• Sab 26 Nov 2022

Tutto il Gavi a Milano: l’annata 2016 si presenta

Solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio
dal film Frozen – Il regno di ghiaccio

In solidarietà

Nelle notti scorse alcune gravi gelate hanno colpito la zona del Gavi Docg e molte altre importanti Denominazioni. Io posso solo immaginare cosa si debba provare nel vedere distrutti anni di lavoro in poche ore e spero di non doverlo provare mai.

Le righe che seguiranno raccontano ciò che è già stato ma sono certo che i miei prossimi scritti potranno descrivere ciò che ancora deve nascere e che sarà ancora migliore.

Un abbraccio grande a tutti i vignaioli in difficoltà

Augusto e la Redazione di World Wine Passion

I motivi floreali, la raffinata eleganza, quel difficile equilibrio fra sobrietà e ricchezza delle decorazioni sono tipiche della migliore Art Nouveau o, come siamo più abituati a chiamarlo in Italia, dello Stile Liberty. Milano, pur se soffocate dal grigio di palazzi più recenti, nasconde al suo interno alcune vere gemme di questo stile che percorse l’Europa, influenzandone le arti figurative e l’architettura, nei decenni a cavallo fra il XIX e il XX secolo.

Una di queste gemme si trova in Via Sirtori – in zona di Porta Venezia – esattamente di fronte allo Spazio Anniluce dove, il 27 marzo scorso, il Consorzio Tutela del Gavi ha presentato l’annata 2016 di questo importante bianco piemontese. Io non conosco i motivi della scelta di questa struttura per lo svolgimento di questa degustazione ma ho trovato altamente simbolico, oltre che indiscutibilmente gradevole, l’essere accolto da tanta bellezza ed eleganza, fortemente giocata sui fiori e tralci, per assaggiare un vino – il Gavi Docg, appunto – che trova nel sottile equilibrio fra freschezza e struttura, fra la “dolce” piacevolezza delle note floreali e fruttate e la netta linearità delle sue sensazioni minerali la propria firma distintiva. Credo che nelle opere dell’Uomo – o per lo meno in quelle delle quali possiamo andare orgogliosi – vi sia un filo conduttore fatto di amore per il bello e l’armonioso che, in questo caso, unisce un’importante momento della storia dell’arte con un vino – e un territorio – che sono, almeno in buona parte, anch’essi opera dell’ingegno e dell’impegno delle innumerevoli generazioni che ci hanno preceduto.

Il Gavi Docg: storia, territorio e numeri di un bianco di successo

Un lembo di terra comprendente, in parte o interamente, 11 comuni della provincia di Alessandria (Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo), nella porzione sudorientale del Piemonte. È qui che, da uve Cortese in purezza, nasce il Gavi Docg. Si tratta di un’area storicamente vocata alla viticoltura che ha dedicato, fatto questo assai inconsueto in Piemonte, le sue porzioni migliori a una varietà a bacca bianca anziché a vitigni a bacca rossa come molto più frequentemente accade in questa Regione. Questa scelta è dovuta alla particolare idoneità che queste terre hanno mostrato, nei secoli, per il Cortese che qui trova l’unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita prodotta esclusivamente con questa varietà; è da segnalare che Prof Attilio Scienza lo considera autoctono di questo territorio. Per completezza, ricordo che, unitamente ad altri vitigni, il Cortese, nel resto d’Italia può concorrere, in modo obbligatorio o facoltativo, alla produzione di altre sette Doc e 31 Igt.

La viticoltura è testimoniata per questa zona almeno a partire dal 972 grazie a un documento, attualmente conservato presso l’Archivio di Stato di Genova, con il quale il Vescovo di tale città dava in affitto vigne e castagneti a due cittadini di Gavi. L’importanza e la qualità della vitivinicoltura a Gavi e nei comuni limitrofi è testimoniata da alcuni fatti storici quali l’impiego di uve Cortese di queste zone per le prime prove di spumantizzazione Metodo Classico nelle Cantine di Cavour presso il Castello di Grinzane (1854) oppure le prime vigne monovitigno, che aprirono la via a una viticoltura più specializzata e moderna, a partire dal 1876.

Nonostante questa forte presenza ella vite, il territorio ha mantenuto un’elevata diversità biologica e paesaggistica e, tutt’oggi, alterna ai vigneti ampie superfici mantenute a prato stabile o a bosco. La presenza di numerose ville patrizie completano il quadro arricchendolo di importanti valori artistici e architettonici.

