Riesling Filare 52: verticale d’eccellenza di Manuelina in Oltrepò
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Augusto Gentilli
- Gio 17 Lug 2025
- 14 minute read
Questo articolo nasce a seguito di un’interessante degustazione svolta presso Azienda Manuelina nel mese di maggio 2025 nella quale la protagonista è stata la verticale di una delle etichette aziendali più identitarie, ovvero il Filare 52 Oltrepò Pavese DOC Riesling del quale abbiamo degustato sei annate comprese fra il 2023 - non ancora in vendita - e il 2018.
Manuelina: storia, famiglia e identità del territorio
Fondata da quando Luigi Achilli e suo fratello Guido, l’Azienda agricola nasce, nella prima metà del ‘900, come piccola realtà rurale dedita alla coltivazione di viti e foraggi. Saranno Paolo e Antonio Achilli, figli di Luigi, a trasformarla in una moderna cantina, dedicando energie e visione alla produzione vinicola.
Il nome “Manuelina”, adottato negli anni ’90, è un omaggio a una delle figlie di Paolo – Manuela – e un segno distintivo tra i tanti Achilli della zona.
Oltrepò Pavese: un territorio d’eccezione
Situata a Santa Maria della Versa, frazione Ruinello di Sotto, Manuelina si trova nel cuore dell’Oltrepò Pavese orientale, un territorio tra i 200 e i 400 metri di altitudine. Qui, le condizioni pedoclimatiche risultano ideali per varietà come il pinot nero e il riesling, grazie a suoli calcareo-argillosi, ventilazione costante e una spiccata escursione termica.
L’Oltrepò è oggi la terza area europea per estensione coltivata a pinot nero dopo la Borgogna e la Champagne: circa 3,000 ettari vitati che trovano nella Valle Versa una delle espressioni più raffinate.
Valle Versa: geologia e suoli all’origine della qualità
La Valle Versa è caratterizzata da una geologia complessa, composta da marne, sabbie, argille e calcari di origine marina, risalenti a milioni di anni fa. I suoli variano notevolmente:
Marnosi-calcarei: ideali per vini freschi, longevi ed eleganti.
Argillosi-limosi: trattengono più acqua, indicati per varietà vigorose.
Sabbiosi-argillosi: ben drenati, esaltano l’aromaticità dei vitigni.
Questo mosaico pedologico, unito a un’altitudine variabile tra i 150 e i 450 metri, favorisce maturazioni equilibrate e profili aromatici complessi, soprattutto per il riesling e il pinot nero, veri protagonisti del territorio.
Viticoltura sostenibile: un impegno concreto
La sostenibilità è il filo conduttore dell’approccio Manuelina alla viticoltura. L’Azienda adotta pratiche di lotta integrata, utilizza concimi naturali, pratica il sovescio e limita fortemente l’impiego di trattamenti chimici.
Ogni passaggio è manuale, dalla vendemmia alla pigiatura. I vigneti sono inerbiti spontaneamente e monitorati con l’ausilio di una stazione meteorologica per ottimizzare i trattamenti.
Innovazioni strutturali come il biobed – per la raccolta sicura delle acque di lavaggio dei macchinari – e il recupero delle acque piovane mostrano un impegno concreto per la tutela dell’ambiente. A questi si aggiunge un impianto fotovoltaico da oltre 31.000 kW, utile a coprire i fabbisogni energetici aziendali.
Infine, per ridurre l’impatto ambientale, Manuelina utilizza bottiglie leggere, inferiori ai 400 grammi, con benefici sia in fase produttiva sia nel trasporto.
Vigneti, varietà e numeri
L’Azienda dispone di una superficie vitata di circa 30 ettari, dei quali circa 20 ospitano pinot nero; l’Azienda declina questo nobile vitigno sia in versione spumante Metodo Classico sia come rosso fermo. Le altre varietà allevate includono croatina, barbera, riesling, chardonnay e moscato bianco.
Ogni anno vengono vinificati in azienda circa 3.500 quintali di uva, per una produzione interamente imbottigliata in loco. I vigneti sono allevati a quote comprese fra i 180 e i 230m s.l.m. su suoli argilloso-calcarei.
Esperienze in cantina e riconoscimenti
Oltre alla produzione, Manuelina propone visite guidate, degustazioni, picnic tra i filari ed eventi stagionali, valorizzando l’enoturismo e il contatto diretto con il consumatore.
Nel 2023 l’azienda ha aderito alla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) e, nel 2025, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento: lo Spumante 137 Brut vendemmia 2018 e il Dosaggio Zero sono stati eletti Ambasciatori del Brindisi Italiano dalla rivista Bubble’s.
