• Mer 01 Feb 2023

Vigneti Repetto, ovvero il valore delle proprie radici

Il tempo è strano: talvolta sembra fluire così velocemente da non lasciarci il tempo di percepirne lo scorrere, talvolta, al contrario, sembra rallentare, rimanendo sospeso tra il passato e il futuro in un surreale equilibrio. Questo è quanto mi succede ogni qualvolta ho la fortuna di inoltrarmi nel cuore – o meglio nell’anima – dei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria, lasciandomi alle spalle l’oscura anima del più sfrenato cosiddetto “progresso” per affrontare le strette e tortuose strade che collegano colline ad altre colline, vigneti ad altri vigneti, boschi ad altri boschi. Questi Colli sembrano appartenere a un altro tempo, essendo riusciti a preservare non solo il proprio paesaggio – peraltro di rara bellezza – ma soprattutto la propria atmosfera, il proprio “essere lì” da sempre come se il resto del mondo fosse a loro completamente estraneo.

È necessario, però, raccontare anche l’altra essenza di queste terre, ovvero quella di un territorio che sta riuscendo a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel certo non facile panorama enoico piemontese e, più in generale, italiano grazie, da un lato, all’intraprendenza dei propri vignaioli, dall’altro all’indiscusso valore di due suoi più celebrati vitigni tradizionali, timorasso e barbera, peraltro supportati da comprimari certo non di second’ordine quali, ad esempio, cortese, croatina e freisa.

Ultimamente, ho avuto il piacere di scrivere più volte di questo territorio e, quindi, rimando agli ultimi miei due articoli per approfondire la storia, il territorio, la vitivinicoltura e il prossimo futuro di queste colline (clicca su questi due link per leggere tali articoli: link 1 e link 2).

Gian Paolo Repetto con la moglie Marina

Vigneti Repetto: dalla meccanica con amore

La storia di oggi – ovvero quella di Vigneti Repetto – riassume in modo emblematico la capacità dei Colli Tortonesi e dei loro abitanti di accostare tradizione a modernità nonché artigianalità ed imprenditoria sapendo cogliere il meglio da ogni esperienza e da ogni settore.

Vigneti Repetto: la storia

Gian Paolo Repetto, titolare dell’Azienda insieme alla moglie Marina, è nato a Novi Ligure (AL) nel 1967 pochissimo tempo dopo che la sua famiglia aveva lasciano la cascina tra i monti sopra Lerma (AL) per “andare in città”, trasmettendogli comunque un profondo legame con la terra; nonostante questo spiccato richiamo per l’agricoltura, Gian Paolo decide di seguire, in una prima fase della propria vita, l’altra sua passione, ovvero quella per la meccanica creando, e facendo prosperare, un’azienda di trasformazione di materie plastiche e di metalli. La campagna, l’agricoltura, e in modo particolare la vigna, sono però un richiamo troppo forte ed ecco quindi che, a partire dal 2013 Gian Paolo, con l’imprescindibile supporto di Marina, decide di iniziare la sua nuova avventura acquistando dei vigneti a Sarezzano, nel cuore dei Colli Tortonesi, e dando così il là alla sua seconda vita

Vigneti Repetto: il presente e il futuro

L’Azienda Vigneti Repetto, che attualmente svolge la propria attività in una piccola cantina in Località Castellazzo in comune di Montemarzino, potrà entro il 2020 trasferirsi nella sua nuova sede in Località Mongualdone in comune di Sarezzano, lo stesso comune dove sono siti i 15 ettari di vigneti attualmente di proprietà aziendale; Vigneti Repetto ha, inoltre, in affitto altri 12 ettari di vigne in comune di Sant’Agata Fossili, sempre nei Colli Tortonesi. La produzione attuale si attesta intorno alle 60.000 bottiglie all’anno con la volontà di crescere, una volta avviata la produzione presso la nuova cantina, fino a circa 120.000 bottiglie. L’Azienda si avvale della fondamentale collaborazione di due affermati professionisti: l’agronomo Davide Ferrarese e l’enologo Claudio Dacasto. La volontà di esprimere il territorio tramite il proprio lavoro e di rimanere profondamente vignaioli si concretizzano – oltre che nei propri vini e nella gestione delle vigne – nell’adesione dell’Azienda alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Vigneti Repetto e i suoi vini

Le righe che seguiranno rappresentano il racconto della degustazione svolta, lo scorso 11 ottobre 2019, durante la mia visita in cantina a Montemarzino in compagnia di Gian Paolo, di Marina, dell’enologo Claudio Dacasto e della amica e collega Sara Repetto. Il mio grazie va a tutti loro per la squisita e calorosa ospitalità; a Sara va anche il mio grazie per avermi fornito le foto utilizzate in questo articolo.

Da ultimo, mi sembra importante specificare che i vini saranno narrati nelle stesso ordine con il quale sono stati degustati.

