Casale dello Sparviero: vino, ambiente e accoglienza

Ma alla fine dei miei giorni vorrei rifare a piedi, sacco in spalla,

la strada da Monte San Savino a Siena,

costeggiare quella campagna d’olive e d’uve di cui risento l’odore…

Albert Camus, Taccuini (1935-1959)

Molti sono i modi di viaggiare e molti gli obiettivi di un viaggiatore: credo, però, che il modo più vero di intraprendere un viaggio sia quello di prepararsi a vivere i paesi visitati allo scopo di respirarne la storia, le tradizioni, la cultura e l’ambiente. Ogni terra ha qualcosa da raccontare e da insegnare ma è fuori di dubbio che alcuni territori siano capaci di raccontarsi più di altri e che siano – in virtù della loro storia – letteralmente intrisi di suggestioni che si rivelano, e si modificano, dopo ogni ogni collina e ogni curva.

Io non conosco abbastanza la Toscana – in realtà credo che in pochi la conoscano a sufficienza – ma ogni volta che ho la fortuna di visitarla resto letteralmente abbacinato dalla sua ricchezza di meraviglie, dalla sontuosità delle sue città così come dalla austera semplicità dei suoi antichi borghi. Non posso non rimanere colpito nell’attraversare paesi che hanno dato i natali a Piero della Francesca, a Leonardo da Vinci o a Michelangelo Buonarroti così come non posso non emozionarmi – da sincero enoappassionato – nel leggere sui cartelli stradali i nomi dei suoi grandi territori vitivinicoli quasi mi trovassi all’interno di un libro di enografia.

Queste considerazioni, oltre al valore di alcuni precedenti assaggi, mi hanno, quindi, spinto ad accettare con entusiasmo l’invito a visitare l’Azienda Casale dello Sparviero a Castellina in Chianti (SI), uno dei comuni interamente compresi nell’area di produzione del Chianti Classico Docg. Si è trattata di una visita finalizzata sì all’assaggio dei prodotti ma ancora di più a vedere e respirare la terra dove questi vini nascono, a discutere di ambiente e di viticoltura nonché a toccare con mano la filosofia di una Cantina capace di coniugare rispetto per la terra, qualità e profitto dando così concretezza a un progetto di vitivinicoltura davvero sostenibile.

Casale dello Sparviero: il suo territorio e i suoi vigneti

Il nucleo della Tenuta, in comune di Castellina in Chianti, fu acquistato, a metà degli anni ‘70 del secolo scorso, da Olindo Andrighetti e fu successivamente ampliato, nel 1995, con l’acquisto di una proprietà confinante per giungere così all’attuale estensione di circa 380ha di cui 90ha a vigneto. La cantina e le altre principali strutture sono ospitate all’interno di un antico monastero risalente al XVII secolo attentamente ristrutturato; il monastero offre anche la possibilità di pernottare all’interno di camere suggestive e accoglienti.

L’attività della tenuta affianca alla vitivinicoltura anche altre coltivazioni quali colture cerealicole e oliveti col frutto dei quali viene prodotto olio EVO. Una parte importante dell’Azienda è occupata da boschi che, pur se utilizzati sporadicamente come riserva di caccia, garantiscono un’elevata biodiversità e fungono da fondamentale serbatoio faunistico e floristico per il territorio circostante.

Questo composito mosaico di ecosistemi naturali e di agrosistemi hanno spinto la proprietà – ovvero la famiglia Andrighetti, in modo particolare nella persona della Signora Ada – a intraprendere il percorso di conversione biologica che terminerà nel 2018.

