Villa Guelpa: la passione del vino rompe gli schemi
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Fabio Volpentesta
- Lun 11 Ago 2025
- 20 minute read
Si è tenuta, il giorno 14 luglio 2025 presso l’Azienda Villa Guelpa a Lessona (BI), la settima edizione di UWE, Unconventional Wine (& Spirits) Emotions; all’interno del parco e tra i giardini della villa ottocentesca, l’evento, definito tra i più autentici e “non convenzionali” del panorama enologico piemontese, rappresenta l’occasione per confronti tra produttori, esperti del settore o semplici appassionati, con degustazioni di vini provenienti da Italia, Francia, Germania, Spagna.
Villa Guelpa
Villa Guelpa, costruita nel 1882 a Lessona (BI), nei pressi del torrente Strona, è stata casa del Ministro dell’Agricoltura Camillo Guelpa; dopo diversi anni, tra passaggi di proprietà, ristrutturazioni e conversioni di attività, Villa Guelpa torna ad essere la casa-cantina che conosciamo oggi.
Gli ettari vitati in produzione a disposizione della Tenuta sono sette, dislocati tra i comuni di Lessona (BI), Sizzano (NO) e Boca (NO), caratterizzati da differenti composizioni dei terreni, come quelli sabbiosi-silicei, vulcanici, argillosi, limosi, ciottolosi alluvionali ed eventuali combinazioni, fondamentali per le varie declinazioni del nebbiolo. Il territorio dell’Alto Piemonte, si basa oltretutto, in parte, sull’eredità geologica del Supervulcano della Valsesia, che ha lasciato suoli porfirici molto acidi e totalmente privi di calcare.
Unconventional Wine (& Spirits) Emotions
Daniele Dinoia, attuale proprietario di Villa Guelpa e wine-maker, è il promotore della bella iniziativa, chiamata UWE, Unconventional Wine (& Spirits) Emotions, arrivata alla settima edizione; l’edizione 2025 si è tenuta il giorno 14 luglio presso l’Azienda; all’interno del parco e tra i giardini della villa ottocentesca, l’evento, definito tra i più autentici e “non convenzionali” del panorama enologico piemontese, rappresenta l’occasione per confronti tra produttori, esperti del settore o semplici appassionati, con degustazioni di vini provenienti da Italia, Francia, Germania, Spagna. In un contesto davvero unico, emozionante ed elegante, si è vissuto non il “solito” banco d’assaggi di diverse cantine, ma una vera esperienza gratificante e suggestiva, fatta di professionalità, cordialità e allegria.
Sono stato accolto con competenza e grande disponibilità dallo staff all’ingresso, in modo particolare dai figli di Daniele; il pomeriggio è stato vivacizzato da ottima musica e allietato anche dalla possibilità di degustare piatti di pasta preparata al momento, gustose salsicce con patatine, gorgonzola DOP dolce e piccante, arancini di riso e gelato. Non solo vino però: presenti anche aziende con i loro “spirits”, vermouth, amari alle erbe, bibite varie e molto altro.
Perché UWE?
Dallo spirito assolutamente conviviale e informale, l’iniziativa si prefigge il compito di raccontare il vino attraverso un bicchiere condiviso con naturalezza. E sempre a proposito della manifestazione di Villa Guelpa, chiosa il patron Daniele: “UWE non è una vetrina, ma un luogo dove chi ama il vino può parlarne senza filtri. Non ci interessano le etichette di moda, ma le persone autentiche che stanno dietro ogni bottiglia. E solo questo spiega l’interesse dei produttori stranieri: qui – e stiamo parlando di una piccola realtà vitivinicola come Lessona – si viene per raccontarsi davvero e per sentire in diretta le reazioni di chi beve il tuo vino.”
Le degustazioni
Nelle righe che seguiranno, racconterò le sensazioni e le emozioni degli assaggi dei vini che mi hanno comunicato quel “qualcosa in più”.
Villa Guelpa – Lessona (BI)
Non posso non partire che descrivendo brevemente la realtà che ha ospitato l’evento, Villa Guelpa, che, nonostante sia nata dal punto di vista vitivinicolo solo dieci anni fa, ha saputo emergere a livello nazionale e non solo, guadagnandosi, con merito, numerosi premi e ottime valutazioni da parte delle guide di settore. Daniele, inoltre, sottolinea convintamente che il suo obiettivo prioritario è quello di riaffermare la grande qualità di un nobile vitigno del Nord Piemonte, il nebbiolo.
