Tenuta Carlin de Paolo: le colline, la terra e il vino

Il primo uomo fu un agricoltore,

e ogni nobiltà storica riposa sull’agricoltura.

Ralph Waldo Emerson

La terra parla da sola: una frase che racchiude un pensiero chiaro, capace di riassumere tradizione e modernità, di fondere uno slogan, di valore anche commerciale, con una saggezza antica, basata sul rispetto di ciò che era, di ciò che è e di ciò che sarà.

È stato con questa frase che, in occasione della mia visita dello scorso 25 luglio, Davide Ponte ha iniziato a raccontarmi della sua famiglia, della sua Azienda e delle sue principali vigne. Un racconto semplice, privo di tecnicismi ma ricco di conoscenza, di affetto e di comprensione nei confronti della terra e della vigna vissute come un unico “organismo”, che nutrito dal lavoro, rende possibile a tutti noi godere della nostra grande passione per il vino. Un’Azienda capace di unire numeri e artigianalità, reddito ed etica, tecnologia e tradizione e nella quale, com’è da sempre nel mondo contadino, la famiglia – con i suoi valori e la sua forza – è il vero motore dell’intera attività donandole braccia e cuore per crescere e continuare a progredire.

La famiglia Ponte

Tenuta Carlin de Paolo: il territorio e l’Azienda

Il territorio

Siamo a Gorzano, una frazione di San Damiano d’Asti, là dove l’Astigiano guarda il Roero e dove tutto sembra parlare di vigne e di vino: le colline ricoperte da filari e le numerosissime aziende vitivinicole disseminate per il territorio si alternano a porzioni ancora lasciate alla natura. Un paesaggio articolato nel quale la diversità è palpabile e dove l’infinita geometria dei vigneti disegna confini tangibili ai boschi e agli altri coltivi.

I suoli sono prevalentemente argillosi – calcarei con importante presenza di sabbia e di calcareniti che riportano alla porzioni di Monferrato astigiano poste più a settentrione; tra queste colline la viticoltura raggiunge i 350 – 400 metri di altitudine. Il clima, di tipo temperato-suboceanico, è caratterizzato da estati calde – con temperature che sempre più di sovente raggiungono o superano i 35°C – e inverni freddi; la media annuale delle temperature si attesta intorno ai 12°C. Le precipitazioni, che mostrano un massimo primaverile e uno autunnale, raggiungono i 500 – 800mm annui.

L’Azienda

Nata ufficialmente nell’anno 2000 grazie all’impegno dei fratelli Davide e Giancarlo Ponte, che rappresentano la quarta generazione della famiglia a dedicarsi alla viticoltura tra questi colli, l’Azienda Carlin de Paolo mantiene viva la passione per la vigna che ebbe origine con Paolo – il bisnonno di Davide e Giancarlo – e con suo figlio Carlo, detto Carlin.

Oggi l’attività di famiglia può contare su circa 52 ettari di vigneti con le uve dei quali sono prodotte circa 300.000 bottiglie ogni anno. Tra le numerose vigne aziendali un posto di particolare rilievo è dovuto ai 15 ettari in corpo unico posti sul Bricco della Cappelletta e, in particolare, ai 2ha situati alle quote maggiori dai quali sono ottenute le uve – Arneis, Croatina, Barbera e Nebbiolo – utilizzate per le quattro etichette che si fregiano del marchio omonimo, ovvero un Cisterna d’Asti Doc Superiore, un Terre Alfieri Doc Nebbiolo, un Terre Alfieri Doc Arneis e una Barbera d’Asti Docg Superiore.

Il Bricco della Cappelletta

La vigna fu comprata dal signor Luigi, Luis in diletto, che impegnò buona parte della sua vita ad acquistare le piccole parcelle di questa collina per poterle trasformare in un singolo corpo di alta qualità; Luis, inoltre, tra i primi credette fortemente nel Terre Alfieri Doc Arneis e si impegnò profondamente nella sua valorizzazione. Oggi suo figlio lavora presso Carlin de Paolo in veste di enologo mettendo a disposizione dell’Azienda la grande passione ereditata dal padre.

