procede con la spremitura. In seguito, il vino viene versato in tonneau, dove continua la fermentazione e l’affinamento per dieci mesi. Questo metodo di maturazione in piccoli contenitori di legno arricchisce la struttura del vino, preservando però la freschezza tipica della varietà. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa ulteriormente prima di essere commercializzato.

L’assaggio

Rubino intenso nel calice. Dal vetro salgono sensazioni intense ed eleganti di frutta rossa matura, peperone giallo con sfumatura fumé, fiori di lillà e una gradevole speziatura di pepe nero, cannella e una leggera vaniglia. Al palato è molto morbido, dal corpo fresco e correttamente tannico. Sorso piacevole, avvolgente ma mai accomodante. La persistenza è lunga.

www.voscavini.it

Cantina Béghel – Schiava Rosato Vigneti delle Dolomiti IGT – 2024

L’Azienda

La Cantina Béghel incarna un perfetto equilibrio tra tradizione familiare e innovazione. Il nome dell’azienda celebra i “Beghei”, coraggiosi accompagnatori che un tempo guidavano i viandanti lungo i sentieri montani. Questa eredità di determinazione e passione per il territorio motiva profondamente l’impegno della famiglia Gottardi. La cantina si distingue per la coltivazione eroica dei vigneti e l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come l’impiego di stazioni meteorologiche e sistemi di sanificazione tramite ozono. L’intento principale consiste nel valorizzare l’artigianalità tradizionale attraverso procedure moderne e sostenibili.

Suoli e vigneti

Il paesaggio della Valle di Cembra si distingue per la sua straordinaria bellezza montana, contraddistinto da ripidi pendii sorretti da muretti a secco. Situata tra le alture del Trentino e le imponenti Dolomiti, la valle beneficia di un microclima particolare e terreni ricchi di mineralità. In modo specifico, il vigneto “Costa” di Sevignano si posiziona a 660 metri di altitudine, una quota che assicura significative variazioni termiche. Questo scenario incantevole, in cui i vigneti si inerpicano faticosamente sulle terrazze, necessita di un impegno agricolo preciso e impegnativo. Sebbene la natura si mostri rigida, essa stimola la realizzazione di vini capaci di rivelare l’autentica essenza della montagna.

Tecniche di vigna

Le pratiche agricole applicate a questa Schiava Rosato Vigneti delle Dolomiti IGT incarnano appieno la viticoltura eroica. Questo vino nasce esclusivamente da uve schiava, coltivate in purezza nel vigneto di Sevignano “Costa”. Per l’allevamento delle piante si utilizza la pergola trentina, metodo tradizionale della regione. Inoltre, grazie alla stazione meteorologica aziendale, si monitora in tempo reale il clima, consentendo interventi rapidi e limitando l’impiego di trattamenti. Tale gestione attenta evita lo stress idrico e le malattie, sostenendo una viticoltura di elevata sostenibilità. La raccolta dell’uva avviene rigorosamente a mano, sempre a fine settembre. Dunque, ogni fase in vigna contribuisce a preservare l’integrità delle uve e la qualità finale del vino.

Tecniche di cantina

Le pratiche enologiche puntano a valorizzare la freschezza e l’identità del vitigno. Dopo la diraspatura, le uve subiscono una macerazione sulle vinacce per 72 ore, un periodo ottimale per estrarre il tenue colore rosato. In seguito, si effettua la separazione dal raspo e si prosegue con la fermentazione esclusivamente in serbatoi di acciaio inox. Inoltre, l’ambiente di lavorazione si mantiene puro e sotto controllo grazie a un moderno sistema di sanificazione a ozono. Per concludere, il vino riposa in bottiglia per sei mesi, consentendo così di sviluppare la sua piena armonia prima della distribuzione al pubblico.