Boca DOC – 2021
I terreni, a circa 350 metri s.l.m., da cui provengono le uve di nebbiolo – con un’aggiunta di vespolina al 10% come da Disciplinare – sono costituiti da ghiaia di origine vulcanica, porfidi di colore rosato ricchi di minerali; questi porfidi donano al vino grande eleganza, che si presenta con un tono rosso rubino poco carico e profumi davvero particolari che spaziano dalla frutta rossa – prugna, melagrana, arancia sanguinella – alle note speziate e di sottobosco. In bocca, il lento lavoro di affinamento in botti grandi per circa due anni e mezzo, si esprime con una spiccata morbidezza e una tannicità vellutata, tra loro ben bilanciate, e sostenute da una vivida freschezza che contribuisce a una lunga persistenza.
Lessona DOC – 2022
In questo caso i vigneti poggiano, oltre che su presenze di argille sedimentarie, soprattutto su sabbie marine giallastre, che sono alla base della finezza di questo nebbiolo. Il Lessona di Villa Guelpa sosta per almeno due anni in botti di rovere di Slavonia, prima di essere imbottigliato. Colore rubino, con sfumature granato, decisamente trasparente; all’olfatto, spiccano sentori di fragola e ciliegia oltre che di viola e rosa canina. Al palato, il vino è strutturato e profondo, di buona acidità e dal tannino vibrante ed elegante, con un sottofondo balsamico.
Piacevole e di pronta beva anche il fresco “Longitudine 8” Colline Novaresi Bianco DOC 2023, un minerale erbaluce in purezza, così come il gradevole e sorprendente Sizzano DOC 2022, un blend tra nebbiolo e vespolina.
Podere Sapaio – Donoratico (LI)
Protagonisti di una realtà toscana giovane e vivace nata a fine millennio, Massimo e Chiara sono una simpatica coppia di origine veneta che mi ha intrattenuto piacevolmente parlandomi delle loro due etichette ma, soprattutto, svelandomi il loro progetto e il loro pensiero: lavorare con agio e lentezza, senza compromessi, fieri interpreti dell’alta vocazione all’eccellenza e custodi dell’identità bolgherese. Vini che sanno di mare, di maestrale, di macchia mediterranea; lungo la Costa degli Etruschi, tra Bolgheri e Bibbona, sono dislocati i 27 ettari vitati di proprietà, dedicati alle classiche varietà bordolesi, dove prevalgono terreni di composizione variabile anche per lo stesso vigneto, da quelli con sabbia, argilla rossa o calcari di origine marina.
Volpolo – Bolgheri DOC – 2023
Questo vino, un blend di cabernet sauvignon al 70%, merlot e petit verdot rispettivamente al 15%, matura per 14 mesi, sia in barrique che in tonneau francesi, per poi riposare in vasche di cemento fino all’imbottigliamento.
Si veste di un rosso rubino intenso, che ci introduce a un bouquet di piccoli frutti di bosco, di violetta e di spezie; l’attacco al palato è gradevolmente rotondo e di corpo e arricchito da una fasciante acidità e da un tannino setoso.
Sapaio – Toscana IGT Rosso – 2020
In questo secondo rosso, il merlot lascia il posto al cabernet franc; dopo la fermentazione in acciaio, il vino effettua la fermentazione malolattica e affina in barrique e tonneau per 18 mesi; segue, infine, una lunga sosta in bottiglia.
Dal colore rosso rubino con riflessi violacei, conquista subito per i profumi di mirtillo, ribes, lampone, sottobosco ed erbe aromatiche; al palato, è di carattere, pieno, intenso e presenta una trama tannica ben integrata, sostenuta dalla freschezza; lunga la persistenza.
Deltetto 1953 – Canale (CN)
Dalle terre del Roero arrivano i magnifici spumanti in degustazione; le origini marine del sottosuolo sono testimoniate dalla presenza di conchiglie, dalle arenarie e dai minerali, capaci di esaltare le caratteristiche aromatiche dei vini bianchi e la grande eleganza dei rossi prodotti.
Alta Langa DOCG Blanc de blancs Riserva Brut Nature – 2020
Le uve, provenienti da vigneti a circa 480 metri s.l.m., sono vinificate e fermentate in barrique di rovere francese esauste; in seguito, il vino sosta in bottiglia sui lieviti per un periodo di affinamento di almeno 45 mesi.
