• Lun 27 Mag 2024

Merano Wine Festival 2017: per assaggiare la passione

L’acqua divide gli uomini;

il vino li unisce.

Libero Bovio

Un’immagine, più di tutte le altre, mi resterà negli occhi della recente edizione del Merano Wine Festival 2017: la lunga, lunghissima fila di persone in ordinata attesa dell’apertura della 26a Edizione di questa ormai storica manifestazione. Un fiume di persone accomunate dalla passione per il vino e la grande gastronomia che, con l’emozione del primo giorno di scuola, si apprestavano ad assaggiare, confrontarsi e discutere su uno prodotti della storia umana che più di altri è capace di giungere nel profondo della nostra sensibilità regalandoci grandi emozioni e muovendoci a infiniti dibattiti su questa o quella sua caratteristica. Un pubblico sempre ordinato e attento e, per quanto ho ancora una volta avuto il piacere di osservare, presente – come sempre dovrebbe essere in ogni manifestazione – non per bere bensì per degustare, capire e innamorarsi.

Certo il successo commerciale e di immagine si valuta sui numeri – 10.000 presenze tra visitatori, produttori e giornalisti – oltre a eventi di grandi rilevanza quali il Convegno Naturae&Purae dedicato alla sostenibilità e alla salubrità della vitivinicoltura, curato e ideato da Helmuth Köcher e Angelo Carrillo che ha ospitato esperti e interpreti del mondo del vino come Attilio Scienza, Luca D’Attoma, Franz Josef Loacker, Werner Morandell, Angiolino Maule, Carlo Nesler e Giorgio Grai – oppure gli eccellenti espositori del mondo della gastronomia, presso la GourmetArena, e della ristorazione quali, solo per fare un esempio, lo chef stellato Luis Haller, vincitore del Premio Godio 2017 o gli show-cooking presso la Cooking Farm. Da ultimo, ma non certo per importanza, da segnalar l’ancora accresciuto interesse per la giornata del martedì dedicata allo Champagne con la manifestazione denominata Catwalk Champagne.

Helmuth Köcher

Il cuore enologico della manifestazione è, però, come sempre rappresentato dalla più che vastissima presenza di produttori e di etichette capaci di esprimere il meglio dell’Italia enoica arricchita da significative presenze straniere. L’elenco dei vini premiati – ricordo che anche quest’anno sono stati assegnati 25 Platinum Award oltre a numerosi Award Rosso e Gold – è consultabile al link della guida on-line The WineHunter Award.

In attesa dell’Edizione 2018 (9-13 novembre) e dato che, come ho avuto appena occasione di scrivere, il grande protagonista del Merano Wine Festival è, ovviamente, il vino, credo sia ora di passare a descrivere alcuni assaggi che mi hanno particolarmente colpito senza la pretesa di poterli raccontare tutti ma con la speranza di riuscire, comunque, a far percepire la vera essenza di questa manifestazione, ovvero la strenua ricerca della qualità; le mie sentite scuse vanno fin d’ora a quei produttori che mi hanno accolto con estrema cortesia, condividendo con me il frutto del loro lavoro ma che, per evidenti motivi di spazio, non avrò la possibilità di raccontare nonostante l’ottima qualità dei loro vini.

Le degustazioni: una piccola selezione di grandi vini

Prima di iniziare la descrizione dei vini che ho deciso di raccontare, credo sia giusto specificare alcuni aspetti. Nel corso dell’Edizione appena conclusa del Merano Wine Festival sono stato presente nelle giornate di venerdì – ovvero quella denominata Bio&Dinamica – e di sabato e, pertanto, non ho potuto degustare alcune vecchie annate presentate il lunedì e che, pertanto, non posso inserire in questo articolo esclusivamente per questa ragione. Inoltre, ho preferito tralasciare alcuni grandi vini ben noti – e giustamente premiati col Platino – per dare spazio anche ad Aziende ed etichette meno note, per lo meno a una parte del pubblico. Da ultimo, ho preferito non trattare Aziende di cui avessi già parlato negli scorsi articoli sulle passate edizioni di questa manifestazione per un ben comprensibile principio di alternanza.

