Distilleria Materica: l’alchimia della qualità
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Augusto Gentilli
- Lun 14 Lug 2025
- 10 minute read
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la Distilleria Materica è molto più di un laboratorio di distillazione: è un progetto culturale e imprenditoriale che unisce rispetto per la tradizione, sperimentazione sensoriale e attenzione al dettaglio.
La Distilleria Materica: l’Oltrepò Pavese e il Gin
Nel cuore della Val di Nizza, una valle dell’Oltrepò Pavese occidentale che custodisce la memoria dei saperi artigiani, nasce la Distilleria Materica, un microcosmo di autenticità dove ogni bottiglia è il risultato di una visione che coniuga tecnica, creatività e rispetto per le materie prime. La distilleria – nata agli inizi degli anni ‘20 di questo secolo dall’entusiasmo di Claudio Culacciati – rappresenta una vera e propria sfida in questa nostra epoca dominata da produzioni su larga scala e gusti standardizzati; questa piccola attività emerge come simbolo di una nuova artigianalità: consapevole, sensoriale e profondamente radicata nel territorio. Il gin, prodotto in tre diverse versioni, rappresenta senza dubbio il cuore della produzione; non devono, però, essere dimenticati l’Acquavite di Moscato e il Brandy – sempre da vino moscato – che traggono origine, e non poteva essere altrimenti, non solo dalla passione e dalla competenza di Claudio ma anche dalle uve moscato della zona di Volpara, ovvero della porzione dell’Oltrepò Pavese più vocata alla coltivazione di questo vitigno.
Il gin: una tela bianca
Distillazione dell’alcol
La produzione del gin è un processo affascinante che unisce distillazione, infusione di botaniche e arte della miscelazione.
La sua produzione ha inizio a partire da alcol etilico neutro, solitamente derivato dalla distillazione di cereali quali grano, mais, orzo o segale. Questo alcol, con una percentuale di alcol in volume di circa il 96%vol. deve essere puro, incolore e insapore, in modo da esaltare le botaniche aggiunte successivamente.
Botaniche
L’ingrediente fondamentale del gin è il ginepro, che per legge deve essere l’aroma predominante. A questo si aggiungono altre botaniche (erbe, spezie, frutti, radici) per caratterizzare il profilo aromatico. Alcuni esempi comuni sono il coriandolo, la radice di angelica, la scorza di agrumi (limone, arancia), il cardamomo, il pepe, la cannella, la liquirizia, la lavanda e tante altre.
Una tale varietà di scelta fa sì che ogni produttore scelga una ricetta unica per dar così vita a un prodotto che ne rappresenti il gusto e l’anima.
Le tecniche di aromatizzazione
Esistono tre metodi principali per aromatizzare il gin:
1. Distillazione classica (pot still)
Le botaniche vengono messe a macerare nell’alcol e poi distillate in alambicco. Il vapore alcolico trascina con sé gli aromi, che si condensano nel distillato finale.
2. Distillazione a vapore
Le botaniche non vengono immerse, ma sistemate in un cestello sopra l’alcol. Il vapore le attraversa durante la distillazione, estraendo gli aromi più delicati. Questi due metodi possono essere usati contemporaneamente nella preparazione di un singolo gin
3. Compounding o gin “freddo”
Le botaniche vengono semplicemente lasciate in infusione nell’alcol già pronto, senza distillazione ulteriore. È il metodo più economico, spesso usato per gin di bassa qualità.
Riduzione alcolica e imbottigliamento
Il distillato ha inizialmente una gradazione molto alta (70-90% vol). Viene diluito con acqua pura per raggiungere il grado desiderato (solitamente tra 37,5% e 47% vol). Infine, viene filtrato e imbottigliato.
Tipologie di gin
A seconda del processo e della qualità, il gin si suddivide in diverse categorie che sono riassunte nella tabella seguente:
Il gin è – quindi – molto più di un semplice distillato: è una tela bianca su cui ogni distilleria può dipingere il proprio stile attraverso la scelta delle botaniche e della tecnica. Il risultato è un mondo vastissimo di profumi e sapori, perfetto per la mixology ma anche per la degustazione in purezza.
