Cantina Castello di Uviglie: storia, vino e arte

Introduzione

La Cantina Castello di Uviglie si erge come emblema dell’eccellenza nel Monferrato, un luogo dove la sua storia di origine medievale si fonde con l’espressione artistica contemporanea e una tradizione vitivinicola che affonda le radici nei secoli. Questa antica fortezza, situata a Rosignano Monferrato, domina un paesaggio collinare che è stato riconosciuto e tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La storia secolare della Cantina Castello di Uviglie

Medioevo e Rinascimento

Il Castello di Uviglie affonda le sue origini nel 1322, anno in cui il Marchese Teodoro I autorizzò la famiglia Pocaparte a erigere il “Castrum Ivilie”. Il prestigio attuale della tenuta è, però, il risultato di secoli di trasformazioni architettoniche e di passaggi di proprietà tra importanti famiglie nobiliari. Oggi, sotto la guida della famiglia Bonzano, il castello continua a essere un dinamico polo di cultura e produzione di alta qualità, mantenendo vivo un patrimonio che coniuga la solidità della struttura in pietra con la ricchezza del vino.

Un momento storico fondamentale fu l’acquisizione del feudo da parte della famiglia Pico Gonzaga alla fine del XV secolo. Questi aristocratici, noti per il loro interesse per le scienze e l’alchimia, hanno lasciato un segno distintivo negli interni, arricchendoli con una complessa simbologia di natura esoterica.

Il Castello di Uviglie dall'alto

Dal XIX secolo ai giorni nostri

Agli inizi del XIX secolo – con la scomparsa di Giovanni Antonio IV, l’ultimo erede dei Pico Gonzaga – la Contea passò a sua figlia Felicita come parte della dote per il matrimonio con il Conte Ignazio Callori di Vignale. Il Conte Armodio Callori commissionò all’architetto Conte Arborio Mella importanti lavori di ristrutturazione, che inclusero l’abbattimento delle mura difensive sul lato meridionale e la conseguente creazione dell’attuale parco, caratterizzato da alberi esotici e secolari.

Le antiche cave sotterranee di Pietra da Cantone del Castello di Uviglie
Le antiche cave sotterranee di Pietra da Cantone del Castello di Uviglie

Il novecento

Successivamente, la proprietà fu acquisita dal Conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, uno dei co-fondatori della FIAT (il cui atto costitutivo fu firmato a Palazzo Bricherasio di Torino nel 1899). Essendo morto celibe nel 1904, lasciò l’intero patrimonio alla sorella, la Contessina Sofia Cacherano di Bricherasio. Nel 1928, quest’ultima permise ai Missionari della Consolata di Torino di stabilirsi nel castello, trasformandolo in sede di un noviziato. Nel 1946, la contessa Sofia trasferì formalmente la proprietà del castello all’Istituto Salesiano per le Missioni.

Negli anni ‘70 del Novecento, l’Istituto Missioni delle Consolata rilevò il castello, lo restaurò e lo aprì al pubblico, realizzando un’area di ristorazione e una moderna cantina per la vinificazione.

L’era Bonzano

La tradizione vinicola della Cantina Castello di Uviglie è profondamente radicata, con la prima vigna documentata risalente al 1491, il che la rende una delle realtà vinicole più antiche del Piemonte. L’acquisto del Castello di Uviglie – nel 2020 – da parte della famiglia Bonzano dal precedente proprietario – Simone Lupano – ha segnato l’inizio del progetto, mirato a ripristinare i vigneti aziendali e a consolidare il prestigio del territorio.

Dal 2020, la famiglia Bonzano profonde in questa attività un forte impegno verso la sostenibilità e la qualità. Oggi, Francesca e Davide Bonzano sono alla guida di un’azienda vitivinicola che impiega tecnologie all’avanguardia e si avvale di un team giovane e dinamico.

L'ingresso del Castello di Uviglie

Il territorio del Castello di Uviglie: un mosaico di suoli e microclimi

Il Castello di Uviglie è situato sulla collina più elevata di Rosignano Monferrato, a circa 250 metri sul livello del mare. L’area circostante è un sistema collinare che varia tra i 120 e i 350 metri di altitudine, caratterizzato da suoli di origine marina risalenti al Miocene.

