Oddero Poderi e Cantine, memoria e nebbiolo

Riassunto

Oddero Poderi e Cantine è una realtà storica di Santa Maria, frazione di La Morra, nel cuore delle Langhe. Guidata da Mariacristina Oddero con la nuova generazione, affonda le radici nel Settecento e imbottiglia con il nome di famiglia dal 1878. Su circa trentacinque ettari, sedici e mezzo sono coltivati a nebbiolo per Barolo e Barbaresco. L’articolo ripercorre origini, documenti familiari e memorie di campagna, poi analizza le Menzioni Geografiche Aggiuntive più prestigiose: Vignarionda, Villero, Bussia Vigna Mondoca. Completano il ritratto lo staff tecnico, i suoli tortoniani e la degustazione delle grandi Riserve, tra rigore, finezza e straordinaria longevità.

Summary

Oddero Poderi e Cantine is a historic winery located in Santa Maria, a hamlet in the town of La Morra, at the heart of the Langhe region. Led by Mariacristina Oddero and the next generation of the family, the winery can trace its roots back to the 18th century, and has been producing wine under the Oddero name since 1878. Of its thirty-five hectares, sixteen and a half are planted with Nebbiolo grapes for Barolo and Barbaresco wines. This article explores the estate’s origins through family documents and memories of country life before analysing the most prestigious additional geographical designations: Vignarionda, Villero, Bussia and Vigna Mondoca. A look at the technical team, the Tortonian soils and a tasting of the great Riserva wines, characterised by rigour, finesse and extraordinary longevity, rounds off the portrait.

Oddero Poderi e Cantine

Oddero Poderi e Cantine rappresenta una delle realtà storiche di Santa Maria, frazione di La Morra, situata nel cuore delle Langhe. Mariacristina Oddero guida oggi l’Azienda di famiglia, affiancata da Mariavittoria e dalla nuova generazione composta da Isabella e Pietro. Durante la visita emerge una filosofia produttiva precisa, fondata sul profondo rispetto dei suoli e sulla continuità con le antiche tradizioni. Attraverso le parole dei protagonisti prende forma il ritratto di un’impresa agricola capace di unire memoria storica e stringente attualità. Il percorso Aziendale ha radici che risalgono alla fine del Settecento, periodo in cui gli avi Giovanni Battista, Lorenzo e Luigi vinificavano le uve delle proprie terre. Oggi la tenuta conta circa trentacinque ettari di superficie, di cui sedici e mezzo coltivati a nebbiolo per la produzione di Barolo e Barbaresco.

Le origini e la storia dell’Azienda

Oddero Poderi e Cantine nasce originariamente come realtà dedita all’imbottigliamento e alla vendita del vino. Da questa vocazione originaria deriva il forte legame con il Barolo tradizionale, che ancora oggi costituisce il cuore pulsante della produzione. La parte più antica della cantina risale, secondo i preziosi documenti conservati dalla famiglia, alla fine del Settecento. Un ruolo di grande rilievo fu svolto da Giacomo Oddero – il bisnonno dell’attuale titolare Cristina Oddero – che diede un forte impulso all’Azienda ponendo le basi del suo futuro successo  e che, già nel 1878, iniziò a imbottigliare il vino aziendale. Nel corso del tempo gli Oddero hanno restaurato quegli storici ambienti preservandone intatto l’assetto originario.

Tra i carteggi ottocenteschi custoditi spicca un’interessante lettera scritta da Domizio Cavazza a Luigi Oddero. Quel documento riguarda i portainnesti impiegati per contrastare la fillossera, il cui devastante arrivo in Italia risale al 1879. Così la memoria viticola della famiglia si intreccia indissolubilmente con la grande storia della viticoltura piemontese. 