Alla vista, questo chardonnay in purezza appare estremamente brillante, di un giallo paglierino scarico con venature verdoline; il naso è intrigante, di buon impatto, con fiori bianchi, agrumi, frutta secca in primo piano. Verticale e asciutto al palato, con buona acidità e sapidità che, nel loro insieme, contribuiscono al finale molto lungo di questo ottimo metodo classico.
Alta Langa DOCG Blanc de noirs Riserva Brut Nature – 2020
Il pinot noir viene allevato ad altitudini maggiori rispetto al vitigno precedente, ma è vinificato come il Blanc de blanc, con fermentazione in barrique e maturazione in bottiglia per 42 mesi. Colore giallo paglierino luminoso con vivace perlage e profumi che ricordano prodotti di panetteria, brioche burrose e frutta fresca; al sorso, si avverte una freschezza marcata, leggermente spigolosa, che aiuta a pulire la bocca, garanzia di un’importante longevità.
Nardello – Monteforte d’Alpone (VR)
L’azienda Nardello, famiglia di viticoltori da generazioni, si trova nell’area classica del Soave e dispone di 14 ettari vitati; le vigne, con un’età media di circa 50 anni, sono situate tra il Monte Zoppega a Monteforte – che dà il nome a una delle 33 Unità Geografiche Aggiuntive – e il Monte Tondo a Soave. I terreni sono tipicamente caratterizzati da stratificazioni vulcaniche dalle differenti tonalità cromatiche, passando dai basalti scuri a quelli rossi, pur non mancando inserti argillosi e substrati costituiti da rocce calcaree marine.
Meridies – Soave Classico DOC – 2024
Decisamente un bianco che sorprende all’istante con l’intensità dei suoi sentori, diretti e inebrianti, che spaziano dalla pesca matura, alla banana, all’albicocca e all’ananas per giungere fino ai fiori d’arancio e di acacia; il fruttato emerge all’assaggio, affiancato dalle spiccate acidità e sapidità, che prolungano le sensazioni retro-olfattive per un finale ammandorlato, tipico della garganega.
Monte Zoppega – Soave Classico DOC – 2021
Per questo vino, l’uva regina del territorio, la garganega, viene vendemmiata a fine ottobre, pressata in modo soffice con successiva decantazione statica a freddo, prima della fermentazione in acciaio; la stessa viene interrotta a circa metà del ciclo per una sua conclusione in legno, dove il vino sosta per ulteriori sei o sette mesi. La fermentazione malolattica è svolta nelle stesse barrique ma esclusivamente nelle annate in cui ciò si rende necessario. La sua tecnica di vinificazione dona al vino complessità e struttura, messa in risalto già dalla tonalità giallo paglierino molto più intensa del precedente; nel panorama olfattivo spiccano ricche note di frutta a pasta gialla, vaniglia, spezie dolci; la bocca è avvolgente, potente e fragrante allo stesso tempo.
Società Agricola Siddùra – Luogosanto (SS)
“Siddùra non è solo un luogo: è una storia d’amore per il vino, che inizia secoli fa”.
Recita così la presentazione di questa interessante realtà sarda sulle pagine del sito ufficiale; una cantina che ha a cuore l’espressione più autentica della regione e di un territorio in particolare, la Gallura, dove il calore del sole, l’impeto dei venti, gli aromi della macchia mediterranea e la natura dei suoli (granito, sabbia e argilla) si fondono, per regalare emozioni in ogni calice.
Maìa – Vermentino di Gallura DOCG Superiore – 2023
Primo vino aziendale, di grande carattere e finezza, prodotto da un’accurata cernita dei grappoli, vendemmiati tra la seconda e la terza decade di settembre e provenienti da vigneti posizionati su terreni derivati dal disfacimento granitico; per questo vermentino è stato scelto un nome che in gallurese significa “magia”. Dopo un paio di giorni di criomacerazione, le uve sono pressate e, in seguito, al termine della fermentazione, il Maìa matura sulle proprie fecce nobili; l’affinamento è svolto, parzialmente, in tini troncoconici di rovere. Nel calice, il colore è un giallo paglierino abbastanza carico, con profumi intensi di fiori bianchi, frutta a polpa gialla – quali ananas, mango, melone – e sfumature di mineralità; corposo e avvolgente al palato, presenta una verve acida e una delicata sapidità, con un sottofondo leggermente vanigliato e un finale di mandorla amara.