Queste cosiddette “terre bianche” sono costituite da marne arenacee e calcaree, ricche di fossili e minerali, ma con una bassa percentuale di sostanze organiche. Questa specifica composizione del suolo, combinata con un clima temperato e una piovosità moderata, crea le condizioni perfette per la coltivazione della vite, favorendo la produzione di vini strutturati, intensi nel colore e con un notevole potenziale di invecchiamento. La posizione, vicina sia alle Alpi che al mare, contribuisce a proteggere i vigneti dalle intemperie, assicurando una maturazione ottimale delle uve.

Il clima

Il clima del Monferrato, secondo i dati di Weather Spark, è classificato come temperato caldo. A Rosignano Monferrato, la temperatura media annuale si aggira intorno ai 14°C, con una media delle massime di 17°C e delle minime di 10°C. Le stagioni estive sono calde e prevalentemente soleggiate, con luglio che registra i picchi di temperatura (29°C di massima e 19°C di minima). Gli inverni sono freddi, con gennaio come mese più rigido (7°C di massima e 0°C di minima). Le precipitazioni sono significative e ben distribuite nell’arco dell’anno, con un periodo più piovoso che si estende da aprile a novembre. Maggio è il mese con il maggior numero di giorni di pioggia (in media 9,6), mentre febbraio è il più secco (3,9 giorni). La piovosità totale annua si attesta intorno ai 700mm, un valore che, insieme alle altre caratteristiche climatiche, è fondamentale per una viticoltura di alta qualità.

La Pietra da Cantone: l’anima della Cantina Castello di Uviglie

Un elemento distintivo e fondamentale del territorio è la Pietra da Cantone, un’arenaria calcarea di origine marina che si è formata durante il Miocene, circa 15-20 milioni di anni fa. Questa roccia sedimentaria si distingue per la sua composizione sabbiosa cementata da carbonato di calcio, che le conferisce la caratteristica tonalità giallo-ocra. Sebbene gli abitanti locali la chiamino spesso impropriamente “tufo”, la sua formazione è legata esclusivamente all’accumulo di sedimenti in ambienti marini poco profondi, ricchi di fossili di molluschi e bivalvi ancora oggi visibili nella roccia. La sua facilità di lavorazione, unita a una notevole resistenza agli agenti atmosferici, l’ha resa per secoli il principale materiale da costruzione. Per questo motivo, la Pietra da Cantone non è solo un dato geologico, ma l’elemento materico che definisce l’identità visiva dell’intero Monferrato Casalese a tale punto da essersi meritata un apposito Museo.

Castello di Uviglie: dettaglio sulla Pietra da Cantone
Dettaglio della Pietra da Cantone

La Pietra da Cantone nella tradizione monferrina

L’utilizzo della Pietra da Cantone nell’edilizia locale è vasto, spaziando dalle semplici cascine ai maestosi palazzi nobiliari, come testimoniano Palazzo Volta e Palazzo Radicati a Cella Monte. Il nome stesso deriva dai “cantoni”, i grandi blocchi squadrati impiegati per rinforzare angoli, portali e cornici di pregio. Oltre alle costruzioni in superficie, questa pietra ha permesso la realizzazione degli “infernot”, ovvero camere ipogee scavate a mano al di sotto delle abitazioni e destinate alla conservazione del vino. Questi ambienti sotterranei mantengono condizioni di temperatura e umidità costanti, ideali per l’affinamento dei grandi vini rossi piemontesi. Presso il Castello di Uviglie, le antiche cave sotterranee si estendono per circa 10.000 metri quadrati, creando uno scenario suggestivo dove la pietra protegge e valorizza le bottiglie di Metodo Classico e gli altri vini destinati all’affinamento in vetro.

I vigneti della Cantina Castello di Uviglie: un patrimonio di biodiversità

L’azienda agricola della Cantina Castello di Uviglie si estende su 120 ettari, di cui 45 dedicati alla viticoltura. La famiglia Bonzano ha scelto di dare risalto ai vitigni autoctoni del Monferrato, come barbera, grignolino e albarossa, affiancandoli a varietà internazionali come pinot nero, chardonnay e sauvignon blanc. I vigneti, allevati con il sistema Guyot, prosperano su suoli calcareo-marnosi e beneficiano di una gestione agronomica meticolosa, che include la raccolta manuale in cassetta per le uve destinate ai vini di alta gamma. Tra i cru di maggiore importanza spicca la Vigna Mandoletta, nucleo storico della famiglia Bonzano e fonte delle uve per alcune delle etichette di punta. L’Azienda possiede inoltre le certificazioni SQNPI e Equalitas, a riprova del suo impegno per una viticoltura sostenibile.

