Comm. G.B. Burlotto: un’icona di Verduno tra storia e Langhe
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Augusto Gentilli
- Lun 19 Gen 2026
- 22 minute read
Riassunto
Comm. G.B. Burlotto: l’articolo racconta la storia di questa cantina, fondata nel 1850 a Verduno. Dalla figura del fondatore Giovan Battista, al salvataggio del vitigno pelaverga, fino all’attuale gestione di Fabio Alessandria. Un’analisi del territorio, delle MeGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) e della filosofia produttiva tradizionale che rendono unici i vini di questa storica azienda delle Langhe. Non potevano mancare, infine, le descrizioni delle annate correnti dei vini aziendali.
Summary
This article tells the story of the G.B. Burlotto winery, which was founded in Verduno in 1850. It covers everything from the winery’s founder, Giovan Battista, to the rescue of the Pelaverga grape variety, right up to its current management by Fabio Alessandria. It provides an analysis of the territory and the MeGA (Additional Geographical Mentions), as well as the traditional production philosophy that makes the wines of this historic Langhe winery unique. Finally, descriptions of the winery’s current vintages could not be missing.
Introduzione
Comm. G.B. Burlotto, situato nel cuore del comune di Verduno, rappresenta una delle realtà più storiche e prestigiose delle Langhe. Fondata nel 1850, l’Azienda ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia, mantenendo un profondo legame con il territorio e un approccio produttivo rigorosamente tradizionale. La sua fama è legata indissolubilmente al Barolo oltre che alla salvaguardia di un vitigno autoctono un tempo quasi scomparso, il pelaverga piccolo.
Una storia lunga cinque generazioni
La storia della cantina ha inizio nel 1850, quando Giovan Battista Burlotto, pioniere della viticoltura langarola, decise di convertire l’azienda agricola di famiglia in una realtà dedicata esclusivamente alla produzione vinicola. La sua visione gli valse il titolo di Commendatore e il prestigioso riconoscimento di “Fornitore della Real Casa Savoia“, come testimoniano le trentadue medaglie ancora oggi visibili sulla facciata della cantina settecentesca.
Il testimone passò poi al figlio Francesco e, in seguito alla sua prematura scomparsa, al nipote Ignazio. Quest’ultimo si distinse per il coraggio e la lungimiranza, guidando l’Azienda durante i difficili anni della guerra e, soprattutto, per essere stato l’unico a continuare a credere nel pelaverga, vinificandolo in purezza e salvandolo dall’estinzione. Alla sua morte, nel 1968, la gestione passò alla figlia diciassettenne Marina che oggi, insieme al marito Giuseppe Alessandria e ai figli Fabio e Cristina, rappresenta la quarta e la quinta generazione alla guida dell’Azienda.
Il territorio e le formazioni geologiche
La complessa geologia delle Langhe è il risultato di milioni di anni di storia, un fattore determinante per la straordinaria varietà e qualità dei vini che qui nascono. Le diverse formazioni geologiche, con le loro specifiche composizioni di marne, sabbie e calcari, influenzano in modo profondo il carattere di ogni singolo vigneto. Per comprendere appieno l’unicità dei Barolo di Comm. G.B. Burlotto, è fondamentale approfondire le due principali formazioni geologiche da cui provengono le uve: le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione di Cassano – Spinola.
Le Marne di Sant’Agata Fossili
Questa formazione, risalente al periodo Tortoniano (tra 11,6 e 7,2 milioni di anni fa), caratterizza la parte settentrionale dell’area del Barolo, inclusi i comuni di Verduno e Barolo. Si tratta di marne grigio-azzurre, ricche di calcare e fossili marini, che danno origine a suoli compatti e fertili. A seconda della prevalenza di sabbia o argilla, si distinguono due tipologie principali: le Marne di Sant’Agata Fossili laminate e quelle di tipo sabbioso. Le prime, presenti a Monvigliero e Breri, sono note per conferire ai vini eleganza, finezza e un bouquet floreale e speziato. Le seconde, che si trovano a Cannubi Valletta, donano ai vini profumi intensi e una distintiva nota minerale, quasi “ferrosa”.
