Sordo Giovanni: il Barolo tra famiglia e territorio

Sordo Giovanni: quattro generazioni, otto Menzioni Geografiche Aggiuntive e un patrimonio geologico unico nel cuore delle Langhe.

Riassunto

Sordo Giovanni è un’Azienda Agricola di Castiglione Falletto fondata nel 1912. Quattro generazioni di famiglia – da Giuseppe a Giovanni, fino a Giorgio e alla figlia Paola – hanno costruito un patrimonio di 53 ettari vitati e otto Menzioni Geografiche Aggiuntive. Le formazioni geologiche – Formazione di Lequio, Arenarie di Diano, Marne di Sant’Agata Fossili e Vena del Gesso – definiscono l’identità di ciascun vino. Il protocollo di vinificazione si affida esclusivamente alle grandi botti di rovere di Slavonia, lasciando al terroir la piena espressione. Le note di degustazione dell’annata 2021 e della Riserva Gabutti 2008 raccontano vini di grande carattere e spiccata territorialità.

Summary

Sordo Giovanni is a winery in Castiglione Falletto that was founded in 1912. Over four generations, the family has built up an estate comprising 53 hectares of vineyards and eight additional geographical indications. The identity of each wine is defined by the geological formations – the Lequio Formation, the Diano Sandstones, the Sant’Agata Fossili Marls and the Vena del Gesso. The winemaking process relies exclusively on large Slavonian oak barrels to allow the terroir to express itself fully. Tasting notes for the 2021 vintage and the 2008 Gabutti Riserva reveal wines of great character and distinct territoriality.

La storia di Sordo Giovanni

Il XX secolo

L’Azienda Agricola Sordo Giovanni nasce nel 1912 a Castiglione Falletto, nel cuore della zona del Barolo. Il fondatore Giuseppe Sordo, bisnonno dell’attuale Paola Sordo, avviò la coltivazione delle prime varietà e le prime acquisizioni fondiarie. La seconda generazione porta il nome che l’Azienda conserva ancora oggi: Sordo Giovanni, figlio di Giuseppe e padre dell’attuale titolare Giorgio. Giovanni proseguì con lungimiranza il lavoro paterno e negli anni Sessanta ampliò la zona dedicata all’affinamento, inserendo grandi botti in rovere di Slavonia da 120 ettolitri. Giovanni venne a mancare nel 2001.

Sordo Giovanni: l'esterno della cantina

Gli anni 2000

Con la scomparsa di Sordo Giovanni, Giorgio prese le redini dell’Azienda. Non si fermò e continuò a investire, ampliando i tenimenti e ingrandendo gli spazi della cantina storica. Giorgio ideò una sorta di cattedrale del Barolo, scavata a 12 metri di profondità nella collina di Castiglione Falletto tra il 2007 e il 2008. In quelle profondità realizzò numerosi locali e corridoi sotterranei dove trovò condizioni ideali per l’affinamento dei sui Barolo.

Sordo Giovanni oggi

Oggi Giorgio e la figlia Paola, quarta generazione e prima figura femminile alla guida dell’Azienda Sordo Giovanni, conducono insieme la tenuta.

Paola, classe 1999, ricopre il ruolo di brand ambassador a fianco dell’export manager. Da quando è entrata in maniera operativa in cantina, ha portato migliorie e nuovi packaging. La figura femminile ha sempre avuto grande importanza nella famiglia: la nonna di Paola, la signora Maria, moglie di Giovanni e madre di Giorgio, è ancora in vita e custodisce la memoria storica familiare.

Sordo Giovanni: la famiglia
La Famiglia Sordo: da sinistra - Giorgio, mamma Maria e la figlia Paola

La cantina di Sordo Giovanni

Sita a Castiglione Falletto (CN), la cantina moderna – con ingresso, uffici, showroom, sala degustazione panoramica e linea di produzione – appartiene al progetto architettonico fortemente voluto da Giorgio Sordo e inaugurato nel 2014.

La struttura richiama nella forma una grande mezza botte. Un tunnel, realizzato nello stesso anno, collega la cantina moderna a quella storica, con nicchie che ospitano grandi formati di Barolo – Magnum e Jéroboam – già imbottigliati e in attesa di etichettatura.

La prima sala di affinamento rappresenta la parte più storica della tenuta, dove già Sordo Giovanni inserì le prime botti.

Attualmente, la cantina storica ospita 135 botti in rovere di Slavonia, fornitore Garbellotto, con capacità massima di 100 ettolitri, ridotta rispetto ai 120 originari per ragioni di spazio.

