Summa 2018 e Alois Lageder: il vino di qualità nel rispetto dell’etica e dell’ospitalità
Se non fosse per gli ospiti, ogni casa sarebbe una tomba
Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926
In Italia, il panorama delle manifestazioni dedicate al vino è cresciuto, negli ultimi anni, in modo esponenziale offrendo agli appassionati eventi capaci di affrontare ogni singola sfaccettatura di questo affascinante e caleidoscopico mondo. Giunta alla sua XXI edizione, la Summa 2018, organizzata dalla famiglia Lageder presso la propria azienda a Magrè sulla Strada del Vino (BZ) nei giorni 14 e 15 aprile 2018, potrebbe pertanto sembrare solo uno dei tanti eventi enoici nati per valorizzare una delle eccellenze del nostro Paese.

In realtà, la Summa è qualcosa in più e non solo per la le magnifiche strutture che la ospitano – Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang dell’Azienda Lageder – o per la notorietà delle 80 cantine, italiane e straniere, partecipanti e neppure per la grande attenzione rivolta alla sostenibilità ambientale dell’evento stesso, aspetto questo assolutamente in linea con la filosofia biodinamica che guida la produzione dell’Azienda Lageder.

A mio modo di vedere, il vero valore aggiunto di questo evento, ciò che lo rende davvero unico è l’ospitalità: l’ospitalità nei confronti dei circa 2.000 visitatori e degli oltre 130 giornalisti ma, soprattutto, l’ospitalità nei confronti degli altri produttori partecipanti posti in condizione di poter promuovere il proprio lavoro all’interno delle magnifiche strutture di un collega, a dimostrazione che “fare gruppo” può essere una realtà e non solamente uno slogan privo di ogni concreto significato.
L’evento è stato arricchito da numerose degustazioni guidate tra le quali mi piace ricordare: “The first 30 years of Granato” (Foradori), “30 years of Löwengang Cabernet” (Tenuta Alois Lageder), “Bòggina” (Petrolo) ed “Etna Rosso Doc San Lorenzo” (Tenuta Terre Nere) oltre a “Hidden Treasures”, dedicata agli antichi vitigni dimenticati e recentemente recuperati; di grande interesse anche la presentazione alla stampa delle “Nuove Comete” (MÙS ∙ XVII, CHE ∙ XVI, BLA ∙ XVI, PIPO ∙ XV, TAN SEI ∙ XVI, NATSCH ∙ XVI, DOT ∙ XV, ARS ∙ XVI), prodotte in un numero limitato di bottiglie e che saranno presentate ufficialmente il prossimo giugno.

Queste sperimentazioni sono iniziate negli anni ‘80, quando Alois Lageder iniziò a coltivare vitigni diversi, provenienti da vari contesti geografici, geologici e microclimatici, per valutare come avrebbero risposto sia a un habitat differente sia al cambiamento climatico. La ricerca e la sperimentazione non hanno interessato solo i diversi vitigni – tra i quali un’antica varietà altoatesina quasi scomparsa, il Blatterle – ma in egual misura metodi di vinificazione non convenzionali come una prolungata macerazione sulle bucce e sui raspi per vini come il Pinot Grigio o la Schiava.

Infine, ma non certo per importanza, è un piacere segnalare che anche quest’anno nel corso della manifestazione sono stati raccolti circa 11.200€ che saranno devoluti alla Casa della Solidarietà di Bressanone.
Per ulteriori approfondimenti sulla Tenuta Alois Lageder, oltre a consultare il sito aziendale, è anche possibile leggere l’articolo (clicca qui) recentemente pubblicato su queste pagine.
La mia Summa fa 14
La mia Summa fa 14, ovvero 14 sono i vini, fra le molte decine di assaggi compiuti nel corso dei due giorni di degustazione, che non posso esimermi dal raccontare in virtù della loro eleganza ma anche in virtù delle storie e della passione di chi li ha prodotti e delle emozioni che sono stati capaci di suscitare in me. Ovviamente, il mio grazie e i miei complimenti vanno a tutti i produttori che ho avuto il piacere di visitare e che mi hanno sempre accolto con professionalità e cortesia

