• Sab 26 Nov 2022

La FIVI incontra Pavia: l’Università di Pavia e la FIVI Oltrepò ampliano il senso della cultura

A Pavia, si è svolto un interessante evento dedicato al vino dell’Oltrepò Pavese a sostegno dell’archeologia oltrepadana organizzato dall’Università e dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti

Il vino e la cultura, ovvero la cultura del vino

L’Italia è da sempre un Paese che – probabilmente ancora a seguito della riforma Gentile del 1923 – concepisce la cultura solamente nell’ambito letterario e artistico relegando altri aspetti, quali quelli scientifici, popolari, enogastronomici, ecc., ai soli ambiti tecnici se non, addirittura, meramente economici o “hobbistici”. Questa visione è ovviamente fortemente penalizzante in quanto devia risorse, interesse e sforzi sociali da ambiti oggi cruciali – ambiente, agricoltura, enogastronomia – verso altri aspetti percepiti dai più come di maggiore rilevanza. Per amore di verità, è giusto ricordare che piccoli segnali di cambiamento stanno emergendo, ad esempio, nell’utilizzo dei fondi del PNRR o nel recente Testo Unico del Vino (Legge 12 dicembre 2016, n. 238) nel quale si legge “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale”.

La FIVI incontra Pavia

Ecco che, alla luce di quanto sopra scritto, l’evento “La FIVI incontra Pavia” organizzato sabato 29 ottobre 2022 presso l’Aula del ‘400 dalla piattaforma di crowdfunding dell’Università di Pavia Universitiamo e della Delegazione dell’Oltrepò Pavese della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti assume particolare rilevanza in quanto sancisce il legame fra la cultura accademica e quella enoica in un Paese che vede nel vino uno dei suoi prodotti più identitari. Questo elemento è ulteriormente rinforzato dal fatto che la natura di crowdfunding di Universitiamo svolge il ruolo di cardine di tale manifestazione dato che i proventi dello stesso saranno interamente destinati al progetto “Valle Staffora – Archeologia nella terra del vino” coordinato dal Prof. Stefano Maggi, docente di Archeologia presso l’Ateneo.

Il presente dell’Oltrepò vitivinicolo

I 34 vignaioli oltrepadani presenti – insieme ai nove produttori ospiti piemontesi – hanno messo in degustazione una più che ampia selezione dei loro prodotti, permettendo di delineare l’importante percorso di crescita qualitativa di questo territorio che, è giusto ricordare, svolge un ruolo di primo piano nel panorama produttivo non solo lombardo ma anche nazionale dato che, a solo titolo di esempio, l’Oltrepò vanta la maggior superficie italiana coltivata a pinot nero ponendosi, inoltre, al terzo posto a livello europeo.
Tra i prodotti più rappresentati – e rappresentativi – spiccano i vitigni tipici del territorio quali, prima fra tutti, la croatina oltre, ovviamente, al barbera, al riesling e al già citato pinot nero. Si conferma, come una realtà assolutamente consolidata, l’alta qualità raggiunta in queste colline in ambito spumantistico con prodotti che nulla hanno da invidiare a territori ben più noti e blasonati. Eccellenti assaggi possono essere riferiti anche al pinot nero vinificato in rosso, al riesling nonché a una delle Denominazioni emergenti del territorio, il Buttafuoco DOC.
Questa terza edizione di “La FIVI incontra Pavia”, pertanto, sembra proprio aver raggiunto i suoi obiettivi, ovvero avvicinare i cittadini al mondo del vino promuovendo il territorio, legare aspetti diversi del mondo della cultura quali l’Università e l’enogastronomia e certificare, ancora una volta, il percorso di costante miglioramento delle produzioni vinicole oltrepadane.

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