• Mar 31 Gen 2023

Lis Neris, il “Picol” e Instagram

Nei cupi tempi del coronavirus anche le degustazioni devono adattarsi ed ecco che, a tal proposito, l’ormai onnipresente World Wide Web e il mondo dei “social” giungono in nostro aiuto permettendoci di incontrarci, confrontarci ed emozionarci davanti a un calice di vino.

Il giorno 3 aprile 2020, infatti, sono stato invitato a partecipare dall’Azienda Lis Neris a una degustazione via Instagram condotta da Chiara Marchi, – ben nota col nickname di Missclaire, collaboratrice della notissima manifestazione Identità Golose e Ambassador per il turismo del Friuli Venezia Giulia – e dalla giornalista Liliana Savioli, coordinatrice della guida Vini Buoni d’Italia e corrispondente, per il Friuli Venezia Giulia, dell’importante testata Italia a Tavola. L’Azienda Lis Neris ha cortesemente provveduto a recapitarmi a casa le due bottiglie di Picol – Isonzo Doc Sauvignon 2017 e 2013 oggetto della degustazione.

Lis Neris: cinque generazione nel cuore dell’Isonzo

La famiglia Pecorari conduce l’Azienda Lis Neris, a San Lorenzo Isontino (GO), da ormai cinque generazioni. Da tanti anni, le loro cifre distintive possono essere indicate nella continua ricerca della qualità e della massima espressione del territorio e della singola vigna nonché in una sempre maggior attenzione all’ambiente che si concretizza nella forte riduzione dei trattamenti, nell’utilizzo della lotta biologica, nel mantenimento della cotica erbosa nei vigneti nonché nel controllo delle emissioni di anidride carbonica ottenuto anche tramite l’autonomia energetica della cantina per mezzo di impianti fotovoltaici.

Il territorio: il mare, i ghiacci e il vento

I depositi lasciati dal mare presente nel corso dell’Era Terziaria, dove attualmente si trova la valle dell’Isonzo, sono in seguito stati erosi prima dai ghiacciai quaternari e poi dalle acque del fiume Isonzo. In seguito, alcuni dei suoli così messi a nudo hanno dato origine a uno strato superficiale argilloso rossastro ricco di ossidi di ferro che ricopre un deposito sedimentario ricco di ciottoli che garantisce il circolo e il drenaggio dell’acqua oltre all’areazione dell’apparato radicale delle viti.

I vigneti aziendali, estesi per una superficie di circa 70 ettari, godono anche dell’effetto di uno strato superficiale di ciottoli, capace di rilasciare nel corso della notte il calore del giorno.

Da ultimo, ma non certo per importanza, la Bora, il noto vento dominante di provenienza nord-orientale, contribuisce alla sanità e delle uve e, generando importanti escursioni termiche giornaliere, collabora, insieme alla vicinanza del mare, all’ottenimento di un’ottimale maturazione aromatica delle uve sauvignon blanc utilizzate in purezza in questo vino.

La degustazione: il Picol Isonzo Doc Sauvignon

Le righe che seguiranno rappresentano il mio racconto degli assaggi compiuti durante e dopo la degustazione on line delle due annate di Picol; il mio ringraziamento e i miei complimenti più sentiti, per la bellissima opportunità di assaggio che mi hanno offerto, sono rivolti all’Azienda e alle colleghe Chiara Marchi e Liliana Savioli.

2017

Clima, vigna e cantina

L’annata 2017 è iniziata con una primavera climaticamente piuttosto altalenante, che ha visto un germogliamento precoce; in seguito, l’estate è stata caratterizzata dall’alternarsi di forti ondate di calore e di periodi più freschi.

La vigna di sauvignon blanc è allevata a guyot in comune di San Lorenzo (GO) con concimazione organica e difesa fitosanitaria integrata nonché senza diserbo chimico. Il vigneto è situato su un altopiano ghiaioso-calcareo a una quota di circa 60m s.l.m.