Da menzionare sicuramente anche le vigne sulla Collina dell’Ascensione, in comune di San Damiano d’Asti, dove le terre bianche marnoso – arenacee rendono il suolo particolarmente vocato al nebbiolo e all’arneis; in cima a questa collina il Pilone dell’Ascensione, una cappelletta votiva di circa 200 anni, è stata recentemente restaurata grazie all’impegno delle famiglia Ponte. Da ultimo, ma non certo per importanza, voglio ricordare la Vigna del Ciabot, dove vecchi ceppi di barbera di oltre 70 anni d’età forniscono le uve per la Barbera d’Asti Superiore Docg.

La Vigna dell’Ascensione

La famiglia gestisce le vigne mediante sistemi tradizionali avendo completamente rinunciato all’uso di molecole di sintesi e di diserbanti e trattando le proprie viti solo con rame e zolfo; la concimazione avviene esclusivamente mediante concime naturale ottenuto, a partire da letame bovino e dai raspi, attraverso l’opera dei lombrichi, allevati direttamente in Azienda fin dal 2010.

L’attenzione all’ambiente si manifesta anche nella presenza di pannelli solari termici che scaldano l’acqua utilizzata per pulire i serbatoi e nell’utilizzo di un linea di imbottigliamento che lavora in riduzione tramite l’utilizzo di azoto permettendo, in tal modo, di ridurre la quantità di solfiti aggiunti.

In cantina, i vini di maggior importanza sono maturati in legni di varie dimensioni, ovvero barrique, tonneau e botti grandi da 25 e 50 ettolitri.

Il Pilone dell’Ascensione recentemente restaurato

Le degustazioni: Tenuta Carlin de Paolo alla prova del calice

Nelle righe che seguiranno racconterò otto tra i vini dell’Azienda che ho avuto il piacere di assaggiare, scelti con la volontà di fornire un’immagine realistica della produzione aziendale sia in termini di tipologia sia in termini di qualità. Spero, con tali scelte, di riuscire a fare emergere non solo la loro qualità ma anche l’attenzione posta al rispetto della tipicità da parte di tutti coloro i quali hanno contribuito, ciascuno secondo le proprie competenze, alla loro realizzazione.

Terre Alfieri Doc Arneis – 2017

Le uve utilizzate per la produzione di questo vino provengono da vigneti allevati su suoli sciolti argilloso calcarei a quote comprese fra i 250 e i 300m s.l.m.; la loro vinificazione e la successiva maturazione sono state svolte interamente in acciaio.

Di color paglierino lucente di buona intensità, questo Terre Alfieri Doc Arneis si presenta al naso assai più improntato alla finezza che all’intensità, regalando sensazioni di mela verde e pesca bianca fragrante alle quali si affiancano note di mandorla fresca e fiori di biancospino; leggeri sentori di grafite e cedro fresco e una sfumatura balsamica, che gli conferisce un’intrigante verticalità, ne completano il non banale panorama olfattivo.

L’assaggio trova un’energica spinta nella nitida freschezza e nella ben percepibile sapidità, entrambe ben vestite dal buon corpo e dall’altrettanto buona struttura; più che soddisfacente la persistenza.

È un vino dal sorso facile, ma di carattere, che sfoggia una beva agile e di ottima soddisfazione.

Degustazione del giorno 11 agosto 2018

Piemonte Doc Grignolino – 2017

Ottenuto da uve coltivate su suoli sabbioso-argillosi e ricchi di calcare a quote comprese fra i 180 e i 300m s.l.m., questo Piemonte Doc Grignolino è stato vinificato e maturato esclusivamente in acciaio; prima della sua commercializzazione è stato affinato in bottiglia per almeno tre mesi.

Dal calice, nel quale si presenta di un bel color rubino chiaro, emergono note fruttate di marasca, ribes rosso, fragolina e lampone alle quali si affiancano quelle floreali della rosa; a queste prime sensazioni si unisce il nitido profumo speziato del pepe nero accompagnato dai sentori minerali della grafite e da quelli più dolci dei confetti.

Il sorso è gradevolmente sostenuto da tannini fitti e vibranti nonché da una spina acida vivace ma ben equilibrata da corpo e morbidezza; vino piacevolmente caldo e di buona persistenza, ben rappresenta vitigno e territorio e sfoggia una beva facile ma certo non banale.

