Colombera & Garella: tradizione e innovazione nel nord Piemonte
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Augusto Gentilli
- Ven 05 Set 2025
- 15 minute read
La storia aziendale: dalle origini ai giorni nostri
Gli inizi: un rudere e una scommessa
La storia di Colombera & Garella affonda le radici nel 1992, quando Carlo Colombera e sua moglie decidono di acquistare Cascina Cottignano, una cascina ridotta a rudere nel territorio di Masserano (BI). Insieme alla proprietà arrivano anche alcuni vigneti che circondano l’abitazione, ponendo immediatamente la famiglia di fronte a una scelta cruciale: continuare a gestire questi appezzamenti vitati o destinarli ad altri usi agricoli.
Era un momento particolarmente buio per la viticoltura del Nord Piemonte. L’interesse per l’enologia nella zona era praticamente inesistente e il territorio scontava un periodo di profonda crisi iniziato alla fine degli anni ’80. La situazione era drammatica: da 40.000 ettari vitati dell’inizio del Novecento, la superficie si era drasticamente ridotta. Il colpo di grazia era arrivato con la grandinata del 1905, ma il vero problema era stato lo sviluppo industriale del tessile, che aveva attirato manodopera dalle campagne, creando un massiccio esodo rurale.
Il percorso formativo di Carlo Colombera
Carlo Colombera non proveniva da una famiglia di viticoltori. Dal 1996 aveva lavorato in ambito agricolo, inizialmente nel settore risicolo come fattore presso un’azienda di Buronzo. Il 1996 segna una svolta: complice la presenza dei vigneti nella proprietà, inizia a lavorare per l’azienda Antoniolo a Gattinara, dove rimane fino al 2005. Questo periodo rappresenta la sua vera scuola di formazione enologica.
Nel frattempo, dal 1996 al 2005, Carlo sviluppa la propria azienda agricola, inizialmente orientata prevalentemente alla vendita dell’uva e del vino sfuso, sia a privati che ad altre aziende del territorio. La filosofia era quella del viticoltore puro: produrre uva di qualità da vendere ad altri.
L’ingresso della nuova generazione
Dal 2005 al 2010 l’azienda Colombera Carlo continua questo equilibrio tra vendita di vino sfuso e produzione di alcune bottiglie. Ma il 2010 rappresenta una vera rivoluzione: entrano in Azienda Giacomo Colombera, figlio di Carlo, e Cristiano Garella, all’epoca amministratore di Tenute Sella.
Giacomo aveva iniziato a studiare Viticoltura ed Enologia ad Alba e, parlando con il padre, propone di vinificare una parte delle uve per produrre un vino diverso, più ambizioso. Nasce così il progetto Colombera & Garella, anche se i primi vini vengono presentati solo nel 2013, dopo tre anni di sperimentazione e affinamento.
Nel 2019 si completa il quadro familiare con l’ingresso di Guglielmo Colombera, fratello minore di Giacomo.
Il successo e la svolta del 2013
I primi vini presentati nel 2013 ottengono un successo inaspettato. La critica è entusiasta e il mercato risponde positivamente. Questa conferma convince la famiglia a fare il grande salto: dall’annata 2013 tutta l’azienda diventa Colombera & Garella, e tutte le uve prodotte vengono vinificate in proprio, abbandonando definitivamente la vendita dell’uva.
Il territorio e i vigneti
L’estensione aziendale
L’azienda oggi conta 7 ettari di vigneto distribuiti su tre comuni confinanti della provincia di Biella: Lessona, che gode della propria denominazione DOC, e Masserano e Brusnengo, che rientrano nella DOC Bramaterra.
La distribuzione è la seguente: quasi tre ettari a Lessona suddivisi in tre appezzamenti, quattro ettari a Masserano divisi in due appezzamenti – di cui uno attaccato alla cascina e uno in centro paese – e un ettaro a Brusnengo in un unico vigneto.