Castello di Uviglie: alcuni vigneti

I vini della Cantina Castello di Uviglie: espressione di un territorio unico

La produzione vinicola della Cantina Castello di Uviglie è suddivisa in tre diverse linee, tutte caratterizzate da un profondo legame con il territorio.

“Le Cave” comprende spumanti Metodo Classico che affinano nell’antica cava di Pietra da Cantone, tra cui spiccano il Blanc de Blancs 60 mesi e il Rosé 48 mesi.

“Premium” propone vini da meditazione come il “Bruno Bonzano”, una Barbera del Monferrato Superiore DOCG affinata per 24 mesi in legno, e il “Sofia di Bricherasio”, un Piemonte DOC Albarossa.

“Classica” è, invece, una linea offre vini più freschi e pronti, come il “Bricco del Conte” (Barbera del Monferrato DOC) e il “San Bastiano” (Grignolino del Monferrato Casalese DOC).

Ogni etichetta della Cantina Castello di Uviglie narra una storia, combinando l’esperienza enologica di Donato Lanati con la passione della famiglia Bonzano.

Attualmente, la produzione aziendale si aggira intorno alle 100.000 bottiglie all’anno.

_015Castello di Uviglie

Cantina Castello di Uviglie e l’arte: un dialogo continuo

Il rapporto tra la Cantina Castello di Uviglie e il mondo dell’arte ha radici lontane, risalenti alla Contessa Sofia di Bricherasio, che fu mecenate e artista. Oggi, questa vocazione è portata avanti dalla famiglia Bonzano, che ha destinato alcuni spazi del castello alla promozione culturale. Le antiche cave, oltre a essere utilizzate per l’affinamento dei vini, sono diventate una cornice suggestiva per le opere di artisti contemporanei.

Joan Crous e il vetro

Tra gli artisti esposti, si distingue Joan Crous, scultore spagnolo che utilizza vetro riciclato per realizzare opere che indagano i temi della fragilità umana e della memoria. Il suo progetto “Cenae”, esposto nelle cave, stimola una riflessione sul rapporto tra l’essere umano e la terra, creando un dialogo affascinante tra arte, storia e vino.

Un'opera di Joan Crous esposta presso il Castello di Uviglie
Un'opera di Joan Crous esposta presso il Castello di Uviglie

Stefano Bonzano e il dialogo tra arte e natura

A queste opere si aggiungono quelle di Stefano Bonzano, che crea sculture e installazioni impiegando materiali di recupero, in un costante confronto tra arte e natura. L’artista esplora come le esperienze e le emozioni plasmino il corpo umano, lasciando tracce visibili che la sua sensibilità trasforma in sculture e acquerelli. Attraverso tecniche come la wire sculpture e l’uso di grandi formati, Bonzano genera un effetto a “raggi X” che unisce la forma esterna alla coscienza interiore. Le sue creazioni non si limitano all’estetica, ma affrontano questioni cruciali come la sostenibilità e la coesistenza tra uomo e natura. Egli propone una visione evolutiva basata sulla cooperazione tra le specie, in alternativa alla competizione, ricercando un’armonia profonda che superi la rigidità della selezione naturale.

Un opera di Stefano Bonzano esposta presso all'interno dell'antica cava del Castello di Uviglie
Un'opera di Stefano Bonzano esposta all'interno dell'antica cava del Castello di Uviglie

Nuova genesi

Approfondendo i suoi lavori, “Nuova Genesi” propone una visione di un futuro post-apocalittico in cui nuove forme di vita senzienti emergono dalla simbiosi tra uomo, piante e insetti. Bonzano integra elementi naturali reali, come vegetali e piccoli organismi, direttamente nella sua produzione artistica, rendendo la natura parte attiva del processo creativo.

