• Sab 13 Lug 2024

Monsupello si tinge di rosso

Il rosso è la cura definitiva per la tristezza

Bill Blass

Scrivere per distillare l’essenza di un territorio, di un’azienda o di un singolo vino. Trovare le parole che sappiano comunicare cosa è stato versato nel calice, chi sia la persona che sta dietro il vignaiolo e cosa sappia raccontare, in sintesi, la sua storia e la sua terra.

Questo è il mio desiderio quando guardo lo schermo bianco prima di iniziare una nuova narrazione e questa è sempre la vera sfida, talvolta più semplice, talvolta più complessa.

Non so dire se, in questo caso, la sfida sia facile o difficile ma posso dire che è sicuramente stimolante: raccontare l’Azienda Monsupello, in Oltrepò Pavese, non per mezzo dei suoi spumanti Metodo Classico – che l’hanno fatta amare da tanti appassionati di bollicine – bensì attraverso i suoi vini rossi fermi più importanti.

Questa scelta è motivata in parte dal fatto che, alcuni anni or sono, ho avuto il piacere di raccontare i loro spumanti sia tramite le mie parole sia tramite quelle del loro enologo, Marco Bertelegni (clicca qui per leggere l’articolo) ma soprattutto dalla voglia di fornire un nuovo punto di vista, un’immagine alternativa di una Azienda che ogni giorno si impegna per offrire la fotografia positiva di un territorio che – nonostante l’impegno di molti, moltissimi produttori – ancora stenta a occupare il posto che gli potrebbe spettare nel panorama enologico nazionale.

L’Azienda Monsupello: la sua storia e il suo territorio

Cà del Tava è oggi soprattutto il nome di un loro eccellente Spumante Metodo Classico ma, in realtà, è il nome di una località dove, fin dal lontano 1893, la Famiglia Boatti – tutt’oggi titolare dell’Azienda Monsupello – coltivava i propri vigneti.

La loro storia trova il primo punto di svolta quando, nel 1914, la famiglia acquista Podere La Borla – oggi anche il nome di uno dei loro più importanti rossi che andrò a descrivere più avanti – e vi costruisce la cantina iniziando quel lungo che viaggio che – passo dopo passo, vigneto dopo vigneto – li ha visti crescere lungo il difficile cammino della ricerca della qualità nel rispetto delle propria storia e di quella del territorio.

Le vicende più recenti di questa Cantina sono, però, indissolubilmente legate al nome di Carlo Boatti che, a partire dal 1959, la condusse verso un’idea commerciale e produttiva moderna confrontandosi con i mercati, con i giornalisti e con i colleghi delle principali aree vitivinicole d’Europa; a supportare Carlo – a partire dal 1969, anno del loro matrimonio – è sempre stata presente la moglie Carla a proposito della quale egli disse “È lei la mia più grande fortuna, poiché senza di lei non sarei stato capace di fare ciò che ho fatto”.

La grande passione di Carlo per gli Spumanti fu poi alla base del percorso che negli anni ha portato il marchio Monsupello a divenire un punto di riferimento non solo per la spumantistica oltrepadana ma per quella di tutto il nostro Paese. Nel contempo, però, la consapevolezza delle grande vocazione “rossista” di queste colline ha fatto sì che la produzione di importanti vini rossi da invecchiamento continuasse e desse vita a prodotti di sicuro interesse sia con i vitigni della tradizione sia con le ben più diffuse varietà di origine francese.

L’Azienda può oggi contare su circa 50 ettari di vigneti di proprietà, totalmente inerbiti e trattati con antiparassitari a basso impatto, distribuiti lungo la prima fascia collinare dell’Oltrepò Pavese su suoli prevalentemente calcareo marnosi; dalle uve, vendemmiate rigorosamente a mano in cassetta, sono prodotte 130.000 bottiglie di vini fermi e frizzanti e 150.000 bottiglie di Metodo Classico in grandissima parte da uve Pinot nero in purezza.

Al timone dell’attività di famiglia oggi, dopo la scomparsa di Carlo avvenuta il 22 gennaio 2010, sono la moglie Carla Dellera e i loro figli Pierangelo e Laura con l’imprescindibile supporto dell’enologo Marco Bertelegni.

