• Mer 19 Giu 2024

…ma perché figli di un vino minore?

I Colli tortonesi condividono molta della loro storia e della loro cultura con l’Oltrepò pavese e io, pavese d’adozione e oltrepadano per passione, non posso quindi che apprezzare queste terre ricche di natura, di vini, di ricette e di prodotti tipici ma anche di problemi e contraddizioni proprio come le amate colline pavesi.

Situate nella porzione più orientale della provincia di Alessandria e percorse dalle valli Curone, Ossona e Grue, le colline tortonesi culminano con le cime appenniniche dei monti Giarolo, Ebro e Chiappo; dal punto di vista litologico il territorio è costituito prevalentemente da terreni sedimentari appartenenti alla successione stratigrafica del Bacino Terziario del Piemonte.

Caratterizzate da paesaggi agricoli e naturali tra loro strettamente inframmezzati, queste colline hanno nella vite una delle colture d’elezione in grado di fornire uve e vini di grande qualità. Note troppo spesso per prodotti a basso costo, queste colline sono al contrario in grado di offrire grandi emozioni all’appassionato che abbia voglia di percorrerle alla ricerca di piccole aziende che, avendo scommesso sulla qualità molto più che sulla quantità, realizzano ottimi vini spesso con eccellenti rapporti qualità – prezzo. Croatina, Barbera e Freisa, in particolare quando vinificate ferme, sono – tra le uve a bacca rossa – quelle che, nel rispetto delle tradizioni e dei vitigni autoctoni, possono riservare le più gradite sorprese; tra i vitigni autoctoni a bacca bianca, la recente riscoperta e valorizzazione del Timorasso – ultimamente recuperato dopo decenni di abbandono – rappresenta il caso più emblematico di come una maggior attenzione alla qualità in vigna e in cantina possano portare a grandi risultati in grado, potenzialmente, di rilanciare le sorti di un intero territorio.

La Denominazione d’Origine Controllata “Colli tortonesi”

Riconosciuta nell’ormai lontano 1973, la Doc Colli tortonesi ha visto numerose revisioni del proprio disciplinare di produzione, l’ultima delle quali risale al 2011. All’interno del territorio della Doc sono previste le due sottozone “Monleale” e “Terre di Libarna”; sono anche previste numerose denominazioni di vitigno la cui regolamentazione è contenuta nel disciplinare. La base ampelografica è costituita dai seguenti vitigni a bacca bianca: Cortese, Favorita, Müller Thurgau, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling italico, Riesling renano, Barbera bianca, Chardonnay, Sauvignon, Sylvaner verde, Timorasso, Favorita e Moscato bianco; tra i vitigni a bacca rossa sono autorizzati: Aleatico, Barbera, Bonarda piemontese, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Pinot nero, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Croatina, Lambrusca di Alessandria, Merlot, Nebbiolo, Sangiovese. È prevista la produzione di vini bianchi, chiaretti e rossi nelle versioni ferma e frizzante (per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi all’indirizzo www.collitortonesi.com).

Vigneti Boveri Giacomo

Difficile parlare di Giacomo e di sua moglie Sara: erede di una famiglia terriera che ha mantenuto la mezzadria fino agli ’40 dello scorso secolo, Giacomo, dopo gli studi da perito in telecomunicazioni, arriva all’agricoltura attraverso la famiglia, la passione e un’esperienza come presidente di zona di un’associazione di coltivatori e vi giunge, quindi, in modo consapevole a appassionato coinvolgendo in tale passione Sara che, abbandonata l’avvocatura, si dedica completamente a questa nuova avventura tra le colline di Costa Vescovato (AL). La scelta di parlare di agricoltura, e non di viticoltura, è strettamente legata proprio alla visione di questa famiglia che vede nella terra e nei suoi frutti – tutti i suoi frutti – la via per un corretto rapporto fra uomo e territorio. Ecco quindi che l’Azienda Agricola Boveri Giacomo, sicuramente già attiva nel lontano 1820, attualmente produce, oltre alle uve e ai vini, anche erba medica e grano tenero. Le vigne, circa 10ha su suoli argillosi e calcareo – sabbiosi esposti a sud ovest e situati a una quota di circa 300m s.l.m., sono costituite da Timorasso e Cortese, tra i vitigni a bacca bianca, e da Barbera, Croatina, Freisa, Dolcetto e Merlot tra quelli a bacca rossa.