Un’ultima necessaria precisazione: i vini di seguito descritti saranno riportati seguendo in modo rigoroso l’ordine alfabetico dei loro produttori.
Alois Lageder – Bla XVI – Vino bianco
Il Bla XVI è un vino appartenente alla linea “Nuove Comete” ottenuto da uve Blatterle, un antico vitigno a bacca bianca quasi scomparso e originariamente coltivato nei pressi di Bolzano e nella Valle dell’Isarco; le analisi biomolecolari hanno evidenziato un profilo genetico assolutamente unico.
Il Bla XVI è stato fermentato con i grappoli quasi interi che solo in seguito sono stati pigiati; infine, è stato affinato per circa 19 mesi in barrique usate.
Dal calice, nel quale si offre alla vista di un bel color paglierino limpido, emergono note di frutta bianca matura e bergamotto alle quali si aggiungono, dando così vita a un panorama olfattivo ampio e fine, leggere sensazioni di maggiorana, oltre a sentori di grafite e fiori di biancospino.
Al palato, si presenta morbido, pieno, piacevolmente caldo, di ottimo corpo e di corretta freschezza; un lievissimo accenno tannico, dovuto alla particolare fermentazione, concorre a donargli equilibrio e piacevolezza di beva; più che soddisfacente la persistenza.
Azienda Agricola Costanti – Brunello di Montalcino Docg Riserva – 2012
L’Azienda Costanti, posta a sud est di Montalcino, dispone di circa 10 ha di vigneti siti fra i 310 e i 440m di altitudine su suoli ricchi di galestro.
Questa Riserva, affinata per 12 mesi in tonneau e per altri 24 mesi in botti da 30 – 35hl, si offre allo sguardo di un magnifico e tipico color granato vellutato anticipando un bouquet complesso ed elegante nel quale le note succose della frutta rossa matura e della violetta leggermente appassita sembrano voler sostenere e valorizzare le fini sensazioni agrumate delle arance amare e del mandarino nonché gli evidenti sentori ematici e quelli più sommessi della terra umida e della grafite.
All’assaggio, si offre sostenuto da una eccellente tessitura tannica e da una ben vestita acidità che insieme all’importante struttura ed alla morbidezza danno vita a un insieme armonico e di estrema eleganza pur senza rinunciare al proprio austero carattere; davvero lunga la persistenza.

Casa Vinicola Triacca – Il Monastero – Terrazze Retiche di Sondrio Igt – 2013
Il Monastero 2013 è ottenuto da uve Nebbiolo in purezza allevate ad archetto valtellinese su suoli argillo-sabbiosi poveri di humus; le uve, prima della vinificazione, sono state appassite in fruttaio per più di due mesi.; infine, il vino è stato affinato 12 mesi in barrique nuove.
Il suo luminoso e vellutato color granato introduce a un panorama olfattivo decisamente tipico ed elegante nel quale l’importante nota ematica funge da supporto per la pienezza della confettura di piccoli frutti nonché per le sensazioni floreali del potpourri di fiori rossi; i sentori speziati della noce moscata e quelli agrumati delle arance rosse ne completano il già complesso bouquet.
In bocca, colpisce per l’eccellente equilibrio fra la pienezza del corpo e la sua morbidezza da un lato e la nervosa, ma avvolgente, tannicità e la nitida freschezza dall’altra; la davvero notevole persistenza prolunga nel tempo il piacere di questo assaggio chiamando a gran voce il sorso successivo.
Castello d’Ama – L’Apparita – Toscana Igt – 2014
Vino ottenuto dalle uve Merlot prodotte dalle vigne dell’Apparita nella porzione più alta del vigneto Bellavista a una quota di 490m s.l.m. su suoli ricchi di argille; le viti sono allevate a lira aperta. È stato affinato per 18 mesi in barrique di primo e secondo passaggio.
Al naso, si offre profondo, ampio, elegante e complesso. Le note di frutti rossi e neri molto maturi si affiancano in modo armonioso alle ben evidenti sensazioni ematiche oltre che ai sentori di noce moscata e tabacco; leggere sfumature varietali di peperone giallo e un intrigante “ricordo” ematico ne completano un bouquet capace – cosa questa non comune – di coniugare finezza e intensità.
La grande avvolgenza, la pienezza del corpo e l’estrema morbidezza trovano elegante contrappunto e pieno equilibrio in tannini fitti e di eccellente fattura pur nella loro ancora non conclusa giovinezza nonché in una vivace e piacevole freschezza. La lunghissima persistenza e l’eleganza del fin di bocca chiudono egregiamente un assaggio da ricordare.