L’alambicco come cuore pulsante
Alla base della produzione della Distilleria Materica c’è un alambicco a bagnomaria, del tipo “copper pot still” con una caldaia in rame da 150 litri, simbolo tangibile di un approccio delicato e rispettoso. Questo metodo di riscaldamento, più lento e uniforme rispetto ai sistemi diretti, consente una distillazione pulita e controllata, mantenendo intatti gli aromi e le componenti volatili più delicate.
Elemento chiave del processo sono, infine, le colonne di rettifica, strumenti sofisticati che permettono di ottenere distillati estremamente puri. La loro presenza consente, inoltre, di modulare il profilo aromatico attraverso una distillazione frazionata, separando teste, cuore e code in modo preciso eliminando – in tal modo – eventuali presenze di alcol metilico (testa) o di molecole indesiderate (coda) che potrebbero inquinare il quadro olfattivo finale del distillato.
Il sistema è progettato per accogliere botaniche sia nella caldaia che nel Gin Basket, una camera posizionata lungo il percorso del vapore alcolico che consente l’estrazione a vapore degli aromi più volatili e fragili. Il Gin Basket è riservato a quelle botaniche più delicate quali, ad esempio, camomilla, rosa e sambuco. Insieme alla varietà di botaniche, anche le possibili variazioni nella tecniche della seconda distillazione e relativa aromatizzazione contribuiscono a rendere possibile personalizzazione estrema del profilo aromatico, che diviene elemento distintivo della distilleria.
Distilleria Materica: la produzione artigianale come scelta identitaria
Con una produzione che varia tra le 200 e le 600 bottiglie l’anno per ciascuna etichetta, la distilleria ha scelto consapevolmente una scala ridotta, dove ogni singolo lotto viene seguito con una cura che non ho problemi a definire “maniacale”. Questo approccio rende ogni bottiglia non solo un prodotto, ma un racconto liquido di un momento, di una stagione, di una materia prima.
I gin prodotti sono vere e proprie fotografie botaniche del territorio: dalla mela pomella, varietà antica e profumata tipica delle valli appenniniche dell‘Oltrepò Pavese, alle erbe di campo, affiancate da altri ingredienti di diversa provenienza ma sempre trattati con grande cura come il lime, il kaffir lime, la camomilla, la rosa canina e il sambuco. Ogni combinazione rappresenta una ricerca di equilibrio e identità e ogni variazione tra lotti non è un difetto, bensì una caratteristica da valorizzare: è, infatti, il riflesso della materia viva e dell’andamento climatico delle differenti annate, come avviene nel mondo del vino di qualità.
Filosofia sensoriale e tempo lento
Il tempo è una variabile fondamentale nel mondo della Distilleria Materica. Dopo la distillazione, ogni spirito affronta un periodo di riposo, durante il quale l’alcool si stabilizza, gli aromi si integrano e il prodotto “matura” prima del taglio con acqua. Solo successivamente si interviene per portare il distillato alla gradazione alcolica desiderata, scelta sempre in funzione dell’equilibrio gustativo.
Tutti i prodotti sono assaggiati e valutati sensorialmente, prima ancora che tecnicamente. Questo passaggio, apparentemente ovvio, è in realtà una rarità nel mondo della distillazione artigianale, spesso legato più ai parametri analitici che all’esperienza gustativa. L’obiettivo è chiaro: creare distillati vivi, capaci di evolvere nel bicchiere e di raccontare una storia a ogni sorso.
Distribuzione etica e legame col territorio
La distribuzione dei prodotti avviene principalmente direttamente in distilleria, uno spazio intimo e accogliente che invita alla scoperta. Parallelamente, esistono collaborazioni con ristoratori e produttori locali, in un’ottica di valorizzazione reciproca. Il gin viene spesso abbinato a pane a lievitazione naturale, salumi artigianali o formaggi locali, creando un percorso sensoriale che mette in dialogo sapori e saperi.
Questo approccio consente alla distilleria di sottrarsi alle logiche della grande distribuzione, ma presenta anche difficoltà, soprattutto in un contesto normativo e fiscale poco favorevole. Le piccole imprese artigiane, infatti, si scontrano quotidianamente con burocrazie complesse, normative rigide e un mercato che spesso non premia la qualità ma la quantità.
