• Sab 26 Nov 2022

Castello di Spessa: le radici nella storia e lo sguardo nel futuro

Il Castello di Spessa (GO) vanta un’antica storia storia, grandi vini e un’ospitalità raffinata

Il Castello di Spessa: una storia tra dominazioni e nobiltà

Dove le colline del Collio e dell’Isonzo degradano lentamente verso la pianura goriziana sorge Capriva del Friuli, una piccola cittadina che trova nel vino – e nel turismo ad esso collegato – uno dei punti saldi della propria economia. Il vino in questa zona ha radici antiche essendo presente già dall’epoca romana così come alla stessa epoca risale il primo avamposto romano di avvistamento del III secolo d.C., in seguito passato sotto la dominazione longobarda, sul quale sarebbe sorto il Castello di Spessa.

Tale struttura vide alternarsi numerose famiglie della nobiltà friulana – quali i Dorimbergo, i Rassauer e i Della Torre Valsassina – ma vide anche ospitare uomini e donne che tuttora ricordiamo per il loro contributo alla storia e alla cultura d’Italia e d’Europa. Tra questi è doveroso menzionare Lorenzo Da Ponte, il celebre librettista di Mozart e, nel ‘900, i Marescialli Diaz e Cadorna; pur se di tutt’altra levatura, è comunque interessante citare anche la presenza, nel 1773, di Giacomo Casanova che nelle proprie memorie menzionò i vini del Castello definendoli “di qualità eccellente”.

Le prime notizie scritte riguardo alla produzione di vino da parte del Castello risalgono al XIII secolo e un altro documento, datato 1559, attesta esplicitamente la produzione di ribolla gialla.

Il Castello di Spessa oggi

Nel 1987 la famiglia Pali acquista il Castello e dando vita all’Azienda vitivinicola a partire dal nucleo dei vigneti preesistenti. Attualmente, Castello di Spessa può contare su quasi 100 ettari di vigneto distribuiti fra le Denominazioni di Origine Controllate Collio e Isonzo.

Collio DOC

In generale nel territorio della Denominazione, i vigneti sono compresi fra i 40 e i 270m di quota anche se la maggior parte delle vigne è localizzata nella fascia compresa fra i 50 e i 90m s.l.m.; le pendenze sono prevalentemente comprese fra il 15% e il 30%. I suoli più rappresentativi e diffusi di queste zone sono marnosi o marnoso – arenacei e la roccia dalla quale hanno avuto origine viene localmente definita ponca. Si tratta di una roccia di origine sedimentaria marina, scientificamente considerata di origine torbiditica e definita flysch, che ha avuto origine nell’Eocene medio-superiore, ovvero tra i 53 e i 40 milioni di anni or sono. In pratica, la ponca consiste in una successione di strati di arenaria alternati a strati marnosi; è una roccia facilmente degradabile che rende, pertanto, facilmente disponibili le sostanze minerali per la vite e che, inoltre, essendo di colore chiaro ben riflette la luce, importante nella corretta maturazione aromatica dei grappoli; sono presenti frequenti orizzonti di conglomerati.

Un affioramento di ponca nellle colline del Collio

Queste colline, da un punto di vista climatico, si giovano della contemporanea vicinanza delle Prealpi Giulie e del Mare Adriatico: le prime fungono da riparo contro i freddi venti settentrionali mentre il secondo, distante mediamente circa 20km, ne mitiga ulteriormente il clima che può essere considerato temperato subcontinentale, con temperature medie annue intorno ai 13 – 14°C; le temperature medie estive si attestano su valori di circa 21,5 – 22,5°C mentre le medie invernali, ampiamente positive, si mantengono intorno i 4°C. Le precipitazioni annue assommano a circa 1350-1400 mm, con un massimo principale in ottobre-novembre e uno secondario in giugno.

In questa Denominazione l’Azienda può contare su 28ha di vigneto in corpo unico nei quali sono allevati pinot bianco, pinot grigio, sauvignon blanc, ribolla gialla, tocai friulano, merlot e pinot nero.