Castelfeder – Burgum Novum – Pinot Nero Alto Adige Doc Riserva – 2003

Un Pinot Nero capace di incarnare l’essenza del vitigno, del territorio e dei molti anni trascorsi dalla vendemmia che lo ha visto nascere regalandoci un naso elegante e tipico nel quale la confettura di piccoli frutti rossi e la marasca matura si accompagnano a sensazioni più scure ed evolute quali il cuoio, il tabacco e un’assai piacevole sensazione ematica. Al palato, è pura seta grazie alla tessitura tannica elegante e avvolgente ma ancora perfettamente in grado di sostenere, aiutata da una freschezza di sorprendente vivacità, la pienezza del corpo e le sue morbidezze; la davvero lunga persistenza è il giusto coronamento di un assaggio che racconta di passione, impegno e competenza.

www.castelfeder.it

Ceretto – Bricco Rocche – Barolo Docg – 2013

Questo Barolo Docg è ottenuto dalle uve della Vigna Bricco Rocche, una Menzione Geografica del Barolo Docg in comune di Castiglione Falletto e oggi interamente di proprietà dell’Azienda Ceretto; la vigna è sita a quote comprese fra i 350 ai 370m s.l.m. con esposizione compresa fra sud-est e sud-ovest ed è coltivata su suoli derivanti dalle Arenarie di Diano d’Alba.

Al naso, il Bricco Rocche 2013 si presenta elegante, austero e chiede, in virtù di un panorama olfattivo che definirei riservato, la giusta attenzione da parte di chi abbia la fortuna di degustarlo. A costoro è però capace di giungere fino all’anima offrendosi in una tavolozza di profumi che abbracciano il ribes rosso e la marasca così come la violetta fresca e lievi sensazioni dolci che riportano la mente alle note di confetto; l’intero bouquet è garbatamente percorso da un’asciutta mineralità che ne forgia carattere e personalità. L’attacco in bocca è lineare e asciutto ma capace di aprirsi avvolgendo il palato di tannini di grandissima qualità pur se ancora vibranti di gioventù. Ottimo il corpo e altrettanto importante la lunga persistenza. Nel complesso un Barolo Docg di alta levatura che richiede a gran voce di essere aspettato alcuni anni per potersi esprimere pienamente.

www.ceretto.com

Conterno Fantino – Ginestra Vigna Sorì Ginestra – Barolo Docg – 2014

Ottenuto dalle uve di una delle porzioni più vocate – il Sorì Ginestra, appunto – dell’omonima Menzione Geografica sul versante orientale di Monforte d’Alba e coltivate a quote comprese fra i 340 e i 360m s.l.m. su suoli in prevalenza limosi ma arricchiti di importanti componenti argillose e sabbiose, questo Ginestra Vigna Sorì Ginestra 2014 svela un bouquet di grande eleganza e complessità nel quale la pienezza delle note fruttate della ciliegia matura sembrano dialogare fittamente con la floreale finezza delle violetta mentre i sentori di scorze di arancia fresca e di polvere di caffè, nonché una lieve e piacevole sensazione terrosa, ne incorniciano e impreziosiscono l’insieme. All’assaggio, si offre elegante, profondo e quasi austero ma, nel contempo, avvolgente, dal corpo ricco ottimamente sostenuto da una ben percepibile freschezza e da tannini di ottima fattura anche se ancora decisamente scalpitanti; molto lunga la persistenza. Un vino da riassaggiare fra qualche anno per poterne godere al meglio.

www.conternofantino.it

Gianfranco Fino – Sé – Salento Primitivo Igt – 2015

Ottenuto da uve Primitivo prodotte da vigne di circa 60 anni allevate ad alberello, il Sé 2015 sfoggia un naso caratterizzato dalla rara qualità di saper coniugare un’ottima intensità a una raffinata finezza. La pienezza del frutto rosso maturo è resa più articolata ed elegante dalle più chiare sensazioni di frutti di bosco nonché dalle note “amaricanti” del rabarbaro e dai sentori di spezie dolci. Nel complesso, un naso ampio, profondo e avvolgente che accompagna in modo naturale all’assaggio. In bocca, conferma gli eccellenti presupposti svelando un ingresso succoso, molto rotondo e di grande corpo ma, nel contempo, dalla beva resa gradevole dall’eccellente equilibrio, figlio di una nitida freschezza ma, soprattutto, di una tessitura tannica setosa, fitta e avvolgente; lunghissima la persistenza. Una nota di merito alla compostezza dell’alcol che, nonostante la sua importante presenza (15,5% vol.), si rende manifesto esclusivamente sotto forma di un piacevole e aggraziato calore all’assaggio.