I vini degustati

Vino della Croce – Colli Tortonesi Doc Barbera 2010 12,5% vol.

Barbera ferma affinata in acciaio e vetro, nel bicchiere ci appare ancora di un magnifico colore porpora intenso. Il naso, schietto fine e intenso, è un’esplosione di frutta rossa – ciliegia su tutto – arricchito da una marcata nota balsamica di eucaliptolo e da sentori di violetta. In bocca è armonico, rotondo, fresco di buon corpo e giustamente tannico; ottime sia la corrispondenza naso bocca sia la persistenza. È da segnalare l’eccellente rapporto qualità prezzo

Bricco della Ginestra – Colli Tortonesi Doc Barbera 2008 14% vol.

Frutto di un vigneto particolarmente vocato e di un attento lavoro in vigna e in cantina, questa barbera – anch’essa completamente lavorata in acciaio – si mostra di colore rubino intenso e decisamente densa alla rotazione: tutto ciò lascia presagire un’eccellente conservazione e grandi soddisfazioni. Le aspettative non vengono certo deluse: il naso è schietto, fine e decisamente intenso. La frutta rossa è ben presente (su tutto la ciliegia, tipica per questo vitigno) con sentori decisamente più maturi in virtù del più lungo invecchiamento e, probabilmente, anche dell’eccellente esposizione del vigneto; a questi si aggiungono una piacevolissima nota di eucaliptolo e, di particolare interesse, la presenza dei primi aromi terziari quali, ad esempio, il cuoio. In bocca è decisamente equilibrato, intenso, rotondo e caldo. Eleganti i tannini ancora ben percepibili che, abbinati all’ottima acidità, gli conferiscono nerbo e personalità; la persistenza è un po’ più breve rispetto all’assaggio precedente.

Abbiamo avuto la fortuna di poter degustare anche il millesimo 2000, ormai non più in vendita. Il colore, ancora rubino, è solo un po’ meno vivo rispetto all’annata 2008. Il naso regala sempre frutta rossa ma evoluta verso la marmellata e le ciliegie sotto spirito. La nota balsamica è ancora molto presente ma, lasciando al vino il tempo di aprirsi, emergono dal bicchiere interessanti sentori di pepe e cuoio. In bocca è armonico ed elegante, di ottimo corpo e tannini evidenti e molto eleganti: grande persistenza.

La Cappelletta Colli Tortonesi DOC Rosso da uve Freisa 2008 12,5% vol.

La Freisa, così come la Croatina, è un vitigno ingiustamente sottovalutato, spesso schiacciato sotto il peso di prodotti di bassa qualità (intendiamoci, non perché vivaci ma perché mal realizzati). In realtà questo vitigno, stretto parente del ben più noto e blasonato Nebbiolo, è in grado, se ben coltivato e vinificato, di fornire vini fermi di ottima struttura e corpo caratterizzati da buona propensione all’invecchiamento: La Cappelletta, il vino oggetto di quest’ultima degustazione, ricade a pieno titolo in questo ultimo ristretto – ma nobile – drappello. Alla vista appare rubino vivo con unghia arricchita da sfumature porpora; i profumi – schietti, intensi e fini – riportano alla mente la marmellata di ciliegia, le prugne secche, le more oltre a note speziate di liquirizia e pepe. In bocca è di corpo, caldo, rotondo e giustamente tannico per merito di tannini fini e non aggressivi; più che soddisfacente la persistenza.

Vigneti Boveri Giacomo
Via Costa Vescovato 15 – Frazione Montale Celli
15050 Costa Vescovato – Alessandria
www.vignetiboveri.it
info@vignetiboveri.it

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