Un ricordo tra zolfo e biancheria di campagna

Tra i ricordi familiari sopravvive ancora un piccolo sacchetto di cotone, ritrovato tra gli oggetti appartenuti alla nonna di Mariacristina. Quel modesto contenitore custodiva lo zolfo destinato ai trattamenti in vigna, che la ditta Poggi Astengo faceva arrivare dalla Sicilia fino al porto di Savona. Durante i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale, il cotone e gli abiti confezionati scarseggiavano enormemente. Per tale motivo la nonna recuperava quella resistente stoffa grezza, trasformandola pazientemente in biancheria per tutta la famiglia. Il padre di Mariacristina – giovane alunno durante il periodo fascista e che, pertanto, doveva indossare la divisa da balilla – provava un forte imbarazzo per tali indumenti. Sotto quella veste ufficiale, infatti, portava capi che mostravano ancora il marchio stampato dello zolfo. Così un oggetto estremamente umile racconta la dura fatica della campagna e l’ingegno di un’epoca profondamente segnata dalle privazioni.

Lo staff tecnico

Oltre a Mariacristina, laureata in agraria con una specializzazione in Viticoltura ed Enologia presso l’Università degli Studi di Torino, la cantina di Oddero Poderi e Cantine è affidata – dal lontano 2001 – all’enologo Luca Veglio; la gestione della vigna è, invece compito, di Sasko Bekirov, che da molti anni se ne occupa con passione e competenza.

I vitigni e il territorio

Il nebbiolo domina nettamente la produzione di Oddero Poderi e Cantine, dando vita a Barolo DOCG, Barbaresco DOCG e Langhe DOC Nebbiolo. Accanto a questo nobile vitigno, la barbera occupa alcuni vigneti strategici, tra cui quello che sovrasta la struttura della nuova cantina. I suoli raccontano la complessa natura geologica del territorio, fortemente caratterizzata dalle marne di Sant’Agata Fossili di origine tortoniana. Proprio camminando tra quei filari, nel 1928, la famiglia rinvenne un pesce fossile a testimonianza inequivocabile dell’antica origine marina delle terre. Così il profondo legame tra suolo e vino diventa un elemento concreto e chiaramente leggibile nel bicchiere; nei vigneti aziendali sono anche allevati moscato bianco, riesling, barbera e dolcetto.

Oddero Poderi e Cantine: vigneto di barbera nelle immediate vicinanze dell'Azienda
Vigneto di barbera nelle immediate vicinanze dell'Azienda

Le Menzioni Geografiche Aggiuntive

L’Azienda interpreta le Menzioni Geografiche Aggiuntive con estrema cura (clicca qui per visualizzarne la mappa), valorizzando le differenze pedoclimatiche tra le singole parcelle. Brunate, storico vigneto condiviso tra i comuni di La Morra e Barolo, entra in Azienda già negli anni Sessanta. Più recenti risultano invece le acquisizioni di Monvigliero per il Barolo DOCG e di Gallina per il Barbaresco DOCG. Alcune superfici vitate restano davvero minime, come i soli 0,40 ettari dedicati alla produzione del Brunate. Tra le riserve spicca indubbiamente la MGA Vignarionda, vino capace di sostenere lunghissimi affinamenti prima di essere immesso sul mercato.

La produzione complessiva oscilla tra le 170.000 e le 180.000 bottiglie annue, numeri che rimangono volutamente contenuti per garantire elevati standard qualitativi.

Vignarionda

La MGA Vignarionda occupa una posizione di eccezionale rilievo nel comune di Serralunga d’Alba, coprendo una superficie complessiva di circa 10,2 ettari. Il vigneto si sviluppa lungo la dorsale principale del territorio, ma presenta una struttura topografica complessa, fatta di pendenze e variazioni di orientamento. Questa spiccata variabilità determina differenze sensibili tra la parte alta e quella bassa della collina. L’esposizione prevalente guarda a sud e sud-ovest, con quote comprese tra i 250 e i 360 metri sul livello del mare. I suoli appartengono alla Formazione di Lequio, substrato ricco di calcare, sabbia e marne grigie siltose. Questo suolo conferisce ai vini una struttura imponente e una trama tannica fittissima.

