Lungarotti e il restyling della linea Il Pometo
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Augusto Gentilli
- Gio 07 Ago 2025
- 18 minute read
Cantine Lungarotti ha riconosciuto la necessità di intercettare Millenials e GenZ anche per mezzo del rinnovamento della propria immagine. Il restyling della linea Il Pometo nasce proprio da questi cambiamenti e dalla volontà di educare i giovani a un consumo consapevole e di qualità.
L’Azienda Lungarotti e il suo territorio
L’Umbria, cuore verde d’Italia, è una regione dalla ricca storia e ha un profondo legame con la viticoltura. Caratterizzata da dolci colline, borghi medievali e città d’arte, l’Umbria è l’unica regione italiana senza sbocco sul mare. In questo contesto, l’Azienda Lungarotti si erge come un’icona dell’eccellenza enologica umbra, un pilastro che ha saputo valorizzare il territorio e i suoi prodotti a livello mondiale.
L’Umbria vanta una lunghissima storia vitivinicola le cui origini si perdono nell’epoca etrusca o ancor prima, come testimoniato, ad esempio, dall’utilizzo dell’allevamento a tutore vivo, talvolta ancora osservabile all’inizio dei filari più vecchi. Nonostante questa plurimillenaria tradizione, la vitivinicoltura umbra, pur presente in modo capillare sul territorio, si è affacciata alla seconda metà del XX secolo ancora strettamente legata a tecniche e mentalità contadine di coltivazione promiscua e autoconsumo o, al più, di vendita sfusa in ambito strettamente locale. In altre parole, produrre vino era pratica talmente comune e diffusa da non farla percepire come possibile oggetto di investimento e sviluppo personale e territoriale.
La storia aziendale
Le origini della famiglia Lungarotti nella produzione di vino e olio nella Valle del Medio Tevere risalgono a ben due secoli fa. Fu negli anni ’50 che Giorgio Lungarotti, laureato in Agraria nel 1936 con una tesi sulle moderne pratiche vitivinicole, diede un impulso decisivo all’azienda di famiglia. Con una visione imprenditoriale e un’apertura all’innovazione, Giorgio avviò una fase di sperimentazione che portò alla viticoltura specializzata, ridisegnando le colline intorno a Torgiano con vigneti di vitigni autoctoni strategicamente selezionati. Nel 1962, la “Cantine Giorgio Lungarotti SpA” fu fondata, e con essa nacquero vini iconici come il “Rubesco” e il “Torre di Giano“. La loro qualità fu tale che nel 1968 ottennero una delle prime denominazioni DOC (Denominazione di Origine Controllata) in Italia per la zona di coltivazione (Rosso e Bianco di Torgiano). Il “Rubesco”, il cui nome deriva dal latino “rubescere” (arrossire), è oggi una delle etichette umbre più famose al mondo.
Giorgio Lungarotti fu un vero pioniere, consapevole che il potenziale della sua regione necessitava di una forza collettiva. Grazie al suo instancabile lavoro, nel 1979 fu concessa la Denominazione d’Origine Controllata anche alla zona di Montefalco.
Lungarotti: ospitalità e cultura nel mondo del vino
La Fondazione Lungarotti e i suoi Musei
Lungarotti non è solo sinonimo di produzione vinicola; la famiglia unisce, infatti, la profonda passione per la cultura, la storia e l’arte, dando così vita a un unicum che trova pieno compimento nella Fondazione Lungarotti Onlus e nei Musei del Vino di Torgiano (MUVIT) e dell’Olivo e dell’Olio (MOO). Nel corso della mia permanenza presso le Cantine Lungarotti ho avuto il grande piacere di poter godere di un’approfondita visita al MUVIT ove il presente e il passato sembrano fondersi in un tutt’uno nel quale storia, tradizione, mitologia, cultura, arte, tecnologia altro non sono che ingredienti di quella meravigliosa alchimia chiamata vino.
L’ospitalità
Nel 1978 nacque, sempre a Torgiano, l’Albergo a 5 Stelle “Le 3 Vaselle” poiché Giorgio Lungarotti già sapeva che vino e turismo avrebbero avuto davanti un lungo cammino in comune e voleva essere pronto ad affrontare tale percorso; in seguito, l’Albergo – attualmente non operativo – venne affiancato dall’Agriturismo Poggio alle Vigne e, in tempi più recenti, dal Bistrot ricavato all’interno della Vecchia Fornace di Torgiano.