Il tunnel che collega la cantina moderna a quella storica e ospita i grandi formati delle numerose etichette di Barolo DOCG

La cattedrale

A 12 metri di profondità si trova la “cattedrale“, scavata tra il 2007 e il 2008. Temperature e umidità restano costanti in modo naturale: circa 13-14 °C e 80-85% di umidità. All’interno dei due infernot, ricavati nella Marne di Sant’Agata Fossili di Castiglione Falletto, l’Azienda Sordo Giovanni affina una selezione di annate storiche in formato Jéroboam e Magnum, ormai non più in commercio, che rappresentano anche la collezione privata della famiglia. La zona sotterranea accoglie prevalentemente la MGA di Barolo DOCG, ma anche masse di Barbera d’Alba DOC Superiore e di Langhe DOC Nebbiolo.

Sordo Giovanni: la cantina sotterranea

Le formazioni geologiche del Barolo

Il paesaggio collinare del Barolo si è formato nel corso delle ultime tre fasi del Miocene. L’ordine cronologico, dal più antico al più recente, prevede il Serravalliano, il Tortoniano e il Messiniano. A ciascuna di queste fasi corrisponde un complesso suolo-sottosuolo specifico e questa correlazione rappresenta la chiave per comprendere le differenze stilistiche tra i Barolo di comuni e vigneti diversi.

L’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (I.P.L.A.) di Torino ha classificato quattro formazioni principali. Procedendo da est a ovest e dai più antichi ai più giovani, si individuano la Formazione di Lequio, le Arenarie di Diano, le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione della Vena del Gesso. Ciascuna formazione risulta associata prevalentemente a una specifica fase geologica, anche se le ricerche condotte a partire dagli anni Novanta hanno dimostrato una realtà più complessa.

Formazione di Lequio

Questa formazione si localizza, all’interno del territorio del Barolo DOCG, principalmente nei territori di Monforte d’Alba e Serralunga d’Alba. La sua genesi risale al Serravalliano, la fase più antica tra quelle che interessano il Barolo, con un’età stimata tra i dodici e gli undici milioni di anni fa. I suoli presentano strati alternati di marne e arenarie compatte, di colore variabile dal beige-biancastro al giallo-rossastro, cementati da sali carbonatici.

La Formazione di Lequio offre un’eccellente capacità idrica, favorita da una miscela di sabbia e limo, e risulta ricca di calcio, fosforo, potassio e ferro. Si tratta della formazione con la più alta concentrazione di calcare attivo dell’intera denominazione, ragione per cui i suoli appaiono generalmente più chiari. I Barolo di questa formazione presentano acidità vibrante e agrumata, struttura tannica importante e marcata mineralità verticale. Sono vini di lentissima evoluzione, spesso austeri in gioventù, capaci di superare i cinquant’anni di longevità.

Arenarie di Diano

Le Arenarie di Diano caratterizzano prevalentemente parte di Castiglione Falletto, Monforte d’Alba e Barolo. Inizialmente ritenute di origine serravalliana, ricerche più recenti basate sull’analisi dei fossili le hanno riclassificate come formazione del Tortoniano, con un’età compresa tra undici e otto milioni di anni fa. La composizione presenta sabbia più o meno compattata, di colore dal grigio-bruno al giallastro, mista ad arenaria grigia.

I Barolo prodotti su Arenarie di Diano risultano tendenzialmente più corpulenti e polposi rispetto a quelli nati sulla Formazione di Lequio, con una dolcezza più percepibile e un’acidità meno tagliente. Un aspetto importante riguarda la coesistenza di questa formazione con quella di Lequio nei territori di Serralunga e Monforte, fatto che smentisce la semplificazione secondo cui ogni comune corrisponde a un unico tipo di suolo.

Marne di Sant’Agata Fossili

Le Marne di Sant’Agata Fossili rappresentano la formazione litologica più diffusa nelle Langhe. Si riscontrano prevalentemente nei comuni di Barolo, La Morra e in parte a Verduno. Secondo gli studi di Masnanghetti e collaboratori, queste marne si sono formate nel Tortoniano e nel Messiniano. Il colore tende al grigio-azzurro, più chiaro in superficie. Si tratta di argille marnose a grana fine con una componente sabbiosa.

La fertilità risulta superiore a quella dei suoli serravalliani e la capacità di ritenzione idrica è elevata, ragione per cui le vigne soffrono meno lo stress idrico.

I Barolo provenienti da queste marne si distinguono per eleganza, aromi intensi e precisi, tannini fini e potenziale di invecchiamento leggermente inferiore rispetto ai vini nati su Formazione di Lequio. La ricerca ha individuato tre varianti: la forma tipica, la forma sabbiosa e la forma laminata, ciascuna con caratteristiche pedologiche e agronomiche distinte.

