• Sab 26 Nov 2022

Poderi Luigi Einaudi: la storia, la terra e il vino

Le formule mutano e passano.

La dottrina di una verità la quale, scoperta,

deve essere riconosciuta ed ubbidita, rimane

Luigi Einaudi

Cos’è un cognome: talvolta è solo una targhetta sul campanello, altre volte una vuota giustificazione per un’inaccettabile alterigia, altre ancora può divenire perfino – a torto o a ragione – un marchio di infamia. In rari casi, da ultimo, un cognome può quasi cessare di appartenere a una famiglia per divenire un bene comune, in pratica, per divenire storia.

È questo, a mio avviso, il caso della famiglia Einaudi che lega il proprio nome a personaggi – Luigi, economista di chiara fama e Padre della Repubblica, suo figlio Giulio, fondatore della casa editrice che porta il suo nome, nonché il fratello Renato, importante accademico e matematico – che hanno lasciato un segno indelebile nella storia italiana – e non solo – del XX secolo.

Luigi Einaudi

Luigi Einaudi, fondatore dell’Azienda Agricola, fu giornalista, professore universitario, Accademico dei Lincei, economista di fama mondiale, governatore della Banca d’Italia, padre costituente, senatore, ministro e presidente della Repubblica Italiana ma fu sempre uomo profondamente legato alla terra e ai suoi frutti e si racconta che, nonostante i suoi innumerevoli impegni, mai mancò di essere presente a Dogliani durante la vendemmia. Quando si spense, il 30 ottobre 1961, io non ero ancora nato ma mio padre sì e ancora oggi – che si appresta a compiere i 97 anni di età – ne parla con stima e affetto e a me tanto basta per sapere che Luigi Einaudi fu, prima che uomo dotto e famoso, Uomo onesto e, per questo motivo, spero che quanto seguirà possa rendere un piccolo omaggio a una delle tante eredità che egli ha lasciato al nostro Paese.

Dogliani e il suo territorio

Pur essendo ben presenti anche all’interno dell’area di produzione del Barolo Docg, i Poderi Luigi Einaudi legano, in modo indissolubile, la propria storia e il proprio nome a Dogliani, un comune in provincia di Cuneo, al margine sud-occidentale delle Langhe, che deve la propria notorietà al Dolcetto, tanto da dare il proprio nome, com’è noto, alla omonima Denominazione di Origine Controllata e Garantita, riconosciuta nel corso del 2005 e i cui vini sono prodotti esclusivamente con tale vitigno. La sua area di produzione coincide con l’intero territorio dei comuni di Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Castellino Tanaro, Cigliè, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Niella Tanaro, Piozzo, Rocca Cigliè ed con parte del territorio dei comuni di Carrù, Mondovì, Murazzano, Roddino, S. Michele Mondovì, Somano e Vicoforte. Può presentare la menzione Superiore dopo esser stato sottoposto a un periodo di invecchiamento minimo obbligatorio di 12 mesi, con decorrenza dal 15 ottobre dell’anno di raccolta delle uve; è previsto il possibile utilizzo della Menzione di Vigna.

Podere Tecc

L’area, che risultata essere in gran parte compresa fra i i 250 e i 700 m di quota, è caratterizzata da una situazione geopedologica molto variabile che vede l’alternarsi di porzioni marcatamente argillose ad altre di natura arenacea o calcarea. Nel loro complesso, le Langhe vitivinicole godono di un clima temperato sub-oceanico con la temperatura media annuale generalmente compresa fra gli 11 e i 12°C. Gennaio rappresenta il mese più freddo con una temperatura media di 2,1°C mentre è in luglio che si registrano le temperature medie più alte che si attestano intorno ai 23,6°C; le precipitazioni sono, nel loro complesso, piuttosto contenute e, generalmente, comprese fra i 500 e i gli 800mm annui con un gradiente crescente da nord-est verso sud-ovest.

Per quanto riguarda la produzione, alla vendemmia 2015 risultavano rivendicati a Dogliani Docg 904ha che hanno prodotto 32.962q di uva per una produzione totale di 677.066 bottiglie da 0,75l (dati Valoritalia).