Oddero Poderi e Cantine: panorama di Vignarionda
Vignarionda

La proprietà di Oddero Poderi e Cantine

La parcella di proprietà Oddero misura 0,77 ettari, producendo mediamente 2.800 bottiglie annue. L’affinamento avviene in botti di rovere austriaco per circa quaranta mesi.

Il Barolo DOCG di Vignarionda esprime un profilo organolettico inconfondibile, capace di coniugare rigore, energia e finezza. Da giovane il vino si presenta stretto e minerale, ma con il tempo si aprono aromi profondi di frutta scura e liquirizia. La posizione del vigneto risulta ben riparata dai venti freddi del nord-ovest grazie alle colline circostanti. Inoltre, la ventilazione costante aiuta a mantenere la sanità delle uve, garantendo una maturazione regolare anche nelle annate difficili. I dati climatici storici confermano che quest’area gode di una tradizionale protezione dalle grandinate estive. Oddero produce il Barolo Riserva Vignarionda solo nelle migliori annate, confermando la vocazione alla longevità di questo straordinario sito. La prima produzione Aziendale risale al 1985.

Villero

La MGA Villero si trova nel comune di Castiglione Falletto, posizionata sul versante orientale del crinale centrale della denominazione. La parcella di proprietà Oddero misura 0,80 ettari, con un’esposizione a sud-est e un’altitudine di 240 metri sul livello del mare. I suoli di Villero si caratterizzano per la presenza di argilla compatta e calcare, con una componente limosa che aumenta nelle zone medio-basse della collina. Questa composizione pedologica, più evoluta rispetto a quella del vicino Monprivato, produce vini di grande struttura e profondità. Castiglione Falletto occupa una posizione geologicamente unica, poiché il suo crinale attraversa sia suoli tortoniani sia suoli elveziani, generando vini che uniscono l’eleganza aromatica del settore occidentale alla potenza strutturale di quello orientale.

La produzione si attesta tra le 3.800 e le 4.000 bottiglie annue.

Bussia e Vigna Mondoca

La MGA Bussia rappresenta una delle aree vitate più estese e storicamente celebrate del comune di Monforte d’Alba. Con i suoi circa trecento ettari complessivi, Bussia costituisce una delle menzioni geografiche più ampie dell’intera denominazione. All’interno di questo vasto territorio si distinguono sottozone storiche come Bussia Soprana, Bussia Sottana, Colonnello, Cicala, Romirasco e Pugnane. I suoli predominanti sono le marne di Sant’Agata Fossili, con una presenza significativa della Formazione di Lequio nelle aree più elevate. Le esposizioni prevalenti guardano a ovest e sud-ovest, con quote che variano dai 210 ai 460 metri sul livello del mare. Questo ampio intervallo altitudinale genera una notevole variabilità interna, con vini che possono differire sensibilmente per struttura, profumo e longevità a seconda della parcella di provenienza.

Oddero Poderi e Cantine: Bussia
Bussia

Vigna Mondoca

Vigna Mondoca si trova nella sottozona Bussia Soprana, nel comune di Monforte d’Alba, non lontano dalla borgata Dardi. I fratelli Giacomo e Luigi Oddero acquistarono il vigneto nel 1985 da una famiglia di cui un componente portava il cognome Dardo. La prima etichetta del Barolo Bussia Soprana Vigna Mondoca Oddero comparve nello stesso anno. La superficie originale misurava circa 1,17 ettari. Il vigneto si trova a 380 metri di altitudine, con un’esposizione a sud-ovest particolarmente favorevole alla maturazione del nebbiolo.

L’origine del toponimo Mondoca

L’origine del toponimo Mondoca è stato oggetto di una ricerca toponomastica condotta da Mariacristina Oddero e dallo storico Pietro Crivellaro. Nei documenti catastali più antichi, risalenti al Cinquecento e al Seicento, il nome compare nelle varianti Mondocca, Mondocha e, in latino, Mons d’Hocha. La chiave interpretativa più convincente rinvia al verbo latino occare, che indicava l’erpicatura delle zolle per preparare il terreno alla semina. Mondoca era dunque, letteralmente, una collina da erpicare per piantare le vigne. Nei documenti ottocenteschi e novecenteschi il nome scompare dalle mappe ufficiali, sostituito dalla denominazione Dardi, ma sopravvive nella memoria orale dei Monfortesi come toponimo legato alla caccia.