La Formazione di Cassano-Spinola
Tipica della parte meridionale del comune di Verduno e risalente al periodo Messiniano (tra 7,2 e 5,3 milioni di anni fa), questa formazione è geologicamente più giovane rispetto alle Marne di Sant’Agata. I suoli che ne derivano, come quelli di Neirane, Rocche dell’Olmo e Boscatto, presentano un minor contenuto di calcare e una maggiore componente sabbiosa. Queste caratteristiche si traducono in vini dal colore più carico, con aromi intensi di frutti rossi, una notevole freschezza e una struttura tannica importante, che garantisce longevità e complessità.
L’Azienda si estende per circa 16 ettari, distribuiti su 14 vigneti tra i comuni di Verduno, Barolo, Monforte e Roddi. Il cuore della produzione è a Verduno, un comune che si distingue per l’eleganza e la finezza dei suoi vini, grazie a un microclima unico influenzato dalla vicinanza del fiume Tanaro e a una complessa matrice geologica.
Tutti i vigneti aziendali sono allevati a Guyot.
Le Menzioni Geografiche Aggiuntive (MeGA) di Comm. G.B. Burlotto
Oltre al Monvigliero, l’azienda vanta parcelle in alcune delle più importanti Menzioni Geografiche Aggiuntive (MeGA) della zona del Barolo, ognuna con le sue peculiarità. Di seguito, un approfondimento sulle principali MeGA da cui Burlotto ottiene le sue uve.
Breri
Situata nel comune di Verduno, la MeGA Breri si estende complessivamente su 53,94 ettari, dei quali 0,99 sono classificati per la produzione di Barolo. I vigneti si trovano a quote comprese tra 220 e 250 metri sul livello del mare, con orientamento prevalentemente verso ovest e sud-ovest. La composizione pedologica è caratterizzata dalle Marne di Sant’Agata Fossili nella loro variante laminata, formatesi durante il periodo Tortoniano.
I vini di questa menzione si caratterizzano per un profilo aromatico di notevole finezza. L’espressione olfattiva evidenzia una componente floreale marcata, dove spicca il profumo di rosa, accompagnata da una struttura elegante. La maturazione fenolica tende a essere più precoce rispetto ad altre zone del comune e lo sviluppo evolutivo del vino in bottiglia risulta mediamente più rapido. Comm. G.B. Burlotto detiene in questa zona 0,77 ettari di superficie vitata, le cui uve confluiscono nella produzione del Barolo classico dell’Azienda.
Neirane
Neirane occupa la porzione meridionale del territorio di Verduno. I vigneti, tra 330 e 400 metri di altitudine, godono di un’esposizione compresa tra ovest e sud-ovest. Quest’area appartiene alla Formazione di Cassano-Spinola, databile al Messiniano, un’epoca più recente rispetto alle formazioni presenti nella zona settentrionale del comune. Questa diversità temporale si riflette in terreni con minor contenuto calcareo e una più pronunciata componente sabbiosa.
Il profilo sensoriale dei vini da Neirane rivela tonalità cromatiche più intense e concentrate rispetto a quelli provenienti da Monvigliero. La componente aromatica mostra una decisa presenza di frutta rossa, accompagnata da un’acidità vivace e da una notevole spinta verticale. Al palato, si presenta raffinata ma con tannini ben presenti. In questa menzione, l’azienda dispone di 1,1 ettari, le cui uve, insieme a quelle di Rocche dell’Olmo e Boscatto, sono destinate alla composizione del Barolo Acclivi, vino pensato per esprimere la sintesi del terroir di Verduno.