Vinificato interamente in acciaio, il Picol 2017 è stato poi maturato parte in legno e parte in acciaio sulla proprie fecce fini per un periodo di circa 11 mesi con frequenti bâtonnage; prima della sua commercializzazione ha affinato in bottiglia per almeno un altro anno.

La degustazione

Il suo color paglierino lucente ci introduce a un bouquet capace di coniugare intensità e finezza regalandoci, in apertura, intense note fruttate di pesca a polpa bianca e frutto della passione alle quali si affiancano, con garbo ed eleganza, le sensazioni varietali di bosso e foglia di pomodoro oltre a quelle, sempre tipiche del vitigno, di salvia, mentuccia ed eucaliptolo; una lieve rotazione del calice e un po’ di pazienza ci permettono ora di scorgere, all’interno del già ampio quadro olfattivo, i sentori agrumati del pompelmo giallo e del cedro fresco, oltre a quelli delle erbe provenzali; sfumature di polvere da sparo e pepe bianco ne completano l’insieme.

Al palato, sfoggia un attacco ampio, ricco e teso; l’ottimo corpo e la spiccata morbidezza trovano sostegno, carattere ed equilibrio nella vivida – ma perfettamente composta – freschezza nonché nella spiccata sapidità. La beva, dinamica, facile ma certo non banale, chiama a gran voce il sorso successivo; molto lunga la persistenza.

2013

Clima, vigna e cantina

Il 2013 ha visto i vini bianchi essere fortemente influenzati da una buona stagione estiva e, soprattutto, da un periodo vendemmiale quasi perfetto che, nel loro insieme, hanno dato vita a prodotti ricchi e complessi.

Le pratiche di vigna e cantina coincidono con quanto descritto per l’annata 2017.

La degustazione

Di color paglierino intenso e cristallino, nel quale si scorgono le prime sfumature dorate, il Picol 2013 sfoggia un naso intenso e di non comune eleganza nel quale le note varietali, pur presenti e ben riconoscibili, si rivelano meno immediate e ancor meglio integrate nella trama olfattiva.

Il frutto bianco, espresso in questo calice da una pesca a polpa bianca ben matura, risulta intimamente inframmezzato alle note tropicali di frutto della passione e ananas sciroppato. Il vitigno si rende ben riconoscibile per mezzo dei tipici – ma quasi timidi – sentori di foglia di pomodoro, di bosso oltre che di salvia e di mentuccia. Una lieve rotazione del calice, e un po’ di rispettosa pazienza, ci permettono, in seguito, di godere dei profumi degli agrumi gialli leggermente canditi oltre che di sfumature di zenzero, cioccolato bianco, erbe provenzali e fiori di ginestra; una mineralità “rocciosa”, arricchita da una lieve pietra focaia e da un garbato eco di burro, ne attraversa l’intero bouquet donandogli, se ancora ve ne fosse bisogno, ulteriore complessità e finezza.

Nonostante lo stupore dovuto all’eleganza e alla ricchezza del quadro olfattivo, questo Isonzo Doc Sauvignon riesce ancora a sorprenderci al sorso grazie alla sua rotonda e avvolgente ricchezza che trova nella più che marcata morbidezza e nel grande corpo il giusto contrappunto alla spiccata sapidità e a una freschezza che, pur se meno vibrante rispetto a quella del precedente assaggio, è perfettamente in grado di donare equilibrio e piacevolezza al sorso. La lunghissima persistenza e l’eleganza del fin di bocca si accompagnano, pertanto, a una beva ricca ma ancora slanciata e certo capace di imprimersi a chiare lettere nella memoria.

Lis Neris

Via Gavinana, 5

34070, San Lorenzo Isontino (GO)

lisneris@lisneris.it

www.lisneris.it

Read Previous

Ezio Poggio – Colli Tortonesi Terre di Libarna Doc Metodo Classico Extra Brut – 2016

Read Next

Metinella – 142-4 – Vino Nobile di Montepulciano Docg – 2015