Rebollini – Re.Noir – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC – 2016
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Augusto Gentilli
- Ven 09 Mag 2025
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La vigna e la cantina
Le uve pinot nero utilizzate per la produzione del Re.Noir – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC 2016 di Rebollini provengono da un vigneto allevato a cordone speronato su suolo argilloso-calcareo con una resa di 50q/ha di uva; la vendemmia è stata svolta nella prima decade del mese di settembre selezionando i grappoli una prima volta in vigna e una seconda in cantina. La macerazione è durata due settimane, con ripetuti délestage; ha svolto la vinificazione interamente in acciaio. Al termine della fermentazione malolattica, il Re.Noir ha maturato in barrique nuove di rovere francese per oltre 12 mesi per poi affinare in bottiglia per i successivi 15 mesi; nel 2016 ne sono state complessivamente prodotte 2000 bottiglie.
La degustazione
A distanza di oltre cinque anni dalla precedente degustazione, ho avuto il piacere di degustare nuovamente il Re.Noir – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC 2016 avendo così la felice opportunità di verificarne le notevoli capacità di evoluzione in bottiglia.
Di color aranciato e, come si conviene ai pinot nero d’Oltrepò, di notevole intensità, il Re.Noir 2016 offre un panorama olfattivo intenso, fine, complesso ed evoluto ma certamente ben lontano dal mostrare i primi segni di vecchiaia.
In apertura, le spiccate note di confettura di fragola e lampone sono accompagnate dalle lievi sfumature di petali di rosa rossa appassiti; una breve ossigenazione nel calice permette al suo bouquet di aprirsi regalandoci una paletta olfattiva di non comune complessità nella quale si alternano, come in un continuo rimpiattino, sentori di spezie quali tamarindo, cannella, noce moscata, pepe nero e una leggera vaniglia. A questi profumi speziati, col trascorrere dei minuti, si affiancano armoniosamente note di rosmarino, cuoio, polvere di caffè, scorze di arancia amara e rabarbaro.
Questo Re.Noir – Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC, come si conviene ai grandi vini, sfoggia – anche al sorso – la cifra della sua nobiltà. Al palato, infatti, si offre ricco, vellutato e caldo ma, nel contempo, capace di stupire per l’indomito carattere e il compiuto equilibrio in virtù dell’integrata – ma vivida freschezza – e di una tessitura tannica dolce, fitta, avvolgente pur se ancora piacevolmente nervosa; lunghissima la persistenza.
Degustazione del giorno 3 maggio 2025; bottiglia appartenente al lotto L18.198
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