I vigneti, in gran parte rivendicati a Chianti Classico Docg, sono costituiti in prevalenza da Sangiovese ma ospitano anche piccole estensioni con vitigni bordolesi oltre a Canaiolo nero – con antichi cloni aziendali ottenuti dalla riproduzione delle vecchie vigne preesistenti – e Pugnitello. Questa tradizionale varietà a bacca nera era praticamente scomparsa fino a quando, nel 1981, venne riscoperta in alcuni vigneti fra Grosseto e Montalcino. Il Pugnitello è prevalentemente utilizzato in uvaggio in modo particolare con il Sangiovese al quale dona soprattutto colore, struttura, tannini e freschezza aumentando, così, il corpo e la longevità dei vini da essi ottenuti.

L’Azienda, in virtù delle grandi dimensioni, può godere di importanti differenze pedoclimatiche; sono, infatti presenti porzioni sabbioso-tufacee che si alternano a suoli ricchi di argille e ad altri con significative presenze di galestro. La quota media è di circa 250m s.l.m ma le differenti esposizioni e le piccole differenze di quota aggiungono importanti variabilità microclimatiche alla già significativa diversità pedologica e morfologica.

I vigneti, allevati principalmente a cordone speronato e vendemmiati in parte a mano e in parte meccanicamente, permettono, ad oggi, la produzione di circa 250.000 bottiglie.

I protagonisti: Casale dello Sparviero e i suoi vini

Le degustazioni descritte di seguito sono avvenute il giorno 15 giugno 2017 nel corso della mia visita e riguardano l’annata attualmente in vendita. Ritengo opportuno specificare che Casale dello Sparviero produce anche un Chianti Classico Docg Riserva del quale è attualmente in vendita la vendemmia 2013: tale vino sarà descritto in un prossimo articolo dedicato a una verticale di cinque annate di questa Riserva.

Rosé dello Sparviero – Toscana Rosato Igt – 2016

Il Rosé dello Sparviero è ottenuto da uve Sangiovese in purezza a seguito di una vinificazione interamente in acciaio nella quale metà della massa è ottenuta da salasso mentre la rimanente parte è prodotta mediante breve macerazione.

Il suo accattivante e luminoso color buccia di cipolla ci conduce verso un naso, decisamente più improntato alla finezza che all’intensità, che si offre con note di ribes rosso, marasca e pesca gialla alle quali si affiancano sensazioni di piccola pasticceria e confetto. In bocca, svela un buon corpo piacevolmente sostenuto da una ben presente freschezza e da un’altrettanto ben evidente sapidità; l’adeguata persistenza conclude un assaggio all’insegna della piacevolezza di beva e dell’equilibrio.

Rosso dello Sparviero – Toscana Rosso Igt – 2015

Questo rosso, che nasce dalla vinificazione in cemento di uve Sangiovese (60%), Merlot e Cabernet Sauvignon (40%), si presenta per mezzo di un bel color rubino nonché di un naso fine e di buona intensità connotato dalle note fruttate della ciliegia matura e del ribes rosso e dalle sensazioni floreali della violetta a ricordarci la prevalente presenza del Sangiovese; le prime note di cuoio completano un bouquet armonico e decisamente piacevole.

All’assaggio si mostra di corpo, molto morbido e piacevolmente caldo; i tannini, assai gradevoli ma ancora memori della loro gioventù, gli donano, col supporto della ben presente acidità, personalità e nerbo; più che soddisfacente la persistenza.

Chianti Docg Superiore – 2015

Le uve Sangiovese (90%) e Canaiolo nero (10%), vinificate interamente in acciaio, regalano a questo Chianti Docg Superiore un caldo color rubino con le ultime sfumature porpora e un panorama olfattivo fine, intenso e molto tipico. Al naso, infatti, si colgono chiaramente le note di violetta fresca delicatamente ammantate dalle sensazioni fruttate di ciliegia matura, ribes rosso, cassis e prugna disidratata; in seguito, con l’aiuto di una rispettosa rotazione, dal calice emergono le note dolci della caramella Rossana e del confetto che ne completano il bouquet.