Attualmente, negli 11 comuni compresi nella Docg sono rivendicate circa 1500ha di vigne di Cortese; la produzione si aggira intorno ai 13.000.000 di bottiglie, vendute per circa 85% all’estero. Nel corso di questa presentazione milanese – moderata da Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slow Wine – è emersa chiaramente – dalle parole del Presidente, Maurizio Montobbio, e del Direttore, Francesco Bergaglio – la volontà di lavorare al fine di far crescere la quota destinata al mercato interno.

Avendo avuto modo, in un mio passato articolo per il blog “Sulle Strade del Vino” scritto a seguito della presentazione dell’annata 2015 (clicca qui per leggerlo), di raccontare in modo sufficientemente dettagliato le diverse tipologie previste dal Disciplinare di produzione nonché le più importanti caratteristiche pedoclimatiche di questa Denominazione e la loro influenza sulle caratteristiche gusto-olfattive dei vini, rimando a tale contributo per approfondire tali aspetti.

Il 2016: una grande annata per il Gavi Docg

L’annata 2016 – come spiegato da Davide Ferrarese, agronomo consulente del Consorzio – è stata preceduta da un inverno mite e siccitoso; nel corso del mese di aprile si sono avute notti con minime che hanno sfiorato gli 0°C. Maggio è stato l’unico mese connotato da una significativa piovosità. L’estate non è stata caratterizzata da temperature particolarmente elevate, a differenze dell’annata 2015, permettendo una corretta maturazione delle uve e conferendo loro un ottimo contenuto zuccherino senza comprometterne, però, l’acidità. Un paio di giorni di pioggia verso la metà di settembre, seguite da giornate soleggiate ma con temperature minime intorno ai 10°C, hanno portato a un’ottima maturazione anche dal punto di vista aromatico, oltre che tecnologico. La prima giornata di vendemmia è stata il 19 settembre anche se molti produttori hanno preferito aspettare gli ultimi giorni del mese per permettere alle uve di raggiungere una maturazione ottimale in tutti i suoi aspetti. Complessivamente, una stagione valutata col massimo del punteggio (5 stelle) sia nel suo complesso sia per quanto riguarda contenuto zuccherino, acidità e sanità delle uve.

Il 2016 nel calice, ovvero le degustazioni

La presenza in degustazione di numerosi Gavi Docg 2016 mi pone di fronte alla necessità, sempre difficile, di compiere delle scelte dato che non è possibile recensire tutti i vini degustati. Per l’annata 2016, ho scelto di recensire le tre seguenti etichette che maggiormente mi hanno colpito per l’insieme delle loro caratteristiche. I miei ringraziamenti – nonché i miei complimenti – sono in ogni caso rivolti a tutti i produttori che col lavoro mantengono viva una parte importante della nostra storia vitivinicola e che, cosa ancora più importante, ci regalano ogni giorno momenti di gioia e di piacere.

Castellari Bergaglio – Rolona – Gavi Docg del Comune di Gavi – 2016

Alla vista, il Rolona si presenta di un bel color paglierino cristallino che introduce a un naso tipico, fine ed elegante. I frutti bianchi – mela e pesca su tutti – costituiscono l’ossatura, nitida e fragrante, di un bouquet che ci offre anche sensazioni di gelsomino nonché, a donargli maggior armonia e complessità, soffusi sentori agrumati.

In bocca, questo Gavi trova nell’equilibrio la sua nota distintiva: la pienezza del corpo e le morbidezze, infatti, sono sorrette dalla lineare freschezza, tipica del Cortese di queste terre. L’ottima beva e la più che soddisfacente persistenza completano l’assaggio in modo assai convincente.

Castellari Bergaglio
Fraz. Rovereto, 136R
15066 Gavi (AL)
www.castellaribergaglio.it

La Fontanassa – Fontanassa – Gavi Docg del Comune di Gavi – 2016

Nel bicchiere questo Gavi si presenta di un cristallino color paglierino, preludio a un vino che, nel segno della piacevolezza, offre sentori di frutta bianca e gialla non eccessivamente matura arricchiti da note di erbe provenzali nonché da gradevoli sensazioni di agrumi freschi.

L’ingresso in bocca, ampio ed equilibrato, svela corpo e personalità nonché l’immancabile e necessaria freschezza che gli conferisce armonia, carattere e una beva assai gradevole; degna di nota la persistenza.

Azienda Vinicola Fontanassa
Frazione Rovereto, 172
15066 Gavi (AL)
www.fontanassa.com

Azienda Molinetto – Gavi Docg – 2016

Un Gavi Docg estremamente tipico fin dal primo sguardo, quando se ne osserva il luminoso color paglierino e che si conferma tale in virtù di un bouquet – armonico e fine – giocato principalmente sulle note fruttate della mela Golden e della pesca bianca alle quali si affiancano le sensazioni floreali gradevolmente “aspre” del biancospino nonché i sentori delle mandorle non ancora tostate.