Le caratteristiche pedologiche
Lessona: le sabbie marine
Il territorio di Lessona presenta una caratteristica unica: sabbie di origine marina che conferiscono ai vini una particolare eleganza e trasparenza. Il suolo è sabbioso fino a tre metri di profondità, con una distintiva colorazione gialla molto intensa. Questa peculiarità pedologica influenza significativamente lo stile dei vini, conferendo loro colori più chiari e una struttura più delicata.
Bramaterra: la complessità geologica
Il territorio del Bramaterra DOC è molto più articolato dal punto di vista pedologico e geologico. Comprende sette comuni e, chiaramente, tra Masserano – il più vicino a Lessona – e Lozzolo – il più vicino a Gattinara – ci sono differenze sostanziali. Masserano presenta ancora sabbie ma iniziano a comparire porfidi e una maggiore presenza di ferro nel suolo, che si traduce in terreni con riflessi più aranciati rispetto al giallo puro di Lessona.
Brusnengo presenta caratteristiche ancora diverse, con suoli più simili a quelli di Gattinara: più argillosi, con componenti porfiriche che conferiscono ai vini una struttura più ricca e note più terrose e minerali.
Tra le parcelle di vigneto più rappresentative è giusto ricordare Cascina Cottignano a Masserano, con la presenza di nebbiolo, vespolina e croatina, e Cavazucchi a Brusnengo, dove la croatina occupa una percentuale più significativa.
I vitigni aziendali
L’Azienda si concentra esclusivamente sulla produzione di vini rossi, coltivando le varietà a bacca nera tradizionali del territorio: nebbiolo e vespolina – rispettivamente localmente chiamati anche spanna, melasca o melascone nero e vispàvola – 0ltre, ovviamente, alla già citata croatina.
La filosofia produttiva
Viticoltura sostenibile
Colombera & Garella pratica una viticoltura convenzionale ma con un approccio molto attento alla sostenibilità. L’Azienda segue i principi della lotta integrata e non utilizza trattamenti sistemici. In condizioni normali, l’approccio sarebbe compatibile con il regime biologico, ma l’arrivo della Popillia japonica nel 2021 ha reso impossibile la conversione al biologico certificato.
Vinificazione tradizionale
La filosofia di vinificazione privilegia l’espressione del territorio e la tradizione. Le fermentazioni avvengono con lieviti spontanei in vasche di cemento vetrificato, senza controllo della temperatura ma con l’esperienza di cantina che garantisce la presenza della flora batterica necessaria. Solo in caso di problemi si interviene con lieviti selezionati.
La malolattica avviene naturalmente in primavera-inizio estate seguente alla vendemmia. Per i vini più strutturati si utilizza l’affinamento in botti grandi da 60 ettolitri per due anni, mentre i vini più semplici riposano solo in cemento e acciaio.
Le etichette: un racconto grafico
Le etichette dei vini d’ingresso, ottenuti dai vigneti più giovani o da quelli siti nelle zone più fresche, si distinguono da quelle delle singole vigne per il design e il posizionamento, con prezzi accessibili in rapporto alla qualità. Quelle delle singole vigne, infatti, riportano il disegno della cascina Cottignano a differenza di quelle di ingresso che riportano uno scorcio del paese di Lessona, evidenziando così una ben studiata impostazione comunicativa: un più ampio respiro per le etichette di ingresso e uno più “focalizzato” per la singola vigna.
La problematica della Popillia japonica
L’arrivo e la diffusione
Dal 2021 il territorio del Nord Piemonte deve confrontarsi con un nuovo e devastante problema fitosanitario: la Popillia japonica. Questo coleottero invasivo è arrivato attraverso l’aeroporto di Malpensa (VA) e si è inizialmente sviluppato nella zona del Parco del Ticino, per poi diffondersi nel Novarese e successivamente nel Biellese.
Il ciclo biologico e i danni
La Popillia japonica – detta il coleottero asiatico – ha un ciclo di vita che va da metà giugno a metà luglio, ma nell’ultimo periodo sembra essersi allungato, con primi avvistamenti a inizio giugno e presenza fino ad agosto. Gli adulti emergono dal terreno dove hanno trascorso l’inverno allo stadio di larva.
