Live Wine 2019: appunti di viaggio tra i vini artigianali d’Italia

La creatività non sta nel trovare nuovi paesaggi,

ma nell’avere occhi nuovi

Marcel Proust

Il vino ha tanti volti, tante interpretazioni e tante storie alle proprie spalle ma dovrebbe – sempre e comunque – essere in grado di rappresentare un racconto, una narrazione che parte dalla terra e dalla vita per giungere nel calice con le proprie tradizioni, il proprio territorio e le uve che lo hanno generato. Vorrei, però, chiarire fin da subito un aspetto che per me è fondamentale: deve essere un “racconto a lieto fine” che non veda tra i protagonisti difetti che ne possano disturbare la beva mascherandone i valori e la passione dai cui ha tratto origine. Un aspetto, questo appena esposto, che nulla ha a che spartire con industria o artigianalità, con naturalità o tecnologia ma solo con la cura, l’attenzione e la professionalità di chi, pur se in aziende da poche migliaia di bottiglie, si impegna perché il proprio vino possa essere fino in fondo un momento di puro piacere ed emozione.

Sono trascorse circa due settimane da quando si è conclusa a Milano l’edizione 2019 di Live Wine, il Salone Internazionale del Vino Artigianale dal quale mancavo ormai da alcuni anni e dove sono tornato carico di speranze e aspettative che certo non sono state tradite. Ho visitato numerosi produttori, tra gli oltre 150 presenti, degustato un significativo numero di vini e avuto l’ulteriore conferma che l’insano pregiudizio che coniuga vino artigianale come vino difettoso è stato ancora una volta smentito dalla realtà dei fatti. Questo non vuole dire che tutti gli assaggi fossero soddisfacenti ma ciò accade, sempre e comunque, in qualunque manifestazione dedicata al vino a prescindere dall’importanza delle Aziende e dagli approcci di vigna e di cantina utilizzati. Ciò che conta è che sempre più aziende stiano riuscendo a realizzare vini ineccepibili nel pieno rispetto della loro scelte produttive e delle loro dimensioni oltre che – ed è giusto sottolinearlo – delle loro disponibilità di investimento in tecnologia e personale.

Live Wine 2019 nel bicchiere

Alla manifestazione, oltre alle numerosissime cantine italiane, ha partecipato una folta rappresentanza di produttori stranieri provenienti da Austria, Francia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna e Ungheria con oltre 30 aziende partecipanti ma devo ammettere che, da campanilista praticante, anche in quest’occasione ho preferito visitare i nostri produttori e dedicare le righe che seguiranno a dodici vini di dodici aziende italiane che, ciascuna nel rispetto della propria identità, hanno saputo coniugare qualità e tradizione arricchendo i loro prodotti di una forte personalità. Il mio grazie – e i miei complimenti – sono comunque rivolti a tutti quei vignaioli che mi hanno dedicato un po’ del loro tempo permettendomi di assaggiare insieme a loro il frutto del loro impegno.

Barraco – Terre Siciliane Igp Zibibbo – 2017

Questo Terre Siciliane Igp Zibibbo è ottenuto dalle omonime uve coltivate a Marsala (TP) su terre nere ricche di scheletro e vinificate in acciaio con tre giorni di macerazione sulle bucce; in seguito, il vino è stato maturato, sempre in acciaio, fino al mese di maggio.

Di color paglierino, questo zibibbo apre al naso con le note aromatiche dei fiori di zagara e della salvia sclarea avvolte, ma certo non soffocate, dalle fragranti sensazioni fruttate della mela Golden e del cedro oltre che dai sentori di erbe provenzali e macchia mediterranea.

Al sorso, è teso, fresco e sapido ma, nel contempo, ampio, morbido e di corpo rivelandosi capace di coniugare intensità e finezza; vino di notevole personalità, sfoggia un’ottima beva e una lunga persistenza.

www.vinibarraco.it

Giuseppe Calabrese – Peppina Moscato di Saracena – 2016

Vino ottenuto a Saracena (CS) da uve guarnaccia, malvasia, adduroca e moscatello, un antico vitigno locale le cui relazioni con gli altri “moscato” non sono note. Le uve moscatello sono appassite appese a graticci ombreggiati mentre le altre uve, dopo la pigiatura, danno origine a un mosto che sarà bollito fino a ridurne il volume di circa due terzi. A questo punto, i due mosti sono assemblati e fermentati. Il Moscato al governo di Saracena è un Presidio Slow Food – al quale aderisce anche Giuseppe Calabrese – e, pertanto, rimando alla scheda riguardante tale Presidio per ulteriori approfondimenti.

