Conti Sertoli Salis – Canua – Sforzato di Valtellina DOCG – 2011
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Fabio Volpentesta
- Lun 26 Gen 2026
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L’Azienda
Conti Sertori Salis rappresenta una parte fondamentale della storia della vitivinicoltura valtellinese. Qualche anno fa, ho avuto il grande piacere di visitare questa storica e illustre realtà, le cui origini ci portano indietro nel tempo, quando intorno al XVII secolo due nobili famiglie, i Salis e i Sertoli, si sono legate, dando origini a una prolungata dinastia. Dopo un periodo di inattività e diversi passaggi di proprietà – che hanno riguardato anche la separazione tra produzione vitivinicola e gestione dell’imponente Palazzo Salis – l’azienda Conti Sertoli Salis è passata alla famiglia Dotti di Milano, dopo la prematura scomparsa di un discendente diretto della famiglia, Cesare Virgilio Sertoli Salis, avvenuta nel 2005.
Oggi, con la signora Roberta Dotti alla guida della cantina dal 2007, si continua a mantenere il prestigio e la qualità dei vini, in particolar modo del prodotto di punta, lo Sforzato di Valtellina DOCG “Canua”.
La vigna
Siamo a Tirano, in provincia di Sondrio, nel suggestivo territorio della Valtellina, i cui 2.500 chilometri di muretti a secco a sostegno dei vigneti terrazzati rappresentano un esempio emblematico dell’Arte dei muretti a secco, iscritto nel 2018 nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Nel 2020, il paesaggio viticolo del versante retico ha ottenuto il riconoscimento di Paesaggio Rurale Storico dal Ministero delle Politiche Agricole italiano.
Il vitigno chiavennasca, biotipo del nebbiolo geneticamente identificato e con diversi cloni selezionati localmente, si è adattato alle zone collinari ben esposte al sole, alle forti escursioni termiche e alle ripide pendenze ma, soprattutto, ai suoli poco profondi e scheletrici, costituiti da terre di riporto ricche di sabbia, ghiaia e ciottoli su matrice di sabbia limosa, derivanti dall’alterazione delle rocce metamorfiche – principalmente gneiss e scisti – e dai depositi glaciali che caratterizzano il versante retico delle Alpi.
La cantina Conti Sertori Salis
Lo Sforzato di Valtellina DOCG in degustazione è ottenuto dalle uve di chiavennasca vendemmiate a fine ottobre. Dopo un’accurata selezione, i grappoli maturi e sani vengono lasciati appassire per almeno tre mesi sulle “mantavole” (telai di canniciato o graticci di canne) in solaio. La perdita di peso è compresa tra il 30 e 40% determinando così la concentrazione zuccherina e dei precursori aromatici. Dopo una lenta fermentazione per circa tre settimane del mosto a contatto con le bucce, segue la pressatura e la fermentazione alcolica; in tarda primavera, dopo chiarifica – rigorosamente nel periodo di luna calante – il vino viene trasferito in botti da 450 litri e barrique di rovere francese per due anni e, in seguito, lasciato riposare in bottiglia per ulteriori sei mesi.
La degustazione
Decido di aprire questa bottiglia dei Conti Sertori Salis un paio d’ore prima del servizio, anche se la sua decantazione poteva essere certamente evitata; infatti, appena versato nel calice, questo Sforzato della Valtellina DOCG rivela il suo tipico colore rosso granato molto scarico e perfettamente limpido.
I profumi, all’inizio leggermente tenui, si aprono dopo qualche istante a un ricco ventaglio di note di prugna e ribes maturi, di marasca, di spezie dolci, di vaniglia, di elicriso e di fichi secchi, che tendono a essere piacevolmente prevalenti col passare dei minuti.
Al palato, si fa notare per la bella morbidezza, per l’ottima struttura, con caratteri gustativi in equilibrio fra loro, la netta percezione pseudocalorica e l’avvolgente freschezza, unita a una leggera sapidità e a una trama tannica levigata e pienamente integrata.
Degustazione del giorno 7 dicembre 2025; bottiglia appartenente al lotto L 1024
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