In bocca si mostra ampio, morbido, di buon corpo e sorretto da una nitida acidità che gli conferisce, nel contempo, anima, equilibrio e una beva facile ma non banale; più che adeguata la persistenza.

Azienda Agricola Molinetto
Località Molinetto, 1
15060 Francavilla Bisio (AL)
www.molinettocarrea.it

Il Gavi e il tempo

Nel corso dell’evento ho avuto l’opportunità di assaggiare alcuni Gavi Docg delle scorse annate. Come per il 2016, nelle righe seguenti riporterò i miei commenti su quattro tra questi vini che hanno lasciato un segno più profondo nella mia mente mostrandosi capaci di ricordare a me e a tutti a noi – così come gli altri campioni in degustazione – che questo grande vino bianco è capace di invecchiare offrendo, in tal modo, momenti davvero sorprendenti.

La Ghibellina – Mainìn – Gavi Docg del Comune di Gavi – 2015

Frutto di un’annata particolarmente calda, questo Mainìn si presenta ancora assolutamente giovanile fin dal momento in cui inizia a riempire il calice col proprio color paglierino di eccellente luminosità. Il naso – di buona intensità e ottima finezza – alterna sensazioni fruttate, riconducibili alla pesca bianca e alla mela renetta, alle note floreali del biancospino e del gelsomino. L’ingresso in bocca è netto ed equilibrato grazie alla nitida freschezza che regge una struttura ampia, morbida e profonda. La più che soddisfacente persistenza ci conduce letteralmente al sorso successivo aiutata dalla piacevolezza del fin di bocca.

Azienda Agricola La Ghibellina
Frazione Monterotondo, 61
15066 Gavi (AL)
www.laghibellina.it

La Mesma – Vigna della Rovere Verde – Gavi Docg Riserva – 2014

Un’estate particolarmente fresca e piovosa ha dato vita a questo Gavi Riserva Docg che mantiene intatta, alla vista, la sua gioventù presentandosi ancora di un cristallino color paglierino. La frutta bianca e i fiori di biancospino sono ancora i protagonisti del suo bouquet donandogli finezza e tipicità. Il panorama olfattivo è arricchito dalle prime sobrie sensazioni di pietra focaia, a testimonianza della mineralità che così spesso caratterizza questi vini, soprattutto col trascorrere degli anni. L’ingresso in bocca, pur se lineare e “teso” grazie alla più che spiccata freschezza, è, nel contempo, ampio e profondo grazie alla pienezza del corpo e alle piacevoli morbidezze. L’ottimo equilibrio e la lunga persistenza ne fanno un vino dalla beva molto gradevole ma ricco di carattere e personalità.

Azienda Agricola La Mesma
Frazione Monterotondo, 7
15066 Gavi (AL)
www.lamesma.it

La Raia – Gavi Docg Riserva – 2014

Ottenuto secondi i dettami della vitivinicoltura biodinamica, questo Gavi Riserva, anch’esso di color paglierino, svela un naso complesso e molto fine capace di coniugare l’immancabile frutta bianca croccante, con sentori di cedro e bergamotto nonché con eleganti sensazioni di miele di castagno e fiori di camomilla; leggere note di confetto aggiungono un “tocco più dolce” a un bouquet già molto ampio e profondo. In bocca, si presenta ancora sostenuto da una nervosa freschezza che ne costituisce l’architrave capace di sorreggere, in un perfetto gioco di equilibri, un corpo importante e delle morbidezze ben evidenti. Nel complesso, un vino lungo, armonico e avvolgente, capace di coniugare complessità e piacevolezza di beva.

Società Agricola La Raia
Strada Monterotondo 79,
15067 Novi Ligure (AL)
www.la-raia.it

Villa Sparina – Monterotondo – Gavi Docg del Comune di Gavi – 2007

Mentre si avvicina ai 10 anni di età, il Monterotondo 2007 dimostra ulteriormente, se ancora ve ne fosse bisogno, le capacità di invecchiamento del Cortese allevato e vinificato in questi terre. Il suo colore marcatamente tendente al dorato, introduce a un naso di grande ampiezza, profondità e armonia, nel quale la frutta gialla matura sembra abbracciare – e sostenere – l’insieme delle altre sensazioni. Ecco, allora, comparire le note delle erbe aromatiche – in modo particolare il rosmarino – seguite dai sentori del cedro candito e del cioccolato bianco. In bocca si offre ampio, profondo, molto rotondo e di ottimo corpo; la nitida freschezza, ancora ben evidente, offre sostegno all’insieme dando vita a un unicum di eccellente equilibrio e lunga persistenza.

Villa Sparina
Frazione Monterotondo, 56
15066 Gavi (AL)
www.villasparinaresort.it

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