Le degustazioni, ovvero oggi si beve in rosso

I Gelsi – Provincia di Pavia Igt Barbera – 2013

Le uve Barbera utilizzate per la produzione de I Gelsi 2013 provengono da vigneti di circa 25 anni di età siti a Torricella Verzate e Mairano di Casteggio su suoli argilloso-sabbiosi e argilloso-limosi che godono di esposizione sud-occidentale. In cantina, dopo lo svolgimento della fermentazione malolattica il vino ha riposato in cemento per maturare in seguito per alcuni mesi in barrique di secondo e terzo passaggio.

Di color rubino intenso, questa Barbera svela la propria identità fin dal primo avvicinamento del calice al naso grazie all’intenso e succoso profumo di ciliegia matura al quale si uniscono, aumentandone la piacevolezza, altre note fruttate – riconducibili alla susina fresca e alla mora di rovo – oltre ai sentori floreali del glicine.

Il sorso – morbido, di ottimo corpo e piacevolmente caldo – trova il proprio baricentro grazie alla ben presente freschezza e a una tessitura tannica garbata ma vivace che realizzano, nel loro insieme, equilibrio, armonia e una beva facile ma non banale; più che adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 10 maggio 2018

Nebbiolo – Provincia di Pavia Igp Nebbiolo – 2012

I vigneti di Nebbiolo, dai quali provengono le uve utilizzate per questo vino, sono coltivati, in comune di Pietra de’ Giorgi, su pendii calcareo-argillosi aventi esposizione verso sud-ovest.

Dopo lo svolgimento della fermentazione malolattica, questo Nebbiolo è stato maturato per 20 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio.

Il bel color rubino piuttosto intenso, nel quale occhieggiano le prime sfumature granato, prelude a intense sensazioni fruttate di ciliegia e prugna fresca alle quali si uniscono, completandone il quadro olfattivo, le note speziate della noce moscata e quelle floreali dell’iris.

All’assaggio, si offre ampio e succoso, piuttosto caldo e di ottima struttura; l’equilibrio è garantito da piacevoli tannini e dalla ben percepibile freschezza; buona la persistenza. Una nota di merito è dovuta all’ottimo uso del legno.

Degustazione del giorno 13 maggio 2018

3309 – Provincia di Pavia Igt Pinot nero – 2009

I vigneti di provenienza delle uve Pinot nero utilizzate per realizzare il 3309 sono allevati nei comuni di Torricella Verzate e Oliva Gessi su suoli di natura argilloso – calcarea e aventi esposizione sud-occidentale. Questo Pinot nero, in cantina, è stato affinato per un periodo di 30 – 36 mesi in barrique di primo, secondo e terzo passaggio in parti uguali.

Dal calice, nel quale sfoggia un bel color granato piuttosto intenso, emergono le tipiche sensazioni di piccolo frutto maturo – in particolare fragola e lampone – alle quali si vanno successivamente ad aggiungere le note speziate della liquirizia e della noce moscata nonché quelle del potpourri di fiori rossi; col tempo, il bouquet trova il suo pieno compimento con la comparsa di sentori agrumati ben riconducibili alle scorze di arance amare.

Il sorso – ricco, assai caldo e succoso – esprime pienamente l’importante struttura dei Pinot nero d’Oltrepò: il grande corpo e l’altrettanto ricca morbidezza sono ben sostenute da tannini piacevolmente nervosi e dalla nitida freschezza; adeguata la persistenza.

Degustazione del giorno 27 maggio 2018

Podere La Borla – Provincia di Pavia Igp Rosso – 2013

Prodotto solo nelle migliori annate, il Podere La Borla vede la sua nascita nell’ormai lontano 1961; è stato il primo vino d’Oltrepò ad essere premiato con la “Douja d’or” nel 1975.

È ottenuto da uve Barbera (60%), Croatina (35%) e saldo di Pinot nero prodotte dai vigneti aziendali in comune di Torricella Verzate, situati su pendii aventi esposizione a est e a sud ovest e costituiti da suoli di natura argilloso – sabbiosa.

