Gavi Giovani: il futuro del Gavi DOCG inizia dal presente

Si è svolta il 7 giugno la serata benefica “Gavi Giovani sul Forte 2025” durante la quale la neonata Associazione Gavi Giovani si è presentata al pubblico e alla stampa; l’incasso è stato interamente devoluto al Centro Oncoematologico Infantile di Pavia.

Gavi Giovani sul Forte 2025

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Un giorno importante il 7 giugno 2025 per il futuro – oltre che per il presente – del Gavi DOCG: l’Associazione “Gavi Giovani” si è presentata al grande pubblico e alla stampa con un’importante serata benefica Gavi Giovani sul Forte 2025 il cui incasso è stato interamente devoluto al Centro Oncoematologico Infantile di Pavia. L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Gavi e il sostegno di numerose altre istituzioni pubbliche tra le quali mi fa piacere ricordare la Regione Piemonte, il Consorzio di Tutela del Gavi DOCG, la Provincia di Alessandria, il Ministero della Cultura – Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali del Piemonte oltre a numerosi comuni del territorio di produzione.

Nel corso dell’evento Luca Gardinigià Migliore Sommelier d’Italia 2004, Migliore Sommelier d’Europa 2009, Migliore Sommelier del Mondo 2010 – ha condotto una Masterclass, riservata alla stampa, con l’assaggio di 12 etichette di Gavi DOCG di differenti tipologie e annate; tutte le bottiglie degustate sono state prodotte da soci di Gavi Giovani.

L’Associazione Gavi Giovani e la passione per il proprio territorio

Nata alla fine del 2024, l’Associazione Gavi Giovani accoglie attualmente quasi 40 soci tutti – come da Statuto – di età compresa fra i 18 e i 41 anni. Gavi Giovani è aperta a tutti i residenti sul territorio che abbiano a cuore lo sviluppo sostenibile, il territorio, l’ambiente e il benessere di queste colline e dei loro abitanti; fra i soci – e non poteva altrimenti – ben 18 sono produttori di vino mentre i restanti appartengono a varie categorie di artigiani e operatori locali; attualmente, il ruolo di Presidente è ricoperto da Lorenzo Bisio, produttore di Gavi DOCG con la sua Azienda “La Caplana” di Bosio (AL). Il loro obiettivo è promuovere l’intero territorio nelle sue variegate sfaccettature che comprendono numerose eccellenze enogastronomiche – quali il Gavi DOCG, il Presidio Slow Food della Testa in Cassetta di Gavi, gli amaretti morbidi di Gavi e alcuni grandi formaggi tra i quali mi limito a ricordare il Montebore che trova le sue radici in Val Borbera molti secoli or sono. Ai soci di Gavi Giovani è ben chiaro che tale promozione – e il conseguente sviluppo economico – non può prescindere dalla tutela ambientale e paesaggistica dato che i prodotti sopra ricordati sono indissolubilmente connessi a queste terre e alle loro tradizioni e che la loro qualità potrà essere mantenuta solo conservando integre entrambe.

Gavi Giovani
I soci di Gavi Giovani

Il Gavi DOCG

Il cortese

Il primo riferimento storico documentato a questo vitigno risale al 1614 nell’inventario della cantina del castello di Casale Monferrato; pochi decenni dopo – nel 1659 – questa varietà è ancora protagonista nella corrispondenza tra il castello di Montaldeo e il marchese Doria nella quale si fa riferimento a impianti di “viti tutte di Cortese”. In un’opera scientifica, il Cortese è citato per la prima volta dal Conte Nuvolone – vicedirettore della Società Agraria di Torino – nel 1799, nella sua memoria sulla coltivazione della vite e sul modo migliore di fare i vini in Piemonte. Nonostante nulla sia per ora emerso a riguardo delle parentele di questo vitigno, la sua attuale distribuzione e le fonti storiche – alcune delle quali appena riportate – inducono a pensare che tale vitigno trovi la sua origine proprio nel Piemonte sud-orientale, presumibilmente tra l’alessandrino e il tortonese.

Le caratteristiche organolettiche dei vini da esso ottenuti – e in modo particolare del Gavi DOCG – sono la spiccata freschezza, l’evidente sapidità, la chiusa leggermente ammandorlata e una rilevante longevità.