Cavalleri – Collezione Grandi Cru – Franciacorta Docg Brut – 2011
Ottenuto, esclusivamente nelle migliori annate, da sole uve Chardonnay selezionate dai vigneti più vocati sulle colline di Erbusco (BS), questo Franciacorta Docg Brut 2011, sboccato nell’autunno del 2016, ha riposato 54 mesi sui lieviti prima della sboccatura; il 20% della base spumante è stata affinata in botte grande.
Le minuscole e lente bollicine che risalgono lungo il calice donano ulteriore luce al già brillante color paglierino di questo Metodo Classico che si contraddistingue per un bouquet sicuramente più rivolto alla finezza che non all’intensità e nel quale è facile riconoscere note di frutta bianca croccante alle quali si affiancano, però, profumi di mela leggermente “ammaccata” capaci di donare raffinatezza all’insieme; il suo panorama olfattivo si completa con i sentori dolci del miele di acacia e dei fiori di gelsomino. In bocca, sfoggia un perlage setoso capace di accarezzare la bocca e di donare, insieme alla lineare freschezza, un ottimo equilibrio all’insieme sorreggendone la pienezza del corpo e la sua morbidezza; molto più che soddisfacente la persistenza.
Emidio Pepe – Trebbiano d’Abruzzo Doc – 2015
È importante ricordare le uve Trebbiano d’Abruzzo utilizzate per questo vino sono state pigiate con i piedi in una grande vasca di legno e, in seguito, vinificate in bianco; il vino così ottenuto è stato affinato direttamente in bottiglia dopo una permanenza di due anni in vasche di cemento.
Il suo color paglierino prelude a un naso di grande finezza e complessità. L’iniziale nota di frutta gialla croccante è immediatamente seguita, dando così vita a una sorta di rimpiattino, da sensazioni di fieno e fiori di camomilla tra le quali trovano un proprio spazio i sentori di erbe provenzali e l’elegante sfumatura minerale che ci riporta alla mente il profumo della roccia.
All’assaggio, spicca per la struttura del corpo e per la sua morbidezza; la marcata freschezza, la ben presente sapidità e un’appena accennata tannicità gli conferiscono non solo equilibrio ma anche carattere e piacevolezza di beva; davvero degna di nota la persistenza.