Il suo color ambra carico ci introduce a un naso intenso, elegante e complesso nel quale le note di uvetta appassita e dattero sono rapidamente affiancate dalle sensazioni minerali della grafite nonché da quelle del fieno e del miele di castagno; lievi sfumature eteree gli conferiscono verticalità e ulteriore finezza.

All’assaggio, si presenta dolce, rotondo e avvolgente ma, nel contempo, vibrante ed equilibrato grazie alla nitida freschezza che ne sostiene la grande morbidezza, l’importante corpo e l’altrettanto notevole residuo zuccherino. Vino che stupisce per intensità ed equilibrio oltre che per l’ottima beva e la più che lunga persistenza; da provare assolutamente.

info@giuseppe-calabrese.it

Ilaria Salvetti – Talin – Erbaluce di Caluso Passito Docg – 2013

Le uve erbaluce utilizzate per questo Caluso Passito Docg provengono dai vigneti dell’Azienda coltivati sui suoli acidi e ricchi di scheletro della collina morenica di Caluso a circa 350m di altitudine; dopo la vendemmia, le uve sono appassite su stuoie in modo naturale per un periodo di circa quattro mesi. Il vino da esse ottenuto, vinificato in acciaio, sarà infine maturato in botti di rovere e acacia per 36 mesi e, infine, affinato in bottiglia per quasi un altro anno.

Dal calice, nel quale sfoggia un cristallino color ambra, il Talin 2013 apre al naso con intense ed eleganti note di grafite accompagnate da quelle fruttate dell’uvetta appassita e del dattero; una piacevole vena balsamica ne arricchisce ulteriormente il bouquet e gli conferisce un’interessante verticalità.

All’assaggio, colpisce per il magnifico equilibrio ottenuto grazie alla vivida freschezza che ne sorregge l’evidente dolcezza, oltre alla pienezza di corpo e struttura, offrendogli una beva piacevole e certo non stucchevole; lunga la persistenza.

www.cantinailariasalvetti.it

Le More Bianche – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Rosé Pas dosé – 2015

Ottenuto da uve barbera vinificate in rosa, questo Metodo Classico – sboccato nel corso del mese di novembre 2018 – è stato affinato sui propri lieviti per circa 30 mesi.

Di color rame chiaro, attraverso il quale risale un’effervescenza fine e persistente, offre al naso un quadro olfattivo non particolarmente ampio ma fine e molto gradevole nel quale si riconoscono distintamente, e molto ben armonizzate fra loro, le note fruttate della pesca gialla, del ribes rosso e della mela croccante; l’insieme, inoltre, è percorso da un nitido sentore di grafite che gli conferisce una spiccata mineralità.

Al sorso, si offre tagliente e deciso ma, nel contempo, morbido e di buon corpo; l’equilibrio, forse non ancora totalmente compiuto, e la più che soddisfacente persistenza sono comunque più che sufficienti a garantirgli una beva assai piacevole e una vocazione all’abbinamento con piatti ricchi di grasso e di buona intensità gusto-olfattiva. Le bollicine si confermano fini e piacevoli anche all’assaggio.

www.lemorebianche.com

Maison Maurice Cretaz – Min – Valle d’Aosta Doc Mayolet – 2017

Ottenuto da uve mayolet coltivate a Sarre (AO) a quote comprese fra i 640 e i 700m s.l.m. su pendii fortemente rocciosi e acclivi, il Min 2017, maturato in acciaio, si mostra nel calice di un bel rubino chiaro, preludio a un naso intensamente fruttato nel quale spiccano la fragola, la mora e la susina; piacevoli sensazioni di fiori rossi di campo ne completano il quadro olfattivo.

All’assaggio, spicca per l’immediatezza e la piacevolezza della beva grazie alla gradevole freschezza, ai tannini ben fatti, ma contenuti, e a struttura e corpo non esplosivi ma sicuramente in grado di donare all’insieme un ottimo equilibrio; adeguata la persistenza.

Vino capace di raccontare la viticoltura di montagna nella sua essenzialità e nelle sue tradizioni: sembra trasportarci direttamente tra quei vigneti terrazzati in attesa di una gradevole merenda.

www.mmc.wine

Marco De Bartoli – Bukkuram Sole d’Agosto – Passito di Pantelleria Doc – 2016

Questo magnifico Passito di Pantelleria Doc è ottenuto da uve zibibbo in purezza prodotte da vigneti allevati ad alberello pantesco su suoli vulcanici lungo pendii terrazzati aventi esposizione sud-occidentale a una quota di circa 200m s.l.m.. Parte delle uve sono state vinificate fresche e, in seguito, a tale vino nuovo è stata aggiunta, dopo essere stata diraspata manualmente, le rimanente quota di uva che era stata precedentemente appassita al sole; tale macerazione delle uve appassite nel vino nuovo si è protratta per circa tre mesi. Infine, dopo un passaggio in botte di almeno sei mesi, il Sole d’Agosto ha maturato in acciaio prima dell’imbottigliamento.