Sordo Giovanni: il wine shop
Il Wine Shop

Formazione della Vena del Gesso e altre formazioni

La Vena del Gesso si localizza nel versante nord-occidentale di La Morra e a Verduno. Risale al Messiniano, la fase più recente tra quelle del Barolo, con un’età compresa tra sei milioni e mezzo e cinque milioni di anni fa. La composizione comprende sedimenti di mare profondo, arenarie depositate in acque a bassa salinità, marne calcaree e gesso selenite. I Barolo nati su questi suoli risultano tra i più accessibili in gioventù, con texture delicate e profumo vivace.

Il Messiniano comprende anche i Conglomerati di La Morra, suoli rari localizzati attorno al crinale tra La Morra e Verduno, e la Formazione di Cassano Spinola, presente in due varianti – sabbiosa e marnosa – nei territori di La Morra e Verduno. Merita infine un cenno lo Zancleano, prima fase del Pliocene, i cui suoli si limitano al comune di Cherasco.

I vigneti di Sordo Giovanni

L’Azienda Sordo Giovanni dispone di circa 53 ettari vitati che si estendono non solo in Langa, ma anche nel Roero e nei Colli Tortonesi (AL). Presso Volpeglino (AL), l’Azienda ha investito nella produzione del timorasso: le prime annate provengono da vigneti non ancora di proprietà mentre, nel territorio di Monleale, Sordo Giovanni ha messo a dimora viti proprie che nei prossimi anni consentiranno di uscire con un timorasso a marchio aziendale.

Tra i vitigni a bacca bianca figurano arneis, timorasso e viognier, quest’ultimo vinificato in purezza. Dall’assemblaggio di viognier, sauvignon blanc e chardonnay nasce il Langhe DOC Bianco Forésté; sauvignon blanc e chardonnay non vengono vinificati in purezza.

Infine, tra i vitigni a bacca nera l’Azienda coltiva dolcetto, barbera, nebbiolo e pelaverga piccolo, quest’ultimo nel comune di Verduno per la produzione del Verduno Pelaverga DOC. La produzione complessiva annua supera le 400.000 bottiglie.

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La filosofia di Sordo Giovanni

La linea guida che ha accompagnato l’Azienda Sordo Giovanni da Giuseppe a Giovanni, a Giorgio e ora a Paola è la lungimiranza: andare incontro all’innovazione senza dimenticare le radici. Tutte le pratiche iniziali di vinificazione – fermentazione alcolica, macerazione e fermentazione malolattica – avvengono esclusivamente in acciaio. I tini, di recente sostituiti, sono ora tutti verticali e termostatati, per un controllo ottimale dell’estrazione e della temperatura.

Le temperature di fermentazione si attestano indicativamente sui 18 °C per i bianchi e sui 24 °C per i rossi. La fermentazione malolattica interessa solo i vini rossi; per i bianchi non si effettua, perché le condizioni pedoclimatiche delle Langhe conferiscono ai vini un’importante acidità che l’Azienda non intende smussare: l’acidità porta, infatti, slancio e longevità alla beva.

Vini bianchi e rossi non da invecchiamento

I vini bianchi di Sordo Giovanni non effettuano passaggi in legno, per valorizzare il carattere varietale. La permanenza in acciaio varia da 4 a 6 mesi, fino a 12 mesi per il timorasso, che non effettua fermentazione malolattica né passaggio in legno. Anche il Verduno Pelaverga DOC, il Dolcetto d’Alba DOC e la Barbera d’Alba DOC – nella versione non Superiore – affinano solo in acciaio, puntando a freschezza e beva immediata. L’affinamento in legno, per un periodo di 12 mesi, è riservato al Nebbiolo d’Alba DOC e alla Barbera d’Alba DOC Superiore.

I Barolo di Sordo Giovanni: il protocollo di vinificazione e affinamento

L’affinamento in legno avviene interamente in grandi botti di rovere di Slavonia, con capacità dai 10 ai 100 ettolitri. L’utilizzo esclusivo della botte grande, che minimizza la cessione da parte del legno rispetto alla barrique, rafforza la centralità del suolo nell’identità di ciascun vino. Non si effettuano né fermentazione né macerazione in legno. Il percorso dei Barolo DOCG di Sordo Giovanni si articola in fermentazione alcolica in acciaio a circa 24 °C, macerazione a cappello sommerso per un periodo compreso fra le quattro e le sette settimane, fermentazione malolattica in acciaio a circa 20°C, permanenza in acciaio per un periodo compreso fra i quattro e i sei mesi, affinamento in grandi botti per 24 mesi seguiti da un ulteriore passaggio in acciaio per non più di 6 mesi e, infine, affinamento in bottiglia fino a 12 mesi.