I danni sono impressionanti: l’insetto si nutre delle foglie della vite, lasciando solo le nervature. Una vigna non trattata può essere completamente defogliata, rischiando non solo la perdita del raccolto ma anche la morte della pianta. Il problema è aggravato quando la la presenza di questo coleottero si combina con eventi grandinigeni: se la grandine danneggia la vegetazione e la pianta cerca di ributtare, P. japonica interviene immediatamente a distruggere i nuovi germogli.
Le strategie di difesa
L’esperienza ha dimostrato che le trappole a feromoni sono controproducenti: attirano più individui di quanti ne catturino, aumentando il problema nell’area circostante. L’unica difesa efficace, al momento, è l’uso di insetticidi, ma con un approccio innovativo: invece di trattamenti a dose piena che colpiscono indiscriminatamente, si è rivelata più efficace una strategia di trattamenti frequenti a dosaggi ridotti (un terzo o metà dose), più selettivi e capaci di contrastare le diverse generazioni dell’insetto.
L’influenza delle condizioni climatiche
Si è osservato che l’andamento stagionale influenza la popolazione di Popillia. Le annate siccitose ostacolano la deposizione delle uova nel terreno e lo sviluppo delle larve, riducendo la popolazione dell’anno successivo. Purtroppo, una serie di annate piovose ha favorito lo sviluppo dell’insetto e, così, il 2025 si è rivelato l’anno con la maggior presenza di individui mai registrato.
Le possibili soluzioni
La ricerca sta esplorando diverse strade: dall’uso di droni per trattamenti notturni (quando l’insetto è più statico), all’introduzione di nemici naturali specifici, fino a lavorazioni del terreno per distruggere le uova. Tuttavia, ogni soluzione presenta criticità: l’introduzione di predatori potrebbe creare squilibri ecologici, mentre le lavorazioni meccaniche possono sono inefficaci perché l’insetto non depone necessariamente nel vigneto ma, spesso, preferisce prati e boschi limitrofi.
Prospettive future
Oltre alla Popillia, l’Azienda deve confrontarsi con i cambiamenti climatici che stanno modificando profondamente il territorio. L’aumento dell’energia in gioco porta a fenomeni meteorologici sempre più violenti e frequenti. La grandine, in particolare, sta diventando un problema ricorrente, con chicchi di dimensioni sempre maggiori che possono devastare interi vigneti.
L’adattamento strategico
Per far fronte a queste sfide, l’Azienda ha dovuto adattare le proprie strategie: l’installazione di reti antigrandine è diventata indispensabile e, paradossalmente, queste reti aiutano anche contro la Popillia, limitando i danni alle pareti fogliari.
La gestione della vigna è stata modificata: si evitano le cimature durante il periodo di presenza della Popillia per non stimolare la produzione di vegetazione tenera particolarmente appetibile per l’insetto.
L’impegno per la qualità
Nonostante tutte queste difficoltà, Colombera & Garella continua a puntare sulla qualità e sull’espressione del territorio. L’approccio rimane quello di produrre vini che raccontino fedelmente le caratteristiche pedoclimatiche dei diversi appezzamenti, mantenendo un legame forte con la tradizione ma con l’occhio sempre attento all’innovazione necessaria per affrontare le sfide del presente.
La filosofia aziendale si riassume nella convinzione che solo attraverso un lavoro rispettoso del territorio e una gestione attenta di tutti gli aspetti produttivi si possa continuare a produrre vini che mantengano viva la tradizione viticola del Nord Piemonte, territorio che sta vivendo una seconda giovinezza dopo il lungo periodo buio della fine del secolo scorso.
Attualmente, la produzione di Colombera & Garella si attesta, in media, intorno alle 35.000 bottiglie.
Le degustazioni
Le righe che seguiranno saranno il racconto dei vini assaggiati nel corso della mia visita in Azienda lo scorso 28 luglio 2025 in compagnia di Giacomo Colombera e di tutto il suo entusiasmo nel raccontare il loro lavoro e la loro idea di vino e territorio. A lui e ai suoi famigliari e colleghi non posso che indirizzare un più che sentito ringraziamento per l’ospitalità e la cortesia dimostratemi.
