• Mer 19 Giu 2024

Il vino del sabato: L’ultimo esiliato di casa Savoia: il Nebbiolo, l’Oltrepò Pavese e la cantina I Doria di Montalto

In un vortice di polverez
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Da “Il suonatore Jones” – Fabrizio De Andrè
“Non al denaro non all’amore né al cielo” (1971)

Passione: sentimento intenso e violento, che può turbare l’equilibrio psichico e le capacità di discernimento e di controllo; … violento amore sensuale (tratto da: Treccani.it)

Queste parole potrebbero ben spiegarne altre alle quali, chiunque sia avvezzo a parlare di vini, è ben più abituato: opulento, sontuoso, armonico, emozionante, elegante, potente, fine…in una parola: Nebbiolo. Lui – il Nebbiolo – non se ne cura certamente. In Langa come in Valtellina, in Valle d’Aosta come in Alto Piemonte – anno dopo anno – Lui continua a stupirci con le sue mutevoli, eppur inconfondibili, espressioni. Figlio delle Alpi, scese a sud a sposare la terra di quelle colline dove, da questa unione, nacquero i loro figli più famosi: Barolo, Barbaresco e Roero.

E poi? E poi lentamente, senza dare nell’occhio, con la discrezione del vero Signore, Lui riprese il suo viaggio verso ponente fino a giungere al termine del suo cammino: altre colline, altre terre, altre mani lo attendevano. Era arrivato in Oltrepò Pavese.

Storia di un amore difficile: il Nebbiolo e l’Oltrepò

Fu un matrimonio combinato! Era il 13 settembre 1743: col trattato di Worms tra l’Austria e i Savoia, l’Oltrepò fu separato dal Principato di Pavia e unito al Piemonte. L’appartenenza al regno sabaudo rimase fino all’unità d’Italia, quando queste terre tornarono alla provincia di Pavia; nel 1923 il territorio di Bobbio, tra cui i comuni di Trebecco e Caminata, fu staccato da Pavia e unito a Piacenza e in piccola parte a Genova.

Un primo importante cambiamento nella composizione ampelografica dei vigneti di questo territorio fu dovuto proprio al passaggio amministrativo dall’Austria ai Savoia e quindi all’inserimento di nuovi vitigni della tradizione piemontese, quali il Barbera, il Freisa, il Dolcetto e il Nebbiolo.

È interessante ricordare che, nel 1884, l’Oltrepò vantava ancora ben 225 vitigni autoctoni e che, nello stesso anno, il Nebbiolo era coltivato in ben 60 comuni oltrepadani. L’arrivo delle malattie crittogamiche prima e della fillossera in seguito portarono ad una profonda modificazione della composizione dei vigneti in queste terre, favorendo le varietà più resistenti e produttive nonché quelle che meglio si adattarono a essere innestate su piede americano.

L’insieme di queste cause portò alla progressiva riduzione delle superfici vitate a Nebbiolo; questo calo fu così drastico da far sì che questo vitigno non venisse previsto nei disciplinari inerenti la Doc Oltrepò Pavese. Giungiamo così ad anni recenti: una collaborazione dell’Azienda Doria con l’Università di Milano portò alla realizzazione di una vigna scientifica contenente 102 cloni diversi di vitigni tradizionali e al recupero di un clone locale di nebbiolo.

Questa riscoperta, unita alle prove pedoclimatiche e storiche riguardanti la presenza tradizionale del Nebbiolo in questo territorio, contribuì – nel 2005 – all’inserimento di questo vitigno nell’elenco delle uve autorizzate in Oltrepò e, nel marzo 2010, alla nascita dell’Igt Nebbiolo Provincia di Pavia.

I Doria di Montalto

L’Azienda Agricola I Doria di Montalto nacque nell’anno 1800, con l’acquisto del primo podere da parte della famiglia Doria. L’Azienda, dopo la recente e improvvisa scomparsa di Giuseppina Sassella vedova Doria, è attualmente condotta da Andrea e Davide Doria, con l’imprescindibile aiuto dell’agronomo Daniele Manini.

La proprietà si sviluppa per circa 48ha in corpo unico, di cui circa 30 vitati. I suoli aziendali, ascrivibili al miocene (più precisamente al Langhiano circa 13,8 – 16 milioni di anno orsono), sono di tipo marnoso- argilloso con importanti presenze di gesso e godono di esposizioni prevalenti a sud-ovest a circa 250 metri di altezza. Il clima è caratterizzato da inverni asciutti e freddi, primavere mediamente piovose, estati asciutte e calde e da una stagione vendemmiale, che vede piogge significative solo verso la sua conclusione.

Tutta la produzione aziendale è certificata biologica.

I Doria di Montalto – AD Memorial – Rosso Provincia di Pavia Igt – 1999 L. 207/03

Intenso, caldo e sensuale: ecco come potrebbe essere descritto il granato intenso di questo vino ottenuto da uve nebbiolo in purezza. Lentamente, con deferenza, lo versammo nel bicchiere, osservandone il colore, cercando di cogliere i primi profumi che si liberavano nell’aria, sperando in cuor nostro che il tappo – bello alla vista e all’olfatto – avesse ben vegliato sul suo lungo riposo in bottiglia.

Un primo approccio al naso ci tranquillizzò: schietto, integro, dal frutto evidente che ancora riporta alla ciliegia matura e al ribes rosso. Una leggera rotazione e cogliemmo – fini ma evidenti – le note di violetta appassita e di spezie dolci e delicate: pepe bianco, noce moscata e cannella. I minuti trascorsero e altri sentori si fecero scoprire: ecco il cuoio seguito, dal cioccolato fondente.

Un bouquet complesso, giocato più su complessità e finezza che non sull’intensità. L’assaggio certo non fu da meno: ingresso compatto, caldo e di corpo. Tannini di grande avvolgenza, dalla trama fine e polverosa, ancora leggermente nervosi ma nel contempo eleganti e gradevoli. Un vino in grado di coniugare verticalità e ampiezza, maturità e freschezza, caratterizzato da un’ottima persistenza e da un fin di bocca pulito e piacevole.

Un Nebbiolo, ça va sans dire!

Degustazione del 16 settembre 2014

Azienda Agricola I Doria di Montalto
Località Casa Tacconi, 3
Montalto Pavese
Pavia – Italy
Tel +39.0383.870143 +39.0383.870143
info@vinidoria.com

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