Per approfondimenti sugli argomenti finora trattati è possibile consultare un mio precedente articolo e un’intervista a Teresa Severini e Maria Grazia Marchetti Lungarotti.
Motivi e linee guida del restyling della linea Il Pometo
Nel dinamico panorama del mercato del vino, Cantine Lungarotti ha riconosciuto la necessità di evolversi, in particolare per intercettare le nuove abitudini di consumo delle giovani generazioni. Il rinnovamento dell’immagine, o restyling, della linea Il Pometo, prodotta da vigne site in comune di Torgiano, nasce proprio da un’attenta analisi di questi cambiamenti, mirando a riposizionare i vini in un contesto di mercato in continua trasformazione.
Le ricerche di mercato
La decisione di rinnovare l’immagine della linea Il Pometo è stata guidata da diverse considerazioni. Le ricerche più recenti, tra cui quelle citate da autorevoli testate come NY Times, Forbes e Wine Enthusiast, mostrano un apparente calo nei consumi di vino da parte dei cosiddetti Millennials (la generazione nata tra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90) tra il 2015 e il 2023. Sebbene sembrino aver ceduto la prima posizione come generazione più consumatrice, questo dato è considerato ingannevole. In realtà, i Millennials, soprattutto in Occidente, sono la generazione che frequenta maggiormente ristoranti e locali, consumando più vino “fuori casa” (on trade). Il loro consumo pro capite per i bevitori abituali è il più elevato e circa la metà di loro è propensa a provare nuove marche e tipi di vino. Inoltre, una percentuale significativa di Millennials acquista formati grandi, dimostrando una spesa media per il vino superiore.
Per terminare questa analisi, è opportuno ricordare che uno studio del 2023, commissionato da Wine Paris e IWSC International Wine & Spirit Competition, ha evidenziato la perdita di interesse da parte dei Millennials per il vino più tradizionale, aspetto che è stato fonte di importanti spunti di riflessione.
La bottiglia come protagonista
Un altro fattore determinante è l’evoluzione del ruolo della bottiglia di vino stessa. Oggi, le bottiglie non sono più solo contenitori ma veri e propri elementi di arredo, contribuendo all’estetica di un ambiente. La scelta del vino, soprattutto nei locali, avviene spesso osservando le bottiglie esposte sugli scaffali.
I social network e la linea Il Pometo
A ciò si aggiunge l’importanza dell’esperienza e della condivisione sociale: i Millennials non acquistano semplicemente un prodotto, ma anche un “contenuto” da condividere sui social media. L’enorme diffusione dell’hashtag #Wine su piattaforme come Instagram testimonia quanto siano apprezzate le “bottiglie fotogeniche” o che creano un “effetto sorpresa” (wow factor). Questa generazione cerca colore, vivacità e il desiderio di divertirsi. Fino al 2023, il packaging, ovvero l’imballaggio e l’estetica della bottiglia, della linea “Il Pometo” non era allineato a queste nuove tendenze, né la sua comunicazione si rivolgeva efficacemente ai Millennials e alla GenZ (la generazione successiva ai Millennials). La maggior parte dei partner commerciali dell’Azienda ha sostenuto la necessità di un cambio di immagine.
Lungarotti ha risposto a queste nuove esigenze con un rinnovamento che abbraccia l’innovazione dell’immagine della linea Il Pometo pur mantenendo un forte legame con la sua identità e storia.
Linee guida strategiche e creative
Le etichette figlie di questo percorso e realizzate, pertanto, secondo un nuovo design sono state elaborate per:
Raccontare il vino in funzione del pubblico e non solo descriverlo: La comunicazione è stata orientata al consumatore, evocando sensazioni ed esperienze piuttosto che limitarsi a dettagli tecnici.
Creare bottiglie “fotogeniche” con un “effetto sorpresa”: Il nuovo design è stato pensato per essere visivamente attraente e facilmente condivisibile sui social media, generando stupore e apprezzamento.