Rocche dell’Olmo
Anch’essa collocata nel territorio comunale di Verduno, la MeGA Rocche dell’Olmo si sviluppa a quote comprese tra 310 e 405 metri, con orientamento prevalentemente verso est. La matrice geologica, riconducibile alla Formazione di Cassano-Spinola del Messiniano, presenta un equilibrio tra componente sabbiosa e argillosa che contribuisce a definire la personalità dei vini qui prodotti.
Questa menzione, unitamente a Neirane e Boscatto, costituisce uno dei pilastri della produzione del Barolo Acclivi di Comm. G.B. Burlotto. L’azienda possiede qui 1,25 ettari di vigneto situati nella fascia altimetrica più elevata (360-370 metri), dove le uve di nebbiolo vengono coltivate seguendo i principi della viticoltura tradizionale. L’interpretazione organolettica di questa zona nel blend Acclivi porta caratteristiche di freschezza e verticalità, contribuendo alla complessità dell’insieme.
Boscatto
La MeGA Boscatto si colloca nella parte meridionale del comune di Verduno, con vigneti distribuiti tra 250 e 370 metri di altitudine e orientamento prevalente verso est. La composizione pedologica appartiene alla Formazione di Cassano-Spinola di tipo marnoso, risalente al Messiniano. Come altre zone meridionali del comune, anche qui i terreni mostrano un’età geologica più recente, con maggior presenza sabbiosa e minor dotazione calcarea rispetto al settore settentrionale.
La prossimità al centro abitato di Verduno genera condizioni mesoclimatiche leggermente più miti. Queste specifiche caratteristiche pedoclimatiche si traducono in un’espressione enologica di notevole purezza e finezza. Comm. G.B. Burlotto coltiva in Boscatto 1,13 ettari di nebbiolo, che, insieme alle uve di Neirane e Rocche dell’Olmo, compongono il Barolo Acclivi.
Castelletto
Castelletto rappresenta una delle menzioni geografiche più vocate del comune di Monforte d’Alba, territorio storicamente riconosciuto per la produzione di Barolo di grande struttura e longevità. I vigneti dell’azienda Comm. G.B. Burlotto beneficiano di un’esposizione compresa tra est e sud-est, elemento che, unitamente alle caratteristiche pedologiche, definisce un’impronta organolettica distintiva.
I vini provenienti da Castelletto si contraddistinguono per un corredo aromatico caratterizzato da sfumature balsamiche e resinose, che si integrano con l’intenso frutto e la tessitura tannica di notevole consistenza e persistenza. La vinificazione di Burlotto per questa menzione si ispira ai canoni più tradizionali, privilegiando macerazioni prolungate e maturazione in grandi botti di rovere, approccio che consente al vino di sviluppare gradualmente un bouquet articolato e complesso.
Monvigliero
Il vigneto di Monvigliero rappresenta per l’azienda Comm. G.B. Burlotto la menzione più emblematica e storicamente significativa. Situato a quote comprese tra 220 e 310 metri sul livello del mare, questo anfiteatro naturale gode di esposizioni variegate che spaziano da sud-est a sud-ovest. Il substrato pedologico è costituito dalle Marne di Sant’Agata Fossili laminate di epoca tortoniana, comunemente denominate “terre bianche” per l’elevata presenza calcarea.
Questa particolare composizione geologica conferisce ai vini un profilo aromatico di straordinaria articolazione, dove emergono note speziate, floreali e una caratteristica componente minerale. La struttura tannica si presenta setosa ed elegante, qualità che dona al vino una raffinatezza particolare. Il metodo di vinificazione adottato da Burlotto per il Monvigliero si basa su un’antica tradizione di famiglia che prevede l’impiego dei grappoli interi durante la fermentazione, scelta che contribuisce ad amplificare ulteriormente la stratificazione aromatica.