I suoli di Vigna Mondoca appartengono alla Formazione di Lequio, substrato geologico tipico del comune di Monforte d’Alba. Questo substrato, ricco di marne e calcare, garantisce al nebbiolo una struttura imponente e tannini di grande fittezza. La produzione media Aziendale si attesta intorno alle 3.500 bottiglie annue.

Oddero Poderie Cantine: Bussia - Vigna Mondoca
Bussia - Vigna Mondoca

Monvigliero

La MGA Monvigliero si trova nel comune di Verduno, nel settore più settentrionale della denominazione Barolo, al confine con la valle del fiume Tanaro. Con i suoi venticinque ettari vitati, Monvigliero rappresenta il vigneto di riferimento di Verduno, sia per prestigio sia per peso produttivo. Le esposizioni prevalenti guardano a sud, con quote comprese tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare. I suoli appartengono alle marne di Sant’Agata Fossili laminate, stratificazioni molto sottili composte da alte percentuali di limo e argilla con pochissima sabbia. Questo substrato molto compatto e fine trattiene efficacemente le riserve idriche. La vicinanza del Tanaro genera una costante circolazione di aria umida, che contribuisce a modulare le temperature e a conferire al nebbiolo note speziate di erbe officinali, radici e spezie.

La proprietà di Oddero Poderi e Cantine

La parcella di proprietà Oddero misura 0,74 ettari, con un’esposizione a sud e un’altitudine di circa 300 metri. Le viti sono di età variabile: alcune risalgono al 1958, altre sono state impiantate nel 2019 e nel 2022. L’affinamento avviene in botti di rovere francese da 20 ettolitri per circa ventiquattro mesi. La produzione si attesta intorno alle 2.000 bottiglie annue. La prima annata commercializzata da Oddero è il 2020, confermando la relativa giovinezza di questa acquisizione rispetto alle altre menzioni geografiche aziendali.

Oddero Poderi e Cantine - Monvigliero
Monvigliero

Brunate

La MGA Brunate si estende su una superficie complessiva di circa 28ha, condividendo il proprio territorio tra i comuni di La Morra e Barolo. Questa doppia appartenenza non ha solo un valore amministrativo, ma definisce profondamente l’identità del vigneto. Brunate non rappresenta un corpo unico e uniforme, bensì un mosaico di parcelle caratterizzate da quote, esposizioni e suoli differenti. La porzione ricadente nel comune di La Morra occupa la superficie maggiore, mentre la parte nel comune di Barolo risulta più contenuta. Le altitudini variano tra i 280 e i 405 metri sul livello del mare, con esposizioni prevalentemente orientate a sud e sud-est. Questa eterogeneità pedoclimatica si riflette in vini che differiscono sensibilmente per profilo aromatico e struttura tannica, a seconda della specifica provenienza delle uve.

La proprietà di Oddero Poderi e Cantine

La parcella di proprietà Oddero misura 0,40 ettari e si trova nella porzione appartenente al comune di La Morra. L’esposizione guarda a sud-est, con un’altitudine compresa fra i 380 e i 390 metri sul livello del mare; le viti vantano un’età compresa tra i cinquanta e i sessanta anni. La fermentazione dura circa venticinque giorni a 28°C, seguita da un affinamento in botti di rovere francese da 20 ettolitri per circa trenta mesi. Il nebbiolo di Brunate coltivato a La Morra tende a esprimere profili fragranti, floreali e slanciati. Al contrario, le uve provenienti dal versante di Barolo offrono spesso maggiore densità e potenza strutturale. La produzione Aziendale si attesta intorno alle 2.000 bottiglie annue.