Il suo intenso color oro, impreziosito da eleganti riflessi ambrati, ci conduce a un bouquet elegante, complesso, ampio e verticale. Le note più dolci dell’uvetta appassita, del dattero, degli agrumi canditi e del miele di castagno sono percorse da nervature di sensazioni che sembrano rincorrersi e tra le quali mi piace ricordare quelle delle erbe provenzali e della macchia mediterranea, oltre ai sentori di grafite e di tè nero; una vena balsamica conferisce all’insieme ulteriore tridimensionalità.

Il sorso, rotondo e grasso, spicca per corpo e morbidezza ma, nel contempo, per freschezza ed equilibrio grazie anche all’evidente sapidità; molto lunga la persistenza.

www.marcodebartoli.com

Menti Giovanni – Vin de Granaro – Vino bianco – 2007

Le uve garganega utilizzate per la produzione di questo vino sono state coltivate a Gambellara (VI) su suoli di origine vulcanica e, in seguito, appassite per circa sei mesi appendendo a mano ogni grappolo alle travi dei locali ben arieggiati di un’antica torre del 1700. In seguito, tali grappoli sono stati pressati interi e il mosto così ottenuto è stato lasciato fermentare naturalmente, per un periodo compreso fra i due e i sei anni, in caratelli di rovere non tostati posti all’interno del granaio.

Di color tonaca di frate chiaro, il Vin de Granaro 2007 apre con intense e fruttate note di uvetta appassita e dattero alle quali si affiancano sentori di sottobosco e grafite oltre a una sfumatura di caramello; una garbata ed elegante vena eterea, ne aumenta la complessità e gli conferisce una piacevole verticalità.

Al palato, si offre rotondo, ampio e dolce ma, nel contempo, percorso da una tesa freschezza che ne sorregge dolcezza, struttura e corpo conferendogli equilibrio, armonia e una beva di assoluta piacevolezza; molto lunga la persistenza.

www.giovannimenti.com

Musella – Recioto della Valpolicella Docg – 2012

Questo Recioto della Valpolicella Docg è prodotto a partire da uve Corvina (55%), Corvinone (20%), Rondinella (10%) e Oseleta (15%) ottenute dalle vigne site sulla collina che divide Montorio dalla Valle d’Illasi (VR); tali vigne sono allevate su suolo calcareo con prevalenza di argilla rossa ferrosa nei vigneti “Il Perlar” e “Palazzina” e su terreno di medio impasto argilloso tufaceo nel vigneto “Monte del Drago”. Dopo l’appassimento, di circa 150 giorni, l’uva viene pigiata e poi fermentata in tonneau aperti per un periodo di circa due mesi. Alla fine della fermentazione, il vino matura due anni in tonneau nuovi prima di affinare in bottiglia per un altro anno in attesa di essere posto in commercio.

Di color rubino nel quale iniziano ad apparire i primi riflessi granato, questo Recioto 2012 presenta un bouquet inizialmente connotato dalla confettura di ciliegia e mora e dallo sciroppo di cassis; in seguito al trascorrere dei secondi e a una lieve rotazione del calici, l’insieme si arricchisce delle note speziate della cannella e della noce moscata, di lievi rimandi tostati di cioccolato fondente nonché di una piacevole sensazione fumé; leggeri sentori di peperone giallo ci ricordano i vitigni dai quali ha tratto origine.

Il sorso – rotondo, leggermente dolce e piacevolmente caldo – spicca per equilibrio e armonia grazie alla fitta e setosa tessitura tannica e alla nitida freschezza; estremamente piacevole la beva e assai lunga la persistenza.

www.musella.it

Ricci Carlo Daniele – C.C.C. – Vino bianco – 2011

Ottenuto dalle uve timorasso prodotte da vigneti aziendali allevati su marne tortoniane a una quota di circa 300m s.l.m. lungo versanti aventi esposizione compresa fra sud e sud-ovest, questo vino bianco, dopo una breve macerazione di tre giorni sulle bucce, è stato maturato in tonneau scolmi per cinque anni; prima della sua messa in vendita è stato affinato in bottiglia per altri 24 mesi.