Enfatizzare l’etica e le certificazioni: L’impegno sostenibile di Lungarotti verso l’Umbria è diventato un elemento centrale della comunicazione, con la certificazione “Green Heart” messa in risalto, anche in virtù del recente premio “Green Award” ricevuto.
Proporre un packaging – l’imballaggio – divertente e dinamico: Il testo sul retro dell’etichetta è stato reso più vivace e allegro, abbandonando il linguaggio formale da sommelier a favore di un contesto di consumo più leggero e conviviale.
Puntare sulla facilità di beva e un contenuto alcolico moderato: Questi fattori sono stati considerati importanti per il pubblico più giovane.
Focalizzarsi sui canali di consumo fuori casa: Poiché i Millennials acquistano e consumano maggiormente in ristoranti e locali, il design della linea Il Pometo è stato ottimizzato per catturare l’attenzione in questi ambienti.
Elementi specifici del nuovo design della linea Il Pometo
Tra le innovazioni introdotte in questo nuovo progetto di design spiccano in modo particolare gli aspetti seguenti:
Il “Diamantino” che cambia colore: Questo elemento grafico distintivo, posto nella parte bassa dell’etichetta, varia tonalità a seconda del tipo di vino, caratterizzando sia il marchio complessivo che ogni singola referenza.
Un omaggio ai 50 anni del Museo del Vino: Per celebrare il cinquantesimo anniversario del Museo del Vino (che ricorre nel 2024), è stato ripreso l’ex libris di Andrzej Kot, un dono ricevuto dall’artista nel 1987 rappresentate un gatto.
Un testo dinamico e divertente sul retro dell’etichetta: Come accennato, il testo è stato riscritto per essere meno tecnico e più in linea con un consumo spensierato.
La terza lettera colorata: Questa scelta grafica aggiunge vivacità al carattere del testo e sottolinea l’attenzione dell’azienda verso la “terza generazione” di consumatori, quella dei Millennials e della GenZ.
Materiali e finiture di pregio: per le etichette è state impiegata carta di pregio e le bottiglie sono state rifinite da una capsula nero opaco.
Benefici attesi
I benefici attesi da questo rinnovamento sono molteplici: l’attrazione di un nuovo pubblico con elevate capacità di consumo, nuove motivazioni di acquisto e un riposizionamento dell’azienda e della linea Il Pometo che supporta un prezzo medio più elevato; inoltre ci si augura di assistere a un miglioramento della percezione del prodotto nei canali di vendita fuori casa, di fruire di una maggiore pubblicità gratuita sui social media e di acquisire un’identità chiara e coerente.

La celebrazione dei 50 anni del Museo, già di per sé un’opportunità di grande visibilità su media e un’importante opportunità di storytelling, hanno ulteriormente contribuito a dare visibilità a queste azioni di restyling che crediamo si concretizzeranno in un forte supporto alle vendite e in un ritorno allo spirito pionieristico che ha sempre contraddistinto Lungarotti.
In sintesi, il restyling della linea Il Pometo di Lungarotti non è solo un cambiamento estetico, ma una mossa strategica ponderata che riflette la profonda comprensione dell’Azienda delle dinamiche del mercato e delle esigenze del consumatore moderno, mantenendo salde le radici nella ricca storia e nel prestigio del territorio umbro.
Le annate 2023 e 2022
Annata 2023
Il 2023 è stato un anno davvero impegnativo per i vigneti. Dopo aver affrontato piogge battenti in primavera e un caldo estivo quasi africano, i risultati sono stati sorprendentemente ottimi.
Le abbondanti piogge e il clima fresco della primavera hanno regalato alle uve una fantastica acidità, mentre il sole e il caldo dell’estate le hanno portate a una maturazione perfetta. Le vigne sono rimaste in salute grazie al duro lavoro e alla prontezza nell’intervenire con trattamenti mirati, proteggendole dalla peronospora e dall’oidio.
La vendemmia, iniziata un po’ più tardi del solito a fine agosto, si è svolta con temperature fresche, l’ideale per mantenere intatta la qualità delle uve. A metà settembre c’è stata una piccola pausa, poi si è ripartiti per finire a ottobre. Questo ritardo ha permesso alle uve di raggiungere il giusto grado di maturazione, senza diventare eccessivamente mature.