Le Riserve

Per la Riserva, l’affinamento in grandi botti si estende a 36 mesi. Ciò che definisce lo stile della Riserva di Sordo Giovanni è soprattutto la permanenza in bottiglia: l’Azienda non ha fretta e arriva anche a otto o nove anni prima della messa in vendita. La proprietà crede, infatti, profondamente nell’affinamento in bottiglia, ritenendolo fondamentale per conferire al vino un’impronta diversa e una maggiore prontezza; anche il Barolo non Riserva esce in commercio diversi mesi dopo i termini minimi previsti dal disciplinare.

L’impronta del territorio

Tutti i Barolo di Sordo Giovanni adottano il medesimo protocollo di vinificazione, così da mettere in luce l’individualità di ciascun sito. Il vitigno è sempre nebbiolo in purezza. Il sistema di allevamento è la controspalliera con potatura a Guyot tradizionale, con densità di 4.000 ceppi per ettaro. Questo approccio risulta particolarmente coerente con la ricchezza della diversità geologica aziendale, in quanto permette alle differenze pedoclimatiche di emergere senza il filtro di scelte enologiche differenziate.

Le otto MGA di Sordo Giovanni

Il cuore dell’Azienda Sordo Giovanni è l’ampia produzione di Barolo. Si parte dal Barolo DOCG, realizzato a partire da un assemblaggio di uve di diverse vigne come da antica tradizione langarola, e si arriva alle otto Menzioni Geografiche Aggiuntive aziendali. Lo stile produttivo resta identico per tutti i Barolo: l’obiettivo è far dominare il territorio. Le otto MGA producono sia la versione annata sia la Riserva, ad eccezione di Monprivato, La Serra e Villero. La maggior parte delle MGA è sita in comune di Castiglione Falletto dove ha sede l’Azienda.

Sordo Giovanni: le MGA aziendali e le altre vigne
Clicca sulla mappa per ingrandire - Per gentile conccessione dell'Azienda Sordo Giovanni

Barolo DOCG Rocche di Castiglione

La MGA Rocche di Castiglione si sviluppa tra i comuni di Castiglione Falletto e Monforte d’Alba, con una superficie totale di circa 16,4 ettari. La quota altimetrica si colloca tra i 300 e i 350m s.l.m., con esposizione prevalente a sud-est. Il versante scende bruscamente verso il bosco sottostante, con condizioni che garantiscono un eccellente drenaggio e un’ottima esposizione alla luce solare mattutina.

La litologia dominante è quella delle Arenarie di Diano, con uno strato superficiale sabbioso e a grana fine che poggia su una base di marna-arenaria con presenza di grandi rocce calcaree. Il contenuto di fosforo nel suolo risulta elevato. Un aspetto cruciale riguarda la significativa variabilità nella composizione del suolo lungo l’asse nord-sud del vigneto: nella parte centrale le percentuali di limo, argilla e sabbia si attestano al 20,5%, 59% e 20,5%, mentre nella porzione monfortese i valori cambiano radicalmente (50% limo, 15% argilla, 37,6% sabbia).

Rocche di Castiglione e Sordo Giovanni

Le vigne di Sordo Giovanni nelle Rocche di Castiglione hanno un’età di circa 50 anni. L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia da 10 ettolitri. I Barolo di Rocche di Castiglione sono considerati tra i più equilibrati ed eleganti della Denominazione. Combinano grazia raffinata con livelli insospettabili di concentrazione e potenza, risultando precisi e pronti da bere prima di molti altri Barolo DOCG, pur mantenendo un notevole potenziale di invecchiamento.

Sordo Giovanni: Rocche di Castiglione
Rocche di Castiglione

Barolo DOCG Parussi

La MGA Parussi occupa la porzione più settentrionale del territorio viticolo di Castiglione Falletto. L’estensione totale raggiunge i 13,41 ettari, con quote tra i 220 e i 290m s.l.m. L’esposizione varia da ovest a sud-ovest. I vigneti di Sordo Giovanni in questa MGA hanno un’età compresa tra 15 e 40 anni, con resa di 75-80 quintali per ettaro.

Il suolo appartiene alla formazione delle Marne di Sant’Agata Fossili. Questa conformazione, unitamente alla posizione sul fianco occidentale della collina, conferisce ai vini un carattere maturo e fruttato nella tipica cornice tannica di Castiglione Falletto. I Barolo Parussi di Sordo Giovanni esprimono corpo medio-pieno e sviluppano aromi di frutta rossa, erbe e spezie dolci in modo lineare e progressivo, con pulizia e precisione. Risultano pronti prima dei vicini Villero o Monprivato, pur conservando buona capacità di invecchiamento.