Un vanto per la Puglia e per l’Italia tutta!

www.gianfrancofino.it

Il Sapore della Luna – Spiagge – Offida Pecorino Docg – 2015

Prodotto esclusivamente in acciaio, questo Offida Pecorino Docg sfoggia, fin dal primo avvicinamento al calice, un bouquet estremamente piacevole senza stucchevoli concessioni alla piaggeria. Le note fruttate, che riportano alla mela e alla pesca bianca matura, sono fittamente intrecciate a una spiccata verticalità balsamica e a sobrie note di anice stellato nonché a evidenti sensazioni di fiori di ginestra; il vitigno si palesa mediante le tipiche note minerali ancora appena accennate in virtù della giovane età.

Al palato, si presenta ampio, di ottimo corpo e altrettanto ottimo equilibrio grazie alla marcata freschezza. La più che buona persistenza e la piacevolezza del fin di bocca chiamano a gran voce il sorso successivo.

www.cantinailsaporedellaluna.it

K. Martini & Sohn – Maturum – Alto Adige Chardonnay Doc – 2015

Ottenuto da uve Chardonnay fermentate e, in seguito, maturate per sei mesi in botti piccole, il Maturum offre un’eccellente interpretazione di un vitigno che, pur se spesso inflazionato, è capace di regalare – Borgogna docet – alcuni dei più grandi vini bianchi del mondo. Le note di frutta bianca matura – pera, mela, pesca – e di frutta tropicale sono le indiscusse protagoniste del panorama olfattivo di questo vino che trova, però, il proprio pieno compimento nelle sensazioni di agrumi gialli maturi e nella piacevole vaniglia che, lungi dall’essere stucchevole, ne completa il bouquet offrendogli l’eleganza derivante dall’ottimo uso del legno. All’assaggio, è di corpo, ampio, molto morbido, profondo e succoso; la sua vibrante freschezza lo sorregge e gli regala sostegno nonché il necessario equilibrio per poterci offrire una beva facile ma certo non banale; l’eleganza del fin di bocca, prolungata dall’ottima persistenza, lo pone tra gli Chardonnay italiani che vale la pena di conoscere.

www.martini-sohn.it

Maso Martis – Trento Doc Brut Riserva – 2011 – Magnum

Le uve Chardonnay (70%) e Pinot Nero (30%) hanno dato vita a questo Metodo Classico Brut affinato su lieviti per circa 60 mesi e proposto, per l’occasione, in formato Magnum.

L’eleganza dell’effervescenza che si offre sotto forma di lente e sinuose catenelle di minuscole bolle di luce sono solo il prologo di un Metodo Classico dal naso complesso ed elegante nel quale la pesca bianca matura e la mela Golden sembrano ammantare, senza mai sovrastarle, le sensazioni di fiori bianchi amari e di liquirizia. In bocca, piacevolezza di beva ed equilibrio sono garantiti dalla pienezza della struttura che trova nerbo e anima in una lineare freschezza, nell’altrettanto spiccata sapidità nonché nell’effervescenza cremosa e avvolgente. L’ottima persistenza e la pulizia del fin di bocca lo rendono un prodotto godibile a tutto pasto così come durante aperitivi ricchi e complessi.

Un Metodo Classico capace di rispecchiare il fascino e la natura delle montagne dalle quali trae origine.

www.masomartis.it

Monterossa – Cabochon Brut– Franciacorta Docg – 2012

Ottenuto da Uve Chardonnay (70%) e Pinot Nero (30%) provenienti da alcune selezionate vigne coltivate sulle colline moreniche della Franciacorta, il Cabochon svolge la prima fermentazione in fusti di rovere da 250 litri per affinare poi, dopo la seconda fermentazione, per circa 40 mesi sui lieviti.