Un grappolo di uva cortese

Area di produzione: suoli e clima

I suoli

L’area di produzione del Gavi DOCG si estende su 11 comuni della provincia di Alessandria e, pur essendo interamente compresa nel cosiddetto Bacino Terziario Piemontese, è macroscopicamente divisibile in due principali porzioni: le “terre bianche” e le “terre rosse”. Le prime, che occupano la porzione più meridionale dell’area e salgono verso i rilevi appenninici, sono costituite da marne e arenarie di epoca oligocenica (34-24 milioni di anni fa) e pliocenica (5,2-1,8 milioni di anni fa) e risultano coperte da un sottile strato di suolo; queste “terre bianche” danno vita a vini più complessi con bouquet connotati da sentori floreali e note di agrumi. Le terre rosse, ovvero gli antichi terrazzi fluviali ferrettizzati di origine pliocenica e pleistocenica (5,2 milioni-11.000 anni fa), sono localizzati nella porzione più settentrionale della Denominazione a nord di Gavi, ovvero verso Tassarolo e Novi Ligure. Questa porzione della Denominazione è caratterizzata da suoli argillosi più ricchi e profondi che regalano, di conseguenza, maggior struttura ai vini.

Tra queste due fasce è possibile rilevarne una terza, presente lungo la direttrice Serravalle Scrivia – Gavi – San Cristoforo, costituita da un’alternanza di marne e arenarie.

Il clima

Il clima è caratterizzato da inverni lunghi e rigidi, con nevicate un tempo abbastanza frequenti ed abbondanti, quanto più si risale verso l’area appenninica; le estati sono più fresche e ventilate rispetto a quelle tipiche della confinante Pianura Padana. La temperatura media annuale si attesta intorno ai 12°C e le precipitazioni annuali raggiungono, in media, i 1045mm anche se in costante diminuzione a causa degli imponenti cambiamenti climatici in corso. Il mese più caldo dell’anno è luglio con una temperatura media di 21.2 °C mentre gennaio, con una temperatura media di 3°C, si rivela il mese più freddo.

La degustazione

Non avendo potuto essere presente alla Masterclass condotta da Luca Gardini, ho chiesto la cortesia ai soci di Gavi Giovani di organizzarmi una degustazionepersonale” con gli stessi 12 vini. Le righe che seguiranno, pertanto, sono il frutto di tale degustazione e della cortesia dei Soci e di EnoGavi, che mi ha ospitato nei propri locali durante tale degustazione il giorno 11 giugno 2025. I miei ringraziamenti, pertanto, vanno a tutti coloro i quali, con la loro cortesia e disponibilità, mi hanno permesso di assaggiare gli eccellenti vini di seguito narrati.

Le bottiglie degustate

La Ghibellina – Gavi DOCG del Comune di Gavi Metodo Classico Brut – 2019

Questo spumante Metodo Classico biologico, affinato per circa 48 mesi sui lieviti, mostra nel calice un intenso e lucente color paglierino impreziosito da una fine effervescenza.

Il suo bouquet, più improntato alla finezza che non all’intensità, apre con intriganti note speziate di coriandolo, zafferano e anice, armoniosamente frammiste alle sottostanti sensazioni di frutta bianca e fiori di sambuco.

L’attacco è netto e deciso, grazie anche alla piacevolezza della fine effervescenza, per poi rivelare, al centro bocca, corpo e morbidezza, entrambi ben sorretti da una vivida freschezza e da una spiccata sapidità. Nel suo insieme, questo Metodo Classico colpisce per il sorso equilibrato pur se di spiccata personalità; lunga la persistenza e assai piacevole la tipica chiusa ammandorlata.

www.laghibellina.it

Castellari Bergaglio – Ardé – Gavi DOCG Metodo Classico Brut – sans année

Metodo Classico affinato sui lieviti per almeno 60 mesi, l’Ardé si presenta nel calice di un intenso e brillante color paglierino attraversato da fini catenelle di bollicine.

Al naso, si offre inteso e molto fine aprendo con note frutta di bianca matura, cedro, bergamotto e fiori di gelsomino; in seguito, regala complessi sentori di liquirizia, caffè in polvere e crème brûlée.