Sordo Giovanni Parussi
Parussi

Barolo DOCG Villero

Villero rappresenta una delle MGA più frammentate, e al contempo più importanti, di Castiglione Falletto, suddivisa in un elevato numero di vigneti appartenenti a produttori diversi. L’esposizione prevalente è verso sud-ovest, con altitudini comprese tra i 230 e i 350m s.l.m. Le vigne di Sordo Giovanni hanno un’età di circa 30 anni, con resa di 75-80 quintali per ettaro.

Il terreno è argilloso e calcareo, con marne grigio-bluastre e sabbie grigie compatte in profondità. La componente argillosa, più accentuata rispetto alla vicina Rocche di Castiglione, conferisce una struttura tannica particolarmente pronunciata. I Barolo di Villero risultano spesso assai potenti, ben distinti dallo stile più aggraziato di Rocche di Castiglione. Questa differenza testimonia come, anche all’interno dello stesso comune, la variabilità pedologica generi profili organolettici profondamente diversi.

Barolo DOCG Monprivato

Monprivato occupa un posto di assoluto prestigio nella gerarchia dei vigneti del Barolo. Documentato fin dal 1666 in atti ufficiali, Renato Ratti lo classificò tra gli undici vigneti di prima categoria dell’intera denominazione. La MGA si estende per 7,12 ettari totali, di cui 6,60 piantati a nebbiolo, con una quota tra i 240 e i 320m s.l.m. e un’esposizione da ovest a sud.

Il suolo è di epoca tortoniana, ricco di calcare. La porzione più occidentale presenta la tipologia sabbiosa delle Marne di Sant’Agata Fossili, mentre la zona più prossima all’abitato mostra tracce di Arenarie di Diano. L’uva è in larga parte ascrivibile al nebbiolo michet, le cui differenze morfo-fisiologiche, rispetto al più diffuso làmpia, si ritengono dovute all’infezione di GFLV – Grapevine Fanleaf Virus (per approfondimenti: Schneider A et al, 2004. Variabilità genetica e parentele inaspettate del nebbiolo. Convegno Internazionale sul Vitigno Nebbiolo).

Sorod Giovanni: Monprivato
Monprivato

Monprivato e Sordo Giovanni

Il Barolo Monprivato di Sordo Giovanni si distingue, generalmente, per trasparenza cromatica e nitidezza olfattiva, con note di bacche rosse, scorza d’agrume, petali di rosa e violetta, oltre a una mineralità di rara eleganza. La macerazione è compresa fra le quattro e le sei settimane a seconda dell’annata.

Barolo DOCG Gabutti

La MGA Gabutti si situa nel comune di Serralunga d’Alba, sul fianco occidentale della dorsale serralunghese. L’estensione complessiva raggiunge i 14,24 ettari, di cui 7,7 piantati a nebbiolo da Barolo, con una quota tra i 250 e i 350m s.l.m. e un’esposizione da ovest a sud-est passando per sud. I vigneti di Sordo Giovanni hanno un’età compresa tra 35 e 50 anni, con resa di 75-80 quintali per ettaro.

Il suolo appartiene alla Formazione di Lequio, la formazione più antica dell’area del Barolo, risalente al Serravalliano. Gabutti costituisce il prolungamento inferiore della MGA Parafada, dalla quale si distingue per un andamento collinare che piega verso nord. La pendenza e la posizione riparata dal vento confermano l’esistenza di un microclima favorevole alla coltivazione del nebbiolo, generalmente più caldo rispetto ai siti più elevati della metà meridionale di Serralunga.

Gabutti e Sordo Giovanni

I Barolo Gabutti di Sordo Giovanni si distinguono per un carattere più floreale e leggero rispetto ad altri produttori della stessa MGA. I vini prodotti nella zona più lontana da Parafada tendono a presentare toni più gentili e colori più tenui, con una componente sabbiosa più marcata che contribuisce a un profilo più fresco.

Gabutti

Barolo DOCG Perno

Perno è una delle tre MGA più estese dell’intera Denominazione, con una superficie totale di 190,96 ettari, dei quali solo 30,91 sono piantati a nebbiolo da Barolo. La quota altimetrica varia da 220 a 450m s.l.m. e la MGA si colloca nel comune di Monforte d’Alba. I vigneti di Sordo Giovanni hanno un’età compresa tra 25 e 35 anni, con esposizione sud-est, a 270-400m s.l.m.