Diagonale – Vino rosato – 2018

Questo rosato è ottenuto a partire da uve barbera (70%) e freisa (30%) provenienti da un vigneto realizzato nel 2002 a Sarezzano su suoli calcareo-argillosi a un’altitudine di 270m s.l.m.; la vigna gode di un’esposizione verso nord-ovest. Il Diagonale è frutto di una vinificazione totalmente in acciaio; ha svolto la fermentazione malolattica ed è stato affinato circa sei mesi prima dell’imbottigliamento.

Di un bel color rosa salmone intenso e cristallino, questo rosato colpisce immediatamente per la piacevolezza del suo quadro olfattivo – decisamente più giocato sulla finezza che sull’intensità – nel quale spiccano inizialmente le note fruttate della pesca a polpa gialla, del ribes rosso e della marasca alle quali si affiancano rapidamente i profumi dolci del confetto oltre ai sentori agrumati del mandarino e a quelli floreali di una rosa leggera; una piacevole vena mentolata ne attraversa l’insieme donandogli un’inattesa verticalità.

La citata piacevolezza al naso trova pieno riscontro in una beva facile e capace di chiamare in modo spontaneo al sorso successivo senza però mai cadere nella banalità. L’ottimo corpo, la spiccata morbidezza e un’alcolicità più che gradevole – nonostante il suo 14% in volume – trovano equilibrio e carattere nella nitida freschezza oltre che nella ben percepibile sapidità. I tannini, appena accennati, contribuiscono a regalare all’insieme un sorso vivo e dinamico; assai più che soddisfacente la persistenza.

Derthona Origo – Vino bianco – 2017

Le uve timorasso utilizzate per la produzione del Derthona Origo 2017 sono ottenute, a seguito di un’attenta selezione nel corso della vendemmia, da un singolo vigneto impiantato nel 1992 in comune di Sarezzano su suolo calcareo con abbondante presenza di sabbia; tale vigneto, situato a una quota di 280m. s.l.m., è esposto a mezzogiorno.

Vinificato interamente in vasche di acciaio, nelle quali ha svolto anche la fermentazione malolattica, questo vino bianco affina inizialmente per un periodo di otto mesi ancora in vasche di acciaio per poi terminare il proprio affinamento in bottiglia riposando non meno di sei mesi prima della sua messa in vendita.

L’Origo 2017, che nel calice si offre allo sguardo di un cristallino color paglierino, sfoggia un naso assai fine che apre per mezzo di note di pesca a polpa bianca e mela assai fragranti che rapidamente cedono parte del palcoscenico alle sensazioni agrumate del cedro fresco oltre che a quelle del miele di castagno; i sentori di zucchero filato e le prime sfumature di idrocarburo – a ricordarci il vitigno di origine – ne completano l’interessante panorama olfattivo.

Il sorso è ricco, ampio e avvolgente. La vivida e vibrante freschezza e la ben presente sapidità offrono nerbo e sostegno alla ricchezza del corpo e all’ottima morbidezza; lunga la persistenza.

Derthona Quadro – Colli Tortonesi Doc Timorasso – 2016

Le uve timorasso utilizzate per il Derthona Quadro provengono da due differenti vigneti siti nei comuni di Sarezzano e Sant’Agata Fossili e aventi rispettivamente esposizione sud-occidentale e nord-occidentale; entrambi i vigneti sono siti a una quota di poco inferiore ai 300m s.l.m. e sono allevati su suoli calcareo-argillosi.

Questo Colli Tortonesi Doc Timorasso è vinificato interamente in vasche di acciaio nelle quali, in seguito, affina per un periodo di nove mesi durante il quale è soggetto a bâtonnage settimanali; prima della commercializzazione è lasciato riposare per alcuni mesi in bottiglia.

Questo 2016, di color paglierino intenso e cristallino, si presenta a noi mediante un bouquet capace di coniugare intensità e finezza offrendoci fragranti sentori di pesca bianca e mela mature oltre a sensazioni di cedro fresco; le note di idrocarburo, pur senza risultare invadenti, si presentano già ben percepibili.

Al palato, si offre di buon corpo e di altrettanto buona morbidezza; l’equilibrio è garantito dalla ben presente freschezza e da una nitida sapidità; adeguata la persistenza e facile, senza però mai risultare scontata, la beva.

Poliedro – Vino bianco – 2018

Questo vino bianco macerato è ottenuto da uve bianche aziendali prodotte da un vigneto in comune di Sarezzano sito a 260m s.l.m. su suolo calcareo argilloso; tale vigneto gode di esposizione in parte a mezzogiorno e in parte a settentrione. Il Poliedro 2016 è stato vinificato in acciaio con una macerazione a contatto delle bucce durata 14 giorni; in seguito, ha svolto la fermentazione malolattica in tonneau; sempre in tonneau ha trascorso poi un periodo di maturazione della durata di poco meno di un anno seguito da un affinamento in bottiglia di alcuni mesi prima della sua messa in commercio.