Cannubi
Cannubi costituisce una delle menzioni geografiche più celebrate e storicamente rilevanti dell’intero comprensorio del Barolo DOCG, situata nel comune omonimo. La composizione pedologica di quest’area rappresenta un autentico mosaico di sabbie, argille e componenti calcaree, dando origine a vini che coniugano potenza strutturale e raffinatezza. Il contesto geologico si caratterizza per la sua natura di transizione, dove convergono terreni di età Serravalliana (contraddistinti dalla Formazione di Lequio e dalle Arenarie di Diano, con maggiore compattezza e sabbie) e terreni di età Tortoniana (rappresentati dalle Marne di Sant’Agata, con prevalenza di marne, limo e argilla). Tale eterogeneità pedologica genera una sinergia tra sabbie, limo e argille che conferisce ai vini un equilibrio eccezionale tra finezza, corpo e complessità aromatica.
Cannubi Valletta
L’Azienda Comm. G.B. Burlotto possiede una parcella di 0,7 ettari nella sottozona denominata “Valletta“, posta a 280 metri di altitudine. Quest’area si caratterizza per una conformazione a piccola valle con esposizioni variabili da est a sud, su Marne di Sant’Agata Fossili di tipo sabbioso. I terreni, poveri di sostanze nutritive, imprimono al vino un carattere raffinato, con una componente quasi “metallica” nel retrogusto, e un bouquet di notevole intensità e persistenza.
Tecnica di produzione: il rigore della tradizione
La filosofia produttiva di Burlotto, oggi interpretata dall’enologo Fabio Alessandria, è fedele alla più schietta tradizione langarola. L’approccio è minimalista, volto a esaltare le caratteristiche del vitigno e del territorio di provenienza. Le fermentazioni sono lunghe e avvengono in tini di rovere aperti, senza l’ausilio di lieviti selezionati. Per i Barolo, l’affinamento si svolge esclusivamente in botti grandi di rovere, per periodi che variano a seconda dell’annata e della vigna. Una particolarità è la vinificazione del Barolo Monvigliero, che, come da antica tradizione familiare, avviene con i raspi. Tutti i vini vengono imbottigliati senza filtrazione né chiarifica.
Il Verduno Pelaverga DOC: un gioiello ritrovato
Un capitolo a parte merita il Verduno Pelaverga DOC, un vino ottenuto dal vitigno autoctono pelaverga piccolo. Dopo aver rischiato l’estinzione nel secondo dopoguerra, è stato salvato grazie alla tenacia di produttori come Ignazio Burlotto. Il Verduno Pelaverga DOC è un vino unico, dal colore rosso rubino scarico e dal profumo inconfondibile, caratterizzato da una spiccata nota di pepe bianco, accompagnata da sentori di piccoli frutti rossi e fiori. Al palato è secco, fresco e di grande bevibilità. La DOC, ottenuta nel 1995, ha sancito la rinascita di questo piccolo gioiello enologico delle Langhe. La conservazione di questo raro vitigno e la valorizzazione della Denominazione è oggi perseguita con impegno dall’Associazione “Verduno è Uno”
Comm. G.B. Burlotto: oggi con uno sguardo al domani
Oggi, l’Azienda Comm. G.B. Burlotto è saldamente nelle mani della famiglia arrivata alla quinta generazione, con Marina Burlotto e il marito Giuseppe Alessandria, che si occupa della gestione dei vigneti, e i figli Fabio e Cristina. Fabio Alessandria, enologo e pronipote del fondatore, ha iniziato la propria attività in Azienda nel 1994 apportando nuova energia, pur nel solco della tradizione, e guadagnando all’Azienda un rinnovato plauso internazionale.
Attualmente, la produzione media è di circa 100.000 bottiglie all’anno delle quale circa un terzo dedicate alle varie referenze di Barolo DOCG.
L’impegno della famiglia si estende anche all’ospitalità, con la gestione di un B&B a Verduno, la Locanda dell’Orso Bevitore, e una villa esclusiva a Barolo, Villa Giobatta.
