• Lun 27 Mag 2024

Le verticali di World Wine Passion: l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva “Terre di Cariano” dell’Azienda Cecilia Beretta

Nel corso della recente edizione del Merano Wine Festival 2017, ho avuto il piacere di essere invitato, insieme ad altri colleghi, a una verticale di quattro annate dell’Amarone Riserva “Terre di Cariano” dell’Azienda Cecilia Beretta, uno dei fiori all’occhiello della famiglia Pasqua che l’ha acquisita fin dall’ormai lontano 1980.

Riccardo Pasqua – Amministratore Delegato

Il vigneto dal quale sono ottenute le uve utilizzate per la produzione di questa Riserva, le cui viti hanno un’età media di circa 30 anni, è sito a una quota compresa fra i 100 e i 160m s.l.m. ed è localizzato nella zona pedemontana a sud del paese di San Pietro in Cariano, ovvero nella Valpolicella Classica, ove gode di un’esposizione compresa tra sud e sud-est; il vigneto è allevato sia pergola veronese sia a guyot su suoli calcareo – argillosi.

Le degustazioni

Come già anticipato, i quattro assaggi di seguito raccontati si sono svolti nella giornata di sabato 11 novembre 2017 nel corso della XXVI Edizione del Merano Wine Festival.

2012

Frutto di un’annata calda e siccitosa, il 2012 ha visto un inizio autunno mite e asciutto che ha garantito un appassimento delle uve in condizioni ottimali; la vendemmia è avvenuta verso la metà di settembre. Le uve utilizzate sono state Corvina (60%), Rondinella (25%), Corvinone (5%), Croatina (5%) e Oseleta (5%). Il vino così ottenuto è stato affinato per 18 mesi in barriques di rovere francese e ciliegio italiano (70%) mentre il rimanente 30% ha riposato in tonneaux di secondo passaggio; in seguito, il Terre di Cariano 2012 ha atteso altri 12 mesi in bottiglia prima della sua messa in commercio.

Nel calice, questo Amarone sfoggia un lucente e vellutato color granato preludio a un bouquet intenso, elegante e marcatamente fruttato nel quale la confettura di frutti rossi, resa più morbida – ma non stucchevole – dalle appena accennate note di appassimento, si accompagna a dolci sensazioni speziate nonché alla finezza del potpourri di fiori rossi; il suo bouquet trova pieno compimento nelle leggere note tostate riconducibili al cioccolato dolce.

L’attacco al palato è morbido, caldo, profondo e avvolgente. In bocca, svela tutta la sua struttura ampiamente sostenuta dalla spiccata freschezza e da tannini ancora scalpitanti di gioventù che gli donano nerbo e carattere pur facendoci desiderare di poterlo riassaggiare fra qualche anno per goderne il pieno equilibrio; la lunga persistenza incornicia più che adeguatamente un assaggio decisamente di ottimo livello.

2009

La stagione vegetativa, iniziata precocemente, ha portato a un importante anticipo della fioritura delle viti; in seguito, le elevate temperature e il prolungarsi di una fase marcatamente siccitosa ha sottoposto i vigneti a un periodo di stress idrico subito dopo l’allegagione. Queste condizioni hanno, in seguito, portato a rese in vigna spontaneamente assai contenute. La composizione ampelografica e le principali tecniche di cantina sono le stesse riportate per l’annata appena descritta.

Lo sguardo trova nell’eleganza del granato di questo 2009 un irresistibile invito ad avvicinare il calice al naso e, immediatamente, i nostri sensi ritrovano le ben note sensazioni fruttate riconducibili però, in questo caso, più alla frutta rossa matura e sotto spirito che alla confettura nonostante gli otto anni trascorsi dalla vendemmia. Un’intrigante sensazione balsamica dona verticalità al bouquet, già di per sé ampio e profondo, in virtù anche delle note di noce moscata, di fiori rossi appassiti e di una finissima sensazione di cuoio.

