• Mer 06 Lug 2022

Bosco Agostino si racconta…

Andrea, tu lavori in una terra fortemente vocata per il Nebbiolo ma, a mio avviso giustamente, continui a dedicare grande impegno anche nella produzione e nella promozione di Barbera e Dolcetto: quali sono a tuo avviso le caratteristiche vincenti di questi due vini e quale accoglienza trovano da parte dei consumatori?

Questi vitigni sono, insieme al Nebbiolo, i più tipici delle Langhe e, pertanto, credo sia giusto continuare a coltivarli. Il Barbera, grazie alla uso del legno e a un’adeguata gestione della vigna, negli ultimi 15 anni ha avuto una forte rinascita e ora è molto apprezzato sia in Italia sia all’estero. Il Dolcetto, al contrario, sta attraversando un momento difficile: in Italia è spesso guardato con sufficienza mentre all’estero fanno fatica a capirne tannini e freschezza. Spero che, col tempo e curandone la qualità, questa situazione possa essere recuperata dando anche a questo vitigno il giusto apprezzamento.

La vostra Azienda esporta gran parte delle proprie bottiglie all’estero: ci puoi raccontare quali sono i punti di forza dei vini del tuo territorio – e dei tuoi in particolare – nei confronti dei principali mercati?

Sicuramente il Barolo – e il Barbaresco – rappresentano un importante fattore di traino per tutto il comparto vinicolo in Langa anche grazie all’ampia visibilità data a questi vini dalla stampa specializzata straniera. Inoltre, il nostro territorio gode di due importanti similitudini con la Borgogna: il Nebbiolo, che condivide non poche caratteristiche col Pinot noir, e la presenza delle due sopracitate Denominazioni che, in quanto monovitigno, sono di facile comprensione all’estero oltre a rappresentare il secondo punto di contatto proprio con la Borgogna.

La scelta dei vitigni in relazione alle caratteristiche dei diversi vigneti, le pratiche di vigna e di cantina e il corretto uso del legno hanno un’importanza fondamentale nel tuo lavoro: ci puoi raccontare, a tal proposito, i principi a cui ti ispiri nel corso del tuo lavoro?

In vigna, ritengo essenziale osservare la tradizione mantenendo le composizioni dei vecchi vigneti oltre al pieno rispetto dei vari vitigni durante le pratiche di vigna per le quali è importante saper “legger l’annata” in relazione all’andamento meteorologico di ciascuna stagione. In cantina, sono imprescindibili pulizia e igiene oltre al controllo della temperatura dei serbatoi e dei locali durante tutte le fasi di lavorazione e affinamento. La scelta e l’uso dei legni, infine, deve essere improntata al massimo rispetto del vino al fine di esaltarne, e non coprirne, le caratteristiche.

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