I Poderi Luigi Einaudi: 120 anni a Dogliani

Era il 1897 quando Luigi Einaudi, allora allora ventitreenne, acquistò la settecentesca Cascina San Giacomo a Dogliani dando così vita a quella che sarebbe divenuta, con il passare degli anni, un’importante realtà vitivinicola. Col tempo, a Dogliani vennero acquisite altre proprietà, ovvero Cascina Tecc e Podere San Luigi.

La villa di Poderi San Giacomo

Attualmente, l’attività produttiva si concentra nella moderna cantina di Cascina Tecc, sita nella porzione meridionale del comune di Dogliani e completamente sotterranea; nei pressi della cantina si trovano 8,5ha di vigneti dei quali ben 7ha riservati al Dolcetto mentre la rimanenza è dedicata a Pinot grigio e Cabernet Sauvignon.

Cascina Tecc

Cascina San Giacomo, che ospita tutt’ora una piccola parte della biblioteca personale di Luigi Einaudi, è oggi circondata da circa 10ha di vigne, delle quali circa 8ha di Dolcetto e le altre coltivate con Merlot e Barbera.

Le vigne di Poderi San Giacomo

Podere San Luigi, con l’annessa Cascina Abbene, si trova ai confini con il comune di Monforte d’Alba a un’altezza tra i 350 e 370m s.l.m. e rappresenta una delle zone più note e vocate del comune di Dogliani. Gli 8,2ha vitati di questo podere sono principalmente coltivati a Dolcetto anche se sono presenti parcelle di Barbera, Cabernet Sauvignon e Pinot Grigio.

Le vigne di Poderi San Luigi

Negli anni, l’attività aziendale ha trovato nuovi sviluppi acquistando alcune vigne all’interno di importanti vigne nell’area di produzione del Barolo Docg. La prima acquisizione avvenne grazie all’impegno dello stesso Luigi che, nel 1957, comprò, in comune di Barolo, poco meno di 5ha di Terlo Vie Nuove tra i quali 0,8ha della Vigna Costa Grimaldi.

La vigna di Terlo

In seguito, nel 1997, ecco l’acquisto di 2,2ha all’interno di Cannubi, sempre in comune di Barolo, seguito, negli ultimi due anni, da quello di una parcella del celebre Bussia a Monforte d’Alba e dall’affitto di circa 1,5ha di Monvigliero a Verduno; a questi vigneti, devono essere aggiunti circa 3ha sulle colline in comune di Treiso. Attualmente, quindi, i Poderi Luigi Einaudi possono contare su oltre 150ha di superficie vitata.

La vigna di Cannubi

È importante ricordare, per concludere, che in prossimità di Cascina Tecc, all’interno di un’altra antica cascina ristrutturata, è attivo un Relais in grado di offrire un’esperienza di vera comprensione e conoscenza dell’Azienda, delle sue vigne e dei suoi vini.

Poderi Luigi Einaudi e i suoi vini: le degustazioni

Nel corso di un evento organizzato lo scorso 5 giugno presso i Poderi Einaudi, ho avuto il piacere di partecipare alla degustazione guidata da Matteo Sardagna Einaudi in collaborazione con Paolo Basso, miglior sommelier del Mondo 2013 e miglior sommelier d’Europa 2010.

Di seguito, riporterò le mie impressioni su alcuni dei vini degustati.

Colgo l’occasione di queste righe per ringraziare la proprietà, e tutti coloro i quali hanno collaborato all’evento, per la magnifica esperienza e la più che perfetta accoglienza.

Donna Ida – Langhe Doc Bianco – 2016

Ultimo nato di Poderi Einaudi, questo Langhe Bianco, lavorato interamente in acciaio, nasce a partire da uve Chardonnay (35%), Sauvignon blanc (35%) e Pinot grigio (30%).

Il Donna Ida si presenta alla vista di un luminoso color paglierino che anticipa un naso improntato più alla finezza che all’intensità. Il suo panorama olfattivo è dominato dalla frutta bianca fragrante che sembra accogliere le sensazioni di fiori di sambuco nonché le note agrumate del bergamotto dando vita a un tessuto olfattivo nitido, elegante e assai gradevole.