Oddero Poderi e Cantine - Brunate
Brunate

Oddero Poderi e Cantine: l’impostazione produttiva

La cantina si sviluppa armoniosamente su più ambienti, ciascuno destinato a una funzione tecnica ben precisa. L’area di vinificazione affianca quella dedicata all’affinamento, ospitando tradizionali tini di rovere impiegati come fermentini, oltre a moderne vasche di acciaio e cemento vetrificato. Questi ultimi recipienti accolgono i vini rossi durante i delicati passaggi che seguono la sosta in legno. Poco oltre si trova la moderna sala di imbottigliamento. Buona parte della struttura architettonica scende fino a quattro metri e mezzo sottoterra, celandosi sotto un rigoglioso vigneto coltivato a barbera. Laggiù il controllo naturale di temperatura e umidità garantisce condizioni ambientali perfettamente stabili, fattore che Mariacristina considera assolutamente decisivo. Un ampliamento recente, completato circa due anni fa, ha finalmente offerto lo spazio operativo necessario per ottimizzare ogni fase del lavoro.

Oddero Poderi e Cantine: la sede aziendale a Santa Maria di La Morra

Il parco botti e i volumi

Il parco botti riflette fedelmente la varietà e la ricchezza delle diverse produzioni aziendali. Le vasche più grandi, capaci di contenere fino a 10.500 litri, custodiscono il Langhe Nebbiolo e il Barolo Classico. Formati intermedi da 35, 40 e 60 ettolitri seguono l’evoluzione degli altri rossi, mentre botti di dimensioni minori affinano separatamente le singole Menzioni Geografiche Aggiuntive. Per le colmature e per la gestione dei piccoli lotti l’Azienda impiega pratici tonneau da 500 e 700 litri. I pregiati legni di rovere utilizzati arrivano prevalentemente da Slavonia, Austria e Francia. Sul versante nazionale l’Azienda si affida all’esperienza di due storiche botterie artigianali, la piemontese Gamba e la veneta Garbellotto. Di tutta la produzione Aziendale, il solo Barolo Classico raggiunge circa 45.000 unità annue, a conferma del suo imprescindibile ruolo storico e commerciale.

Le bottiglie storiche e l’accoglienza

Nel 2011 la famiglia ha realizzato un nuovo spazio dedicato alla conservazione delle bottiglie, sia storiche sia destinate alla vendita diretta. La parte sotterranea della struttura custodisce il prezioso archivio Aziendale, mentre quella in superficie accoglie le degustazioni dei gruppi. Le annate più antiche conservate risalgono agli anni Cinquanta e proseguono senza alcuna interruzione fino ai giorni nostri. Accanto alle bottiglie tradizionali trovano posto anche grandi formati e speciali riserve pensate per lunghe attese. Così l’Azienda protegge gelosamente la propria memoria senza mai rinunciare al prezioso legame con chi la visita.

I Barolo DOCG di Oddero Poderi e Cantine

Barolo DOCG – 2022

La vigna e la cantina

La produzione del Barolo Classico richiede un’attenta gestione agronomica nei vigneti di La Morra (MGA: Bricco Chiesa, Capalot e Galina) e Castiglione Falletto (MGA: Fiasco, situati rispettivamente a 200 e 250 metri di altitudine. I filari, allevati a Guyot a controspalliera, presentano densità di 4.000 ceppi per ettaro e rese intorno ai 70 quintali. Durante le settimane centrali di ottobre, la squadra effettua una rigida selezione manuale delle uve direttamente in vigna.

La fermentazione e la macerazione si svolgono in vasche di acciaio inossidabile per circa venti giorni, mantenendo la temperatura controllata tra i 28 e i 29°C. Nelle annate più equilibrate, la fermentazione è affidata ai lieviti autoctoni. Dopo la fermentazione malolattica, il vino affina per trenta mesi in botti di rovere austriaco e di Slavonia, con capacità variabili di 105 ettolitri, per poi completare il riposo in bottiglia.

