• Mer 01 Feb 2023

Derthona 2.0: il timorasso e la storia di un percorso virtuoso

È trascorso poco più di un mese da quando, nei giorni 31 gennaio e 1 febbraio, il Museo delle Macchine Agricole Orsi di Tortona (AL) ha ospitato la prima edizione di “Derthona 2.0 – Timorasso: un vitigno, un vino, un territorio”, una manifestazione organizzata dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi che, già nel proprio nome, contiene il senso di un percorso svolto con passione e impegno da un gruppo di vignaioli che, a partire dalla fine degli anni ‘80, ha lavorato per promuovere un grande vitigno – il timorasso, appunto – legandolo, però, strettamente al proprio contesto geografico, alla propria storia e alla propria cultura.

Derthona 2.0, pertanto, non deve essere interpretato con un abbandono della tradizione verso un’indiscriminata innovazione, bensì come una valorizzazione dei punti di forza del vitigno e del territorio attraverso nuovi canali di comunicazione e promozione nonché attraverso una continua ricerca di qualità.

L’evento, articolato su due giorni, ha visto il punto focale della prima giornata in un convegno-degustazione riservato agli addetti ai lavori nel quale i diversi relatori (Gian Paolo Repetto, Presidente del Consorzio, Walter Massa, storico produttore e protagonista indiscusso della rinascita del timorasso, il docente di marketing Prof. Kurt Hilgemberg, l’agronomo Davide Ferrarese e il giornalista Gianni Fabrizio del Gambero Rosso) hanno esposto le principali caratteristiche del vitigno, del territorio e le ultime novità inerenti la Denominazione.

La storia della rinascita

La riscoperta del timorasso (per ulteriori informazioni sul vitigno e sul territorio è possibile leggere questo mio precedente articolo) vide il proprio inizio, grazie al lavoro di Walter Massa e di pochissimi altri visionari produttori, alla fine degli anni ‘80 e, più precisamente, nel 1987 quando Walter vinificò il suo primo timorasso in purezza a partire da 0,5ha di vigneto superstite. L’impegno e lo sforzo profuso diedero i primi risultati in tempi relativamente brevi se si considera che nel già 2009 ben 31 aziende vinificavano tale varietà a partire dalle uve ottenute da 25 ettari di vigneto; tale tendenza ha portato agli attuali 132 produttori e a una superficie vitata pari a 175 ettari. Mi piace ricordare, così come fatto dallo stesso Walter nel corso del proprio intervento, la figura di un uomo del Roero – Beppe Bordone – che nel 1989 iniziò, presso i Vivai Cooperativi Rauscedo, a moltiplicare le barbatelle di timorasso rendendo così possibile il suo effettivo recupero e la sua diffusione.

La nuova sottozona Derthona

La ferma volontà dei soci del Consorzio di lavorare per esprimere la massima qualità del vitigno e delle colline che da sempre lo ospitano porteranno in brevissimo tempo alla nascita ufficiale della sottozona Derthona all’interno del territorio della Denominazione di Origine Controllata “Colli Tortonesi” presentata proprio nel corso di questo evento.

Tale sottozona, che ricalca in gran parte il territorio della Doc, se ne differenzia, però, in alcuni aspetti essenziali.

La sottozona Derthona, infatti, è esclusivamente riservata al timorasso e comprende tutti i comuni dell’intera Doc ad eccezione del comune di Carrega Ligure; il dato innovativo – e di grande interesse – è che per ciascun comune è stata indicata una quota minima al di sotto della quale non potrà essere rivendicata la sottozona. La resa massima in vigna dovrà essere non superiore ai 75q/ha con una densità minima di 4.000 ceppi per ettaro; inoltre, date le caratteristiche di struttura e corpo che caratterizzano tale vino è stato fissato un valore elevato di estratto secco minimo pari a 17 g/l che diventano 18g/l per la Riserva. Il Derthona potrà essere messo in commercio a partire del giorno 1 settembre dell’anno successivo alla vendemmia; la Riserva, invece, potrà essere commercializzata solo a partire dal giorno 1 marzo del terzo anno successivo alla vendemmia. La percentuale in volume di alcol minima dovrà essere del 12,5% per il Derthona e del 13% per la Riserva.

Da ultimo – ma non certo per importanza dato che personalmente ritengo questa una norma di grande importanza e segno di civiltà e maturità – la bottiglia da 0,75l vuota non potrà pesare più di 600g.

Il territorio e il vitigno

La geologia

Il territorio della Denominazione comprende le colline tortonesi includendo i territori delle valli Scrivia, Ossona, Curone, Borbera e Spinti. L’area, di forma vagamente ellittica, è orientata da nord-ovest verso sud-est e nella sua parte più meridionale dista, in linea d’aria, meno di 25km dal mare.