Il naso rivela un bouquet complesso ed elegante nel quale le sensazioni di frutta gialla matura sono affiancate da note di fieno, mandorla e fiori gialli appassiti oltre a lievi e piacevoli note boisé. All’assaggio, si viene subito rapiti dalla cremosità delle piccolissime bolle che risalgono lentamente in sottili catenelle donando ulteriore fascino e personalità a una beva già di per sé avvolgente ed equilibrata grazie alla rotondità e alla pienezza della struttura nonché alla lineare nitidezza dell’acidità. La più che lunga persistenza rappresenta il pieno compimento di un Metodo Classico marcatamente “gastronomico” ma, a mio avviso, pienamente godibile anche come vino da meditazione.

www.monterossa.com

Moschioni – Schioppettino – Colli Orientali del Friuli – 2006

Questo vino, lungamente affinato in legni di varie dimensioni, offre una magnifica interpretazione dello Schioppettino, una delle uve a bacca nera più rappresentative di quest’importantissima area vitivinicola che, negli ultimi decenni, ha visto l’affermazione sempre più massiccia delle varietà a bacca bianca.

Le sensazioni di apertura, facilmente riconducibili alle confetture di ciliegia, mora e piccoli frutti rossi, rappresentano l’elegante matrice all’interno della quale le importanti note speziate del pepe nero – tipiche di questo vitigno – sono affiancate da spezie più dolci quali la cannella e la noce moscata. Il loro compenetrarsi dà così vita a un bouquet ampio, profondo e fine nel quale la pienezza del frutto esalta, e non maschera, le altre sensazioni appena descritte. Le note boisé, appena percepibili, arricchiscono il tutto di ulteriore fascino e complessità.

All’assaggio si offre polposo, caldo, rotondo e di gran corpo pur senza nulla togliere alla sua bevibilità mantenuta intatta e gradevole dall’eccellente equilibrio offerto all’insieme da una ben presente freschezza nonché da tannini ancora ben percepibili pur nella loro setosa avvolgenza. La chiusa è affidata alla lunga persistenza e al fin di bocca piacevole e complesso.

Un elogio all’anima “rossista” di una terra convertita ai bianchi.

www.michelemoschioni.it

Poderi Gianni Gagliardo – Da Batié – Langhe Nebbiolo Doc – 2015

Ottenuto da uve Nebbiolo coltivate tra le colline del Roero e vinificate interamente in acciaio, il Da Batié rappresenta un’elegante interpretazione di un vino di beva giovane capace di raccontare in modo adeguato molte delle principali caratteristiche di questo grande vitigno piemontese.

Al naso, si offre tipico, elegante e complesso regalando sensazioni fragranti di marasca e piccoli frutti rossi alle quali si aggiungono, armoniose, le note floreali della violetta oltre a quelle della polvere di caffè e a una sfumatura di caramello.

L’ingresso in bocca è netto, ampio e rotondo; l’ottimo corpo riesce a ben abbracciare i tannini di bella fattura, anche se indubbiamente ancora con marcati caratteri adolescenziali, che gli conferiscono, però, anima e carattere pur rinunciando, in tal modo, alla perfezione dell’equilibrio. La lunga persistenza ci offre il tempo di pensare a un Langhe Nebbiolo Doc capace di coniugare importanti aspetti commerciali e di facilità di beva a rigore interpretativo e attenzione alla qualità.

www.gagliardo.it

Primosic – Ribolla di Oslavia Riserva – Collio Doc – 2011

Le uve Ribolla gialla – ottenute da vigne allevate nel Collio sulla tipica ponca, ovvero un’alternanza di arenarie e marne calcaree – sono state macerate per circa un mese e, in seguito, il vino ha affinato per due anni in botte grande. La Ribolla di Oslavia così ottenuta si presenta a noi per mezzo di un bouquet avvolgente ed elegante nel quale le note di frutta gialla matura sembrano esaltare le aggraziate sensazioni floreali di rosa fresca nonché i sentori di mandorla non tostata; la ponca si rivela – esprimendo in tal modo pienamente il territorio che l’ha vista nascere – per mezzo di una mineralità “rocciosa” ben presente ma mai sopra le righe. In bocca, apre offrendo morbidezza e pienezza di corpo e, nel contempo, regalandoci una beva piacevole, ma di carattere, grazie ai tannini gradevolmente presenti, all’ancora vivace freschezza e alla marcata sapidità. Un vino che, aiutato anche dalla lunga persistenza, rimane nella memoria così come le magnifiche colline tra le quali ha avuto origine.

