Vini d’altitudine oltre confine

I vini d’altitudine sono stati protagonisti dell’interessante e coinvolgente pomeriggio del 4 ottobre 2025 presso l’Enoteca Meregalli di Monza, in compagnia del brand ambassador Paul Michaut. Con fine maestria e competenza, Paul Michaut ha guidato questa degustazione durante la quale sono stati esplorati cinque diversi territori, tra loro estremamente distanti, ma caratterizzati da un denominatore comune: vigneti localizzati su pendii terrazzati a quote elevate, capaci di apportare notevole eleganza, freschezza e sapidità ai vini.

Degustazione vini di altitudine

Domaine de Bila-Haut, M. Chapoutier – Côtes du Roussillon Blanc AOP – 2024

L’azienda

La Domaine de Bila-Haut di Michel Chapoutier è situata a Latour-de-France nell’entroterra del Roussillon, a pochi chilometri da Perpignan, in una microregione definita la Catalogna francese anche se – come è noto – il cuore dell’attività di questa storica azienda si svolge nella Valle del Rodano. Tra terreni aridi, scarsamente piovosi, ricchi di ardesia e circondati da alte falesie calcaree si trovano i vigneti suddivisi in svariate parcelle. Tali vigneti allevati tra i 200 – 400 metri s.l.m. sono influenzati da importanti escursioni termiche grazie alla vicinanza dei Pirenei; le radici delle piante di oltre 15 anni penetrano velocemente in profondità spaccando gli strati di roccia stratificata.

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La degustazione

In degustazione un bianco fresco e dell’agile beva, che vede protagonista la grenache, molto più diffusa nella tipologia a bacca nera (basti pensare al Banyuls, al Maury, al Rivesaltes), qui chiamata “il Pinot del Sud”; in questo caso invece parliamo di un blend di grenache blanc e gris, presente al 60% e 30% rispettivamente, in aggiunta maccabeo al 10%.

Il vino, paglierino chiaro, si contraddistingue per una grande mineralità avvolta da una bella sensazione floreale e agrumata all’olfatto, mentre in bocca è croccante, con un’acidità vibrante e una spiccata sapidità che conduce il sorso in un finale piacevolmente amaricante.

Apostolos Thymiopoulos – Naoussa Alta PDO – 2022

L’azienda

Il secondo vino in degustazione arriva dalla Grecia settentrionale, a poca distanza dal Monte Olimpo, a base di xinomavro, la cui etimologia rimanda all’unione di due parole, ξινός (xinós, che significa acido) e “μαύρο” (mávro, cioè nero), con diversi sinonimi, come Naoussa; questo vitigno è spesso associato al nebbiolo per l’austerità, la complessità, l’acidità e la tannicità dei suoi vini.

I vigneti, lavorati in biologico e biodinamico, poggiano su suoli granitici, in misura minore calcarei a circa 450-650 metri di altitudine. Apostolos Thymiopoulos è stato definito dalla rivista Decanter “Rising Star 2022”, cioè astro nascente, per il suo impegno come vignaiolo appassionato che lo ha reso nuovo ambasciatore per i suoi vini e per i viticoltori ellenici. Il suo impegno, peraltro con una varietà a bacca nera ancora poco conosciuta come lo xinomavro, ha portato la Grecia oltre il Mediterraneo meridionale, posizionandola sui più importanti mercati internazionali.

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La degustazione

Al calice, si presenta di una tonalità rosso rubino con sfumature granato che introduce una paletta olfattiva di fiori rossi, ribes, melagrana, spezie dolci e liquirizia; l’affinamento per un anno in vecchie botti – 50% in barrique e il rimanente in tonneau – regala al vino struttura e morbidezza che bilanciano la decisa spalla acida e il tannino, forse ancora un po’ giovane, ma di ottima fattura.