Nudo – Cannonau di Sardegna DOC Rosato – 2024
Le uve di cannonau sono vinificate “in bianco” e il mosto rimane a bassa temperatura in serbatoi di acciaio per alcuni giorni, prima della fermentazione che dura almeno due settimane; in seguito, questo rosato matura sur lies. Alla vista, si veste di un rosa molto pallido che lascia presagire una leggera intensità aromatica; al contrario, il naso si riempie all’istante di decisi richiami di pesca, fragolina di bosco, pompelmo rosa e di piccoli fiori rossi. Al palato, è gradevolmente secco, dall’impronta sapida e dalla bilanciata acidità.
Tenuta Cavalier Pepe – Sant’Angelo all’Esca (AV)
Nel cuore dell’Irpinia, la Tenuta Cavalier Pepe può contare su 70 ettari di vigneti, situati su suoli principalmente argilloso-sabbiosi con inclusioni di materiale vulcanico oltre a 12 ettari di oliveti e alcuni noccioleti; la struttura è ospitale, costituita non solo da una cantina tecnologicamente avanzata, ma anche da un ristorante panoramico nonché da alcuni alloggi immersi nella natura. Per tre anni consecutivi, dal 2022 al 2024, l’Azienda è stata nominata tra le 100 migliori cantine al mondo per l’accoglienza enoturistica da World’s Best Vineyards.
Bianco di Bellona – Irpinia DOC Coda di volpe – 2024
Dedicato alla dea della guerra nella mitologia romana, questo vino ha come protagonista una varietà prettamente campana, la coda di volpe, confusa per lungo tempo con il caprettone presente nell’area del Vesuvio, e coltivata soprattutto nelle province di Benevento e Avellino. Usata in passato quasi esclusivamente come uva da taglio, oggi si esprime con grande classe ed eleganza anche in purezza; unica accortezza, la vendemmia precoce rispetto al suo periodo di maturazione, in quanto gli acini presentano facilmente un pH eccessivamente alto.
Giallo paglierino alla vista, offre all’olfatto note marcate di fiori di campo, frutta esotica, frutta a polpa bianca – mela e pera – ed erbe aromatiche; attacco pieno e succoso al sorso, sostenuto da una bella acidità e sapidità.
Nestor – Greco di Tufo DOCG – 2024
Anche per questo secondo bianco, il nome del vino fa riferimento a un eroe della mitologia greca che, secondo la tradizione, amava deliziarsi proprio con il greco, già conosciuto e apprezzato ancor prima della nascita di Roma. Appare alla vista di un colore paglierino carico antefatto di un quadro olfattivo nel quale si riconoscono note di frutta matura, di fichi, di mandorle tostate; sorso rotondo e di buon corpo, fresco e sapido, dal finale finemente agrumato e balsamico.
Azienda Vitivinicola Balbiano – Andezeno (TO)
L’Azienda Balbiano, nata nel 1941, si trova a pochissimi chilometri da Torino, in quell’area a sud-est del capoluogo dedicata principalmente all’uva regina del territorio, la freisa. Franco e Luca Balbiano sono gli artefici del successo di questa varietà, forse poco blasonata rispetto al nebbiolo – con il quale ha, in realtà, un rapporto di parentela di primo grado – o alla barbera, ma certamente con una lunga storia e una grande versatilità. Definito “camaleontico”, il vitigno freisa può essere lavorato producendo vini frizzanti, rosati, rossi, dolci e quindi adatti a svariati abbinamenti gastronomici; da non sottovalutare le notevoli doti di longevità di alcuni vini fermi e secchi ottenuti da questa varietà.
Rosato dell’Arco – Vino rosato
Dopo pigiatura soffice con separazione dei raspi delle uve di freisa, avviene la fermentazione con le bucce a temperatura controllata per circa otto ore. Il vino ha un colore rosa tenue con profumi delicati di rosa, di violetta e di frutti rossi; il sorso è piacevole, fresco e sapido, sostenuto da un bel pétillant e un finale leggermente tannico e amaricante.
Questo vino è piacevolmente fresco e si distingue da altri rosati per il suo sorso leggermente sapido e tannico allo stesso tempo.