I Quattro Elementi

Parallelamente, il ciclo “I Quattro Elementi” affronta il tema del cambiamento climatico attraverso figure simboliche: l’aria è rappresentata da un tornado distruttivo, mentre l’acqua si manifesta attraverso la sua assenza durante la siccità. La terra è simboleggiata da un giovane guerriero che protegge un seme, metafora della cura necessaria per la salvaguardia del nostro ambiente. Queste installazioni, spesso collocate proprio nelle cave di Pietra da Cantone, stabiliscono un dialogo silenzioso tra la memoria geologica della roccia e la vulnerabilità della condizione umana contemporanea.

Una delle sculture de "I quattro Elementi" esposta nelle cave storiche del Castello

Cantina Castello di Uviglie: un futuro radicato nella storia

Il Castello di Uviglie è un esempio virtuoso di come sia possibile unire storia, territorio e innovazione. La famiglia Bonzano, con la sua visione imprenditoriale e il profondo rispetto per le tradizioni, è riuscita a rilanciare questa storica realtà vinicola, proiettandola nel futuro senza alterarne l’essenza. La valorizzazione dei vitigni autoctoni, la protezione della biodiversità, l’adozione di tecnologie all’avanguardia e l’apertura al mondo dell’arte sono solo alcuni degli aspetti che rendono il Castello di Uviglie un luogo unico. Un luogo dove ogni bottiglia di vino racchiude una storia secolare, una storia di passione, dedizione e amore per un territorio straordinario.

Le degustazioni: i vini della Cantina Castello di Uviglie alla prova del calice

_016Castello di Uviglie

Tutte le degustazioni di seguito riportate sono state svolte in compagnia del titolare Stefano Bonzano e del collega e amico Fabio Volpentesta che ha, inoltre, scritto le prime due degustazioni. L’occasione per tali assaggi è stata la nostra visita alla Cantina Castello di Uviglie avvenuta il giorno 16 dicembre 2025. Colgo l’occasione per ringraziare la Famiglia Bonzano – e Stefano in modo particolare – oltre a tutto lo staff aziendale con un ringraziamento particolarmente sentito per Niccolò Petrilli che ha reso possibile questa bellissima esperienza.

Mandoletta Le Cave – Spumante Piemonte DOC – Brut – 2021

La vigna e la cantina

Il nome di questo millesimato omaggia la casa di famiglia e la tradizionale coltivazione delle mandorle del territorio casalese; per questo spumante, le uve di pinot nero (50%) e chardonnay (50%) vengono vinificate in tini di acciaio inox e spumantizzate con Metodo Classico; seguono 24 mesi di affinamento nelle millenarie cave sotterranee. Il dosaggio finale è Brut con 8-10g/l di zucchero residuo; la bottigliata degustata è stata sboccata nel novembre 2025.

La degustazione

Colore giallo paglierino brillante attraversato da un perlage dalla grana finissima, mentre all’olfatto ritroviamo profumi intensi di brioche burrosa, melissa, lemongrass e un gradevole accenno di torrone; l’entrata in bocca è croccante e stuzzicante, di buona acidità e mineralità che ne allungano la persistenza aromatica, caratterizzata da un agrumato e un ammandorlato finale.

_007Bottiglie Castello di Uviglie

Le Cave 60 mesi – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico – Extra brut – 2017

La vigna e la cantina

Questo Blanc de Blancs del Castello di Uviglie, prodotto solo nelle annate migliori, è prodotto da uve selezionate di chardonnay, vendemmiate verso la metà di agosto e successivamente vinificate in serbatoi di acciaio; anche per questo spumante, la lunga sosta sui lieviti avviene all’interno delle cave dove affina minimo per 60 mesi. Il dosaggio finale è Extra Brut con 3,5g/l di zucchero residuo; la bottigliata degustata è stata sboccata nel dicembre 2024.

La degustazione

Appena versato nel calice, si distingue per una bella tonalità giallo dorato poco intensa e per un perlage molto fine e persistente; naso di grande eleganza con profumi che inizialmente richiamano a piccoli fiori bianchi, erbe di campo e frutta a polpa gialla – quali banana e albicocca – per aprirsi in seguito a caratteristiche note di pasticceria e mandorle caramellate. Al palato, è cremoso, con una beva piacevolmente avvolgente in perfetto equilibrio gustativo e dall’acidità sapientemente integrata a sostenere l’agrumato finale: un prodotto che incarna l’innata capacità dello chardonnay di evolvere acquisendo classe e complessità.

