• Ven 19 Lug 2024

Il vino del sabato: Figlio di una terra benedetta: lo Chardonnay di Nicoletta De Fermo

Chi mi conosce lo sa: raramente mi lascio emozionare da un vitigno internazionale (coltivato fuori dalla sua terra d’origine, s’intende!). È per me, quindi, particolarmente strano presentare, come mio primo contributo per questa rubrica, proprio uno chardonnay. Padre nobile di alcuni grandissimi vini bianchi, lo Chardonnay è indissolubilmente legato a tre delle più blasonate zone vitivinicole del mondo: La Côte de Baune e Chablis in Borgogna e la Champagne, con particolare riferimento alla Côte des blancs.

Loreto Aprutino in provincia di Pescara, pertanto, non rappresentava certo, nel mio immaginario, il luogo dove assaggiare uno chardonnay che mi avrebbe così tanto colpito. Certo i segni per attendersi una terra benedetta da Dio c’erano: la tenuta De Fermo confina, infatti, con i vigneti da cui nasce uno dei vini bianchi più importanti del mondo (non dovrebbe essere difficile capire quale…comunque aggiungo che è a base Trebbiano d’Abruzzo), i suoli sono ricchi di scheletro grossolano a matrice calcarea e i vigneti sono soggetti a significative escursioni termiche durante la fase finale della maturazione delle uve. E poi? E poi un quid in più: la grande passione dei titolari che, abbracciando la filosofia del biologico e del “vin du garage”, danno vita e anima a un grande prodotto.

Soc. Agr. Nicoletta De Fermo Launegild 2012, Chardonnay Colline Pescaresi Igt. 14% vol.

Vivo, nervoso, affascinante: ecco tre termini che possono iniziare ad avvinarci a questo Chardonnay già dall’esame visivo. Colore paglierino intenso brillante capace di coniugare – cosa non facile – riflessi dorati a sfumature ancora verdoline. Ma questo è niente, è solo pura gratificazione per gli occhi. È portandolo al naso che questo vino inizia a farsi scoprire, a portarci nel suo mondo e a raggiungere il nostro cuore.

Inizialmente è l’albicocca – fresca ma matura – a colpirci, seguita dalla frutta tropicale in un insieme di sensazioni fresche e perfettamente equilibrate. Un paio di giri nel bicchiere ed ecco lo chardonnay, o meglio, ecco un grande chardonnay: note di confetto e marzapane, altre note gradevolmente burrose affiancate da eleganti ricordi di nocciole verdi seguite da sentori di pompelmo giallo. E poi le erbe: citronella, salvia, rosmarino e leggeri spunti di erba fresca. In bocca entra compatto, tagliente ma composto. Grande freschezza, buon corpo e una chiusura lunga e gradevole.

Gli abbinamenti: è un vino complesso, lungo e di grande freschezza ma nel contempo arricchito da profumi eleganti e mai esagerati. Pertanto provatelo su piatti ricchi di struttura e di buona grassezza ma con gusti e profumi non eccessivi. Risotti ben mantecati, carni bianche arrostite e formaggi di media stagionatura. Un consiglio però permettetemelo. Bevetene prima un bicchiere da solo: è una prima donna e merita di essere lungamente corteggiata.

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