• Mer 06 Lug 2022

ProWein parte II: l’Alsazia nei miei appunti di degustazione

L’Alsazia è l’altra grande protagonista della mia full immersion nel regno del riesling a Prowein 2019. Ho raccontato in un precedente pezzo dei miei incontri con diverse declinazioni tedesche e austriache. Attraversato il confine, arrivo in Francia per un rendez-vous con l’altra faccia del vitigno renano. Qui mi fermo allo stand dei Vins d’Alsace, dove mi accoglie Foulques Aulagnon, responsabile marketing ed export per il Conseil Interprofessionnel Des Vins d’Alsace, l’associazione di produttori che promuove i vini alsaziani nel mondo.

www.vinsalsace.com

L’Alsazia

Regione incantevole, terra che sembra appartenere al mondo delle fiabe (mentre parlo con Foulques e degusto i vini, allo stand trasmettono in loop video che mostrano il territorio), una delle più conosciute e apprezzate nel panorama vitivinicolo francese che si aggiudica a pieno titolo un posto nel mio personale tour. Il vigneto alsaziano, destinato a riesling, gewürztraminer, muscat d’Alsace e pinot gris (i vitigni nobili) nonché a pinot bianco, pinot nero, sylvaner, etc, si estende per oltre un centinaio di chilometri, una striscia di terra che, da Strasburgo a Mulhouse, percorre a ovest il corso del Reno (i pendii danno a est, sud-est). Una piccola oasi felice per la viticoltura d’alta quota che gode della protezione sia dei Monti Vosgi a ovest, vera e propria barriera naturale contro le correnti oceaniche fredde e piovose sia della Foresta Nera a est. Ci troviamo, infatti, in una delle regioni meno piovose di Francia, millimetri di piogge annui che competono con la Valle del Rodano. Peraltro, molti dei vini assaggiati arrivano da coltivazione biologica e/o biodinamica, c’è quindi grande attenzione verso le tematiche di sostenibilità e rispetto per l’ambiente.

Espressioni di Riesling alsaziano

Mi concentro sul Riesling, come mi ero ripromessa, annoverato qui tra i vitigni nobili. Si parte da un terroir unico, anzi, tanti terroirs unici – mi spiega Foulques – non tanto per l’appartenenza al Basso o Alto Reno (le due macro-aree in cui la regione vinicola è suddivisa), quanto piuttosto per il vasto mosaico di suoli che caratterizza tutta l’Alsazia: granitici, calcarei, marnosi, argillosi, marno-arenari, gessosi, scistosi, alluvionali e anche vulcanici, suoli che daranno ai vini una miriade di sfaccettature e spettri odorosi diversi. Sono molto differenti dai riesling che mi sono lasciata alle spalle ed è subito chiaro come cambi la “musica”, sinfonie che vanno sicuramente verso “note” più fruttate e calde. Assaggio prevalentemente l’annata 2017 che è stata positiva, nonostante una gelata a fine aprile abbia colpito buona parte del vigneto.

Photo Messe Düsseldorfctillman

Alsace Grand Cru Rosacker Riesling 2017 Domaine Eblin-Fuchs

Domaine Eblin-Fuchs vanta un’antica tradizione nella viticoltura alsaziana (come gran parte delle aziende della regione) e tutti i vigneti di proprietà sono a conduzione biologica e biodinamica. Il vigneto Rosacker (grand cru) presenta terreni ricchi di calcare dolomitico, da cui questo Riesling estrae tutta la sua freschezza. Piacevoli note agrumate e floreali, non eccessiva mineralità. Struttura decisa e finale abbastanza lungo. Immagino sia perfetto in accompagnamento al cibo, cosa che, mi spiega Foulques, è tipico dei vini alsaziani, concepiti in origine per accompagnare cibo.

www.eblin-fuchs.com

Alsace Grand Cru Pfergsigberg Riesling 2017 Domaine Paul Ginglinger

Altra azienda storica della regione, 13ima generazione alla guida di Domaine Paul Ginglinger, a Eguisheim, a pochissimi km dalla “capitale” alsaziana Colmar. Il grand cru Pfergsigberg presenta a sua volta un’incredibile complessità di suoli ma la maggior parte delle uve di questa cuvée cresce su terreni calcarei e marnoso-calcarei, con presenza anche di calcare fossile. Subito percettibili note floreali, ma anche di pesca bianca, pompelmo e frutta tropicale. In bocca è fresco e sapido, sento una bella acidità e carattere; media la struttura e la morbidezza.

www.paul-ginglinger.fr

Alsace Grand Cru Shoenenbourg 2017 Chateua de Riquewihr – Dopff & Iron

L’azienda si trova a Riquewihr appunto, il grand cru Schoenennourg è particolarmente vocato alla produzione di Riesling, con sottosuoli marnosi, argillosi e anche ricchi di gesso e dolomie, coperti da uno strato calcareo-arenario e ciottoloso. Le uve di questo riesling arrivano da terreni particolarmente ricchi di argilla; al naso, vincono sentori fruttati di albicocca, un bel frutto giallo accompagnato anche da un po’ di spezia, lieve zafferano. In bocca è burroso, ma comunque fresco e con sufficiente acidità. Bella beva, media struttura.