L’assaggio

Rubino brillante e trasparente nel calice. Già lo sguardo anticipa l’assaggio. Il naso si presenta elegante e piacevole, con fragoline di bosco, ribes rosso, confetto e un leggero sottobosco. La bocca è molto gradevole, di corpo, fresca e sapida, con tannini appena accennati ma di bella fattura. La persistenza è lunga. Beva agile, snella, leggera ma di piena soddisfazione.

www.cantinabeghel.it

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Cantina Delaiti – Borgognoni Rosso Vigneti delle Dolomiti IGT – 2020

L’Azienda

La Cantina Delaiti, ubicata ad Aldeno in Trentino, possiede una lunga tradizione vitivinicola che risale alla prima metà del Novecento. L’azienda prende vita dall’incontro tra Giuseppina Borgognoni e Gino Delaiti. Negli anni Ottanta, il figlio Guido ha riportato in coltivazione i terreni di famiglia. Attualmente, la gestione spetta a Igor Delaiti, che unisce il ruolo di musicista a quello di viticoltore. La realtà si distingue per il grande rispetto verso la biodiversità e per un approccio all’avanguardia. Inoltre, mette insieme la passione per il vino e quella per la musica. La filosofia produttiva si basa su microvinificazioni capaci di valorizzare le peculiarità di ogni singolo vigneto, sfruttando metodi di coltivazione attentamente selezionati e procedure enologiche mirate a preservare l’identità territoriale.

Suoli e vigneti

Il territorio di Aldeno, un tempo definito da Gino Veronelli come “la Champagne d’Italia”, rappresenta un ambiente ideale per la coltivazione di uve pregiate. Le campagne si estendono dal centro storico fino alle sponde del fiume Adige, godendo di un microclima particolarmente favorevole. I terreni, formati da depositi alluvionali e ricchi di calcare, donano ai vini una marcata mineralità. Questo contesto prealpino, caratterizzato da significative variazioni termiche, consente una maturazione accurata delle uve, mantenendone intatte acidità e aromi. La cantina si impegna costantemente a valorizzare queste diverse peculiarità territoriali attraverso una gestione agronomica rigorosa e mirata. Le pratiche viticole adottate si concentrano sul rispetto delle caratteristiche del terreno e sulla salute delle piante, mentre i processi enologici in cantina si basano su metodologie precise volte a esaltare le qualità organolettiche del prodotto finale.

Tecniche di vigna

Le pratiche viticole impiegate per il Borgognoni Rosso si fondano su una rigorosa selezione delle varietà. Questo vino deriva da un attento assemblaggio di teroldego e lagrein, coltivati nella località Pradazzi, situata sul conoide di Aldeno a 220 metri di altitudine. Inoltre, il sistema di allevamento scelto è la pergola trentina, che prevede una densità di 5000 ceppi per ettaro. I vigneti, con un’età media di circa trent’anni, crescono su un terreno calcareo che dona mineralità alle uve. Di conseguenza, la resa si aggira intorno ai 60 ettolitri per ettaro, assicurando una concentrazione elevata. La raccolta avviene esclusivamente a mano, eseguendo una selezione accurata dei grappoli migliori per garantire la qualità del prodotto finale.

Tecniche di cantina

Le modalità di lavorazione in cantina mirano a ottenere un vino ricco di personalità e complessità. Dopo la diraspatura e la pigiatura, le uve vengono sottoposte a fermentazione e a contatto prolungato con le bucce. In seguito, il vino affronta la fermentazione malolattica. La fase di maturazione rappresenta un momento fondamentale: il vino riposa per dodici mesi in tonneau di rovere francese e americano di secondo passaggio. Questa scelta offre al prodotto profondità e struttura, senza compromettere l’espressione tipica del vitigno. Successivamente, il vino supera un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia prima di essere immesso sul mercato.

L’assaggio

Rubino impenetrabile nel calice. Il naso offre confettura di frutta rossa, spezie dolci, potpourri di fiori rossi e prugne essiccate, su una marcata nota vanigliata che tradisce l’estrema gioventù del vino. In bocca è molto succoso, ricco, caldo e vellutato. Il sorso, correttamente tannico e piacevolmente fresco, accompagna una persistenza lunga e una beva importante, mai faticosa e di piena soddisfazione.

www.cantinadelaiti.it

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