I vini bianchi prodotti quest’anno avranno una gradazione alcolica più leggera, ma con una vivace acidità che li renderà freschi e piacevoli.
Annata 2022
Il 2022 è stato un anno un po’ particolare per le vigne. L’inverno, a parte un po’ di pioggia a dicembre, è stato piuttosto secco e il freddo di marzo ha ritardato un po’ il risveglio delle viti. La primavera è partita bene, con un po’ di umidità ad aprile, seguita a maggio da un caldo anomalo che ha fatto sentire subito l’aria d’estate.
Purtroppo, il caldo e la siccità si sono protratti per tutta l’estate, fino ad agosto, mettendo a dura prova le piante e riducendo la quantità di uva. Fortunatamente, a settembre sono arrivate le piogge che hanno ridato vigore alle vigne, permettendo all’uva di maturare alla perfezione e senza problemi di malattie fungine.
La vendemmia è iniziata prima del solito – il 10 agosto – con le uve per le basi spumanti e le varietà più precoci. Il sangiovese, invece, è stato vendemmiato nel corso della seconda metà del mese di settembre. Le notti più fresche e le piogge occasionali hanno fatto miracoli, donando a queste uve una maturazione eccellente sia nel gusto che nei profumi.
Degustazioni: la linea Il Pometo di Cantine Lungarotti
Trespo – Il Pometo – Umbria IGT Bianco – 2023
La vigna e la cantina
Il Trespo Umbria IGT Bianco Il Pometo nasce da un vitigno a bacca bianca così intrinsecamente legata al suo territorio umbro di origine che non è ammesso usarne il nome al di fuori di esso; tuttavia, il nome “Trespo” può, a un winelover attento, svelarne comunque l’identità. Le uve sono tradizionalmente vendemmiate a fine settembre.
Il suolo su cui sono allevate queste viti è situato in fondo valle, con un suolo di medio impasto ricco di calcare, argilla e alcune penetrazioni sabbiose, caratteristiche che conferiscono al vino una spiccata mineralità.
La vinificazione, nel corso della quale è utilizzato esclusivamente il mosto fiore, si svolge in serbatoi inox a temperatura controllata per preservarne al meglio i profumi. Infine, il vino affina sulle fecce nobili fino all’imbottigliamento, un passaggio fondamentale per arricchirne la complessità e la struttura.
La degustazione
Nel calice, il Trespo 2023 si presenta di un bel colore paglierino brillante.
Al naso, emergono note fruttate fragranti di banana, pesca bianca, pera con un tocco distintivo di ribes bianco. Non appena il naso si abitua a queste prime sensazioni, ecco emergere piacevoli sfumature floreali di gelsomino e tiglio, che si intersecano armoniosamente con i sentori di mentuccia e pompelmo giallo, conferendo complessità e brio al suo profilo olfattivo.
Il sorso, sfoggia un attacco deciso, immediatamente contraddistinto da un’estrema sapidità e una freschezza vivace. A equilibrare queste prime sensazioni dure, il vino si rivela di ottimo corpo e morbidezza, raggiungendo un compiuto equilibrio che lo rende appagante in ogni fase della degustazione. La lunga persistenza è un altro punto di forza, lasciando un ricordo che invita al sorso successivo. Nel complesso, il sorso è avvolgente, ricco e dinamico, con un attacco fresco e sapido che lo rende immediatamente riconoscibile e un finale ampio e piacevolmente agrumato che ne sigilla l’eleganza.
Degustazione del giorno 28 luglio 2024
Il Pometo – Umbria IGT Pinot grigio – 2023
La vigna e la cantina
Le uve sono raccolte verso la fine di agosto da vigneti situati nel fondo valle; tali vigneti sono allevati su suoli di medio impasto, abbondanza di calcare e argilla e con notevoli penetrazioni sabbiose.
Questo vino è ottenuto esclusivamente da mosto fiore fermentato in serbatoi inox a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inossidabile; in seguito, è conservato sulle fecce nobili fino all’imbottigliamento.