I vini dell’Azienda Comm. G.B. Burlotto: le degustazioni
Tutte le degustazioni di seguito riportate sono state svolte in compagnia di Fabio Alessandria. L’occasione per tali assaggi è stata la mia visita all’Azienda G.B. Burlotto avvenuta il giorno 9 gennaio 2026. Colgo l’occasione per ringraziare la Famiglia Burlotto-Alessandria – e Fabio in modo particolare – per la squisita ospitalità.
Dives – Langhe DOC Sauvignon – 2024
Caratteristiche dei vigneti
I vigneti di sauvignon blanc da cui nasce il Dives si trovano nel Comune di Verduno, a un’altitudine di 340 metri sul livello del mare. I terreni presentano una notevole complessità geologica, trovandosi all’incrocio di diverse matrici: le Marne di Sant’Agata Fossili laminate, la Formazione di Cassano Spinola e la Formazione della Vena del Gesso, quest’ultima caratterizzata da strati di gesso che arricchiscono il terreno. Questa eterogeneità conferisce al suolo calcareo, con una presenza equilibrata di argilla, limo e sabbia, una particolare ricchezza.
Le uve per il Dives provengono dalle parcelle più vecchie della vigna, piantata nel 1986, che secondo la memoria e la conoscenza dell’azienda, rappresenta la più antica vigna di sauvignon blanc nella zona del Barolo.
Pratiche di vigna e di cantina
La vendemmia è manuale, con selezione delle uve dalle parcelle più vecchie e meglio esposte. A seconda dell’annata, i grappoli vengono diraspati e pressati con delicatezza, oppure si opta per una breve macerazione sulle bucce a temperatura controllata. Segue una pulizia statica del mosto a freddo e la fermentazione in botti e fusti di legno d’acacia. La fermentazione malolattica viene evitata attraverso l’uso del freddo e l’affinamento prosegue sulle fecce di fermentazione in tonneau di legno d’acacia fino all’estate. L’imbottigliamento avviene solitamente nei mesi di luglio o agosto successivi alla vendemmia.
Degustazione
Di color paglierino chiaro brillante, il Dives 2024 colpisce per l’eleganza del naso, caratterizzato da sentori di frutta gialla croccante, con accenni di bosso e pietra focaia, oltre a più evidenti sensazioni di mentolo e fiori di sambuco. Col tempo, a queste sensazioni si aggiungono le note dolci e fruttate del litchi.
Al palato, è molto morbido e di corpo, pur sfoggiando un sorso teso e di compiuto equilibrio, grazie alla sua vibrante freschezza e alla notevole sapidità; lunga la persistenza.
Verduno Pelaverga DOC – 2024
Il Verduno Pelaverga è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata prodotto nel comune di Verduno, in provincia di Cuneo. Questo vino nasce dal vitigno autoctono pelaverga piccolo, una varietà che conferisce al vino un profilo aromatico distintivo e inconfondibile.
Caratteristiche dei vigneti
Le vigne dell’Azienda Comm. G.B. Burlotto destinate alla produzione del Verduno Pelaverga DOC si trovano nei comuni di Verduno e Roddi, ad altitudini comprese tra 250 e 350 metri sul livello del mare. I terreni, di origine miocenica, sono prevalentemente calcarei, con una presenza equilibrata di argilla, limo e sabbia. Dal punto di vista geologico, questi suoli appartengono a due formazioni principali: le Marne di Sant’Agata Fossili laminate e la Formazione di Cassano Spinola.
Pratiche di vigna e di cantina
L’allevamento del pelaverga piccolo avviene attraverso pratiche agronomiche attente e rispettose dell’ambiente. La vendemmia si effettua manualmente in cassette da 20kg per preservare l’integrità dei grappoli e consentire un’accurata selezione delle uve. In cantina, dopo la diraspatura, i grappoli vengono trasferiti per gravità in tini aperti di rovere francese (40%) e vasche di acciaio inox (60%), dove si svolge la fermentazione alcolica. Durante la macerazione, si eseguono delicati rimontaggi e follature, con attento controllo della temperatura per preservare gli aromi tipici del vitigno. La fermentazione malolattica e la successiva maturazione avvengono in vasche di acciaio inox fino alla primavera successiva alla vendemmia, quando il vino viene imbottigliato. In alcune annate, si può optare per un breve affinamento in grandi botti di legno.