Vigna Villa della Regina – Freisa di Chieri DOP Superiore – 2018
Gli esordi di questo vino sono davvero interessanti e Luca me ne parla con grande entusiasmo; protagoniste della vicenda sono le colline a est della città di Torino, che racchiudono bellezze di carattere naturalistico, culturale e storico. Una parte di queste colline ospitava, tra il XV e XIX secolo, grandi distese di parchi e prati, compreso un edificio rustico, la villa padronale e una vigna; artefice e ideatore di tutto questo furono il Principe Maurizio di Savoia e la sua consorte. Dopo secoli altalenanti che porteranno alla distruzione del vigneto, una ventina di anni fa sono iniziati i lavori di recupero e reimpianto dello stesso e quello che ormai viene definito la “Vigna della Regina”, uno dei pochissimi vigneti cittadini in Italia, viene affidato proprio all’Azienda Balbiano, oggi gemellata con il “Clos Montmartre”, il vigneto urbano di Parigi.
Le uve freisa in purezza utilizzate per questo vino, prodotto in pochissime bottiglie tutte numerate, svolgono una criomacerazione per dieci giorni e, dopo la fermentazione alcolica, la fermentazione malolattica; infine, il vino matura in tonneau di rovere francese, per poi proseguire prima in vasche di cemento e poi con l’affinamento in bottiglia.
Granato trasparente alla vista, presenta al naso sentori di marasca, fiori scuri, tabacco, cuoio, chiodi di garofano, pepe nero, mentre in bocca è austero, di corpo, persistente, dalla trama tannica presente ma ben modellata a ricordarci la stretta parentela con il nebbiolo.
Cantina Paltrinieri – Sorbara (MO)
Ho il piacere di conoscere Alberto, una vera “forza della natura” e motore trainante dell’azienda agricola di famiglia – giunta alla quarta generazione – che nei 17 ettari vitati si occupa del versatile lambrusco di Sorbara, declinandolo in diverse tipologie di vino, dal secco frizzante fino allo spumante brut o al metodo classico pas dosé. Dal 1998, l’obiettivo della cantina è quello di allevare e lavorare quasi unicamente il lambrusco di Sorbara, puntando alla valorizzazione del vitigno e al rispetto del territorio; il suolo è particolarmente ricco di limo, sabbia, scisti e sostanze organiche, grazie alla presenza dei fiumi Secchia e Panaro, che abbracciano la provincia di Modena.
Radice – Lambrusco di Sorbara DOC – 2023
Un interessante rifermentato in bottiglia – guai a chiamarlo “ancestrale” dato che svolge due fermentazioni distinte – dal colore rosa salmone tendente all’ocra chiaro, velato e dal perlage fine e persistente; le percezioni olfattive rimandano alle fragoline di bosco, alla melagrana, alla rosa canina e al pompelmo. Palato piacevole e buon corpo, con un leggero pétillant, buona freschezza e sapidità che contribuiscono a “sgrassare” la bocca e a rendere il vino invitante e di facile beva.
Leclisse – Lambrusco di Sorbara DOC – 2024
In questo caso il lambrusco, prodotto con Metodo Martinotti, si presenta alla vista con un bel rosa cipria e una bollicina fine. I profumi vanno dai fiori bianchi, come biancospino e gelsomino, ai piccoli frutti di bosco e agli agrumi rossi; il sorso è fresco, brioso, secco e leggermente sapido.
Scarzello – Barolo (CN)
Motto di questa cantina a conduzione famigliare – arrivata alla terza generazione, nel cuore delle Langhe – è “né tempo, né mode”, che racchiude il pensiero di Federico Scarzello, secondo cui la reputazione di una cantina si fa dove il vino viene prodotto, non dove viene venduto. Le vigne di proprietà sono presenti nel comune di Barolo, soprattutto nel territorio di Sarmassa, una delle più note Me.G.A. (Menzioni Geografiche Aggiuntive); qui il nebbiolo trova dimora su suoli caratterizzati da marne grigio-bluastre, le Marne di Sant’Agata, dalla composizione tipica di sabbia, argilla, calcare.
Vigna Merenda – Barolo DOCG Sarmassa – 2020
Il nebbiolo di questo Barolo DOCG Sarmassa cresce a circa 250 metri s.l.m. in un vigneto storico, proviene dalle migliori parcelle della MeGA ed è vendemmiato nella seconda decade di ottobre; dopo la fermentazione alcolica con macerazione sulle bucce per 30-40 giorni, il vino effettua una lunga sosta in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri per almeno 18 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia per due anni. Di colore rubino con riflessi granato abbastanza scarico, rivela all’olfatto i suoi profumi di viola, ciliegia sotto spirito, rosa canina e spezie; al palato, l’ingresso è di buona struttura, caldo e fine, accompagnato da un sottofondo di confettura e tannini soffici che contribuiscono a una lunga persistenza.