Il C.C.C. 2011 si presenta alla vista di un intenso color ambra e regala un bouquet, intenso ed intrigante, che apre con intense note di albicocca disidratata alle quali si affiancano quelle dei fiori gialli essiccati; il vitigno si rende manifesto mediante le garbate note di idrocarburo mentre l’insieme acquisisce un’interessante verticalità grazie a lievi, ma ben percepibili, note eteree, spesso ben presenti nei vini maturati in ambiente volutamente ossidativo.

Al palato, si offre lineare e perfettamente sostenuto dalla vivida freschezza ben vestita dall’ottimo corpo e dell’altrettanto evidente morbidezza dando così origine a un insieme equilibrato e dal pronunciato carattere; lunga la persistenza.

cascinasanleto@libero.it

Rivetto – Barolo Docg Briccolina – 2013

Questo Barolo Docg – prodotto con uve ottenute dai vigneti della nota MGA Briccolina (Serralunga d’Alba, CN) allevati su terreno fortemente argilloso e calcareo con grande presenza di marne a circa due metri di profondità sui pendii posti a circa 340m di altitudine e aventi esposizione compresa fra ovest e sud-ovest – ha svolto la fermentazione spontanea in tini aperti prima di essere maturato per tre anni in botti di rovere da 15hl ai quali sono seguiti altri due anni di affinamento in bottiglia prima della sua commercializzazione.

Di color granato chiaro, questo Briccolina 2013 offre un bouquet intenso e fine nel quale, inizialmente, spiccano le note fruttate della marasca e del ribes rosso oltre a quelle floreali della violetta fresca; dopo pochi attimi di attesa, queste prime sensazioni sono affiancate da quelle agrumate delle scorze di arancia amara e da una timida sensazione di sottobosco.

All’assaggio, svela tannini di eccellente fattura, pur se ancora lontani dall’essere domi, e una ben presente freschezza che, nel loro insieme, offrono nerbo e sostegno all’ottimo corpo e all’altrettanto evidente morbidezza dando così vita a un unicum che, pur se di non compiuto equilibrio, offre sincere emozioni e i presupposti per un’interessante evoluzione nel corso degli anni; lunga la persistenza.

www.rivetto.it

Terre a Mano, Fattoria di Bacchereto – Pian de’ Sorbi – Rosso Toscano Vendemmia Tardiva Igt – 2011

Le uve sangiovese utilizzate per il Pian de’ Sorbi 2011 provengono dai vigneti aziendali allevati su terreni derivati da calcari marnosi di tipo alberese, scisti argillosi ed arenarie. Dopo la vinificazione, è stato maturato per sei anni in tonneau di rovere ai quali è seguito un anno di affinamento in bottiglia prima della sua messa in commercio.

Il suo color tonaca di frate intenso ci conduce a un bouquet scuro e complesso apparentemente dominato dalle fitte note dei frutti neri – quali mora, mirtillo e prugna disidratata – ma tra le quali emergono nitide le piacevoli sensazioni della noce moscata e quelle del potpourri di fiori rossi; una vena eterea, oltre ad ampliarne il panorama olfattivo, lo arricchisce di un’interessante verticalità.

Il grande corpo, l’evidente dolcezza e la sua più che spiccata morbidezza lo rendono un vino ampio e rotondo ma, nel contempo, di eccellente equilibrio e spiccata personalità in virtù dei fitti e marcati tannini e di una ben presente freschezza; molto lunga la persistenza e assai piacevole la beva.

terreamano@gmail.com

Valli Unite – Coop23 – Colli Tortonesi Doc Timorasso – 2015

Ottenuto da sole uve timorasso prodotte dai filari posti nella parte sommitale dei vigneti allevati su suoli argilloso-limosi e, in seguito, vinificato e maturato interamente in acciaio, questo Coop23 2015 si presenta allo sguardo di un bel color paglierino intenso, preludio a un naso fine, tipico e ancora giovanile, nel quale spiccano le note croccanti della frutta bianca affiancate da quelle agrumate del cedro e del mandarino; sensazioni di miele di castagno e di confetto ne completano l’elegante bouquet.

Il sorso è ampio, piacevolmente caldo e rotondo; l’ottimo corpo e la spiccata morbidezza trovano il proprio baricentro nella vibrante spina acida nonché nella ben evidente sapidità; lunga la persistenza e molto gradevole il fin di bocca. Una nota di merito è certamente dovuta alla compostezza dell’alcol che, nonostante il suo 16,5% in volume, non conferisce un’eccessiva connotazione alcolica né al naso né alla beva.

www.valliunite.com

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