_006Bottiglie Castello di Uviglie

Le Cave – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico – Extra brut – 2017

La vigna e la cantina

Il vigneto, situato nel comune di Rosignano Monferrato (AL), si sviluppa su terreni calcareo-argillosi, ideali per la produzione di vini spumanti di qualità. L’impianto risale al 1997 e utilizza uve chardonnay (60%) e pinot nero (40%). Una caratteristica unica per l’intero Piemonte è la presenza delle cave sotterranee del Castello, dove avviene l’affinamento degli spumanti Metodo Classico e, in generale, dei vini più importanti.

Dopo la raccolta, le uve vengono vinificate in bianco utilizzando tini di acciaio inox. La spumantizzazione segue rigorosamente il metodo classico, con presa di spuma e affinamento minimo di 48 mesi sur lattes nelle suggestive cave sotterranee del Castello, che garantiscono condizioni ideali di temperatura e umidità. Il dosaggio finale è Extra Brut con 3,5g/l di zucchero residuo.

La bottigliata degustata, sboccata nel 2025, ha affinato sui lieviti per più di 80 mesi.

La degustazione

Di color paglierino intenso e brillante, percorso da fini catenelle di bollicine, questo Metodo Classico apre con un quadro olfattivo di frutta gialla matura e agrumi rossi canditi sui quali sembrano appoggiarsi i sentori tipici dei lunghi affinamenti sui lieviti quali la brioche, il panettone, il cioccolato dolce, la nocciola tostata e la creme brûlée.

Al sorso, è morbido, di corpo, ampio, fresco e sapido con un attacco al palato deciso ma elegante e avvolgente; lunga la persistenza.

_001Bottiglie Castello di Uviglie

Geneviève – Piemonte DOC Chardonnay – 2021

La vigna e la cantina

Il vigneto, realizzato a fine anni ‘90 dello scorso secolo, si estende nel comune di Rosignano Monferrato (AL), su terreni calcareo-marnosi che caratterizzano il Monferrato Casalese. Questi suoli conferiscono al vino la tipica sapidità e mineralità. Il vitigno utilizzato è chardonnay in purezza.

In vigna, è effettuata una selezione scrupolosa delle migliori uve. In cantina si procede con pressatura soffice e fermentazione alcolica del mosto fiore in acciaio inox a temperatura controllata fino a 7-8% di volume in alcol. La fermentazione viene poi completata in barrique francesi di primo e secondo passaggio; a questa fase segue un affinamento di 12 mesi nello stesso legno con roulage. Infine, questo chardonnay riposa in bottiglia per almeno altri sei mesi.

La degustazione

Dal calice, nel quale questo Piemonte DOC Chardonnay della Cantina Castello di Uviglie appare di un lucente e intenso color paglierino, emergono sensazioni eleganti di frutta gialla matura affiancate da note di vaniglia e miele amaro, oltre che da una gradevolissima sfumatura fumé e da sentori di mandarino, marzapane e fiori di ginestra.

Il sorso è vellutato, morbido, di gran corpo e dalla lunghissima persistenza. L’equilibrio è garantito da una nitida freschezza e da un’altrettanto spiccata sapidità.

Una nota al merito è dovuta alla beva che, pur nella sua non comune ricchezza, si mantiene agile e non faticosa.

_002Bottiglie Castello di Uviglie

Le Cave Barbera – Barbera del Monferrato Superiore DOCG – 2021

La vigna e la cantina

Il vigneto dal quale si ottengono le uve per questo Barbera del Monferrato Superiore DOCG è stato realizzato nel 1997; esso rappresenta il più antico della Tenuta ed è situato nella posizione più elevata del territorio, sempre nel comune di Rosignano Monferrato. Si trova sulla collina al cui interno sono scavate le storiche Cave di Pietra da Cantone. I suoli bianchi calcarei poco profondi e l’ottima esposizione conferiscono al vino grande sapidità e freschezza. Il vitigno è barbera in purezza.

L’accurata selezione delle uve e seguite dalla diraspatura. La fermentazione alcolica e malolattica si svolgono parte in vasche di cemento e parte in acciaio inox a temperatura controllata, con frequenti rimontaggi per estrarre colore e struttura. L’affinamento avviene in botti di rovere francese da 18hl per 18 mesi ed è seguito da un ulteriore affinamento in bottiglia per almeno 12 mesi.