Comunicazione visiva e identità
L’identità di Manuelina si esprime attraverso un design minimalista ma fortemente identitario: le etichette numerate – come “137” e “145” – rimandano direttamente alle mappe catastali dei vigneti, rafforzando il legame tra vino e luogo d’origine.
Collaborazioni e progetti territoriali
L’Azienda partecipa a progetti di valorizzazione locale come “La Mossa Perfetta”, dedicato alla Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, e a sperimentazioni con altre realtà lombarde, tra cui blend di Croatina e Barbera con aziende dei Colli Tortonesi.
Obiettivi futuri: tra territorio e innovazione
La visione di Manuelina è chiara: contribuire alla piena valorizzazione dell’Oltrepò Pavese come zona di eccellenza vitivinicola. La chiave di questo percorso è una combinazione di qualità, sostenibilità, accoglienza ed export. La vendita diretta e la presenza online rafforzano il dialogo tra azienda e pubblico, portando nel mondo il volto autentico del vino lombardo.
Oltrepò Pavese e Valle Versa: territorio ideale per il riesling
Il riesling e la sua storia
Le origini del riesling sono oggi unanimemente riconosciute dalla comunità scientifica come tedesche, con particolare riferimento alla regione del Rheingau. La più antica menzione documentata di questo vitigno risale al 1435: si tratta di un riferimento fatto da un mastro cantiniere al servizio dei conti di Katzenelnbogen, a Rüsselsheim. Il termine “riesling”, nella forma attuale, compare per la prima volta nel 1552 all’interno di un’opera di Hieronymus Bock, che include descrizioni delle vigne situate lungo il Reno e la Mosella.
Le più recenti analisi biomolecolari hanno rivelato una relazione di tipo padre-figlio tra il questa varietà e il gouais blanc, un antico vitigno europeo. Poiché quest’ultimo risulta essere progenitore anche di numerose varietà di grande rilievo come chardonnay, gamay noir, elbling e furmint, si può ipotizzare, con buona certezza, l’esistenza di legami genetici – del tipo nonno-nipote o cugini – tra il riesling e queste importanti uve europee.
Il riesling nel bicchiere
Universalmente riconosciuto come uno dei più grandi vitigni a bacca bianca al mondo, il riesling – spesso in Italia chiamato riesling renano – dà origine a vini dotati di straordinarie capacità di invecchiamento. In gioventù, tali vini si distinguono per raffinate note floreali, agrumate e di erbe aromatiche che – dopo alcuni anni di evoluzione, prima nei vasi vinari e successivamente in bottiglia – lasciano gradualmente spazio a sentori minerali di pietra focaia che a lor volta evolveranno nelle ben note di idrocarburo. È da notare che tali sentori – pur se molto tipici e spesso apprezzati – non devono sovrastare gli altri profumi del vino pena una perdita di finezza e complessità del bouquet.
All’assaggio, i vini a base riesling si caratterizzano per un’acidità marcata e un buon corpo. È proprio questa spiccata acidità a rappresentare l’elemento chiave che consente, soprattutto nelle aree più vocate, un potenziale di affinamento in bottiglia anche di diversi decenni.
Il riesling nel mondo e in Italia
Europa
Oltre alla Germania, dove il riesling raggiunge le sue espressioni più alte e iconiche soprattutto lungo i fiumi Reno e Mosella, in particolare Mosel-Saar-Ruwer, Rheingau, Nahe e Pfalz, questo vitigno è coltivato anche in Alsazia, lungo il corso del Reno. In questa regione francese, protetta dalla barriera naturale dei Vosgi, questa varietà riesce a dare vita a vini sia secchi sia dolci, come le celebri versioni Vendange Tardive e Sélection de Grains Nobles.
In ambito europeo, il riesling è presente in Austria, soprattutto nelle zone vinicole del Weinviertel e della Wachau, e in Ungheria, in particolare nel sud del Paese e attorno al Lago Balaton. Lo si trova anche in Spagna, nelle denominazioni Penedès e Castilla-La Mancha, e in numerosi altri paesi dell’Europa orientale, tra cui Repubblica Ceca, Slovacchia, Moldavia, Slovenia e Croazia.
In Italia questo vitigno trova le sue migliori espressioni in Alto Adige, Friuli Venezia Giulie e, ovviamente, in Oltrepò Pavese.
Il resto del mondo
Al di fuori del continente europeo, il riesling si è ben acclimatato anche in Nord America. Negli Stati Uniti si producono vini di buona qualità in Oregon, California, Michigan e, in particolare, negli stati di Washington e New York. Anche il vicino Canada, e in particolare la provincia dell’Ontario, si è distinto sia per le versioni secche sia per i pregiati ice wines.