Al palato, si presenta con un attacco morbido e avvolgente ma, nel contempo, deciso in virtù della fine e gradevole effervescenza. A centro bocca, svela la ricchezza della sua struttura sorretta da una vestita freschezza e da una nitida sapidità; lunga la persistenza.

www.castellaribergaglio.it

_002Gavi Giovani giugno 2025

La Raia – Pleo – Gavi DOCG – 2024

Vinificato interamente in vasche inox, il Pleo ben rappresenta le caratteristiche giovanili dei vini di questa Denominazione.

Dal calice, nel quale sfoggia un luminoso color paglierino, emergono note di mela golden non molto matura, di pera e di banana seguite da quelle floreali del gelsomino; a completarne il quadro olfattivo, col trascorre del tempo possiamo percepire il caratteristico sentore di mandorla dolce non tostata.

Al palato, è morbido, di corpo e di computo equilibrio grazie alla vivida – ma integrata – freschezza all’altrettanto spiccata sapidità; più che adeguata la persistenza e molto piacevole la chiusa ammandorlata.

www.la-raia.it

Cascina delle Monache – Sorì della Monaca – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2024

Dopo una macerazione a freddo di circa 12 ore in vasche di cemento, la vinificazione procede in vasche di acciaio; questo vino affina per circa sei mesi nelle stesse vasche inox prima dell’imbottigliamento.

Un’altra bella espressione del Gavi DOCG d’annata; il suo luminoso color paglierino ci introduce a un naso di frutta bianca croccante arricchito da evidenti note di pompelmo giallo; la parte floreale è ancor ben espressa dal gelsomino.

Vino morbido e di corpo, trova il suo equilibrio grazie alla vibrante freschezza e a un’importante sapidità; buona la persistenza e molto gradevole il finale ammandorlato.

www.cascinadellemonachewines.it

Fratelli Parisio – Costa Donnio – Gavi DOCG – 2024

Costa Donnio è ottenuto, nel comune di Capriata d’Orba, a seguito di una vinificazione in vasche termo-controllate in acciaio e conclusa con una permanenza di almeno quattro mesi sulle fecce fini.

Di color paglierino brillante, questo Gavi DOCG offre – al naso – piacevoli sentori di frutta bianca fragrante affiancati da note di erbe aromatiche, bergamotto e mandorla dolce non tostata.

La tesa freschezza e la notevole sapidità sono perfettamente integrate nella struttura di Gavi DOCG conferendogli una beva agile ma certo non banale; buona la persistenza e molto gradevole la tipica chiusa ammandorlata.

www.fratelliparisio.it

Alvio Pestarino – Girossa – Gavi DOCG – 2024

Ottenuto a seguito di una vinificazione interamente in acciaio che termina con periodo di alcuni mesi di affinamento sulle fecce fini nelle stesse vasche, il Girossa 2024 nel calice sfoggia un chiaro – ma lucente – color paglierino.

Il naso, più fine che intenso, offre sentori di mela acerba, bergamotto ed erbe alpine.

Al palato, appare di corpo, morbido, fresco e sapido: ne risulta un sorso assai piacevole pur se di manifesta gioventù che lascia presagire un lungo e felice sviluppo nel tempo.

www.alviopestarino.com

La Mesma – Indi – Gavi DOCG del Comune di Gavi Monterotondo – 2024

Ottenuto da una vinificazione in acciaio svolta con lieviti autoctoni tramite un pied de cuve, questo Gavi DOCG sfoggia un luminoso color paglierino che ci introduce a un quadro olfattivo fine e di buona complessità nel quale è facile notare i sentori di frutta bianca non completamente matura, di bergamotto e di erbe aromatiche oltre a una lieve sfumatura di erba fresca a ricordarci la gioventù di questo vino.

Al palato, la freschezza e la sapidità trovano il loro contrappunto nella spiccata morbidezza e nell’ottimo corpo regalando all’Indi 2024 una beva di notevole piacevolezza e armonia; lunga la persistenza e garbata la chiusa amaricante.

www.lamesma.it

La Caplana – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2024

Vinificato e affinato in acciaio, questo vino – prodotto dall’Azienda di Lorenzo Bisio, Presidente di Gavi Giovani – termina il proprio affinamento riposando alcuni mesi in bottiglia prima della sua commercializzazione.