Degustazione del giorno 10 agosto 2018

Ciuchin – Cisterna d’Asti Doc Superiore – 2015

Le uve croatina in purezza utilizzate per il Ciuchin 2015 provengono da vigne di 20 – 30 anni di età coltivate su marne calcaree grigio-bluastre compatte e profonde ad altitudini comprese fra i 180 e i 300m s.l.m..

Dopo la vinificazione in acciaio, questo vino è stato maturato in botti da 25hl per almeno sei mesi per affinare, in seguito, almeno altri sei mesi in bottiglia prima della sua messa in vendita.

Di color rubino luminoso e di buona intensità, questo Cisterna d’Asti Superiore sfoggia un naso intenso, fine, scuro e marcatamente fruttato nel quale fanno grande sfoggio le note di ciliegia matura, lampone, cassis, mirtillo affiancate da eleganti sensazioni ematiche; col tempo e una delicata rotazione, dal calice emergono, a completamento del suo quadro olfattivo, sentori di giaggiolo, pepe nero e noce moscata.

Al palato, è morbido e di ottimo corpo; l’equilibrio è garantito dalla vivace freschezza e dalla ben evidente sapidità nonché da tannini dolci e fitti pur se ancora vibranti di gioventù; assai piacevole la beva e più che adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 1 settembre 2018

Cursus Vitae – Barbera d’Asti Docg – 2017

Questa Barbera d’Asti Docg è ottenuta da uve barbera in purezza prodotte da vigne di 20 – 40 anni di età e allevate su suoli argilloso-calcarei sciolti a quote comprese fra i 180 e i 340m s.l.m.; è stato vinificato e maturato interamente in acciaio.

Di color rubino luminoso nel quale occhieggiano gli ultimi riflessi porpora, il Cursus Vitae 2017 si presenta al naso per mezzo di un panorama olfattivo fine e e tipico nel quale spiccano – com’è giusto che sia – le note della ciliegia croccante accompagnate dalle sensazioni floreali del garofano e da quelle speziate della noce moscata e del chiodo di garofano; piacevoli sentori terrosi ne evidenziano ulteriormente il vitigno di origine.

Vino di magnifica beva, mai eccessivo né mai troppo muscolare; al sorso si offre succoso e di corpo oltre che di avvolgente morbidezza mentre la vivace freschezza e la tessitura tannica, presente ma garbata, gli garantiscono il giusto equilibrio; adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 6 ottobre 2018

Bricco della Cappelletta – Terre Alfieri Doc Nebbiolo – 2015

Le uve utilizzate per questo vino provengono dalla porzione sommitale del Bricco della Cappelletta su suoli chiari di natura marnoso-arenacea con esposizione tra sud e sud-ovest a una quota di circa 200m s.l.m..

Dopo aver svolto in acciaio la fermentazione malolattica, questo Terre Alfieri Doc Nebbiolo passa in barrique per compiere la fermentazione malolattica; in seguito sarà maturato, sempre in barrique, per almeno 18 mesi.

Il suo color granato, arricchito dagli ultimi riflessi rubino, è il preludio a un bouquet fine e complesso nel quale, tra le fitte maglie delle sensazioni della marasca molto matura, si affaccia, timido ma chiaramente percepibile, un mosaico di note capaci di spaziare dal sottobosco alla caramella Rossana, dal cioccolato dolce alla violetta fresca nonché dalla noce moscata alla scorza di arancia amara.

Il sorso, assai piacevole, apre morbido e di ottimo corpo per rivelare poi un suo asse di simmetria costituito dalla vivida freschezza ma, più ancora, da una tessitura tannica di ottima fattura sebbene ancora decisamente adolescente. Una beva tesa e nervosa che chiude lunga e con un gradevole fin di bocca.

Degustazione del giorno 26 agosto 2018

Bricco della Cappelletta – Cisterna d’Asti Doc Superiore – 2015

Le uve croatina utilizzate per questo Cisterna d’Asti Doc Superiore provengono dalla parte sommitale dei versanti esposti a mezzogiorno del Bricco della Cappelletta. Le viti sono stati allevate su suoli costituiti da argille rosse a circa 250 metri di altitudine. In cantina, dopo la fermentazione alcolica svolta interamente in acciaio, il vino ha effettuato la fermentazione malolattica in barrique per poi maturare, sempre in barrique, per un periodo di almeno 18 mesi.