La degustazione
Di colore paglierino chiaro e luminoso, questo pinot grigio si svela – al naso – intenso e fine, regalandoci un profilo spiccatamente fruttato. Emergono con chiarezza note di pera, pesca gialla, albicocca e banana, che si fondono armoniosamente. A queste si aggiungono eleganti sentori floreali di gelsomino e acacia, che ne arricchiscono ulteriormente il panorama olfattivo. Quest’ultimo raggiunge la sua piena complessità grazie a intriganti sensazioni di erbe provenzali, lavanda e bergamotto, che conferiscono al vino una dimensione aromatica profonda e sofisticata.
Il sorso è ricco, ampio e avvolgente, rivelando un ottimo corpo e una grande morbidezza che accarezza il palato. Nonostante la sua rotondità, il vino trova un ottimo equilibrio grazie a una vivida freschezza e una spiccata sapidità, che ne esaltano la bevibilità e la dinamicità; adeguata la persistenza.
Degustazione del giorno 20 luglio 2024
Il Pometo – Umbria IGT Grechetto – 2023
La vigna e la cantina
Ottenuto da uno dei vitigni a bacca bianca simbolo dell’Umbria, questo grechetto nasce da uve vendemmiate a metà settembre all’interno di vigne site nel fondo valle su suoli di medio impasto, ricchi di calcare e argilla e con una importante presenza di sabbie.
Questo bianco è prodotto esclusivamente da mosto fiore, ottenuto da una pressatura soffice delle uve; dopo una breve criomacerazione, il mosto è fermentato in serbatoi di acciaio inossidabile per essere poi affinato sulle fecce nobili fino all’imbottigliamento.
La degustazione
Questo grechetto 2023 della linea Il Pometo si presenta nel calice con un colore paglierino chiaro e brillante che non può non farci ben sperare nel proseguimento della degustazione.
Infatti, la sua paletta olfattiva si rivela fine e intensa, donando un’ampia varietà di profumi fruttati. Le note di mela, pesca bianca, banana e ananas sciroppato si fondono armoniosamente, arricchite da delicate sfumature di bergamotto. Il quadro olfattivo si completa con l’eleganza floreale dell’acacia e della camomilla, a cui si aggiunge, col tempo, una leggera e piacevole nota di miele dolce. Con la giusta ossigenazione nel calice, emerge, infine, una sorprendente e piacevole vena balsamica, che aggiunge verticalità all’intero bouquet.
All’assaggio, il vino offre un attacco morbido che avvolge il palato, immediatamente seguito da una tesa freschezza e un’evidente sapidità, elementi che conferiscono dinamicità al sorso. Il corpo è ottimo, ben strutturato e bilanciato. La persistenza è assai lunga, lasciando un ricordo duraturo e piacevole. La chiusura, elegantemente ammandorlata, suggella un’esperienza sensoriale di notevole raffinatezza.
Degustazione del giorno 22 giugno 2024
Il Pometo – Umbria IGT Sangiovese – 2022
La vigna e la cantina
Le uve sangiovese, raccolte tra settembre e ottobre, provengono da vigneti di fondo valle, caratterizzati da suoli di medio impasto, ricchi di calcare e argilla nonché con significative presenza di sabbia.
La fermentazione avviene in serbatoi inox con una breve macerazione durante la quale sono effettuati rimontaggi quotidiani per estrarre colore e profumi; la svinatura avviene dopo soli 10-12 giorni, garantendo così un vino fresco e fruttato.
La degustazione
Dal calice, nel quale questo sangiovese 2022 si presenta di un luminoso color rubino trasparente, emergono note fruttate, fragranti, fini e intense tra le quali si riconoscono quelle di ciliegia, ribes rosso, fragolina di bosco e lampone; a completarne il profilo olfattivo, sono i delicati sentori floreali di violetta e confetto che si fondono armoniosamente con nuance di erbe provenzali e un tocco rinfrescante di foglie di menta, conferendo, nel loro insieme, al vino una più che buona complessità e un’intrigante verticalità olfattiva.