Melascone – Vino Rosso – 2023
La vigna e la cantina
Il Melascone 2023 è stato ottenuto da uve nebbiolo in purezza provenienti dai vigneti aziendali più giovani nei comuni di Masserano, Brusnengo e Lessona. Tali vigneti sono posti a un’altitudine di 350m s.l.m. e godono di un’esposizione compresa fra sud ovest e sud-est. I suoli sono acidi e in gran parte costituiti da sabbie porfiriche di origine vulcanica.
In cantina, il mosto fermenta, senza controllo della temperatura, all’interno di vasche di cemento vetrificato dove, in seguito, svolge anche la fermentazione malolattica; sarà imbottigliato dopo un ulteriore periodo di affinamento sempre in cemento.
La degustazione
Di color granato molto trasparente e cristallino, il Melascone 2023 sfoggia un naso intenso e molto fine con evidenti sentori di chinotto, confetture di piccoli frutti rossi e viola e rosa appassite; profumi di rabarbaro, erbe alpine e scorze di arancia amara ne completano l’intrigante bouquet.
Al palato, appare di corpo, caldo, piacevolmente tannico – pur se con tannini un po’ aggressivi – e sapido. Il sorso è snello e agile ma, nel contempo, ricco di personalità e con una chiusa gradevolmente amaricante che ci conduce spontaneamente al sorso successivo; lunga la persistenza.
Vispàvola – Vino Rosso – 2023
La vigna e la cantina
Questo vino è ottenuto da uve vespolina in purezza, provenienti dai vigneti di proprietà nei comuni di Masserano e Brusnengo. Tali vigneti sono situati a una quota di circa 350m s.l.m. e hanno un orientazione compresa tra sud-ovest e sud-est.
I suoli, acidi, sono costituiti da sabbie porfiriche.
La fermentazione avviene, senza il controllo della temperatura, in serbatoi inox all’interno dei quali, in seguito, si svolgerà anche la fermentazione malolattica..
La degustazione
Dal calice, nel quale questo vino rosso si presenta di un bel rosso rubino trasparente, emergono note intense e fini di pepe nero affiancate da quelle di ribes rosso, amarena e melagrana; un accenno di cuoio e sottobosco ne completano il già ampio quadro olfattivo. Tengo ad evidenziare come, nel suo complesso, il naso del Vispavola 2023 appaia più giovanile rispetto al precedente Melascone 2023, mettendo, così, ben in risalto le caratteristiche di vitigno, territorio e tecniche di cantina.
All’assaggio, si presenta molto gradevole, con un attacco morbido e avvolgente seguito da tannini piacevoli e da una freschezza ben presente ma integrata nella struttura del vino; lunga la persistenza e molto piacevole la beva.
Pian di Peu – Vino Rosso
La vigna e la cantina
Questo vino è ottenuto da uve nebbiolo in purezza ed è figlio della vendemmia 2021; le uve provengono dal vigneto omonimo in comune di Masserano. I suoli, con pH acido, sono costituiti da sabbie porfiriche di color arancio.
I vigneti sono situati a un’altitudine di circa 350m s.l.m. e possono godere di una favorevole esposizione compresa tra sud-est e sud-ovest. La lunga macerazione avviene in vasche di cemento vetrificato nelle quali, in seguito, si svolgerà anche la fermentazione malolattica; infine, un ulteriore periodo di maturazione avverrà in botti da 25hl per due anni.
La degustazione
Di color rubino trasparente, in cui occhieggiano i primi riflessi granato, questo Pian di Peu sfoggia un naso giovanile con note di ribes rosso molto maturo, violetta, rosa rossa e scorze di arancia amara oltre a sentori di confetto e sottobosco.
Il sorso è ampio, ricco e profondo; l’attacco al palato è morbido e avvolgente ed è seguito da un centro bocca piacevolmente tannico e fresco; lunga la persistenza.