Friuli Isonzo DOC

Il territorio della DOC Friuli Isonzo si presenta come un altopiano dolcemente digradante dalle colline del Collio e del Carso verso il mare Adriatico costituito da depositi dell’era Quaternaria. Questi depositi si distinguono in una porzione più antica originatasi nel Pleistocene e una più recente di origine olocenica, entrambe ben drenanti. Inoltre, nella porzione settentrionale dominano le Rive Alte, ricche di argille nobili impastate a ghiaie con elevati tenori di ossidi di ferro che conferiscono il tipico color rossastro mentre più a sud divengono protagoniste le Rive di Giare, con terreni calcarei a ghiaie bianche e la presenza di sabbie portate dal vicino Adriatico. La porzione collinare condivide la ponca con il Collio.

Quest’area è fortemente influenzata dai venti e dalle brezze d’origine marittima e continentale. Assai nota è, infatti, la bora, un vento secco e freddo che si origina nei Balcani; questo vento si alterna allo scirocco caldo e umido che spira dall’Adriatico dando così origine a un alternanza climatica dominata, nel complesso, dall’influenza mitigatrice del mare dando così vita a un microclima sostanzialmente mediterraneo.

Nella DOC Friuli Isonzo, il Castello di Spessa dispone di circa 70ha di vigneto costituiti da pinot grigio, sauvignon blanc, ribolla gialla, tocai friulano, chardonnay, merlot e cabernet sauvignon.

Le vigne, la cantina e i vini

I vigneti sono condotti senza l’impiego di prodotti di sintesi e sono totalmente inerbiti al fine di preservare lo strato organico del suolo e aumentare la biodiversità complessiva nelle vigne. L’Azienda ha, inoltre, aderito al progetto “Api in vigna” volto a preservare e incrementare le popolazioni di api. Tale protocollo prevede di pianificare i trattamenti in determinate fasce orarie quando le api non sono attive in vigna e non intervenire in presenza di vento, evitando così la dispersione nell’ambiente di molecole potenzialmente dannose alle api stesse.

Da diversi anni, l’attuale titolare, Loretto Pali, ha avviato una proficua collaborazione con Simonit & Sirch, specialisti di fama internazionale nella gestione dei vigneti e nella potatura della vite finalizzata al benessere delle viti stesse, alla conseguente maggior resistenza spontanea ai patogeni e al conseguente miglioramento qualitativo delle uve prodotte.

La cantina medioevale del Castello

Il 2021 ha visto concludersi i lavori di ampliamento e di ammodernamento della cantina di vinificazione situata a Cormons, a pochi chilometri dal Castello. Il locale dedicato alla vinificazione, risalente agli anni ’70, affianca nella produzione le storiche cantine di invecchiamento sotterranee che si trovano all’interno del Castello. Tali cantine sono sotterranee e si trovano su due livelli: il primo di origine medievale e il secondo – più profondo e sito a 18 metri sotto il livello del suolo, è stato ricavato da un bunker militare realizzato nel 1939. Grazie alla stabilità di temperatura (14°C) e umidità, queste cantine offrono condizioni ottimali per la conservazione e la maturazione dei vini.

Nel 2014, viene chiamato l’enologo trentino Enrico Paternoster, forte delle sue precedenti collaborazioni in Toscana, in Trentino e con l’Istituto Agrario Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Castello di Spessa, attualmente, produce circa 500.000 bottiglie all’anno; è sicuramente da ricordare anche la produzione di distillati di alto livello, in particolare grappe e brandy.

L'enologo Enrico Paternoster (a sinistra) e l'attuale titolare, Loretto Pali (a destra)

L’ospitalità

Il Castello di Spessa è anche Golf Wine Resort & SPA, con un campo da golf a 18 buche e dispone, inoltre, di un’ampia offerta di ospitalità negli storici alloggi all’interno del castello o nei casali situati in collina tra i vigneti; all’interno della struttura è anche possibile usufruire della VINUM Spa con Vinoterapia e di tre ristoranti