Nel continente sudamericano il riesling è coltivato in misura limitata, ma comunque significativa, in Argentina -soprattutto nella zona di Mendoza – e in Cile. Infine, eccellenti risultati qualitativi sono stati ottenuti in Australia – in particolare nella Clare Valley, a nord di Adelaide – dove i suoli ricchi di ardesia si sono rivelati ideali per questo vitigno; anche in Nuova Zelanda la sua coltivazione è in costante crescita, segno della sua sempre maggiore valorizzazione a livello globale.
Riesling Filare 52: la verticale 2023-2018
Nel corso della mia visita da Manuelina nel mese di maggio 2025, ho avuto il piacere di degustare – oltre a un buon numero di etichette aziendali – anche una verticale di uno dei vini più noti di Manuelina, ovvero il Filare 52 Oltrepò Pavese DOC Riesling del quale abbiamo degustato sei annate comprese fra il 2023 – non ancora in vendita – e il 2018.
La vigna e la cantina
Le uve riesling utilizzate in purezza per la produzione di questo vino sono ottenute da una vigna aziendale situata a circa 200m s.l.m. di quota su versanti costituiti da suoli argilloso-calcarei e aventi esposizione sud-orientale.
Le uve sono soggette a una pigiatura soffice tramite la quale è ottenuto il mosto fiore utilizzato per la produzione di questo bianco fermo; la vinificazione è svolta interamente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Il Filare 52 affina per circa un anno nelle in vasche di acciaio per poi riposare un altro anno in bottiglia prima di essere posto in vendita.
2023
In Lombardia, l’annata 2023 è stata generalmente buona, salvo alcune aree colpite da eventi climatici estremi. Un maggio freddo e piovoso ha causato un ritardo di circa 10-12 giorni nella maturazione e nella raccolta rispetto al 2022. La qualità delle uve è buona e la produzione è aumentata, con rese tornate nella media.
Il Filare 52 2023 – non ancora in vendita – si presenta nel calice di un brillante color paglierino.
Al naso, apre con note intensamente fruttate ben riconducibili all’albicocca e alla pesca gialla arricchite da accenni agrumati di bergamotto; il quadro olfattivo trova la sua piena complessità ed eleganza con la comparsa delle note di fiori di gelsomino e acacia oltre che di quelle vegetali di erbe provenzali. Infine, le note speziate dell’anice stellato e i primi lievi accenni di idrocarburo nel completano il bouquet.
Il sorso – ampio, ricco, di ottimo corpo e spiccata morbidezza – trova il proprio equilibrio nella già composta freschezza e nell’evidente sapidità; lunga la persistenza.
2022
Un millesimo complesso e segnato da condizioni climatiche difficili, quali siccità, caldo estremo e grandinate, con un anticipo di 10-12 giorni rispetto al 2021. Luglio ha registrato temperature record e scarsa escursione termica, con precipitazioni molto limitate. Le rese sono risultate in netto calo a causa della forte variabilità tra e dentro i vigneti.
In Oltrepò Pavese, la siccità e le grandinate hanno causato perdite significative. Tuttavia, la qualità delle uve bianche e nere per spumanti e vini bianchi e rosati è risultata molto buona; anche le uve nere, destinate alla vinificazione in rosso e non colpite dalla siccità, hanno mostrato un eccellente potenziale qualitativo.
Quest’annata del riesling di Manuelina è la prima ad essere certificata vegana e sarà posta in vendita all’inizio dell’autunno 2025.
Dal calice, nel quale appare di un lucente color paglierino, emergono note fruttate che ricordano quelle dell’annata 2023 affiancate, però, da sentori di polvere di caffè, fiori di ginestra e gelsomino; anche in questo caso le note evolutive di idrocarburo sono appena accennate lasciando, quindi, ben sperare sulle capacità di invecchiamento di quest’annata.
Al palato, appare più composto del precedente assaggio anche se con corpo leggermente meno importante. Acidità e sapidità sono sempre nettamente presenti e, nel contempo, ben integrate nel sorso; lunga la persistenza.
2021
L’annata ha registrato un ritardo generale di 7-8 giorni rispetto al 2020 e agli anni precedenti. Gelate primaverili hanno colpito diverse zone della Lombardia, con danni maggiori in Franciacorta e Valtènesi e minori in Oltrepò Pavese. A giugno una forte grandinata ha interessato l’Oltrepò nord-orientale. Le ondate di calore non hanno avuto impatti significativi, ma hanno contribuito a un ulteriore lieve ritardo nella maturazione. La vendemmia, iniziata attorno a Ferragosto per le uve da spumante, è risultata in calo e in ritardo. In Oltrepò Pavese si stima una riduzione del 25% nella produzione. La qualità delle uve è generalmente eccellente, tranne nelle aree colpite dalla grandine.