Il Borro – Il Borro – Toscana Igt – 2014
Ottenuto da uve Merlot (50%), Cabernet Sauvignon (35%), Syrah (10%) e Petit Verdot (5%)
5% Petit Verdot coltivate a un’altitudine media di 300m s.l.m., Il Borro 2014 è stato affinato per 18 mesi in barrique nuove per poi riposare otto mesi in bottiglia prima della sua messa in commercio.
Dal calice, nel quale questo vino sfoggia un intenso color rubino, emergono sensazioni succose di frutta rossa matura, spezie dolci e pepe nero alle quali si uniscono le note di cioccolato fondente e una timida e davvero gradevole sensazione di vaniglia.
Al palato, spicca per equilibrio e avvolgenza; la piacevole sensazione di calore, la grande morbidezza e la pienezza del corpo sono retti con carattere e decisione da tannini fitti e setosi e da un’ancora vivace freschezza; a coronamento dell’assaggio la più che lunga persistenza e l’eleganza del fin di bocca concludono la degustazione di una vino al quale è ancora dovuta una nota di merito per il sapiente uso del legno.
Le Macchiole – Messorio – Toscana Igt – 2014
Affinato per 18 mesi in barrique nuove, il Messorio 2014 si offre allo sguardo di un bel color granato, preludio a un naso fine e intrigante nel quale, tra le fitte maglie di un frutto rosso maturo, si fanno strada con grazia sentori di grafite e incenso oltre a sensazioni floreali riconducibili al potpourri di fiori rossi; il Merlot si rende evidente grazie a sobrie note di peperone giallo.
Al palato, si presenta succoso, morbido e di corpo e svela immediatamente una tessitura tannica di eccellente fattura, pur se non dimentica della propria gioventù, oltre a una piacevole freschezza. La lunga persistenza conclude una degustazione che fa sperare nella possibilità di un secondo assaggio fra qualche anno.
Nino Franco – Grave di Stecca – Vino Spumante Brut – 2013
Ottenuto da uve Glera in purezza coltivate su suoli calcarei sulle pendici delle Prealpi che sovrastano Valdobbiadene (TV) e spumantizzato con il Metodo Martinotti, questo spumante riposa in bottiglia dal 2014.
Il suo bel color paglierino è impreziosito da un perlage fine e persistente; al naso, dove spicca per la grande finezza, regala sensazioni di frutta bianca matura tra le quali si scorgono sfumature di mela leggermente avvizzita che ne connotano piacevolmente il panorama olfattivo; il suo bouquet trova pieno compimento grazie ai sentori di fiori di biancospino e di erbe aromatiche.
In bocca, sfoggia un ottimo corpo e una gradevole morbidezza entrambe ben sostenute dalla nitida freschezza e da un’altrettanto ben percepibile sapidità in grado di donare all’insieme equilibrio e una beva piacevole ma non banale; la lunga persistenza conclude un assaggio capace di stupire.

Petrolo – Bòggina – Val d’Arno di Sopra Doc – 2012
Ottenuto da uve Sangiovese in purezza prodotte dall’omonima vigna e vinificate in vasche di cemento, il Bòggina 2012 è stato affinato per circa 18 mesi parte in botti da 40hl e parte in tonneau.
Dal calice, nel quale il vino sfoggia un luminoso color granato, emerge un bouquet di grande finezza e complessità capace di coniugare ampiezza e verticalità. La pienezza del frutto rosso molto maturo, delle scorze di arancia amara e della violetta appassita, infatti, trova sostegno e spinta verso l’alto nelle note balsamiche mentolate mentre una soffusa sensazione ematica ne completa il panorama olfattivo donandogli ulteriore fascino.
All’assaggio, si offre ampio, succoso e di ottima struttura; i tannini – fitti,setosi e avvolgenti – e la ben presente freschezza offrono all’insieme equilibrio, nerbo e piacevolezza di beva che si protrae nel tempo in virtù di una davvero lunga persistenza e di un fin di bocca estremamente elegante.
Pio Cesare – Barolo Docg – 2004
Ottenuto da uve Nebbiolo provenienti da numerose vigne di cinque diversi comuni così come tradizione vuole, questo Barolo 2004, affinato in botti grandi per circa 30 mesi, genera già allo sguardo grandi aspettative in virtù del suo luminoso e vellutato color granato. Tali aspettative non sono vengono certamente deluse quando, avvicinato il calice al naso, si viene raggiunti da un bouquet scuro, elegante e complesso. Le note di frutta scura – mora, ciliegia, cassis e prugna disidratata – si alternano con i sentori floreali della violetta candita, con una marcata sensazione ematica nonché con i profumi speziati della noce moscata e con soffuse impressioni terrose e minerali.
All’assaggio, si offre ampio, di gran corpo e morbido; l’equilibrio è garantito da una tessitura tannica di eccellente stoffa e di inattesa gioventù oltre che da una freschezza perfettamente vestita. Vino dalla lunghissima persistenza, offre una chiara visione di ciò che il Barolo può – e deve – sapere offrire nel bicchiere.
Tenuta Cucco – Barolo Docg Cerrati – 2013
Questo vino è ottenuto a partire da uve Nebbiolo prodotte dall’importante vigna Cerrati in comune di Serralunga d’Alba a quote comprese fra i 260 e i 395m s.l.m. su suoli calcareo argilloso poco profondi e aventi esposizione tra sud e sud-est; prima dell’imbottigliamento è stato affinato per 12 mesi in barrique nuove e usate e, in seguito, in botte grande per altri 12 mesi.
Alla vista, sfoggia un vellutato color granato nel quale si scorgono ancora le ultime screziature rubino, preludio a un naso fine e complesso nel quale tra le note succose note di frutta rossa matura, si percepiscono sensazioni capaci di spaziare dalla violetta appassita alle note ematiche, dai sentori di agrumi rossi a quelli terrosi e minerali.
L’attacco al palato è ampio e profondo grazie alla pienezza del corpo e all’evidente morbidezza; la struttura tannica – di ottima fattura ma ancora scalpitante di gioventù – gli offre, col supporto della ben presente freschezza, personalità, nerbo ed equilibrio; molto lunga la persistenza.