In bocca si presenta piacevolmente caldo e di ottimo equilibrio grazie alla sua morbidezza e alla pienezza del corpo che trovano nella lineare acidità l’asse di simmetria di un vino dalla beva assai piacevole – ma non scontata – e dalla più che soddisfacente persistenza.

Vigna Meira – Langhe Doc Bianco – 2015

Ottenuto da uve prodotte presso Podere San Luigi da un vigneto di Pinot grigio realizzato a partire da cloni alsaziani rinvenuti in un’antica vigna del Podere stesso, questo Langhe bianco ha fermentato in barrique per essere poi affinato per almeno otto mesi in vetro prima della sua commercializzazione.

Alla vista, si presenta di un lucente color paglierino carico con screziature dorate che prelude a un bouquet ampio e profondo giocato sulla frutta gialla matura e sui frutti tropicali, il tutto finemente pervaso da sensazioni floreali che riconducono alla ginestra nonché da più che gradevoli sensazioni di cedro candito. Al palato, si presenta ampio, profondo e caldo; la pienezza del corpo e le sue morbidezze sono perfettamente sostenute dalla vibrante freschezza e dalla ben percepibile sapidità. Un vino dalla notevole armonia che chiude lungo e gradevole.

Dogliani Docg – 2016

Lavorato esclusivamente in acciaio, questo Dolcetto svela immediatamente la sua gioventù sfoggiando un intenso color porpora che prelude a un naso di ottima franchezza nonché molto tipico e piacevole. La frutta rossa – ciliegia e ribes rosso su tutto – è accompagnata dalle note floreali del glicine affiancate da lievi ricordi di rosa rossa; i sentori dolci dei confetti e una leggera verticalità dovuta a sensazioni di pepe verde completano un panorama olfattivo complesso e dalla lunga evoluzione nel calice. L’ingresso in bocca è lineare ma capace di aprirsi avvolgendo la bocca stessa con una buona struttura e una tessitura tannica ancora giovane ma di più che buona fattura che, unitamente alla ben presente freschezza, dona all’insieme equilibrio, carattere e piacevolezza di beva; soddisfacente la persistenza.

Vigna Tecc – Dogliani Docg Superiore – 2016 – Campione di botte

Ottenuto da uve provenienti da due differenti vigneti, questo Dogliani Docg Superiore, vinificato in acciaio e affinato in botti da 50hl, rappresenta un assaggio di particolare interesse proprio in quanto campione di botte e capace, pertanto, di raccontarci un momento della sua evoluzione che, normalmente, non ci è dato conoscere.

Il suo color porpora intenso anticipa un panorama olfattivo dominato dal frutto maturo, ma croccante, nel quale si distinguono chiaramente le note della ciliegia matura, della mora e del mirtillo nero. Leggere sensazioni di erba appena tagliata e gradevoli sentori agrumati riconducibili alle arance completano un bouquet assolutamente in divenire ma già franco, tipico e di buona complessità.

Piemonte Doc Barbera – 2015

Ottenuto dalle uve Barbera coltivate nei poderi di San Luigi e San Giacomo, questo Barbera è vinificato in acciaio e affinato, parte in botti grandi e parte in barrique, per circa un anno. Alla vista si offre di un bel color rubino intenso nel quale le ultime sfumature porpora testimoniano una gioventù non ancora sopita. Il suo bouquet, tipico e armonico, è giustamente caratterizzato dalle note di ciliegia alle quali si affiancano sensazioni di mirtillo nero nonché i sentori agrumati del chinotto; una leggera verticalità balsamica e gradevoli note di spezie dolci ne completano il panorama olfattivo che risulta essere ammantato – ma non coperto – da garbate sensazioni boisé.

In bocca, si offre molto morbido, ampio, intenso e di corpo con una tannicità delicata e una più marcata freschezza che rendono l’insieme equilibrato, piacevole, persistente e capace di non cadere nel banale.