Il Filare 52 del 2021 – l’annata attualmente in vendita – si offre alla vista di un cristallino color paglierino che ci introduce a una paletta olfattiva ampia ed elegante caratterizzata, in apertura, dalle immancabili note fruttate di pesca bianca, pera e bergamotto; pochi minuti di attesa ci permettono di godere pienamente della complessità di questo vino che regala evidenti sentori di anice stellato ed erbe provenzali. Il già ampio quadro olfattivo è, infine, completato da una nitida vena balsamica e da garbati sentori di idrocarburo.
L’attacco al palato è ricco, morbido e di corpo e funge da prologo a un centro bocca sostenuto da una tesa freschezza e da una ben presente sapidità che, nel loro insieme, regalano una beva equilibrata, piacevole e di spiccata personalità.
2020
L’annata 2020 è stata equilibrata dal punto di vista climatico, senza stress idrico per le viti. Le escursioni termiche hanno favorito lo sviluppo vegetativo, anche se hanno rallentato una maturazione inizialmente precoce. Le vendemmie in Oltrepò Pavese sono iniziate ad agosto. La maturazione delle uve è risultata molto disomogenea, anche all’interno dello stesso vigneto. I vitigni bianchi hanno mostrato ottimi livelli di acidità. Complessivamente, si prevede un’annata di ottima qualità, con una produzione in aumento del 10% rispetto al 2019.
Alla vista, questo millesimo inizia a mostrare i primi riflessi dorati che ne arricchiscono il color paglierino brillante.
Il trascorre degli anni si rende percepibile anche al naso in virtù delle note di frutti gialli e tropicali ben maturi affiancate dai sentori agrumati del bergamotto e del cedro; una lieve rotazione del calice – e un po’ di pazienza – ci permettono, infine, di godere del profumo di fiori di ginestra oltre che della sua spiccata balsamicità. Le sensazioni di idrocarburo si mantengono contenute e di non comune eleganza; molto lunga la persistenza.
Quest’annata è tuttora acquistabile ma esclusivamente in Azienda.
2019
Nel 2019, l’inverno è stato secco e mite e seguito da una primavera instabile con aprile caldo e maggio freddo e piovoso. Questo clima ha stressato la vite già in fase iniziale, causando germogliamenti irregolari e aborti floreali, con grappoli piccoli e acinellature diffuse. Giugno e luglio sono stati asciutti. La vendemmia è iniziata con un ritardo di 7-15 giorni, con il picco nella seconda metà di settembre. La produzione è calata drasticamente, fino al 40-45% in Oltrepò Pavese. Tuttavia, la qualità delle uve è rimasta buona, con alcune punte di eccellenza.
Di color dorato luminoso, il 2019 si presenta all’olfatto con note di frutta gialla ben matura, cedro e fiori di ginestra; i sentori di idrocarburo, pur non fastidiosi, iniziano ad apparire leggermente troppo evidenti.
Il sorso è teso, vivido e di compiuto equilibrio pur se con una struttura meno importante rispetto agli assaggi finora narrati; lunga la persistenza.
2018
L’annata è stata caratterizzata da un inverno mite e una primavera regolare. Il ciclo vegetativo è iniziato in modo normale, con una buona allegagione, mentre l’invaiatura è stata più lenta. Le condizioni climatiche favorevoli hanno rallentato la maturazione delle uve, con un ritardo medio di 8-10 giorni rispetto al 2017. I vitigni bianchi hanno mostrato una diminuzione dell’acidità e un lento accumulo di zuccheri.
La vendemmia in Oltrepò Pavese è iniziata attorno a Ferragosto per le uve da spumante e ha raggiunto il picco a metà settembre per le altre varietà. In generale, la raccolta è stata posticipata di 7-10 giorni, tranne che per le uve da spumante e rosati, raccolte leggermente in anticipo per preservarne l’acidità. La produzione è aumentata di oltre il 25% rispetto al 2017.
Di color dorato brillante, questo 2018 sembra essere più giovane rispetto all’annata 2019. Le note di frutta bianca e gialla sono, infatti, ancora fragranti e accompagnate da sentori di fiori di ginestra, di chinotto nonché da una piacevole verticalità balsamica; le sensazioni di idrocarburo, meno invasive rispetto al precedente assaggio, sono piacevoli ed eleganti e contribuiscono alla complessità del bouquet.
Vino molto morbido e di ottimo corpo che trova il proprio baricentro nella vibrante freschezza e nell’evidente sapidità. Nel suo complesso, la beva – pur se importante – mantiene intatta la propria piacevolezza; molto lunga la persistenza.
Avendo avuto il piacere di degustare in precedenza (11 giugno 2022) questo millesimo, chi fosse interessato a un confronto fra le due degustazioni, potrà leggere l’articolo pubblicato sempre su questa testata.
Contatti
Frazione Ruinello di Sotto, 3/A
27047, Santa Maria della Versa (PV)
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