Moscatello selvatico è il nome di un vitigno a bacca bianca autoctono della Puglia, appartenente alla vasta famiglia dei moscati e noto anche con il sinonimo di moscato di Barletta. Analisi approfondite del DNA hanno rivelato che si tratta di un incrocio naturale tra il bombino bianco e il moscato di Alessandria, rendendolo di fatto un “nipote” del prestigioso muscat blanc à petits grains, ovvero il moscato bianco.
Distribuzione del moscatello selvatico
Sebbene la sua coltivazione sia storicamente concentrata lungo la costa adriatica pugliese, in particolare tra Barletta e Monopoli, il moscatello selvatico di Castello Monaci proviene da un singolo vigneto le cui piante, donate dalla famiglia Colosso di Ugento, derivano da un antichissimo vigneto di famiglia.
Profilo aromatico
Il profilo aromatico del moscatello selvatico è distintivo e inconfondibilmente “moscato”, caratterizzato da un’elevata concentrazione di composti terpenici come il linalolo, il geraniolo e il citronellolo. Questi composti sono i principali responsabili delle intense note floreali e fruttate, con sfumature speziate, che si ritrovano nel vino.
Il vigneto e il territorio del Salento
Il vigneto di moscatello selvatico di Castello Monaci si trova nel cuore del Salento, a Salice Salentino, in provincia di Lecce. Questa area geografica è caratterizzata da un territoriounico, che influenza profondamente le caratteristiche delle uve e del vino. Storicamente, questo vitigno è legato al territorio di Andria e Trani.
Clima e suolo
Il clima del Salento è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e ventose. Questa condizione climatica, unita a un’abbondante insolazione, garantisce una maturazione ottimale delle uve, favorendo un’elevata concentrazione zuccherina e un intenso sviluppo aromatico.
I suoli del Salento presentano una notevole diversità, spaziando dai terreni rossi ricchi di ferro delle zone interne a quelli più sabbiosi lungo la costa. Nello specifico, il vigneto di moscatello selvatico di Castello Monaci insiste su terreni argillosi e limosi, ricchi di nutrienti e minerali, con una significativa presenza di pietrisco siliceo e humus. Questa composizione del suolo, unita alle importanti escursioni termiche tra giorno e notte, che in estate possono superare i 15°C, contribuisce a definire la complessità e la spiccata acidità del vino, una caratteristica rara nei vini dolci pugliesi.
Pratiche di vigna e di cantina
La bassa produttività naturale delle viti, unita a pratiche agronomiche mirate, permette di ottenere uve di straordinaria concentrazione e ricchezza. La raccolta delle uve di moscatello selvatico avviene manualmente, nelle prime ore del mattino della seconda decade di settembre; dopo la raccolta, le uve sono sottoposte a un periodo di appassimento.
Il processo di vinificazione è altrettanto meticoloso e volto a preservare ed esaltare le caratteristiche intrinseche delle uve. Le uve appassite vengono sottoposte a una pigiatura e a una pressatura estremamente delicate. La fermentazione alcolica si svolge in serbatoi di acciaio a temperatura controllata, intorno ai 14-16°C. Infine, il vino affina per sei mesi in barrique di rovere francese di primo passaggio.
La degustazione
Di colore dorato, brillante e intenso, questo moscatello selvatico passito di Castello Monaci Salento IGT ci resta impresso nella mente per l’intensità e la finezza del suo quadro olfattivo. L’albicocca e la papaia disidratate, l’uvetta sultanina, la pesca sciroppata, il mandarino candito e il melone giallo maturo sono elegantemente inframmezzati con le note speziate dello zafferano e con quelle floreali della ginestra; l’intero bouquet è, infine, sostenuto da una verticale nota mentolata.
Al palato, il sorso spicca per morbidezza e corpo e, nel contempo, per la vibrante freschezza e la spiccata sapidità che gli conferiscono un compiuto equilibrio e una beva di assoluta piacevolezza nonostante l’importante dolcezza; la persistenza è molto lunga e il fin di bocca chiude con ritorni agrumati di grande eleganza.
Degustazione del giorno 25 dicembre 2025; bottiglia appartenente al lotto L3.215