Gli aspetti geo-pedologici

La litologia prevalente è quella delle Arenarie di Diano, sebbene la vastità della MGA comporti la presenza anche di sacche di Formazione di Lequio e di Marne di Sant’Agata Fossili nella tipologia tipica. Il terreno presenta strati di terra rossa, non facili da lavorare; il sottosuolo presenta sassi e roccia detritica cementata da componenti sabbiose e argillose.

La complessità pedologica di Perno è accentuata dalla presenza di tre sottoregioni distinte: Perno Cerretta e Perno Disa nella metà occidentale, Perno Santo Stefano nella metà orientale. I vini delle sezioni più vicine a Serralunga richiamano il profilo potente e austero dei Barolo di quel comune, mentre le porzioni più tipicamente monfortesi esprimono un carattere più morbido e avvolgente.

Sordo Giovanni: Perno
Perno

Barolo DOCG Monvigliero

Monvigliero è uno dei vigneti storici più celebri e ambiti del comune di Verduno, con 25,5 ettari totali di cui 17,67 piantati a nebbiolo per il Barolo. La quota si colloca tra i 220 e i 310m s.l.m., con esposizione da sud-est a sud-ovest passando per sud. Ben 25 produttori rivendicano questa MGA. I vigneti di Sordo Giovanni hanno un’età compresa tra 35 e 40 anni, godono di un orientamento sud-orientale e sono situati a una quota di circa 290m s.l.m.

Il suolo appartiene alle Marne di Sant’Agata Fossili nella tipologia laminata, caratterizzata da sottilissimi strati di marna argilloso-siltosa con abbondante calcare e pochissima sabbia. La forma laminata presenta fertilità ridotta, condizione che limita naturalmente le rese e favorisce la concentrazione. La ritenzione idrica risulta migliore rispetto alla forma tipica, un vantaggio nelle annate calde.

Monvigliero: una realtà unica

L’unicità di Monvigliero risiede anche nella combinazione di fattori climatici legati alla sua posizione. La bassa altitudine favorisce un’escursione termica tra estate e inverno più ampia della media. La vicinanza al fiume Tanaro e alla pianura genera correnti di aria calda e umida che creano un microclima più temperato. La pendenza dolce del 15% contribuisce a trattenere l’aria calda nell’area del vigneto.

Queste condizioni spiegano la precocità fenologica di questa MGA, dove sia il germogliamento sia la vendemmia appaiono essere tra i più precoci dell’intera Denominazione. I Barolo di Sordo Giovanni di Monvigliero si distinguono per profondità cromatica, frutta rossa e nera più matura e scura, texture più spesse e aromi floreali più intensi.

Sordo Giovanni: Monvigliero
Monvigliero

Barolo DOCG Ravera

Ravera è una vasta MGA che si sviluppa principalmente nel comune di Novello, con circa il 4% del territorio nel comune di Barolo. L’estensione totale raggiunge i 124,95 ettari, di cui 38,47 piantati a nebbiolo. La quota altimetrica varia da 300 a 480m s.l.m. I vigneti di Sordo Giovanni si collocano nella fascia più elevata, tra 420 e 450 m s.l.m. – la più alta tra tutte le MGA aziendali – con esposizione compresa fra sud e sud-est. L’età dei vigneti è di circa 20 anni.

Caratteristiche pedoclimatiche

La formazione dominante è quella delle Marne di Sant’Agata Fossili nella tipologia laminata, con presenza localizzata della forma sabbiosa e tracce di Arenarie di Diano nella porzione che ricade nel comune di Barolo. La dimensione imponente di Ravera comporta una notevole diversità interna: il dislivello di quasi 180 metri tra le parcelle più basse e quelle più alte genera condizioni microclimatiche molto diverse.

Le parcelle alle quote più elevate producono vini di grande freschezza e potenza, una combinazione che rappresenta la cifra stilistica più comunemente associata ai Barolo di Ravera. L’altitudine delle parcelle di Sordo Giovanni suggerisce un profilo di freschezza e tonalità aromatiche vivaci che testimoniano la buona maturazione raggiunta nonostante le quote significative.

Ravera

Barolo DOCG di Sordo Giovanni

Il Barolo DOCG di Sordo Giovanni nasce dall’assemblaggio di uve selezionate provenienti dai vigneti aziendali distribuiti in otto comuni: Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, Novello, La Morra, Verduno e Grinzane Cavour. L’esposizione prevalente delle vigne è compresa fra sud e sud-ovest, a quote comprese tra 300 e 400m s.l.m. I terreni si collocano in media collina, su marne calcaree grigio-bluastre compatte e profonde.