In bocca, è diretto e ampio, di corpo, morbido e piacevolmente caldo; l’elegante struttura tannica, la ben presente freschezza e la marcata sapidità gli conferiscono equilibrio e armonia. L’assaggio si conclude con una buona persistenza e un fin di bocca decisamente gradevole.

Chianti Classico Docg – 2015

Questo Chianti Classico Docg è ottenuto da uve Sangiovese (95%) e Canaiolo nero (5%) e, dopo aver svolto la fermentazione in vasche di cemento, viene affinato per un anno in botte grande.

Alla vista, si offre di un lucente color rubino nel quale occhieggiano le prime pennellate granato. Il suo bouquet – intenso, assai fine e tipico – apre con note di ciliegia matura, ribes rosso e violetta fresca alle quali si susseguono e si alternano, una piacevole sensazione ematica nonché sentori più dolci di cipria e confetto.

L’ingresso in bocca è ampio, compatto ed equilibrato in virtù degli eleganti tannini e delle evidenti freschezza e sapidità che sorreggono, donandogli armonia e nerbo, l’ottimo corpo e la piacevole morbidezza. Un Chianti Classico di carattere e dalla beva assai piacevole – ma non scontata – che chiude con una più che soddisfacente persistenza.

Ada Andrighetti – Chianti Classico Docg Gran Selezione – 2013

Le uve Sangiovese (90%), fermentate in cemento, e quelle di Pugnitello (10%), fermentate in barrique aperte, danno vita – dopo l’assemblaggio e i successivi 20 mesi di affinamento in tonneaux – a questa Gran Selezione che si presenta all’assaggio sfoggiando un bel color rubino di ottima luce.

La pienezza e la ricchezza del frutto rappresentano la cifra caratteristica di questo vino nel quale i frutti rossi – principalmente marasca e ribes rosso – dividono il palcoscenico con le note di frutti decisamente più scuri quali la ciliegia molto matura, la mora e il cassis. Il già intrigante bouquet trova la propria pienezza grazie alle note di liquirizia nonché alla piacevolmente evidente sensazione ematica.

L’attacco in bocca è molto morbido, ampio, giustamente caldo e profondo; l’eccellente corpo e l’avvolgente morbidezza trovano perfetto contrappunto nella vibrante freschezza e nella tannicità setosa ma di carattere. L’assai lunga persistenza e la piacevolezza del fin di bocca reclamano a gran voce il secondo sorso.

Vigna Paronza- Chianti Classico Docg Gran Selezione – 2013

Questa Gran Selezione è prodotta da uve Sangiovese in purezza ottenute dall’omonima vigna; dopo la fermentazione in cemento viene affinato per 18 mesi in barrique usate a cui seguono, prima dell’imbottigliamento, altri sei mesi in botte grande da 25hl.

Il Vigna Paronza 2013, che si offre allo sguardo di un vellutato e luminoso color rubino dal quale emergono evidenti sfumature granato, avvolge i nostri sensi con un bouquet intenso e di eccellente finezza nel quale la confettura di ciliegie e la violetta appassita emergono dal calice anticipando sensazioni di ribes rosso, ciliegia sotto spirito e confetto; l’uso accorto del legno arricchisce il panorama olfattivo di leggere e gradevoli sensazioni di vaniglia.

È soprattutto in bocca che questa Gran Selezione è capace di esprimere il proprio meglio: l’ingresso è ampio ma, nel contempo, lineare, nitido e profondo. La grande struttura trova sostegno ed equilibrio nella marcata sapidità, nell’evidente freschezza nonché in una tessitura tannica avvolgente e setosa ma anche capace di donare personalità e armonia all’insieme. La lunga persistenza, l’eleganza del retrogusto e la godibilità della beva rendono il Vigna Paronza un assaggio da ripetere ogni qualvolta sia possibile.

Casale dello Sparviero

Località Casale, 93

53011, Castellina in Chianti (SI)

info@casaledellosparviero.it

www.casaledellosparviero.com

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