Sguardo critico e futuro consapevole
Nel corso della mia visita emergono riflessioni lucide sul presente e sul futuro. Claudio nota con soddisfazione una crescente attenzione dei giovani verso i prodotti autentici, meno omologati e più etici.
In questo contesto, il progetto della Distilleria Materica si delinea come resistenza creativa, un atto culturale prima ancora che imprenditoriale. Ogni bottiglia è il risultato di una passione concreta, di un mestiere appreso con le mani, ma anche di una visione del mondo dove qualità, rispetto e lentezza tornano a essere valori fondanti.
Un modello da comprendere
La Distilleria Materica non è solo un luogo di produzione, ma una finestra aperta su un possibile futuro del gusto e dell’impresa: più locale, più sostenibile, più umano. In un tempo in cui la standardizzazione minaccia la diversità, questa realtà artigianale ci ricorda che il valore di un prodotto non si misura in litri, ma nella cura del dettaglio, nel rispetto per la materia e nella capacità di emozionare chi lo assapora.
In questo mondo che ha perso il contatto con il tempo e con il senso, storie come quella di Materica ci riconducono all’essenza e l’essenza, come ogni buon distillato, si conquista lentamente.
Le degustazioni
Ho avuto il grande piacere di conoscere Claudio nel corso della mia visita alla Distilleria Materica il giorno 17 marzo 2025. Le righe che seguiranno sono il racconto degli assaggi compiuto in sua compagnia durante quella splendida giornata di marzo.
London Dry Gin alla mela pomella
Questo gin colpisce fin dal suo primo impatto al naso per i profumi intensi e fini nei quali l’intenso e balsamico sentore del ginepro è affiancato dalle note nitide ed eleganti della mela e della rosa bianca.
L’attacco al palato è diretto, piacevolmente alcolico – ma sicuramente non bruciante – per poi regalarci un’inattesa morbidezza al centro bocca; lunga la persistenza.
London Dry Gin alle erbe di campo
Al naso, questo gin appare di non comune armonia ed eleganza con le note di ginepro meno intense rispetto al precedente ma, nel contempo, arricchite da fini sensazioni di agrumi gialli.
Il sorso è ricco e morbido; l’alcolicità – sempre garbata – si rende maggiormente percepibile al centro bocca; molto lunga la persistenza.
London Dry Gin al lime e kaffir lime
La ricerca della qualità inseguita con caparbietà dalla Distilleria Materica si rende evidente anche nella ricerca dei fornitori; il lime e il kaffir lime, utilizzati in questo gin, sono infatti prodotti da un’azienda agricola nei pressi di Siracusa che Claudio è andato a visitare personalmente.
Il panorama olfattivo di questo gin è piacevolmente agrumato ma, nel contempo, capace di lasciare spazio a un’elegante balsamicità e a garbate note di vaniglia, tipiche del kaffir lime.
Acquavite di moscato
Al naso, questa acquavite tradisce il proprio vitigno di origine grazie ai sentori agrumati e di frutta gialle senza però divenire stucchevole e mantenendo, come propria cifra distintiva, l’eleganza e la finezza. Il sorso risulta molto morbido all’attacco per poi divenire piacevolmente caldo al centro bocca donandogli carattere e personalità; assi lunga la persistenza.
Botte N. 1 – Brandy di moscato invecchiato naturalmente
Maturato per un anno in un singolo carato da 100l, questo Brandy si presenta di un intenso color dorato con evidenti sfumature ambrate. La sua paletta olfattiva apre le note aggrumate e floreali tipiche del vino moscato armoniosamente inframmezzate dai sentori di vaniglia e mandarino oltre che da sensazioni di leggera tostatura ben riconducibili alla caramella mou.
All’assaggio, il Botte N. 1 apre molto morbido e avvolgente per poi regalare una piacevole – e necessaria – alcolicità al centro bocca; lunga la persistenza.
Contatti
Distilleria Materica
Frazione Costa Croce
27050, Val di Nizza (PV)
info@matericadistilleria.it