L’assemblaggio annata per annata

Questa ampia distribuzione territoriale implica un mosaico di formazioni geologiche: dalle Arenarie di Diano alle Marne di Sant’Agata Fossili in varie forme, dalla Formazione di Lequio alla Vena del Gesso. Giorgio e Paola Sordo decidono la composizione dell’assemblaggio annata per annata, con il supporto dell’enologo interno e del consulente esterno. La compresenza di uve provenienti da suoli diversi consente di ottenere un vino che unisce la struttura dei suoli serravalliani, la polpa dei suoli arenacei e l’eleganza delle marne tortoniane.

L’età dei vigneti varia da 10 a 40 anni, con resa di circa 70 quintali per ettaro. Questo Barolo DOCG affina sei mesi in vasche di acciaio inox prima del passaggio in botte grande.

L’annata 2021

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani descrive il 2021 come un’annata eccezionale. L’inverno fu mite ma ricco di precipitazioni, anche nevose, che garantirono ottime riserve idriche. La ripresa vegetativa avvenne nei tempi tradizionali e questo consentì di fronteggiare l’ultima ondata di freddo primaverile limitando i danni da gelo.

La vendemmia del nebbiolo iniziò a fine settembre e culminò nella seconda settimana di ottobre. I grappoli si presentavano sani, con maturazione fenologica ottimale agevolata dal calo delle temperature e dalle escursioni termiche della seconda metà di settembre. Gli acini, più piccoli rispetto all’anno precedente, garantirono una dotazione polifenolica importante, essenziale per produrre vini strutturati e destinati a durare nel tempo. La 2021 è oggi considerata tra le migliori annate per il Barolo, capace di esprimere con trasparenza le differenze territoriali.

Le degustazioni

Ho avuto il piacere di degustare i vini di seguito descritti – nello stesso ordine di degustazione – nel corso di una splendida visita in Azienda avvenuta il giorno 18 marzo 2026 in compagnia della sommelier aziendale Sofia Sperone. Il mio grazie, pertanto, non è rivolto solamente alla famiglia Sordo ma anche a Sofia che mi ha accolto con estrema cordialità e competenza.

Barolo DOCG – 2021

Rubino brillante e trasparente, lascia già intravedere i primi riflessi granato. Il naso, fine e di media intensità, gioca su una dolcezza spontanea: ciliegia e fragola in primo piano, poi violetta fresca, confetto, sottobosco e una rifinitura discreta di cuoio. In bocca ha corpo misurato, freschezza vibrante, sapidità garbata e tannini già ben disegnati. L’equilibrio sorprende in un vino così giovane. Persistenza lunga, sorso agile e snello. Un Barolo di tradizione ricco di personalità e piacevolezza di beva.

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Barolo DOCG Monvigliero – 2021

Granato lucente e trasparente. Il naso colpisce per finezza assoluta, con fragola, ribes rosso e marasca che dialogano con violetta, sottobosco, cuoio e con le spezie dolci di cannella e pepe bianco. A sostenere il quadro, una verticalità balsamica netta tra mentolo ed eucalipto. Il sorso conferma le premesse: elegante, leggero ma presente, morbido, fresco e sapido, con tannini cesellati e una persistenza che non vuole finire. La firma stilistica di Verduno nella sua versione più nitida.

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Barolo DOCG La Serra – 2021

Veste cromatica sovrapponibile al precedente. Olfatto fine, costruito su piccoli frutti rossi e violetta, arricchito da caramello, confetto, cuoio e tabacco dolce. Una sfumatura di pepe bianco e un soffio balsamico chiudono il quadro. Al palato è di corpo, morbido, fresco e sapido, con tannini in evidenza ma mai ruvidi. La persistenza è notevole. Sorso teso, quasi nervoso, che trova però subito equilibrio. Una lettura di La Morra che rinuncia alla rotondità più scontata per cercare profilo e dinamica.

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Barolo DOCG Ravera – 2021

Colpisce per l’eleganza olfattiva: erbe amare in apertura, poi la dolcezza di fragola e violetta, infine china, liquirizia e pepe nero a definire il bouquet. Bocca di corpo, tannini di splendida fattura, morbidezza misurata, sapidità leggera e lunghezza importante. Tra i campioni in degustazione è quello che si presenta più giovanile, ancora raccolto su sé stesso ma con tutte le carte in regola per evolvere a lungo. Una lettura di Novello austera ed essenziale.