Degustazione
Il suo trasparente e brillante color rubino ci introduce a un quadro olfattivo intenso e molto fine, nel quale spiccano le tipiche note di fragola e pepe nero rapidamente affiancate da sentori di confetto e fiori di lillà.
Il sorso è equilibrato e di estrema piacevolezza, grazie al buon corpo e all’altrettanto ben presente morbidezza, che trovano nel tannino lieve e levigato, nella freschezza e nella sapidità il loro giusto contrappunto; lunga la persistenza.
Barbera d’Alba DOC – 2024
Caratteristiche dei vigneti
Le uve per questa Barbera d’Alba DOC provengono da vigneti situati nei comuni di Verduno e Roddi, ad altitudini comprese tra 270 e 350 metri sul livello del mare. I terreni, di matrice calcarea, presentano un equilibrato contenuto di argilla, limo e sabbia e sono geologicamente riconducibili alle Marne di Sant’Agata Fossili laminate e alla Formazione di Cassano Spinola.
Pratiche di vigna e di cantina
La vendemmia viene svolta a mano, con le uve raccolte in cassette da 20kg per preservarne l’integrità. In cantina, dopo la diraspatura, il mosto fermenta in tini aperti di rovere francese e in vasche di acciaio inox. Durante la macerazione, vengono effettuati delicati rimontaggi e follature. La fermentazione malolattica si svolge in vasche di acciaio inox, a cui segue un affinamento in botti grandi di rovere francese. L’imbottigliamento ha luogo solitamente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Degustazione
Dal calice, nel quale appare di un bel color porpora luminoso e trasparente, emergono le sensazioni fruttate della ciliegia, affiancate da quelle floreali del lillà e del giaggiolo.
Al palato, è morbido e di buon corpo, con tannini ancora nervosi ma di ottima fattura. Ben presente la tipica freschezza del vitigno, che gli regala una beva agile e di carattere; lunga la persistenza.
La sua trasparenza, come quella degli altri suoi vini rossi, è una caratteristica dei vini di Comm. G.B. Burlotto che cerca, in ogni aspetto, molto più l’eleganza che l’intensità e l’opulenza a tutti costi.
Langhe DOC Freisa – 2024
Caratteristiche dei vigneti
L’Azienda possiede un’unica vigna, dalla quale ottiene le uve per questo Langhe DOC Freisa, situato nel comune di Roddi. Il vigneto si trova a un’altitudine di 270 metri, con un’esposizione a pieno Sud che garantisce un’ottima maturazione delle uve. Il terreno, di matrice calcarea con una presenza equilibrata di argilla, limo e sabbia, è attribuibile geologicamente alle Marne di Sant’Agata Fossili laminate.
Pratiche di vigna e di cantina
La vendemmia è manuale, con raccolta in cassette da 20kg per preservare l’integrità dei grappoli. In cantina, le uve vengono diraspate e il mosto fermenta in tini aperti di rovere francese o in vasche di acciaio inox. Durante la macerazione, si eseguono rimontaggi e follature giornaliere. La fermentazione malolattica avviene in vasche di acciaio inox, seguita da un affinamento in botti grandi di rovere francese. L’imbottigliamento viene effettuato di norma tra la fine di agosto e l’inizio di settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Degustazione
Il suo trasparente e cristallino color rubino ci introduce a una paletta olfattiva fine, intensa e giovanile, con sentori di lampone, ribes rosso e marasca armoniosamente inframmezzate dalle sensazioni del giaggiolo, del pepe nero e del sottobosco.