Bioma Nieport – Douro DOC – 2018

L’azienda

Una delle migliori interpreti della valle del Douro – patrimonio Unesco dal 2001 – è l’azienda Nieport, arrivata alla sesta generazione; i suoi ripidi appezzamenti terrazzati e condotti in viticoltura promiscua, con buona presenza di ardesia, sono compresi tra i 450 e i 700 metri e ospitano le varietà tipiche del territorio: touriga nacional, tinta roriz, touriga franca, tinta amarela e tinca barroca. Il “grande fratello” – rappresentato dal vicino Porto, con i suoi vini corposi e potenti – ha obbligato Nieport a produrre vini fermi, freschi, di pronta beva e contenuta presenza di alcol, capaci di sfidare la tradizione portoghese pur senza compromessi sulla qualità. Oggi il mercato richiede vini proprio come questo in degustazione, maturato per un breve periodo in botte da 500 litri di secondo e terzo passaggio (80%), il resto in cemento. Le uve utilizzate sono tinta amarela, tinta roriz, touriga franca.

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La degustazione

Di colore rubino intenso e bouquet che rivela delicate note di prugna matura, spezie, lavanda, incenso e cioccolato; al palato, sorprende per la sua morbidezza, l’acidità vestita e un tannino ben integrato.

Ponzi – Tavola – Pinot Noir – Willamette Valley – 2022

L’azienda

La famiglia Ponzi – dal 2021 appartenente al Gruppo Bollinger – si trova a Sherwood in Oregon, nel Laurelwood District, a nord ovest degli Stati Uniti.

Fin dalla sua fondazione negli anni ’70, la cantina pratica le attività vitivinicole basandosi su un notevole equilibrio tra innovazione e tradizione, con un approccio naturale e un profondo rispetto per l’integrità varietale. Nel tempo si è guadagnata una brillante reputazione per la produzione di vini, specie a base di pinot nero e chardonnay, le cui piante sono allevate nei vigneti della Willamette Valley, una regione che gode di ottime condizioni pedo climatiche e per questo definita “la Borgogna delle nuove frontiere del vino”.

La vigna e la cantina

I vigneti, a circa 400 metri di altitudine, sono allevati su una mescolanza di suoli molto fertili con presenza di loess e di basalti; il clima è temperato, con estati meno calde di quelle californiane e inverni meno freddi di quelli dello Stato di Washington.

Prima della vinificazione, le uve di pinot nero sono diraspate per un 60% e, per la restante parte, utilizzate con il grappolo intero; affina in barrique francese per poco meno di un anno, per un quarto nuove e per i ¾ di secondo-terzo passaggio.

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La degustazione

Il nome del vino riflette lo spirito conviviale, pensato per un consumo quotidiano, dai sentori quasi “ruffiani”, come la ciliegia sotto spirito, le fragoline di bosco, un bel pot-pourri e ancora frutta secca, fieno e cacao; al sorso, è diretto, caldo, di soave acidità, dalla tessitura levigata grazie a un tannino setoso e con un finale delicatamente vanigliato.

Estate Alta Vista – Malbec – 2022

L’azienda

Siamo a 900 metri nella zona di Luján de Cuyo, sul plateau argentino di Mendoza, dove la vigna gioca con i suoi limiti; qui durante l’inverno nevica e le viti possono ritrovarsi sotto una spessa e soffice coltre gelata, che ha la funzione di proteggerle dimostrando ancora una volta che per un’ottima annata è necessaria la “collaborazione” di tutte le quattro stagioni.

Il malbec della linea “Premium” è prodotto da uve raccolte a mano che, dopo la diraspatura, sono pre-fermentate con macerazione a freddo per esaltarne i profumi fruttati; la maturazione avviene in botti di rovere francese per un anno (l’80% di secondo e terzo passaggio, le altre nuove); a questo primo periodo seguono altri quattro mesi di affinamento in bottiglia.

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La degustazione

Questo malbec si veste di un bel rosso rubino intenso e offrendoci profumi di violetta, frutta rossa, cuoio, tabacco, pepe nero e qualche accenno di goudron.

Al palato, è corposo, fresco, leggermente sapido e dalla tannicità avvolgente, esaltata da una sensazione di cacao in polvere piacevolmente amaricante.

Contatti

Enoteca Meregalli Monza

Via Italia 24

20900, Monza (MB)

Sito dell’enoteca

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