Di color rubino impenetrabile, sfoggia un bouquet scuro, molto intenso e fine nel quale, al primo approccio, predomina la ricchezza del frutto e, in particolare, della ciliegia molto matura, della mora, del mirtillo nero e del cassis nonché della confettura di fragola. Una breve rotazione e un attimo di attesa e il suo panorama olfattivo si arricchisce delle note speziate della noce moscata oltre che di quelle del potpourri di fiori rossi; una lieve nota tostata, che riporta i nostri sensi al cioccolato dolce, sembra parlarci del garbato uso del legno.

Al palato, appare piacevolmente caldo, polposo e muscolare – direi masticabile – in virtù del grande corpo e dell’altrettanto importante struttura; tannini fitti e vibranti di gioventù, unitamente alla marcata freschezza, gli conferiscono carattere ed equilibrio; lunga la persistenza.

Degustazione del giorno 12 agosto 2018

Bricco della Cappelletta – Barbera d’Asti Docg Superiore – 2015

Prodotto da uve barbera ottenute sui versanti meridionali del Bricco della Cappelletta da vigne allevate su argille rosse a una quota di circa 250m s.l.m., questa Barbera d’Asti Docg Superiore ha svolto la fermentazione alcolica in acciaio per essere poi trasferita in barrique dove ha effettuato la fermentazione malolattica; in seguito, sempre in barrique, è stata maturata per un periodo di almeno 18 mesi.

Dal calice, nel quale si presenta per mezzo di un vellutato color rubino molto intenso, emergono note scure di ciliegia molto matura, mirtillo nero e cassis tra le quali trovano spazio, senza esserne mai sovrastate, le sensazioni speziate della vaniglia e della noce moscata oltre a quelle floreali del garofano; il suo bouquet trova pieno compimento grazie a sfumature di scorza di arancia amara nonché in virtù dei tipici sentori lievemente terrosi e del profumo di cioccolato dolce. Nel complesso, un naso ampio, profondo, intenso e fine, che si mostra capace di coniugare tipicità e nuove tendenze nell’interpretazione di questo vitigno.

All’assaggio, si rivela succoso, piacevolmente caldo e muscolare, di grande corpo e altrettanto grande morbidezza; equilibrio e armonia sono garantiti da una ben presente spina acida e da tannini di carattere e ottima fattura; adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 2 settembre 2018

Cuore – Barbera d’Asti Docg Superiore – 2015

Le uve barbera utilizzate per il Cuore provengono da vigne di 50 – 60 anni di età allevate su suoli argilloso-calcarei; dopo la fermentazione alcolica in acciaio, questa Barbera d’Asti Docg Superiore è stata spostata in barrique dove ha svolto la fermentazione malolattica. In seguito, ha maturato, sempre in barrique, per un periodo minimo di 12 mesi.

Di color rubino impenetrabile, il Cuore 2015 si presenta per mezzo di note di ciliegia matura, mora e mirtillo nero alle quali si affiancano i sentori floreali del glicine e del garofano nonché quelli speziati della noce moscata; le piacevoli – e tipiche – sensazioni di sottobosco e il profumo dolce del cioccolato al latte ne completano l’ampio e complesso panorama olfattivo.

Il sorso, dinamico, apre morbido e caldo – quasi ruffiano – per divenire poi deciso e nervoso e chiudere, infine, molto lungo ed elegante. La grande struttura e l’altrettanto importante corpo trovano pieno sostegno nei tannini fitti e decisi e nella vibrante freschezza.

Vino di ottima stoffa, si rivela ampio, succoso, masticabile e capace di mantenere una beva piacevolmente importante.

Degustazione del giorno 21 ottobre 2018

Ringraziamenti

Non posso – e non voglio – concludere queste pagine senza aver ringraziato la famiglia Ponte per la squisita ospitalità e per il tempo che mi hanno dedicato; un grande grazie è anche dovuto al sommelier dell’Azienda, Simone Antonietti, che mi ha affiancato nel corso della visita.

Tenuta Carlin de Paolo

Frazione Gorzano, 238/a

14015, San Damiano d’Asti (AT)

info@carlindepaolo.com

www.carlindepaolo.com

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