Crose – Lessona DOC – 2021
La vigna e la cantina
Il termine Crose ricorda il francese clos, in quanto, in origine, i vigneti di provenienza delle uve nebbiolo in purezza erano all’interno di fondi chiusi e circondati da piccoli muretti.
Tali vigneti sono situati nel comune di Lessona a una quota di 350 metri sul livello del mare e con esposizione a sud ovest.
I suoli sono acidi e sono costituiti da sabbie marine di colore giallo.
La vinificazione avviene in modo analogo a quella del Pian di Peu, con la differenza che la maturazione finale avviene in tonneau e barrique esauste anziché in botti grandi.
La degustazione
Di color granato trasparente e luminoso, il Crose 2021 apre al naso con note di confettura di piccoli frutti rossi affiancati da sentori di sottobosco, arancia rossa, violetta e rosa. A completarne la già complessa paletta olfattiva, col tempo, dal calice emergono sensazioni di corteccia di china e cuoio.
In bocca, è austero ed elegante; è un vino di corpo, giustamente tannico, fresco e molto sapido, caratteristica, quest’ultima, tipica della Denominazione Lessona La persistenza è lunga e il fin di bocca di non banale finezza e personalità.
Cascina Cottignano – Bramaterra DOC – 2021
La vigna e la cantina
Questo Bramaterra DOC è ottenuto da uve nebbiolo (80%), croatina (10%) e vespolina (10%) provenienti dai vigneti di proprietà nei pressi di Cascina Cottignano, in comune di Masserano. La quota è di 350 metri sul livello del mare e l’esposizione compresa fra sud-est e sud-ovest. I suoli, con pH acidi, sono costituiti da sabbie porfiriche con una buona presenza di ferro.
La vinificazione avviene separatamente per le tre varietà di uve e l’assemblaggio è svolto non appena termina la fermentazione; in seguito, il vino maturerà due anni in botti grandi da 60hl.
La degustazione
Il bel color granato trasparente con riflessi rubino funge da prologo per un bouquet intenso, fine e complesso nel quale spiccano – senza però mai sopraffare gli altri profumi – i piccoli frutti rossi molto maturi seguiti da note di sottobosco e violetta, oltre che da sentori di cuoio e tabacco dolce.
È, però, all’assaggio che il Cascina Cottignano 2021 ci offre il suo meglio; al palato, infatti, è strutturato e morbido, con tannini austeri ma fitti e dolci e con una freschezza e una sapidità evidenti ma perfettamente integrate; lunga la persistenza. Il sorso è lineare, profondo e di spiccato carattere.
Cavazucchi – Vino Rosso
La vigna e la cantina
Il Cavazucchi è ottenuto, in ordine di abbondanza, da uve nebbiolo, croatina e vespolina provenienti dall’omonimo vigneto di proprietà – in località Mesola – in comune di Brusnengo; questo vino è figlio della vendemmia 2019. I suoli sono costituiti da sabbie porfiriche di color arancio a chimismo acido; i vigneti, posti a una quota di circa 350m s.l.m. possono godere di una favorevole esposizione sud-occidentale.
Questo rosso è vinificato in modo analogo al precedente; maturazione e affinamento si protraggono per quattro anni di cui due in botti grandi.
La degustazione
Di color granato cristallino molto trasparente, il Cavazucchi 2019 apre, al naso, con un’evidente – ma elegante – nota ematica, immediatamente seguita da sentori di confettura di piccoli frutti rossi, di violetta candita, di confetto e di scorze di arancia rossa.
È, però, all’assaggio che questo vino riesce veramente ad emozionare. Il sorso è ampio, ricco e morbido, con tannini vividi ma di eccellente fattura; la sapidità e la freschezza sono evidenti – ma perfettamente vestite – e capaci di donare all’insieme un compiuto equilibrio dando così vita ad un unicum in grado di farsi ricordare; molto lunga la persistenza e di non comune eleganza il fin di bocca.
Contatti
Colombera & Garella
Cascina Cottignano, 2
13866, Masserano (BI)
colomberaegarella@gmail.com