Dal punto di vista geologico, il territorio rientra nel Bacino Terziario Piemontese e mostra spiccate somiglianze con l’area di produzione del Barolo Docg con la quale condivide numerose formazioni rocciose quali, ad esempio, la Marne di Sant’Agata Fossili, le Arenarie di Diano e la formazione di Lequio.

Il vitigno

Il timorasso è un vitigno a germogliamento precoce che spesso crea affastellamento della vegetazione e che mostra una spiccata tendenza degli acini a marcire; inoltre, gli acini stessi sono particolarmente sensibili alle scottature dovute all’eccessiva insolazione diretta. La resa è da considerarsi medio-bassa e la vendemmia avviene, in genere, verso la metà del mese di settembre.

La degustazione

Nel corso dell’evento sono stati proposti inizialmente alcuni Colli Tortonesi Timorasso Doc delle annate 2018 e 2016 che hanno perfettamente rappresentato le caratteristiche giovanili di questa magnifica varietà a bacca bianca. In seguito, sono state degustate, sotto la guida del noto giornalista Gianni Fabrizio del Gambero Rosso, cinque bottiglie rispettivamente delle annate 2014, 2013 e 2010: le righe che seguono saranno dedicate al racconto di questi assaggi.

Ezio Poggio – Archetipo – Colli Tortonesi Doc Terre di Libarna Timorasso – 2014

Annata ben nota per le abbondanti precipitazioni e le basse temperature estive che ha però potuto giovarsi di un ottimo mese di settembre ed è stata comunque in grado di offrire, quando interpretata in modo corretto prima in vigna e poi in cantina, vini di grande interesse. Lo dimostra questo Archetipo 2014 che sfoggia un bel color paglierino intenso e presenta un naso decisamente più improntato alla finezza che non all’intensità nel quale spiccano note di frutta a polpa gialla matura affiancate dalle sfumature agrumate del cedro e dai sentori delle erbe provenzali.

Al palato, spicca per il sorso teso e giovanile, percorso da una vibrante freschezza e da una ben presente sapidità. Il buon corpo e la ben presente morbidezza gli garantiscono il necessario equilibrio; adeguata la persistenza.

Vigneti Massa – Derthona – Vino bianco – 2013

Annata caratterizzata da una primavera fresca e piovosa seguita da un’estate non particolarmente calda; il mese di settembre è stato caratterizzato da tempo stabile e gradevole.

Dal calice, nel quale mostra un intrigante color paglierino con riflessi dorati, emergono sensazioni di albicocca e pesca a polpa gialla, mature ma fragranti, affiancate dalle note floreali della ginestra; un evidente – ma piacevole – sentore tostato di polvere di caffè ne attraversa l’intero panorama olfattivo.

Al palato, si presenta piacevole ed equilibrato grazie al buon corpo e all’altrettanto ben presente morbidezza che trovano sostegno nella viva freschezza e nella ben percepibile sapidità; buona, pur se non lunghissima, la persistenza.

I Carpini – Brezza d’Estate – Colli Tortonesi Doc Timorasso – 2010

Il 2010 si è rivelata un’annata con inverno regolare; i mesi di giugno e luglio sono stati molto caldi e seguiti da un agosto in buona parte nuvoloso e piovoso; settembre soleggiato con temperature nella norma.

L’intenso color paglierino con riflessi dorati apre a un naso ricco e complesso nel quale, alle evidenti note di frutta a polpa gialla matura, si affiancano eleganti sensazioni di agrumi leggermente canditi oltre a sentori di erbe aromatiche; una piacevole verticalità balsamica ne attraversa, infine, l’intero bouquet.

Al palato, si offre ampio e ricco, di ottimo corpo e avvolgente morbidezza; la vivida freschezza e la ben presente sapidità gli conferiscono equilibrio e una spiccata personalità; lunga la persistenza.

Mutti Andrea – Castagnoli – Colli Tortonesi Doc Timorasso – 2010

Il suo color dorato di buona intensità ci introduce a un quadro olfattivo nel quale le note di frutta gialla ben matura sono arricchite da note di agrumi canditi e l’insieme è percorso da una piacevole vena balsamica.

All’assaggio, si offre ricco, fresco e sapido e, nel contempo, di ottimo equilibrio in virtù del buon corpo e della ben presente morbidezza; lunga la persistenza.

Claudio Mariotto – Derthona – Colli Tortonesi Doc Timorasso – 2010

Di color dorato intenso, sfoggia un naso fine nel quale compaiono le prime eleganti sensazioni di idrocarburo – così tipiche di questo vino col trascorrere degli anni – avvolte nelle note fruttate dell’albicocca e della pesca a polpa gialla mature, ma ancora fragranti, oltre che nei sentori di fiori di ginestra e di erbe provenzali; una piacevole vena balsamica dona verticalità all’insieme.

Vino di ottimo corpo e spiccata morbidezza, trova equilibrio e sostegno nell’ancora ben presente freschezza e nella buona sapidità; lunga la persistenza.

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