Al sorso, il vino si dimostra snello e agile ma, nel contempo, morbido e di corpo, una combinazione che denota grande equilibrio. La tessitura tannica è piacevole, fornendo una gradevole grip senza essere astringente; il finale, piacevolmente caldo, avvolge il palato con una sensazione confortevole. Nel suo insieme, questo sangiovese è un vino equilibrato e di adeguata persistenza, che ci saluta con un piacevole fin di bocca capace di condurci spontaneamente al sorso successivo.
Degustazione del giorno 17 settembre 2024
Un anno dopo…
Avendo avuto l’opportunità di assaggiare nuovamente alcuni di questi vini – ovviamente stessa annata e stesso lotto – a circa un anno di distanza, mi è sembrato interessante aggiungere delle brevi note di degustazione di queste nuove degustazioni al fine di mettere in risalto le caratteristiche evolutive di questi bianchi.
Il Pometo – Umbria IGT Grechetto – 2023
Di color paglierino intenso e brillante con evidenti riflessi dorati, questo Umbria IGT Grechetto 2023 sfoggia un quadro olfattivo assai fine, pur se non molto intenso. Il suo panorama olfattivo è inizialmente dominato dalle note di frutta tropicale – papaya e ananas – dell’albicocca matura oltre a quelle dei fiori di acacia e ginestra; col tempo, da calice emergono sensazioni di buccia di cedro fresco nonché di erbe aromatiche affiancate da un’importante vena balsamica che conferisce all’insieme un piacevole verticalità.
Il sorso è ampio, morbido, di corpo e avvolgente ma, nel contempo, di beva agile in virtù della freschezza e sapidità che allungano il sorso donandogli una lunga persistenza e una sorso di grande soddisfazione; la chiusa spicca per le piacevoli sfumature balsamica e agrumata.
Nel corso di poco più di un anno, questo vino ha sicuramente percorso un proprio cammino evolutivo che lo ha portato a una maggior complessità e maturità sia al naso sia al palato ma è certamente ancora lontano l’inizio del suo declino.
Degustazione del giorno 31 luglio 2025
Trespo – Il Pometo – Umbria IGT Bianco – 2023
Il suo color paglierino intenso e cristallino ci introduce a una paletta olfattiva fine e intensa nella quale ben si percepiscono note di frutta a polpa gialla ben matura e bergamotto alle quali si affiancano – senza mai prevaricarsi reciprocamente – le sensazioni di erbe mediterranee, miele millefiori, marzapane e fiori di ginestra.
Al palato, appare essere un vino di corpo e morbido con una freschezza spiccata ma ben integrata nella matrice del vino così come succede all’altrettanto marcata sapidità. Nel loro insieme, questi aspetti conferiscono al sorso equilibrio, tensione e piacevolezza di beva; molto lunga la persistenza.
A circa un anno di distanza dal precedente assaggio, Il Trespo 2023 appare ancora essere un vino coeso, ampio, avvolgente e di gran carattere; la chiusa lievemente balsamica è di grande piacevolezza. Si notano, ovviamente, alcune indicazioni di maturazione sia al naso sia al palato ma, forse ancora più del vino precedente, questo Umbria IGT Bianco sembra avere davanti a sé una vita lunga e ricca di soddisfazioni.
Degustazione del giorno 2 agosto 2025
Il Pometo – Umbria IGT Pinot grigio – 2023
Di color paglierino intenso con riflessi dorati, questo pinot grigio regala sensazioni fini e intense di frutta gialla matura, fiori di gelsomino e ginestra, affiancati – in modo armonico – dai sentori delle erbe provenzali e del cioccolato bianco. L’ingresso al palato è teso e nervoso in virtù della freschezza e dell’acidità, entrambe ben integrate nella matrice del vino. Il centro bocca è di corpo, morbido, piacevolmente caldo e avvolgente. Il sorso è ricco ma agile e la beva assolutamente non faticosa; più che soddisfacente la persistenza.
Tra questi tre ri-assaggi, quest’ultimo è quello nel quale l’anno trascorso ha lasciato i segni meno evidenti, suggerendoci, in tal modo, una sua notevole longevità.
Degustazione del giorno 6 agosto 2025
Contatti
Lungarotti
Viale Giorgio Lungarotti 2
06089, Torgiano (PG)
Prenotazioni visite e degustazioni: enoteca@lungarotti.it