Di color rubino molto intenso, regala un naso inaspettatamente giovanile e dal frutto ricco e succoso nel quale è facile riconoscere le note di ciliegia matura, mora di rovo e susina fresca oltre alle sensazioni speziate della cannella e della noce moscata e a gradevoli sfumature floreali che riportano la nostra mente agli iris.

In bocca, il sorso è ampio e morbido ma, nel contempo, vivo e gradevolmente nervoso. La ricchezza della struttura, infatti, trova pieno sostegno nei tannini gradevoli, ma certo non domi, e nell’ancora vivida freschezza, dando così origine a un insieme dalla beva facile ma capace di esprimere pienamente il carattere dei vitigni e del territorio. Una menzione è sicuramente dovuta sia all’ottimo uso del legno sia alla perfetta compostezza dell’alcol.

Degustazione del giorno 29 luglio 2018

Cipperimerlo’t – Provincia di Pavia Merlot Igt – 2007

Ottenuto da uve provenienti da vigneti in comune di Torricella Verzate su versanti di natura argilloso – calcarea aventi esposizione verso sud – ovest, questo Merlot 2007 ha svolto la fermentazione malolattica e, in seguito, è stato maturato per circa tre anni in barrique di primo e secondo passaggio.

Il suo luminoso e vellutato color granato introduce a un bouquet ampio ed elegante nel quale la ricchezza del frutto – espressa sotto forma di confettura di frutta rossa e nera e prugna disidratata – offre sostegno a molteplici sensazioni capaci di comprendere note di grafite e di tabacco dolce, così come i profumi della carruba e della liquirizia nera; evidenti note di tamarindo e una sfumatura di peperone giallo ne completano il già complesso panorama olfattivo.

L’attacco al palato è morbido e piacevolmente muscolare: l’ottimo corpo e l’altrettanto importante morbidezza trovano il loro asse di simmetria ed equilibrio nei tannini fitti e dolci e in una freschezza garbata ma ben avvertibile; vino maturo, lungo e intrigante, offre un’interessante immagine delle potenzialità del Merlot in queste prime colline lombarde al sud del Po.

Degustazione del giorno 24 giugno 2018

Aplomb – Provincia di Pavia Igt Cabernet Sauvignon – 2009

Le uve utilizzate per la produzione dell’Aplomb provengono da vigneti in comune di Torricella Verzate, allevati su versanti argilloso calcarei e aventi esposizione verso sud – ovest. In cantina, questo Cabernet Sauvignon ha svolto la fermentazione malolattica ed è, in seguito, stato maturato per circa tre anni in barrique di primo e secondo passaggio.

Un intenso color granato è il preludio a un naso di eleganza, complessità e tipicità davvero non comuni. La fitta trama di note di frutta nera in confettura è attraversata da un’articolata trama di profumi che le regalano ampiezza e spessore. Le note amaricanti del tamarindo, della corteccia di China e del rabarbaro – che ne rendono l’insieme meno “dolce” – oltre a quelle speziate della noce moscata e della cannella compaiono dopo una lieve rotazione, mentre ancora un po’ di pazienza è necessaria per poter godere della sua verticale balsamicità e delle piacevoli sfumature del potpourri di fiori rossi. Col trascorrere di altri secondi, ecco affacciarsi i sentori tostati della polvere di caffè e del cioccolato fondente, mentre una soffusa sensazione ematica sembra avvolgerli entrambi; da ultimo, ma non certo per piacevolezza, una leggerissima pennellata di peperone giallo ci ricorda il vitigno alla base di questo vino.

Vino solido e compatto ma – nel contempo – affascinante ed avvolgente, sfoggia un sorso morbido, pieno e di grande equilibrio in virtù della finezza dei suoi tannini, fitti e gradevolmente vibranti, e di una ancora tesa freschezza. L’eccellente beva e la lunga persistenza concludono un assaggio che rimarrà nel cuore e nella mente.

Degustazione del giorno 22 luglio 2018

Monsupello Eredi di Boatti Carlo Società Agricola

Via San Lazzaro, 5

27050, Torricella Verzate (PV)

monsupello@monsupello.it

www.monsupello.it

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