• Mer 19 Giu 2024

Io lo chiamo Nebbione

Lunedì 27 maggio l’Associazione Nebbione Metodo Classico migra sul Lago Maggiore

Avreste mai immaginato che da una stessa vigna e da una stessa annata si potessero assaggiare due vini completamente diversi per tipologia e colore?
È una reale possibilità a partire dalla vendemmia 2010, anno di partenza del progetto “Nebbione”, ideato dall’enologo Sergio Molino, che ha deciso di chiamare in questo modo il procedimento di produzione dello spumante metodo classico da 100% uva nebbiolo proveniente da diverse regioni vocate alla sua coltivazione.

Sarà proprio questo il fulcro della degustazione “Io lo chiamo Nebbione” dedicata agli operatori del settore del 27 maggio prossimo che si terrà al Ristorante Giardino di Arona, organizzata dall’Associazione Nebbione.

L’enologo Sergio Molino

Le Langhe del Barolo, l’Alto Piemonte del Gattinara e la Valle d’Aosta del Picotendro, terre in cui il Nebbiolo si esprime al meglio dando origine a grandi rossi, trasmettono la stessa ricchezza espressiva nella versione “bolla”. Il Nebbione si colloca nel contesto degli spumanti piemontesi che hanno creato una nuova tendenza del “bere local” quale prodotto di gamma medio-alta e di nicchia.

Anni di analisi e ricerche – racconta Sergio Molino – mi hanno portato a capire che il grappolo di Nebbiolo, nella sua parte più bassa nel periodo pre-vendemmiale ha il grado di acidità perfetto per creare una base spumante, di qui l’intuizione di utilizzarlo per un metodo classico e la creazione del gruppo di lavoro”. Poche regole ma ben precise definiscono il progetto: soltanto le punte dei grappoli, soltanto Nebbiolo da rosso importante, oltre 40 mesi sui lieviti, dosaggio zero e, ovviamente, metodo classico.

Lunedì 27 maggio le aziende che fanno parte del progetto proporranno nella prima parte dell’evento in degustazione un’anteprima della “bolla” ancora in via di maturazione o appena uscita in commercio nella seconda parte lo spumante affiancato dal suo rosso, vale a dire i due vini ottenuti dallo stesso vigneto e dalla stessa vendemmia. Più precisamente:

Rivetto dal 1902 (Serralunga d’Alba) – Kaskal 2013 e Barolo Briccolina 2013
La Kiuva (Arnad – Valle d’Aosta) – Traverse 2012 e Arnad-Montjovet Superieur 2012
Cascina Ballarin (La Morra) – Punte dei Tre Ciabot 2012 e Barolo Bricco Rocca 2012
Enzo Boglietti (La Morra) – Enzo Boglietti 2011 e Barolo Brunate 2011
Travaglini (Gattinara) Nebolè 2011 e Gattinara Riseva 2011
Franco Conterno (Monforte d’Alba) e Barolo Bussia Riserva 2010

Gerlotto (Diano d’Alba) – Anteprima 2016

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