All’assaggio, apre avvolgente, di gran corpo e decisamente caldo ma non bruciante; i tannini – fitti, setosi ma ancora in grado di donare equilibrio e sostenerne l’importante struttura – gli conferiscono, con l’imprescindibile aiuto di una ben presente freschezza, una beva piacevole, armonica e certo non colpevole di piaggeria. L’assai lunga persistenza e la gradevolezza del fin di bocca lo rendono un vino capace di emozionare, rimanere a lungo nei nostri sensi e, nel contempo, poter essere utilizzato in abbinamento a grandi secondi piatti oppure degustato da solo per poter così godere pienamente di ogni sua più piccola sfumatura.

2008

Dal punto di vista climatico, in Valpolicella l’annata, decisamente fresca, si è caratterizzata per una positiva alternanza di periodi più caldi e periodi piovosi. Tali caratteristiche, pur rendendola un’annata difficile in vigna, hanno positivamente influenzato le uve permettendo una corretta maturazione agronomica e aromatica e, nel contempo, preservando la naturale acidità delle uve stesse. La composizione ampelografica e le principali tecniche di cantina sono le stesse riportate per le annate appena descritte.

È sempre il luminoso color granato a svolgere il ruolo di ambasciatore per questo vino che, non appena avvicinato il calice al naso, si rende ben riconoscibile in virtù della finezza della confettura di frutto rosso che avvolge e sostiene – ben lungi dal mascherarle – le note di spezie dolci, di fiori rossi appassiti e di cioccolato al latte; un piacevole sottofondo di erbe aromatiche ne completa un panorama olfattivo di non comune ampiezza e complessità. Una nota di merito è dovuta, per questa annata così come per quelle sopra descritte, all’eccellente uso del legno che non si rende mai manifesto o, peggio ancora, invasivo.

Le caratteristiche climatiche del 2008 si palesano in una ancora vivace freschezza che, unitamente a tannini di ottima fattura e morbidezza, sorreggono la pienezza del corpo e le sue ben presenti morbidezze; sempre molto lunga la persistenza e di grande piacevolezza il fin di bocca.

2004

Questo 2004 è figlio di un’annata climaticamente nella media a parte una piovosità leggermente superiore al normale ad eccezione dei mesi di agosto e settembre; nel complesso, è da ritenersi un’annata relativamente facile in vigna che ha dato origine a vini di ottimo livello; anche in questo caso la composizione ampelografica e le principali tecniche di cantina coincidono con quanto riportato per i millesimi appena descritti.

Il Terre di Cariano 2004 riesce ad affascinare fin dal primo sguardo in virtù del suo avvolgente e luminoso color granato che non tradisce minimamente il trascorrere del tempo. Al naso, le sensazioni di confettura di frutto rosso trovano completezza e dialogo con le note di marasca sotto spirito e cioccolato fondente alle quali si uniscono i suadenti sentori agrumati delle scorze di arancia amara nonché quelli speziati della noce moscata e dei chiodi di garofano; il bouquet trova la sua completezza con profumi che riportano alla mente il tabacco nonché con garbati ricordi boisé a confermare il sapiente uso del legno. Nel complesso, un panorama olfattivo di grande ampiezza, finezza e profondità, capace di coniugare tipicità, potenza ed eleganza.

All’assaggio certo non delude regalandoci un attacco vellutato e avvolgente, nel quale la grande struttura del corpo trova equilibrio e piacevolezza di beva in una tessitura tannica di rara finezza e setosità e in un’apparentemente ancora giovanile freschezza. Una menzione particolare è dovuta alla lunga persistenza che sembra volerci regalare nuove emozioni prima che il vino rimanga solo – si fa per dire – nella nostra memoria.

Pasqua Vigneti e Cantine

Via Belvedere, 135

37131, Verona

italia@pasqua.it

www.pasqua.it

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