La degustazione

Il naso si apre elegante e di assoluta tipicità. Sfilano note di marasca ben matura, ribes rosso, arancia amara e violetta, seguite da melagrana, sottobosco e cuoio. Al palato entra morbido, mentre il centro bocca si fa più austero grazie al tannino giovanile e a una freschezza vivida, ormai perfettamente integrata. Il sorso resta teso, la beva scorre snella e regala grande piacevolezza. La persistenza, infine, si allunga con eleganza.

Barolo DOCG Brunate – 2022

La vigna e la cantina

La coltivazione del nebbiolo nella storica parcella Brunate segue rigorosi principi biologici dal 2008. Le viti, che vantano un’età compresa tra i cinquant’anni e i sessant’anni, crescono a circa 380 metri di altitudine con esposizione a sud-est. La resa si attesta sui 50 quintali per ettaro, garantendo un’elevata concentrazione aromatica. Durante la prima decade di ottobre, i vendemmiatori selezionano manualmente i grappoli, ripetendo l’operazione in cantina tramite un nastro scorrevole. Il processo prosegue con diraspatura e sgranellatura seguite da una pigiatura estremamente delicata. La fermentazione e la macerazione durano circa venticinque giorni a 28°C, seguite dalla malolattica nel mese di dicembre. L’affinamento si svolge in botti di rovere francese da 20 ettolitri per trenta mesi circa. Il percorso si conclude con un anno di sosta in bottiglia prima dell’uscita sul mercato.

La degustazione

Il profilo olfattivo appare più scuro ed evoluto rispetto agli assaggi precedenti. Confettura di ciliegie, ribes rosso e more di rovo aprono la scena, affiancate dalla violetta. Seguono poi lievi tocchi di polvere di caffè, cacao amaro e pepe nero. Al palato si mostra austero e molto giovanile, eppure già di estrema eleganza e persistenza. Dotato di corpo, morbido e fresco, offre un tannino piacevole e un finale molto lungo.

Barolo DOCG Monvigliero – 2022

La vigna e la cantina

Il vigneto Monvigliero, esposto a sud a 300 metri di altitudine, presenta viti di età eterogenea, alcune risalenti al 1958 e altre di recente impianto. La gestione agronomica punta a rese contenute, intorno ai 60 quintali per ettaro, su una superficie di poco superiore agli 0,7ha. La vendemmia avviene solitamente nella prima decade di ottobre, con un’estrema cura nella cernita iniziale dei grappoli. Una volta giunte in cantina, le uve passano sul nastro trasportatore per un ulteriore controllo visivo, prima di subire un’accurata sgranellatura. La fermentazione alcolica e la macerazione si svolgono all’interno di tradizionali tini di legno per circa venti giorni. A questo passaggio segue immediatamente la fermentazione malolattica. Per l’affinamento, l’Azienda sceglie botti di rovere francese da 20 ettolitri, dove il vino riposa per circa ventiquattro mesi, sviluppando la sua caratteristica eleganza speziata.

La degustazione

Eleganza e sobrietà definiscono un naso di grande fascino. Marasca e ribes rosso si intrecciano a una lieve cipria, al pepe rosa e alla violetta candita, con sfumature di cuoio e tabacco dolce. Il sorso entra morbido e lieve, eppure di ottimo corpo. Fresco e dotato di tannini di eccellente fattura, non ancora del tutto risolti, chiude con una persistenza molto lunga.

Barolo DOCG Villero – 2022

La vigna e la cantina

Le vecchie viti di Villero, che superano il mezzo secolo di vita, dimorano a 240 metri sul livello del mare con una favorevole esposizione a sud-est.

All’inizio di ottobre, la squadra vendemmia manualmente i grappoli, prestando grande attenzione alla selezione dei frutti. Le operazioni di cantina iniziano con un secondo controllo sul nastro trasportatore, seguito da diraspatura e pigiatura molto soffici tramite sgranellatrice. La fermentazione e la macerazione si protraggono per circa venticinque giorni. Successivamente, il vino affronta un lungo affinamento di trenta mesi all’interno di botti di rovere da 40 ettolitri. Un ulteriore anno di riposo in bottiglia completa il ciclo produttivo, permettendo ai complessi tannini di integrarsi perfettamente prima della commercializzazione.