Al palato, è ricco, ampio e avvolgente, con un tannino certo ancora non uscito dall’adolescenza ma capace di rivelarci la sua eccellente struttura. Fresco e sapido, questo Langhe DOC Freisa ci offre una beva dalla lunga persistenza, equilibrata e di carattere, grazie alla notevole morbidezza e all’altrettanto importante corpo.
Langhe DOC Nebbiolo – 2024
Caratteristiche dei vigneti
I vigneti dell’Azienda Comm. G.B. Burlotto, da cui provengono le uve del Langhe DOC Nebbiolo, sono allevati nel comune di Verduno, a un’altitudine compresa tra 270 e 350 metri sul livello del mare. I terreni, di matrice calcarea, presentano un equilibrato contenuto di argilla, limo e sabbia e sono geologicamente riconducibili alle Marne di Sant’Agata Fossili laminate e alla Formazione di Cassano Spinola.
Pratiche di vigna e di cantina
Le uve destinate alla produzione del Langhe DOC Nebbiolo provengono da vigneti giovani o da parcelle che, per le specifiche condizioni climatiche dell’annata, sono ideali per un vino che esalti la freschezza e la fragranza del vitigno. La vendemmia è manuale, con raccolta in cassette da 20kg. In cantina, dopo la diraspatura, il mosto fermenta in tini aperti di rovere francese e in vasche di acciaio inox. La macerazione prevede delicati rimontaggi e follature. La fermentazione malolattica si svolge in acciaio, seguita da un affinamento in botti grandi di rovere francese. L’imbottigliamento avviene solitamente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Degustazione
Il suo luminoso e trasparente color rubino sembra servire da prologo a un panorama olfattivo di notevole finezza, anche se di non altrettanto spiccata intensità. Si riconoscono note di marasca, fragola e ribes rosso, affiancate da quelle floreali del giaggiolo, del lillà e della violetta. È, però, al palato che questo Langhe DOC Nebbiolo offre il meglio di sé mostrandosi morbido, di corpo, piacevolmente tannico – con tannini di fitti e dolci – fresco e sapido.
Il tutto dà vita a un sorso agile, ricco ma snello e di non comune piacevolezza; lunga la persistenza.
Barolo DOCG – 2022
Il Barolo DOCG dell’Azienda Comm. G.B. Burlotto è un vino che incarna la tradizione dell’assemblaggio, una pratica storica che consiste nell’unire le uve provenienti da diversi vigneti al fine di ottenere un vino equilibrato e complesso.
Caratteristiche dei vigneti
Il Barolo DOCG Comm. G.B. Burlotto nasce normalmente dall’unione di uve nebbiolo provenienti dai quattro vigneti situati nel comune di Verduno (Breri, Neirane, Rocche dell’Olmo e Boscatto), il più settentrionale dell’area del Barolo. I suoli di questa zona si sono formati tra il periodo Tortoniano e il Messiniano, dando origine a terreni di notevole complessità geologica.
I terreni di questi vigneti sono prevalentemente calcarei, con una presenza bilanciata di argilla, sabbia e limo, caratteristica che favorisce una buona ritenzione idrica. Le formazioni geologiche prevalenti sono le Marne di Sant’Agata Fossili laminate e la Formazione di Cassano Spinola.
L’annata 2022 – al termine della quale, per motivi climatici, l’Azienda non ha ritenuto opportuno produrre i suoi Barolo DOCG di punta (Monvigliero, Cannubi, Castelletto e Acclivi) – è stata ottenuta impiegando le uve provenienti da tutti i vigneti aziendali da Barolo.
Pratiche di vigna e di cantina
La vendemmia è condotta manualmente per assicurare l’integrità dei frutti, trasportati in cantina in cassette da 20 kg. Dopo la diraspatura, il mosto viene spostato per gravità in tini aperti di rovere francese per la fermentazione alcolica. Durante la macerazione, si eseguono rimontaggi e follature giornaliere, con controllo della temperatura per gestire eventuali eccessivi rialzi. La maturazione avviene in botti grandi di rovere di Allier per un periodo che varia dai 20 ai 33 mesi, a seconda delle caratteristiche dell’annata. Dopo l’imbottigliamento, che avviene in estate, il vino affina in cantina per almeno 9 mesi prima della commercializzazione.
