Il Grappolo d’Oro 2017: la Chiavennasca sempre più protagonista in Valtellina
Quest’anno, così come negli scorsi, ho avuto il piacere e la fortuna di poter partecipare, come membro della Giuria Giornalisti e Blogger, al Concorso Enologico Provinciale dei Vini di Valtellina “Il Grappolo d’Oro”, giunto ormai alla sua quinta edizione e tenutosi a Chiuro il giorno 12 settembre nell’ambito dell’omonima manifestazione che, nel corso di oltre una settimana di eventi, ha voluto approfondire e divulgare le numerosissime peculiarità dell’enogastronomia, delle tradizioni e dell’ambiente di questo magnifico territorio. Il Concorso ha visto anche quest’anno la presenza di numerose Aziende che hanno rappresentato in modo impeccabile la tradizione vitivinicola valtellinese e il suo vitigno più rappresentativo, la Chiavennasca; è questo, infatti, il nome con il quale è da sempre conosciuto il Nebbiolo tra quelle montagne.
Come gli scorsi anni il Concorso – riservato ai vini Valtellina Superiore Docg – ha visto la partecipazione di ben cinque commissioni giudicanti – Assaggiatori ONAV, Consumatori e Ristoratori, Enologi e Viticoltori, Giornalisti e Blogger e Sommellier AIS – al fine di poter offrire una valutazione più sfaccettata e quindi capace di evidenziare come le diverse componenti della “filiera vino” si pongano e valutino i differenti prodotti. A completare il Concorso c’è poi l’assegnazione di un premio unitario – Il Grappolo d’Oro – scelto da due rappresentanti di tutte le giurie, tra i primi due vini classificati nella precedente selezione svolta dalle singole commissioni. Inutile dire che tutte le operazioni di valutazione sono state svolte rigorosamente alla cieca con le bottiglie rese assolutamente anonime.

Devo, in tutta sincerità, dire che la qualità media dei vini in gara si è dimostrata di livello assai più che soddisfacente e che che tutti i vini presentati hanno ben rappresentato la tipicità e la finezza dei Valtellina Superiore Docg. Ciò non toglie, come è giusto che sia, che alcuni prodotti abbiano saputo colpire maggiormente i nostri sensi e le nostre emozioni meritando, almeno secondo il parere delle diverse Commissioni, di essere premiati. È motivo di grande soddisfazione poter scrivere che, a fianco di alcune più che consolidate conferme, si è affacciata alla ribalta anche una giovane Cantina che nel giro di pochi anni è riuscita a raggiungere una qualità davvero assai interessante Ecco quindi, tra le gradite conferme, che Mamete Prevostini, con il Valtellina Superiore Riserva 2013, ha vinto il Grappolo d’Oro ed il premio dei sommelier AIS mentre ad ArPePe sono stati assegnati ben tre premi ovvero quello della commissione consumatori/ristoratori con il Sassella Riserva “Ultimi Raggi” 2009 e quelli assegnati dagli assaggiatori ONAV e dagli enologi/viticoltori con il Sassella Riserva “Rocce Rosse” 2007.

La nuova rivelazione, a cui accennavo poc’anzi, è rappresentata dal PG40 Sassella 2011 dell’Azienda Agricola “La Spia”, premiato dai giornalisti e blogger. La Spia è, infatti, stata fondata tra il 2009 e il 2010 da Michele Rigamonti che, partendo da un vecchio vigneto di famiglia e da una tradizione di vitivinicoltura per autoconsumo, ha realizzato – con l’aiuto della sorella Elena – questa nuova Cantina sulla collina La Spia a Castione in Località Sassella (SO).
Per approfondimenti sulle Aziende vincitrici e sui relativi vini è possibile consultare i siti aziendali: ArPePe – La Spia – Mamete Prevostini.
Foto di N.Sauro