La degustazione

Rispetto al precedente, il naso vira su sensazioni più dolci. Emergono infatti frutta rossa più matura, violetta candita, cannella e cacao dolce. In bocca appare più asciutto, con corpo e morbidezza leggermente inferiori. L’equilibrio resta però eccellente, sostenuto da una vivida freschezza e da tannini di splendida fattura, ancora molto giovanili. Anche qui la persistenza si distende a lungo.

Barolo DOCG Bussia Vigna Mondoca Riserva – 2020

La vigna e la cantina

Vigna Mondoca si sviluppa a 380 metri di altitudine, esponendo le sue viti trentacinquenni a sud-ovest. La gestione agronomica mantiene una densità di 4.500 ceppi per ettaro e una resa di 65 quintali. La vendemmia, concentrata nella prima decade di ottobre, prevede una rigida selezione manuale sia tra i filari sia in cantina sul nastro scorrevole. Il processo di vinificazione inizia con diraspatura e pigiatura molto soffici, seguite da fermentazione e macerazione per circa trenta giorni a temperatura controllata di 28-29°C. Nel mese di dicembre il vino completa la fermentazione malolattica. L’affinamento si protrae per circa trentasei mesi in botti di rovere da 30 ettolitri, a cui segue un adeguato riposo in bottiglia.

La degustazione

Questa etichetta arriverà in vendita a partire da settembre 2026. Il naso rivela una finezza e una complessità estreme. Confettura di marasca, ribes rosso e succo di melagrana dialogano con violetta passita, anice stellato e rosa rossa appassita. Sfumature mentolate e lievi tocchi di polvere di caffè completano il quadro. Al palato si presenta ricco, strutturato, molto morbido e di vivida freschezza. I tannini, giovanili ma di grande nobiltà, accompagnano una persistenza molto lunga. Nonostante la grande importanza, la beva resta agile.

Barolo DOCG Vignarionda Riserva – 2018

La vigna e la cantina

La parcella di Vignarionda occupa la cima della collina a 360 metri di altitudine, godendo di un’esposizione a sud pieno. Le viti, di età variabile, offrono una resa contenuta di soli 50 quintali per ettaro. Durante la seconda settimana di ottobre, la vendemmia manuale raccoglie i grappoli in piccole cassette da 18 chilogrammi. Dopo un rigoroso controllo sul nastro trasportatore, le uve attraversano la diraspatrice-sgranellatrice. Il pigiato confluisce poi in un fermentino da 50 ettolitri per la fermentazione alcolica, che dura circa 25-28 giorni con rimontaggi giornalieri e bagnatura del cappello. In seguito alla svinatura e alla fermentazione malolattica, il vino riposa in botti di rovere austriaco per circa quaranta mesi. Dopo l’imbottigliamento, le bottiglie sostano nella cantina di stoccaggio a temperatura e umidità controllate, completando la maturazione di questa prestigiosa Riserva.

La degustazione

Nel calice brilla un granato luminoso e trasparente, dove occhieggiano ancora le ultime sfumature rubino. Queste raccontano una primavera e un inizio d’estate piovosi e freschi. Il naso, più scuro e cupo dei precedenti, conserva grande interesse ed eleganza. Frutta rossa matura, violetta passita, cuoio e sottobosco incontrano quindi grafite, china e radici di genziana. La bocca si rivela ricca, strutturata e piacevolmente tannica, con tannini magnifici seppur giovanili. Molto lunga, ancora una volta, la persistenza. Imponente e austera, la beva non risulta però mai faticosa.

Contatti

Oddero Poderi e Cantine

Frazione Santa Maria, 28

12064, La Morra (CN)

info@oddero.it

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