2026-03-18 11.46.49Sordo Giovanni 017 2026-03-18 11.46.49

Barolo DOCG Rocche di Castiglione – 2021

Vigne di circa settant’anni. Veste rubino ancora compatta, naso intenso e fine, dichiaratamente fruttato e attraversato dal sottobosco. Fragola, ribes rosso e ciliegia conducono il gioco, affiancate da violetta e dalle note dolci di confetto e cannella. Il sorso è elegante, di corpo, morbido, sapido, fresco e piacevolmente tannico. Persistenza molto lunga, beva nervosa e giovanile ma sorprendentemente agile. Un Barolo che mette d’accordo profondità e leggibilità.

2026-03-18 12.07.12Sordo Giovanni 018 2026-03-18 12.07.12

Barolo DOCG Monprivato – 2021

Naso intenso e marcatamente fruttato, con fragola e ciliegia in primo piano, poi violetta appassita, sottobosco, pepe nero, cuoio e tabacco. Dopo una lieve rotazione del calice emerge una nota ematica di grande eleganza. In bocca, è ricco, morbido, ben sostenuto da freschezza e sapidità, con persistenza molto lunga. Beva di carattere ma sempre improntata alla piacevolezza.

2026-03-18 12.17.50Sordo Giovanni 019 2026-03-18 12.17.50

Barolo DOCG Gabutti – 2021

Vigne di circa cinquant’anni. Naso vicino al precedente nell’impostazione, ma con una frutta più fragrante e una verticalità balsamica più decisa. Al palato è strutturato, morbido, con tannini vividi e di eccellente fattura, fresco e sapido. Sorso importante, austero, eppure capace di mantenere eleganza e scorrevolezza. Una versione di Serralunga che racconta il proprio territorio senza alcuna pesantezza.

2026-03-18 12.27.41Sordo Giovanni 020 2026-03-18 12.27.41

Barolo DOCG Perno – 2021

Apre su note di polvere di caffè, immediatamente seguite da piccoli frutti molto maturi: fragola, lampone, ribes rosso. Poi violetta, cannella e pepe nero. Con il tempo nel calice arrivano liquirizia, china, erbe alpine e una garbata venatura ematica. In bocca è strutturato, tannico, fresco e sapido. Beva imponente, austera, di impronta tradizionale, ma sempre tenuta insieme da equilibrio ed eleganza, anche se la giovinezza è ancora tutta lì. Persistenza molto lunga, chiusa piacevolmente amaricante.

2026-03-18 12.39.11Sordo Giovanni 021 2026-03-18 12.39.11

Barolo DOCG Parussi – 2021

Bouquet fine e intenso, costruito su frutta rossa molto matura, una piacevole sfumatura fumé e violetta appassita. Con il tempo il quadro si arricchisce di sottobosco, pepe nero, liquirizia e rabarbaro. Al palato è austero, strutturato, piacevolmente tannico e fresco. Persistenza molto lunga, sorso ampio e teso che non rinuncia mai alla scorrevolezza. Un’interpretazione misurata e composta dell’MGA di Castiglione Falletto.

2026-03-18 12.55.27Sordo Giovanni 023 2026-03-18 12.55.27

Barolo DOCG Perno – 2015

Granato lucente. Naso di grande finezza e buona intensità: in apertura china ed erbe alpine, poi confettura di frutti rossi e violetta appassita. Più tardi emerge una verticalità balsamica nitida, accompagnata da sottobosco, cuoio, tabacco e pepe nero. Al palato non delude: struttura importante, sorso ampio, avvolgente, piacevolmente caldo. Tannini di eccellente qualità, ancora gradevolmente nervosi. Freschezza viva, sapidità misurata, persistenza interminabile. Un Barolo entrato pienamente nella sua finestra di maturità.

Barolo DOCG Riserva Gabutti – 2008

Granato lucente e vellutato, con un’unghia aranciata che racconta i diciotto anni trascorsi. Bouquet costruito su confettura di piccoli frutti, violetta appassita e sottobosco, completato dal pepe nero e dalle note amaricanti di erbe alpine, rabarbaro, china e alloro. A percorrere tutta la trama olfattiva, una garbata sensazione ematica. Al sorso è di gran corpo, strutturato, morbido, piacevolmente tannico, austero e dalla lunghissima persistenza. Beva importante eppure di grande piacevolezza: la dimostrazione di come il Barolo, quando è fatto bene, attraversi il tempo senza perdere identità.

2026-03-18 13.08.25Sordo Giovanni 024 2026-03-18 13.08.25

Contatti

Azienda Agricola Sordo Giovanni

Via Alba Barolo 175 – Borgata Garbelletto

12060, Castiglione Falletto (CN)

visit@sordogiovanni.it

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