Cannubi – Barolo Docg – 2014

Questo Barolo, imbottigliato solo da circa dieci giorni, nasce a Cannubi – una delle vigne più rinomate dell’intera Denominazione. La parcella di provenienza delle uve si trova a circa 220m di quota su marne grigie ascrivibili alla formazione di Sant’Agata e gode di esposizione compresa fra sud e sud-est.

Un vellutato color granato chiaro ci conduce verso un naso che, inizialmente, offre sensazioni di frutta rossa matura affiancate alle note floreali della violetta appassita. In seguito, dal calice emergono sentori di scorza di arancia amara nonché una piacevole speziatura riconducibile alla noce moscata. Il già ampio bouquet acquisisce verticalità grazie alla presenza di sensazioni balsamiche spesso presenti nei Barolo di Cannubi. Nel complesso, un naso già tipico e complesso che troverà, col trascorrere degli anni, la propria completa espressione.

Al palato si presenta compatto, di buona ampiezza, di corpo, fresco e sostenuto da una tessitura tannica sicuramente troppo giovane ma di eccellente fattura che gli conferisce fin d’ora carattere e fascino.

Cannubi – Barolo Docg – 2001

Servito da una Jéroboam, ovvero una doppia magnum, questo Cannubi, figlio di un’eccellente annata, si presentava alla vista sfoggiando un color granato leggermente più intenso del precedente e mostrando sulla lancia i primi riflessi aranciati.

Il suo naso può vantare la rara qualità di saper coniugare intensità e finezza senza certo sacrificare la propria tipicità. Il suo bouquet è un susseguirsi di emozioni, più che di profumi, nel quale la ciliegia matura svolge il ruolo di filo conduttore tra le sue molteplici sfaccettature. Ecco, allora, presentarsi le note agrumate delle scorze di arancia amara immediatamente seguite da un’evidente balsamicità a ricordarci la sua vigna di origine. A seguire, sensazioni di noce moscata, chiodi di garofano, cacao amaro e liquirizia nera. Gli anni trascorsi si palesano, infine, nei sentori di cuoio, tabacco dolce e leggero humus. Un leggero boisé – derivante dai legni piccoli che lo hanno ospitato in gioventù – lo ingentilisce quasi compenetrandone l’insieme senza arroganza alcuna.

L’ingresso in bocca è pieno e colpisce per la “dolcezza” dei tannini che, pur mantenendo il loro nerbo, si presentano setosi e avvolgenti e capaci di donare equilibrio alla pienezza del corpo. La davvero lunga persistenza e la sua piacevolezza di beva rappresentano il degno coronamento di una assaggio capace di dare forma liquida al tempo.

Terlo – Barolo Docg – 2013

Vigna Terlo, in comune di Barolo, è situata su marne calcaree a circa 310m s.l.m. e gode di un’esposizione sudorientale.

Questo Barolo, vinificato in acciaio e affinato in botte per circa 30 mesi, si presenta nel calice di un elegante color granato e, portato al naso, regala sensazioni di marasca e ribes rosso alle quali si uniscono le note floreali della violetta fresca. Una leggera rotazione del bicchiere ci permette di apprezzare nuove sfumature tra le quali spiccano una piacevole verticalità balsamica nonché i primi sentori di cuoio.

In bocca, si presenta ampio, austero e armonico; la pienezza del corpo trova carattere e sostegno nei tannini di eccellente fattura nonché nella piacevole freschezza; più che adeguata la persistenza. Una particolare nota di merito è dovuta alla non comune corrispondenza tra naso e bocca.

Poderi Luigi Einaudi

Cascina Tecc

Borgata Gombe, 31

12063, Dogliani (CN)

info@poderieinaudi.com

www.poderieinaudi.com

Chi fosse interessato ad assaggiare i vini recensiti in questo articolo – o altri della stessa Azienda – può cercarli mediante Trovino, un motore di ricerca di vini online, in grado di mostrare e comparare i prezzi delle diverse bottiglie in vendita presso alcuni dei migliori negozi online.

Read Previous

Az. Agr. Logonovo – Vergena – Toscana Igt – 2014 – L. K-01-16

Read Next

Poderi Gianni Gagliardo e Tenuta Garetto: l’inizio di un grande futuro