Castello di Spessa nel bicchiere

Amadeus – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Brut – 2016

Le uve chardonnay (83%) e pinot nero (17%), ottenute dai vigneti aziendali in comune di Capriva del Friuli e Cormons, sono state oggetto di una spremitura estremamente soffice e, in seguito, il mostro fiore è stato fermentato parte in acciaio e parte in rovere francese. Terminata la fermentazione alcolica, è stata svolta quella malolattica per poi proseguire con un periodo di circa otto mesi di riposo sulle proprie fecce nobili prima dell’imbottigliamento e del conseguente tiraggio; questa bottiglia ha affinato sui lieviti per almeno 40 mesi ed è stata, infine, sboccata il giorno 24 febbraio 2021.
Il lucente color paglierino brillante di questo Metodo Classico è percorso da eleganti catenelle di finissime bollicine che non possono non invogliare a proseguire la degustazione. Al naso, sfoggia un bouquet intenso e fine nel quale, in apertura, spiccano note di burro e piccola pasticceria, immediatamente seguite e avvolte da sensazioni di nocciola e mandorla dolce appena tostata. Il frutto è espresso da intensi sentori riconducibili alla mela Golden leggermente avvizzita oltre che alla frutta gialla ben matura; sfumature di calvados e di fiori gialli appassiti ne completano l’ampio quadro olfattivo.
L’attacco al palato è ampio, ricco e morbido ma ben sostenuto da una spalla acida ancora vivida e da una marcata sapidità. L’importante struttura non va, però, a scapito della bevibilità di questo Spumante che, anche in virtù della piacevolezza tattile del perlage e della più che soddisfacente persistenza, ben si presta ad accompagnare l’intero pasto se non costituto da piatti di carni rosse o nere troppo impegnativi.

 

Santarosa – Collio DOC Pinot bianco – 2020

Prodotto da uve pinot bianco in purezza ottenute dai vigneti aziendali allevati al di sopra di strati di ponca, questo Collio Doc Pinot bianco ha fermentato in acciaio per poi maturare in parte ancora in acciaio sulle fecce nobili e in parte in barrique fino al marzo 2021.
Dal calice, nel quale sfoggia un bel color paglierino intenso e luminoso, emergono eleganti e armoniche note di albicocca e pesca a polpa gialla ben mature affiancate dalle sensazioni floreali della ginestra e del gelsomino; il gradevole sentore più aspro del bergamotto conferisce al bouquet di questo pinot bianco ulteriore finezza aiutato, in tal senso, dalla piacevole vena balsamica che dona all’insieme un’intrigante verticalità olfattiva.
Al sorso, stupisce per ricchezza e struttura: il centro bocca è avvolgente e ricco ma, nel contempo, sostenuto da una ben vestita freschezza e da una territoriale sapidità; la lunga persistenza e l’eleganza del fin di bocca concludono una degustazione capace di ben raccontare la vocazione del territorio per questo nobile vitigno.

Sanserff – Collio DOC bianco Riserva – 2013

Questa Riserva è ottenuta con diverse varietà a bacca bianca provenienti da un singolo vigneto in comune di Capriva del Friuli. La macerazione pellicolare delle uve e la successiva pressatura soffice sono seguite da fermentazione alcolica e malolattica, entrambe svolte in barrique. L’imbottigliamento segue un periodo di maturazione di almeno 12 mesi sempre in barrique.
L’intenso e lucente color dorato dà origine ad aspettative che certo non vanno deluse non appena il calice viene avvicinato al naso. Il carosello di profumi – intensi, eleganti e armonici – spaziano dall’albicocca matura alle foglie di pomodoro e bosso, dalle note minerali del gesso a un’intrigante sentore fumé. Il tempo e una lieve rotazione del calice permettono di godere di un susseguirsi di altre note quali il bergamotto, i fiori di ginestra, la cipria e una timida e composta vaniglia nonché delle sfumature quasi balsamiche delle erbe provenzali.
All’assaggio, il Sanserff 2013 si conferma un vino di grande caratura sfoggiando un sorso ampio, ricco e profondo, molto morbido e di gran corpo ma, nel contempo, capace di mantenere intatta la piacevolezza di beva grazie all’ancora nervosa freschezza e a una più che spiccata sapidità; molto lunga la persistenza.
Degustazioni svolte il giorno 21 ottobre 2022

Castello di Spessa

Via Spessa, 1 – 7 – 14

34070, Capriva del Friuli (GO)

info@castellodispessa.it

www.castellodispessa.it

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