Tenuta delle Terre Nere – Prephylloxera, La Vigna di Don Peppino – Etna Rosso Doc – 2016
Le uve Nerello mascalese con le quali è prodotto questo vino sono ottenute da una piccola parcella di circa 0,8ha di vigneto prefillosserico a piè franco a circa 600m di quota in Contrada Calderara in comune di Randazzo sul versante nord dell’Etna. Le viti, di circa 130 – 140 anni di età, sono coltivate su suolo vulcanico con presenza di pietra pomice mista a basalto e tracce di cenere; prima dell’imbottigliamento è stato affinato in barrique e tonneau per circa 18 mesi.
Al naso, si offre elegante, nitido e lieve con aggraziate sensazioni di marasca e ribes rosso alle quali si affiancano, in una sorta di minuetto odoroso, le note dolci della violetta fresca e del confetto oltre ai delicati sentori minerali e terrosi.
Al palato, si presenta molto morbido e di grande corpo ma, nel contempo, di beva piacevole grazie all’eccellente equilibrio donatogli dall’avvolgenza dei tannini e dalla sua composta, ma ben presente, freschezza; molto lunga la persistenza.
Un vino dalla personalità unica che fa della grazia la sua cifra distintiva e arriva a imprimersi nel nostro cuore sempre camminando sulle punte.
Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy – Barbaresco Docg Riserva Camp Gros Martinenga – 2011
Le uve Nebbiolo utilizzate per la produzione di questo Barbaresco Docg, realizzato solo nelle migliori annate, provengono dalla Martinenga in comune di Barbaresco, una delle più celebri Menzioni Geografiche Aggiuntive di questa denominazione e, in particolare, dal vigneto Camp Gros al confine con la MGA Rabajà; il vigneto, situato a quote comprese fra i 240 e i 290m di altitudine, gode di esposizione sud-occidentale. Il Camp Gros 2011 prima dell’imbottigliamento, è stato affinato in barrique per 12 mesi e, in seguito, per altri 16 mesi in botti grandi.
Il color granato chiaro con le ultime pennellate rubino di questo Barbaresco Docg funge da preludio a un bouquet di eccellente finezza e ottima complessità nel quale le note di piccoli frutti rossi e di violetta, sono affiancate da piacevoli sensazioni terrose e minerali oltre che dalle note terziarie del cuoio e della liquirizia.
All’assaggio, è capace di sfoggiare pienamente tutta la sua grazia presentandosi al palato di ottimo corpo e altrettanto ottima morbidezza entrambe sostenute da tannini nervosi ma di magnifica fattura e da una netta freschezza. La lunghissima persistenza, infine, ci permette di apprezzarne appieno il garbo e l’eleganza e, nel contempo, anche il carattere e l’indiscussa personalità.