Questo Gavi DOCG del Comune di Gavi appare, alla vista, di un brillante color paglierino con lievi riflessi dorati; rispetto ai precedenti assaggi, il suo quadro olfattivo è caratterizzato da profumi “più dolci” quali frutta bianca ben matura, fiori di gelsomino e acacia oltre alla quasi immancabile mandorla dolce non tostata

Al sorso è morbido, di corpo, fresco e sapido offrendoci così una beva molto piacevole anche se – certamente – non banale.

www.lacaplana.it

Cinzia Bergaglio – La Fornace – Gavi DOCG del Comune di Tassarolo – 2024.

Vinificato interamente in vasche inox termocontrollate, La Fornace 2024 appare di un intenso e brillante color paglierino, prologo a una paletta olfattiva ricca di note di frutta bianca matura affiancate dai sentori floreali del gelsomino.

Al palato, è ampio, morbido e di corpo mentre l’equilibrio, e la piacevolezza del sorso, sono garantite dalla ben presente freschezza e dall’evidente sapidità; più che soddisfacente la persistenza.

www.cinziabergagliovini.it

Il Poggio – Etichetta nera – Gavi DOCG del Comune di Gavi Rovereto – 2017

La vinificazione in acciaio e la successiva sosta di alcuni mesi sulle fecce fini nelle stesse vasche di acciaio, hanno dato vita a questo Gavi DOCG 2017 che si presenta a noi con un lucente color dorato per poi introdurci a un bouquet elegante e complesso nel quale, oltre a note di albicocca ben matura, si possono notare armoniosi sentori di cedro e mandarino candito e fiori di ginestra; l’intero quadro olfattivo è, infine, attraversato da una piacevole vena balsamiche che gli conferisce un’intrigante verticalità olfattiva.

L’ancora vibrante freschezza e la notevole sapidità fungono da asse di simmetria per la grande morbidezza e il notevole corpo di questo vino dando così origine a un sorso di compiuto equilibrio e dalla beva importante pur se sempre piacevole; molto lunga la persistenza e appena accennata la chiusa ammandorlata.

www.ilpoggiodigavi.com

Produttori del Gavi – G – Gavi DOCG – 2015

Questo Gavi DOCG è ottenuto con una vinificazione in vasche di acciaio a temperatura controllata seguita da un affinamento di almeno mesi su feccia fine; infine, il G affina ulteriormente in bottiglia per un periodo di almeno 6 mesi in bottiglia prima di essere posto in vendita.

A 10 anni dalla vendemmia che lo ha visto nascere, questo vino appare di un intenso e cristallino color dorato, prologo di un quadro olfattivo molto elegante nel quale le note di frutta gialla matura sono armoniosamente compenetrate a quelle a cedro candito; una lieve rotazione del calice ci permette di godere di ulteriori sentori quali le erbe provenzali e quelle alpine affiancate dalla tipica sensazione di mandorla dolce non tostata.

È, però, al sorso che questo vino si esprime al meglio delle sue capacità, rivelando un sorso magnifico, ampio, molto morbido e di corpo e, nel contempo, di vibrante freschezza e spiccata sapidità che garantiscono una beva armonica, importante e, contemporaneamente, agile e di totale soddisfazione; molto lunga la persistenza.

www.produttoridelgavi.com

Broglia – Bruno Broglia – Gavi DOCG del Comune di Gavi – 2013

Vinificato e affinato interamente in acciaio, il Bruno Broglia 2013 sfoggia un luminoso color dorato intenso; al naso, si rivela di grande finezza e notevole complessità. Le note di frutta gialla molto matura e di cedro candito avvolgono – senza sopraffarli – i sentori di pietra focaia, erbe provenzali e alpine oltre alla tipica mandorla dolce.

Il sorso coniuga struttura e importanza a una grande bevibilità: di ottimo corpo e molto morbido questo Gavi DOCG del Comune di Gavi trova il suo equilibrio grazie all’ancora vibrante freschezza e a una più che evidente sapidità; molto lunga la persistenza ed elegante il fin di bocca.

www.broglia.it

Gavi Giovani: contatti

Gavi Giovani

Via Goffredo Mameli, 173

15066, Gavi (AL)

gavigiovani972@gmail.com

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