Oddero Poderi e Cantine – La Morra (CN)
Presente nella zona di La Morra almeno dal XVIII secolo, la famiglia Oddero è un nome storico tra i produttori di Barolo e si deve certamente a Giacomo, classe 1926 e nipote omonimo del fondatore, il grande processo di rinnovamento dell’azienda agricola; nel corso della sua vita ha ricoperto incarichi pubblici e amministrativi ed è stato firmatario dei disciplinari di produzione per la produzione dei vini delle Langhe e del Roero, che culmineranno con la conquista delle DOCG più importanti del Piemonte. Oggi la cantina, con certificazione biologica e sostenibile, può contare su circa 35 ettari di cui 16,5 coltivati a nebbiolo da Barolo e Barbaresco.
Monlia – Colli tortonesi DOC Derthona – 2023
Da vigneti molto giovani situati a Monleale (AL) arriva questo timorasso che nel calice sfoggia un color giallo paglierino con sfumature verdoline; al naso, si caratterizza per le note di fiori di campo e di frutta a pasta bianca e gialla dalla mela, alla pesca e al melone; il suo già gradevole quadro olfattivo si completa grazie a sensazioni di mandarino oltre che con un marcato sottofondo di mineralità e di erba appena tagliata. Il vino affina, in parte, in grandi botti di rovere per un anno, il resto in acciaio; il sorso è intenso e corposo, con moderata acidità e marcata sapidità.
Barolo DOCG Villero – 2020
Da una delle più rinomate Menzioni Geografiche Aggiuntive del comune di Castiglione Falletto provengono le uve di nebbiolo per un Barolo DOCG di grande valore e qualità; dopo una lunga macerazione in botti di rovere, il vino matura ancora in legno per circa tre anni. Dal tipico colore granato leggermente scarico, con profumi che ricordano la violetta e la rosa scura e i piccoli frutti di bosco; dopo qualche minuto nel calice, il suo bouquet ci offre sentori di spezie dolci, liquirizia e cioccolato; in bocca, al primo impatto, manifesta una certa aggressività per una maglia tannica ben presente; è al centro bocca, però, che trova la sua piena espressione e rivela tutta la sua complessità ed eleganza, con un sorso rotondo percorso da una scia balsamica e sapida, in grado di allungarne la persistenza; un Barolo DOCG che lascia ben trasparire tutta la sua lunga futura longevità.
Braida – Rocchetta Tanaro (AT)
Braida, della famiglia Bologna dal 1961, è il simbolo della barbera nel mondo e non è certo eccessivo affermare che l’Azienda ha avuto il grande merito – nella persona di Giacomo Bologna – di aver ridato dignità a questa varietà, per molto tempo identificata come “rustica” e utilizzata come uva da taglio; determinante aver saputo valorizzare le caratteristiche del territorio e intuito il potenziale del vitigno, così come l’importanza dell’uso sapiente del legno per l’invecchiamento di questo vino.
Limonte – Grignolino d’Asti DOC – 2024
Questo grignolino in purezza – il cui nome deriva probabilmente dal termine dialettale dell’astigiano “grignole”, cioè vinaccioli degli acini, presenti in gran numero – si veste alla vista di un rosso rubino trasparente; i sentori al naso parlano di fiori rossi, pot-pourri, ribes rosso, rabarbaro, pepe nero e frutta secca con guscio. Grintoso al palato, grazie alla vibrante acidità, a un tannino vibrante e al tipico retrogusto ammandorlato.
Bricco dell’Uccellone – Barbera d’Asti DOCG – 2021
Vino iconico e “fiore all’occhiello” dell’Azienda, si conferma anno dopo anno una grande eccellenza nel panorama enologico italiano; una barbera sicuramente di ottima fattura e di grande raffinatezza, dal colore rubino intenso con qualche sfumatura color granato. L’anno trascorso in barrique di primo e secondo passaggio arricchisce il naso di un piacevole e complesso ventaglio odoroso, dai frutti di bosco ai fiori rossi fino al cacao, alla vaniglia, alla liquirizia e ad altre spezie dolci; di buona morbidezza e vestita acidità, chiude, al retro-olfatto, con una leggera e gradevole sensazione balsamica.
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