Degustazione
Questo Barolo DOCG di Comm. G.B. Burlotto appare nel calice di color rubino luminoso e trasparente nel quale è possibile intravedere, nella lancia, i primi riflessi granato.
Il suo bouquet è elegante, pur se non molto intenso, e caratterizzato dai sentori di piccoli frutti rossi, sottobosco, violetta e pepe nero, oltre che da sfumature di agrumi rossi e da una piacevole verticalità balsamica.
All’assaggio, è morbido, ricco, di corpo, fresco e piacevolmente tannico, con una tessitura tannica fitta e di eccellente fattura pur se ancora giustamente nervosa.
Il sorso, che chiude assai lungo, è agile e snello, perfettamente in linea con le scelte aziendali.
Barolo DOCG Monvigliero – 2021
Il Barolo DOCG Monvigliero di Comm. G.B. Burlotto rappresenta l’apice dell’eleganza del Barolo di Verduno, un’interpretazione che si ispira a un gusto antico e raffinato. Questo cru, considerato il simbolo di Verduno, è il più settentrionale della zona del Barolo e beneficia della vicinanza del fiume Tanaro, che ne influenza positivamente il microclima.
Caratteristiche del vigneto
Il vigneto Monvigliero è una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MeGA) più prestigiose del Barolo. I terreni sono costituiti da Marne di Sant’Agata Fossili laminate, caratterizzate da un equilibrato agglomerato di limo, argilla e sabbia disposti in strati sottili sovrapposti, con un contenuto di calcare attivo intorno all’11%.
L’Azienda Comm. G.B. Burlotto possiede 2,02ha nel cuore dell’anfiteatro di Monvigliero, con esposizione a mezzogiorno e vigneti piantati tra 250 e 300 metri di altitudine. Le viti, allevate a Guyot, sono state piantate in diversi momenti (1958, 1987, 1992 e 2015) e derivano da selezioni massali aziendali e cloni innestati su diversi portainnesti, a testimonianza di una profonda conoscenza del vigneto.
Pratiche di vigna e di cantina
La vinificazione del Monvigliero segue un approccio tradizionale e meticoloso. La vendemmia è manuale e le uve vengono vinificate a grappolo intero, senza diraspatura. La pigiatura viene ancora effettuata con i piedi per non danneggiare il raspo. La fermentazione avviene in tini aperti di rovere francese, con una lunga macerazione a cappello sommerso di circa due mesi. La maturazione prosegue in botti grandi da 35-50 ettolitri per circa tre anni. Il vino viene imbottigliato in estate senza chiarifiche né filtrazioni e affina in cantina per almeno nove mesi prima della commercializzazione.
Degustazione
Dal calice – nel quale sfoggia un lucente e cristallino color granato, arricchito dagli ultimi riflessi rubino – emerge un insieme di profumi di non comune eleganza e buona intensità. Il bouquet apre con note di marasca e piccoli frutti rossi, percorse da note mentolate e di violetta. Il pepe nero, il cioccolato fondente, il chinotto e l’arancia sanguinella ne completano il caleidoscopio olfattivo complesso e profondo.
Il sorso è lieve e delicato; in questo Monvigliero 2021, di corpo e morbido, l’equilibrio è garantito dall’armoniosa freschezza e dalla ben presente sapidità. La beva è coinvolgente, ricca, elegante e capace di esprimere a fondo territorio e personalità; molto lunga la persistenza.
L’annata 2021 non è più in vendita: io ho avuto la fortuna di assaggiarla grazie alla disponibilità e alla cortesia di Fabio Alessandria.
Contatti
Comm. G.B. Burlotto
Via Vittorio Emanuele II, 28
12060, Verduno (CN)
burlotto@burlotto.com