La degustazione

Il suo color rubino impenetrabile ci introduce a una paletta olfattiva ricca e scura nella quale spiccano le note fruttate del mirtillo nero, della mora di rovo e del cassis affiancate da quelle floreali del giaggiolo e del lillà. Un attimo di pazienza ed ecco comparire le sensazioni speziate della vaniglia, della noce moscata, della liquirizia e del pepe nero. Il bouquet è, infine, attraversato da una garbata vena balsamica e da intriganti note di china calissaia.

Al palato, è strutturato, molto morbido e fresco. L’insieme trova sostegno, equilibrio e personalità nella tipica tannicità, lieve ed elegante; molto lunga la persistenza.

_004Bottiglie Castello di Uviglie

San Bastiano – Grignolino del Monferrato Casalese DOC – 2023

La vigna e la cantina

Il vigneto San Bastiano si trova nel comune di Rosignano Monferrato (AL), su suoli bianchi calcarei poco profondi, tipici del Monferrato Casalese. Il vitigno utilizzato è grignolino in purezza (100%), vitigno antico nativo di queste colline e ottenuto da un vigneto realizzato nel 1996.

Dopo la selezione delle uve e la diraspatura, la fermentazione alcolica avviene in acciaio inox a temperatura controllata con macerazione di soli tre o quattro giorni sulle bucce, per preservare il caratteristico colore delicato del grignolino. A questa prima fase, segue la fermentazione malolattica e la maturazione in acciaio per mantenere la freschezza dei profumi caratteristici. È importante sottolineare che la vinificazione è stata effettuata con la rimozione dei vinaccioli.

La degustazione

Di color rosso granato, brillante e trasparente, questo Grignolino del Monferrato Casalese DOC della Cantina Castello di Uviglie si presenta al nostro olfatto con eleganti note di piccoli frutti rossi, melagrana e pepe verde oltre che con lievi sfumature erbacee.

Al sorso, è morbido, di buon corpo, fresco e con una tessitura tannica ben evidente ma di non comune eleganza; lunga la persistenza e di piena soddisfazione la beva.

_003Bottiglie Castello di Uviglie

1491 – Piemonte DOC Albarossa – 2021

La vigna e la cantina

Il vigneto, che si estende su terreni calcareo-argillosi nel comune di Rosignano Monferrato, risale all’anno 2006. Il vitigno è albarossa in purezza, un incrocio fra barbera e chatus, detto anche nebbiolo di Dronero, ottenuto dal professor Giovanni Dalmasso negli anni ‘30 dello scorso secolo. Il vigneto ospita uno dei cloni più pregiati di questo vitigno, caratterizzato da grappolo piccolo, spargolo e bassa resa produttiva, ideale per vini longevi e strutturati.

Dopo la selezione delle uve e la diraspatura, la fermentazione alcolica e malolattica avvengono parte in vasche di cemento a temperatura controllata e parte in botti di legno, con frequenti rimontaggi e lunga macerazione delle bucce per estrarre massima struttura e complessità. Alla fase di vinificazione segue un affinamento di 24 mesi in barrique francesi di secondo passaggio e un successivo riposo in bottiglia per ulteriori 24 mesi.

La degustazione

Dal calice, nel quale questo 1491 di Cantina Castello di Uviglie ci regala un impenetrabile color rubino, emergono note di frutta nera matura quali, ad esempio, i duroni di Vignola, i mirtilli neri e il cassis, affiancate dalle sensazioni floreali del lillà e della violetta. In seguito, compaiono sensazioni più dolci, ben riconducibili alla cipria, al confetto, alla cannella e alla noce moscata.

Al palato, è avvolgente, di corpo, molto morbido, fresco e piacevolmente tannico, con una tessitura ancora nervosa ma, nel contempo, elegante.

Il sorso è succoso e muscolare ma comunque capace di offrirci una beva piacevole e non stucchevole; molto lunga la persistenza.

_005Bottiglie Castello di Uviglie

Contatti

Cantina Castello di Uviglie

Località Castello di Uviglie 73

15030, Rosignano Monferrato (AL)

vini@castellodiuviglie.com

Sito aziendale

Read Previous

Celti e vino: le tracce della loro eredità

Read Next

Pepe Raventós: un pioniere nel Penedès