Ho avuto il piacere di degustare una prima bottiglia di questo vino nel corso della mia visita in cantina lo scorso mese di ottobre e una seconda il giorno 7 aprile 2020; la descrizione che seguirà è riferita a questa seconda bottiglia in quanto i sei mesi trascorsi tra i due assaggi hanno permesso a questo bianco macerato di evolversi ulteriormente raggiungendo una qualità e un’eleganza non comuni.

Il suo brillante e intenso color oro antico ci introduce a un quadro olfattivo armonico e complesso che apre con le note fruttate dell’albicocca matura e dell’uvetta sultanina per dare poi spazio a un arcobaleno di sensazioni capaci di spaziare dai fiori di ginestra allo zafferano, dalla camomilla alle erbe aromatiche fino al miele millefiori; una nitida vena balsamica gli conferisce, infine, una piacevole verticalità.

Il sorso è vivido ma rotondo, ricco e garbatamente caldo; la grande morbidezza e la pienezza del corpo trovano un eccellente equilibrio nella nitida – ma composta – freschezza e nella ben presente sapidità; la trama tannica, sottile ma ben percepibile, oltre a fornire un ulteriore importante contributo alla compiutezza dell’equilibrio, gli conferisce una beva facile ma di spiccato carattere; assai lunga la persistenza.

Evoluta – Colli Tortonesi Doc Monleale Barbera – 2017

L’Evoluta 2017, che ho avuto il piacere di degustare un paio di mesi prima della sua messa in commercio, nasce a partire da uve barbera prodotte da un singolo vigneto in comune di Sarezzano a un’altitudine di 290m s.l.m. su suolo calcareo; il vigneto, realizzato nel 2002, gode di esposizione meridionale.

La vinificazione è stata svolta interamente in acciaio e la macerazione sulle bucce si è protratta per una ventina di giorni durante i quali sono stati svolti frequenti rimontaggi e follature; in seguito, il vino ha svolto la fermentazione malolattica in tonneau per poi maturare, sempre in tonneau, per più di un anno; prima della sua commercializzazione, ha riposato per almeno sei mesi in bottiglia.

Di color rubino molto intenso, questo Colli Tortonesi Doc Monleale Barbera ci regala un naso giustamente ancora non pienamente espresso a causa della sua giovanissima età, nel quale però già spiccano le tanto tipiche note di ciliegia matura accompagnate da gradevoli sensazioni agrumate di arance bionde oltre ai sentori floreali del glicine.

È sicuramente al sorso che, durante la mia degustazione, questa Barbera ha però mostrato le sue non comuni potenzialità offrendomi una bocca ricca, polposa e avvolgente, di grande corpo e più che spiccata morbidezza. L’equilibrio è garantito dalla ben presente, pur se già ottimamente integrata, freschezza e da una tessitura tannica piacevole e garbata così come ci si deve aspettare da una corretta interpretazione del vitigno; più che adeguata la persistenza.

Monleale Quadro – Colli Tortonesi Doc Monleale Barbera – 2015

Le uve barbera in purezza utilizzate nella produzione di questo Colli Tortonesi Doc Monleale Barbera provengono dal medesimo vigneto di Sarezzano descritto per l’Evoluta 2017.

In cantina, la vinificazione è stata svolta in acciaio con una macerazione sulle bucce di circa 20 giorni durante i quali sono stati effettuati numerosi rimontaggi e follature. In seguito, il Quadro 2015 ha svolto la fermentazione malolattica in tonneau e, sempre in tonneau, ha poi continuato la propria maturazione per un periodo di quasi due anni; infine, prima della sua messa in vendita, è stato affinato in bottiglia per un periodo non inferiore ai sei mesi.

Dal calice, nel quale sfoggia un intenso color rubino in cui è possibile scorgere le prime sfumature granato, emerge un bouquet ricco e intensamente fruttato nel quale spiccano, senza essere mai prepotenti, le note di confettura di ciliegia, di mora e di mirtillo nero capaci di condividere il palcoscenico con i sentori di potpourri di fiori rossi e di rabarbaro nonché con quelli speziati del tamarindo e della liquirizia; l’insieme è arricchito da gentili sfumature boisé a testimoniare il sobrio utilizzo del legno.

Al palato, si offre pieno, polposo, avvolgente e piacevolmente caldo; la ben presente freschezza e i tannini gentili ma vividi offrono nerbo, sostegno ed equilibrio alla grande morbidezza e alla ricchezza del corpo dando così origine a un sorso importante ma dalla beva gradevole e molto persistente.

Vigneti Repetto

Loc. Castellazzo

15050, Montemarzino (AL)

info@vignetirepetto.it

www.vignetirepetto.it

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