www.dopff-irion.com

Alsace Grand Cru Alternberg-Bergbieten 2015 Cave de Roi Dagobert

Siamo nella parte più a nord dell’Alsazia, l’azienda si trova a Kirchheim: i vini di queste terre servivano le migliori tavole di Strasburgo. Foulques mi spiega che da questa parte della regione le montagne sono un po’ più basse rispetto al resto dei Vosgi e piove leggermente di più (ma sempre poco rispetto al resto di Francia). Questo riesling Grand Cru 2015, vendemmia molto positiva anche in Alzasia, arriva da terreni esclusivamente marnosi, mi piace molto. Sento subito quella bella nota minerale, al naso idrocarburi e pietra, susina gialla e agrumi. In bocca, una media struttura, con la giusta dose di acidità e freschezza e un finale lungo. Un vino perfettamente equilibrato.

www.cave-dagobert.com

Alsace Riesling 2017 La Kottabe Domaine Josmejer

Altra azienda biodinamica, a conduzione familiare, che si estende su circa 25 ha, questo cru in particolare si trova vicino a Turckheim dove il suolo è prevalentemente sabbioso, ghiaioso e limoso, con depositi alluvionali argillosi. Anche qui al naso arriva la mineralità, fresca, con altri sentori di frutta e fiore. All’assaggio, mostra un bel corpo, abbastanza morbido e fresco insieme. Piacevole, di bella beva e ottimo in accompagnamento al pasto.

www.josmeyer.com

Alsace Riesling 2017 “Streng” Domaine Baumann-Zirgel

L’azienda familiare ha origine a Mittelwihr e da molti anni coltiva le vigne con metodo biologico. Questo “vin de Terroir”, così classificato nel loro assortimento, arriva da terreni calcarei-marnosi. Mi colpisce, un vino davvero piacevole che sviluppa subito aromi fruttati (frutta tropicale e pesca) e floreali, anche delicata mineralità. Mi piace tanto all’assaggio, perché è rotondo e minerale, teso sul finale, lascia la bocca vibrante. Foulques mi conferma che il vino ha anche un ottimo potenziale di invecchiamento.

www.baumann-zirgel.com

Alsace Grand Cru Kirchberg de Ribeauvillé Riesling 2016 Henry Fuchs

Arrivo infine da Henry Fuchs (la “volpe”), siamo a Ribeauvillé, il grand cru Kirchberg si trova su un altopiano, e quindi le temperature sono più basse, che giace su terreni marnoso-calcarei, ricchi di arenaria. Fruttato, soprattutto verso note agrumate, ma anche un accenno di “goût de pétrole” per dirlo alla francese. Di corpo, non mancano freschezza, acidità e un bel finale.

www.henryfuchs.fr

Saluto Foulques e scambiamo ancora due chiacchiere. Mi conferma che i vini alsaziani sono molto apprezzati in Italia, anzi lui si dice molto affezionato e grato al consumatore del Belpaese (che per il loro export si concentra maggiormente nel nord, centro-nord), “il mio preferito” – dice – perché è aperto, attento, curioso e consapevole. A condurre le esportazioni in Italia è il Gewürztraminer seguito dai Crémant d’Alsace. Basta entrare in un’enoteca italiana per rendersi conto della vostra stupenda curiosità verso le produzioni anche più piccole, ma che trasmettono valori e personalità e offrono qualcosa di diverso rispetto alle produzioni nazionali.

Il giorno prima di Prowein sono anche andata in uno dei tanti eventi del “fuorisalone” di Düsseldorf, “Signature Wine Show”, evento dedicato ai vini Demeter. Anche qui ho incontrato l’Alsazia in Domaine Gresser. Siamo ad Andlau, tra Strasburgo e Colmar, vigne (e cantina) a “ferrea” conduzione biologica e biodinamica. Assaggio tante belle etichette al banco, ma sono attratta da due in particolare:

Alsace Grand Cru Kastelberg Riesling 2017

Qui i terreni sono scistosi. Nel bicchiere una bella espressione: naso complesso con pesca, albicocca e note agrumate, fresco e minerale, erbe aromatiche e spezia, lievemente balsamico. Davvero intrigante. In bocca mi piace tantissimo, è vivo, teso, fresco (le balsamicità torna), caldo, avvolgente e lungo.

Alsace Grand Cru Riesling Wiebelsberg Vieilles Vignes 2006

Vigne vecchie, 40/50 anni su suoli di arenaria dei Vosgi. Bellissimo vino, sono stupita dalla freschezza che sprigiona considerata l’età. Ancora molto floreale, con decisi profumi minerali e frutta gialla matura, morbido, elegante e persistente.

www.gresser.fr

Un veloce saluto in Italia

Mi sembrava giusto chiudere il mio ProWein con un Riesling nostrano. Passo allo stand di Alois Lageder, Magrè (BZ), storica famiglia di viticoltori giunta oggi alla sesta generazione con i fratelli Clemens, Helena e Anna Lageder, che ha fatto del rispetto dei cicli naturali, dell’approccio olistico e sostenibile, della biodinamica e dell’innovazione la sua missione. Più che un incontro, un saluto ad amici di vecchia data e ne approfitto per fare un assaggio.

2017 Rain Riesling

Il vitigno, qui in Alto Adige, affonda ormai radici antiche, coltivato preferibilmente ad alte quote. In particolare il vigneto Rain (Cortaccia), dalla notevole pendenza e con suolo caratterizzato da depositi morenici, è particolarmente vocato al riesling. Salta fuori l’aromaticità del vitigno, con i tipici sentori fruttati (pesca) e floreali. Un vino di bella beva, vivace ed equilibrato, che chiude in freschezza. Perfetto con un antipasto.

www.aloislageder.eu

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