www.primosic.com

Rocche dei Manzoni – Vigna Madonna Assunta La Villa Riserva 10 Anni – Barolo Docg – 2007

Prodotto da uve ottenute dalla Vigna Madonna Assunta La Villa, una storica e importante vigna all’interno della Menzione Geografica Castelletto di Monforte d’Alba, questo Barolo è stato affinato in barrique per tre anni per poi trascorrere i rimanenti sette in bottiglia.

Portato il calice al naso, si viene immediatamente avvolti da sensazioni di confettura di frutti rossi tra le cui pieghe occhieggiano eleganti sensazioni di scorza di arancia candita nonché di violetta anch’essa candita; leggere note boisé, che ci riportano alla bacca di vaniglia, e le note terziarie del tabacco ne arricchiscono quasi timidamente il bouquet.

In bocca, colpisce per la capacità di coniugare grande potenza e un’altrettanto importante eleganza; la magnifica tessitura tannica regala ulteriore personalità alla pienezza del corpo; l’eccellente equilibrio, la lunghissima persistenza e la sua profondità lo rendono emblematico di un territorio – quello di Monforte – noto da sempre per dar vita ad alcuni dei Barolo più austeri e strutturati.

www.barolobig.com

Umani Ronchi – Vecchie Vigne – Verdicchio dei Castelli Di Jesi Classico Superiore Doc – 2009

Ottenuto da uve Verdicchio prodotte da vigne allevate su suoli argillosi con esposizione tra est e sud-est a una quota di circa 300m s.l.m., questo vino è fermentato in acciaio e, in seguito, affinato per circa 10 mesi sulle proprie fecce fini in vasche di cemento.

Il naso, improntato molto più alla finezza che non all’intensità, apre con sensazioni di frutta gialla matura alle quali seguono, alternandosi in una sorta di interminabile rimpiattino, note di pompelmo giallo, fiori di ginestra, erbe aromatiche balsamiche e mandorla non tostata; tra le righe emerge, sobria ma nitida, la tipica mineralità che tanto caratterizza vitigno e territorio.

In bocca, si rivela ampio, profondo, rotondo, di ottimo corpo e di eccellente equilibrio grazie alla vibrante spalla acida e a una nitida sapidità che gli donano spinta, personalità e gradevolezza di beva; la lunga persistenza rappresenta il perfetto coronamento di un assaggio davvero degno di nota.

www.umanironchi.com

Zenato – Sergio Zenato – Lugana Riserva Doc – 2014

Questa Riserva, ottenuta da uve Trebbiano di Lugana in purezza, è fermentata per circa il 70% in botti di rovere da 50hl e in tonneaux da 300l e per il rimanente 30% in acciaio. In seguito, è soggetta a un affinamento della durata di circa sei mesi in botti e tonneaux nuovi a cui seguono 12 mesi di permanenza in bottiglia prima della sua commercializzazione.

Elegante e complesso, il bouquet del Sergio Zenato si presenta a noi per mezzo di note di frutta bianca fragrante alle quali si accompagnano, nel pieno rispetto reciproco, sensazioni di bergamotto e mentuccia mentre il tutto è avvolto dai suadenti sentori floreali della camomilla; il legno, sapientemente utilizzato, offre solo leggerissimi e lontani ricordi boisé. L’attacco in bocca è diretto e di eccellente freschezza ma, nel contempo, capace di aprirsi accarezzando il palato con la sua avvolgente morbidezza e la sua importante struttura e regalandoci così sensazioni di estremo equilibrio e armonia; la lunga persistenza ci permette di godere a lungo con i sensi e con la mente di una assaggio capace di riunire in sé facilità di beva e grande personalità.

www.zenato.it

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Le Cantine e i vini sopra descritti sono riportati in rigoroso ordine alfabetico.

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